Il volume contiene gli scritti che, nelle intenzioni dell'autore, avrebbero dovuto costituire due libri distinti. Nel rispetto più scrupoloso delle strutture che Pareyson intendeva conferire a ciascuno, essi confluiscono ora in questa "Ontologia della libertà", una sorta di 'opus maius' dei suoi ultimi anni di lavoro. Nel grande solco della filosofia moderna, emerge la matrice esistenzialistica del pensiero di Pareyson, "che potrebbe anche essere interpretato come la versione italiana di quella filosofia dell'esistenza che egli fissava nelle quattro grandi figure di Jaspers, Heidegger, Marcel e Berdjiaev, o anche come uno sviluppo veramente originale di essa".
Tra saggezza perduta e incertezze crescenti: piccole lezioni morali per grandi problemi. Ma non sono solo questioni tragicamente dilemmatiche come la violenza, la pena di morte, la menzogna o il potere quelle affrontate da questo "Breviario minimo", che prende in considerazione anche temi apparentemente futili, pur se egualmente densi di implicazioni. Che cosa si nasconde dietro il mito della giovinezza? Siamo certi che il "far niente" sia proprio "dolce"? E perché ci piace tanto viaggiare? Per ognuna di queste e altre domande l'autore propone alcuni elementi di riflessione che, in un immaginario dialogo con il lettore, guidano verso risposte possibili.
Una ricerca filosofica e una sorta di libro-protocollo intorno al concetto e al significato di possibile che ripercorre il lungo cammino storico che porta dall'antichità all'epoca contemporanea. Sono raccolti e commentati testi di filosofi, scrittori e poeti che hanno riflettuto sul senso di quest'idea che afferma la disgiunzione tra essere e non essere, la non contraddizione, la realizzabilità di qualcosa o le condizioni effettive del discorso filosofico. L'a. (1949) studia il pensiero moderno e contemporaneo, in particolare le filosofie di Leibniz e di Heidegger, temi di logica, metafisica e filosofia del linguaggio. Insegna Filosofia del Linguaggio presso l'univ. di Roma Tor Vergata.