«Oggi non viviamo soltanto un’epoca di cambiamenti ma un vero e proprio cambiamento d’epoca» (Veritatis gaudium, 3): siamo più che convinti dell’affermazione, ma forse non vogliamo assumerne ancora tutte le conseguenze, né tanto meno accettare che il comportamento delle persone sia anzitutto guidato dalla visione culturale o dalla comprensione della realtà propria del gruppo al quale appartengono. Ad ogni modo, un mondo scompare e ne sta emergendo un altro senza che, per la sua costruzione, vi sia un modello prestabilito; i cristiani poi abbiamo un problema in più: eravamo gli artefici principali del disegno che sta dileguandosi e – quasi spontaneamente – non solo ci resistiamo a lasciarlo, ma non possiamo credere che sfugga anche a noi l’immagine del mondo che si deve costruire.
È la cultura a determinare in grande misura le nostre idee e i nostri comportamenti: lo si può affermare tanto nel caso di chi l’accetta come di chi invece l’attacca. Ecco perché il cambio epocale comporta logicamente un certo disorientamento generale del pensiero e della condotta, mentre si cerca di attivare tutti i processi d’interpretazione necessari per arrivare a una comprensione in grado di orientarci nella ricostruzione culturale in atto. Questo libro intende situarsi in tale ottica interpretativa, con il vivo desiderio di raggiungere l’obiettivo espresso nel sottotitolo: mostrare alcune «prospettive culturali e teologiche contemporanee». È però nel titolo, «Modernità e cambio epocale», la chiave dell’analisi, in quanto è proprio alla modernità che si deve attribuire l’assalto e demolizione del sistema più o meno fisso dei valori e delle finalità che credevamo possedere. In ogni caso, per comprendere il nostro presente, dobbiamo partire dall’Illuminismo moderno che, senza dubbio, costituisce la rivoluzione più significativa del mondo occidentale; in simile impresa, ancora risultano illuminanti le parole di I. Kant che invitano a uscire dallo stato di minorità: «Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza!».
José Luis Moral è Professore Ordinario di «Pedagogia religiosa» nella Facoltà di Scienze dell’Educazione (Università Pontificia Salesiana di Roma), già professore di Pastorale Giovanile, Direttore dell’Istituto Superiore di Teologia «Don Bosco» di Madrid e della rivista «Misión Joven». Alcune pubblicazioni nell’ambito della pastorale giovanile: Giovani senza fede?; Giovani, fede e comunicazione; Giovani e Chiesa; Pastorale Giovanile. Sfida cruciale per la prassi cristiana (2018). Con la «Las» ha pubblicato: Ricostruire l’umanità della religione (2014), L’incontro con Gesù di Nazaret (2016), Cittadini nella Chiesa, cristiani nel mondo (2017).
Il manuale offre agli studenti dell’Ecclesia Mater uno strumento per accostarsi alla Psicologia della Religione, di cui si chiariscono compiti e limiti; offre una panoramica del pensiero dei “maestri” che hanno delineato le dinamiche che mettono in relazione l’uomo con il Trascendente e i segni che le accompagnano. Presenta alcuni aspetti del contesto contemporaneo, con attenzione particolare alle giovani generazioni; evidenzia il rischio del riduzionismo, foriero di una visione parziale della Religione e dei processi di rifiuto/adesione al credo religioso. Riferendosi all’ambito ebraico-cristiano, il manuale esemplifica processi e meccanismi della relazione uomo-Dio anche utilizzando alcuni passi della Sacra Scrittura.
Biografia
Alessandro Panizzoli, psicologo, è membro della Società Italiana di Psicologia della Religione ed è consulente del Ministero della Giustizia. Collabora con l’Editrice La Scuola, presso cui ha pubblicato articoli e libri per l’IRC, curandone l’aspetto antropologico-storico e psicologico. Insegna Religione cattolica nella Secondaria superiore ed è docente di Psicologia della Religione presso l’ISSR Ecclesia Mater
• Le più belle frasi di santa Faustina Kowalska riportate sul fronte aiutano il lettore a entrare sempre più in profondità nel mistero della divina misericordia.
• Ottimo strumento per leggere quotidianamente il Vangelo proclamato nella santa Messa, che viene riportato sul retro. Strappando il foglio lo si può portare con sé ovunque si vada.
• Vengono fornite tutte le indicazioni liturgiche per vivere bene la celebrazione eucaristica.
• Pratico e comodo formato da appendere alla parete o da appoggiare.
Il calendario giornaliero a strappo “Gesù confido in te” è il compagno ideale di viaggio per vivere il 2020 all’insegna del Vangelo e del mistero della divina misericordia. Le 768 pagine, pensate e realizzate per la vita di ogni giorno, offrono ciò che è essenziale per chi voglia avere sotto mano quotidianamente sia i riferimenti essenziali per la vita liturgica, sia spunti per il nutrimento della propria vita di credente. Sul fronte: le frasi più significative di santa Faustina Kowalska, tratte dal suo famoso Diario “La misericordia divina nella mia anima”; l’elenco di tre santi che la Chiesa ricorda in quel giorno. Sul retro: le indicazioni delle letture della santa Messa quotidiana e per intero il brano del Vangelo del giorno (alcune volte adattato per motivi di spazio); le indicazioni per la liturgia delle ore; il santo che la Chiesa ricorda nella liturgia ; il grado delle celebrazioni liturgiche: solennità, festa, memoria, memoria facoltativa.
Solleva le alette di questo libro e tuffati in un mondo marino che pullula di vita. Esplora coste, barriere coralline e foreste di mangrovie e scopri le creature straordinarie che popolano le aree più profonde dell'oceano. Con illustrazioni che fanno prendere vita ai paesaggi marini e ai loro abitanti e un sacco di informazioni interessanti. Età di lettura: da 5 anni.
La grandiosa e amata epopea fantasy diventa un graphic novel d'autore. Duelli e amori, corti magnifiche e lande desolate, guerra e magia, in un imponente affresco dal ritmo rapinoso.
C'è stato un momento, fra il 1979 e il 1989, in cui i rappresentanti politici e la grande industria si sono dimostrati disposti a mettere in primo piano la tutela del pianeta e a collaborare con scienziati e attivisti per affrontare le conseguenze del riscaldamento globale. In più occasioni, durante quel decennio, le maggiori potenze mondiali sono arrivate a un soffio dal condividere un serio impegno sul cambiamento climatico. Ma non ce l'hanno fatta. "Perdere la Terra" racconta i retroscena di questo fallimento, concentrandosi sul ruolo di uno dei principali responsabili di emissioni di anidride carbonica, gli Stati Uniti d'America, e ricostruendo l'infaticabile contributo di alcuni eroi che hanno lottato per risvegliare la coscienza pubblica, come Rafe Pomerance, «lobbista per l'ambiente», e James Hansen, astrofisico e climatologo. Il primo si muove attorno al mondo della politica, il secondo parte dalla ricerca scientifica, ma il loro obiettivo è comune: spingere il governo del loro paese ad agire prima che sia troppo tardi, e a farsi promotore di un accordo internazionale vincolante. Le loro vicende personali e professionali si intrecciano con quelle di numerosi altri personaggi: scienziati appassionati e incerti; filosofi ed economisti «fatalisti»; negazionisti senza scrupoli; compagnie petrolifere e del gas, come Exxon, interessate ai benefici economici di un clima stabile e di risorse energetiche alternative; giornalisti alternativamente allarmisti e sprezzanti; giovani politici, come Al Gore, che provano a cambiare le cose dall'interno delle istituzioni; e presidenti degli Stati Uniti, come Ronald Reagan e George H.W. Bush, capaci, con il loro entourage, di alterare da un giorno all'altro il destino del mondo intero. Quella raccontata da Rich sembra una classica storia americana, in cui buoni e cattivi si danno battaglia a suon di rapporti scientifici e disegni di legge, udienze pubbliche e commissioni, tentativi di censura e campagne infamanti. Ma di questa storia tutti noi, oggi, siamo vittime e insieme protagonisti, perché il finale è ancora da scrivere. Il passato ci insegna che politica, scienza, tecnologia ed economia da sole non bastano a raggiungere una soluzione di fronte al cambiamento climatico. È necessario riportare al centro la dimensione etica del problema. Ora che l'esistenza della nostra civiltà è incontrovertibilmente minacciata, cosa siamo disposti a fare? Siamo disposti a modificare il nostro stile di vita? Riusciremo a scrivere una storia diversa per i nostri figli e nipoti?
In virtù del suo impegno sociale e della profondità che emana da opere come Pustinia («deserto» in russo), libro assurto a classico della spiritualità cristiana, la figura di Catherine de Hueck Doherty si accompagna oggi a quelle di altre donne indimenticabili come Madre Teresa, Dorothy Day e Suor Emma-nuelle. Di origini russe, fuggì ventenne dal suo Paese per giungere infine in Canada, dove fondò col secondo marito, Eddie Doherty, la comunità «Madonna House», centro di accoglienza per bisognosi, oggi presente con le sue succursali negli Stati Uniti, in Canada e in Europa. Così come nelle sterminate foreste russe esistono le pustini a e i pustinikki (abitanti del deserto), che nel silenzio sono disponibili ad accogliere chiunque si rivolga a loro, dall'esperienza di «Madonna House» sono nati, anche nelle metropoli, luoghi ove sperimentare nel silenzio, nel digiuno e con solo una Bibbia sul tavolo, il rapporto con Cristo. Catherine ci spiega il paradosso e l'esperienza concreta dei deserti nelle metropoli odierne, ci insegna come vivere il silenzio e l'accoglienza assoluta, anche nell'assordante mondo contemporaneo, in una costante opera a favore della giustizia sociale e contro il razzismo. Una proposta religiosa e umana sempre attuale. Catherine Doherty si definiva una «non teologa», ma nelle sue parole ritroviamo una saggezza che unisce il cristianesimo da Oriente a Occidente.
Il volume intende offrire agli studenti, ma in realtà a chiunque desideri un primo approccio alla materia, una trattazione sistematica e aggiornata degli enti cui danno vita le confessioni religiose. L'opera si sofferma in modo particolare sugli enti della Chiesa cattolica, ma si riferisce comunque anche al sistema degli enti acattolici, non solamente per evidenziarne le eventuali differenze rispetto a quello degli enti religiosi cattolici; ma altresì, e soprattutto, per comprendere l'omogeneità tendenziale di un settore, i caratteri comuni che legano le varie categorie di istituti, e che possano dar luogo a una reale, o quantomeno possibile, figura unitaria giuridicamente rilevante: l'ente religiosamente qualificato. Prendendo le mosse dalla soggettività religiosa e civile di tali organismi, è analizzata la disciplina dei beni religiosi anche con riferimento al patrimonio ai luoghi di culto ai beni culturali, e l'attività degli enti cultuali, dando conto delle principali novità in tema, sia legislative, come la recente riforma del Terzo Settore, sia giurisprudenziali, sia amministrative.