Quaderno
4064
LA CITTÀ NELLA BIBBIA: DA LUOGO DI ALIENAZIONE A DONO DI DIO
L’ALBERO-MONDO
MUSSOLINI, ATEO DEVOTO
«RUBLËV», UNA PASSIONE RUSSA DEL XV SECOLO
È TEMPO DI ABOLIZIONE DELLE ARMI NUCLEARI
SAN JOHN HENRY NEWMAN: FEDE, SANTITÀ E IMMAGINAZIONE
TEOLOGIA E SPIRITUALITÀ: UN MALINTESO STORICO
«PERCHÉ IL POPULISMO FA MALE AL POPOLO»
ROBERTO NICOLOSI, UNA VITA TRA JAZZ E MUSICA PER IL CINEMA
RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 4064
Guida Liturgico Pastorale dall'Avvento 2019 a Novembre 2020
Dalla presentazione:
Il Risorto, inviando i suoi discepoli ad annunciare il vangelo fino ai confini della terra, assicura di essere con loro ogni giorno fino alla fine del mondo (cfr. Mt 28, 20), ossia finché il mondo raggiunga il suo fine, che è l'abbraccio del Padre.
Questo è quanto attesta il vangelo di Matteo che ci accompagnerà in questo nuovo anno liturgico, comunicandoci anche il nome con cui il Signore vuole essere conosciuto dalla sua Chiesa: Emmanuele (cfr. Mt 1, 23), il Dio-con-noi.
Sperimenteremo questa presenza fedele e sempre nuova del Risorto attraverso la celebrazione dei Misteri di salvezza che l'anno liturgico dispiega davanti a noi, invitandoci a percorrere un autentico cammino di fede come Comunità radunata in unità dallo Spirito Santo.
La preghiera liturgica diventa così il luogo in cui conosciamo l'amore di Dio per noi e nella quale testimoniamo il nostro amore per Lui. Essa è la linfa vitale che alimenta la nostra testimonianza evangelica di Chiesa e il servizio da prestare all'umanità cui siamo inviati ad annunciare la bellezza dell'essere figli di Dio, nel Figlio amato.
Papa Francesco continuamente ci esorta a essere una Chiesa che evangelizza, una Chiesa in uscita, che mette al primo posto la preghiera e il discernimento dell'opera di Dio.
Non possiamo ascoltare il grido della città se prima non facciamo esperienza del roveto ardente nel nostro cuore; non possiamo andare dai nostri fratelli per portarli al di là del mare, se prima non ci facciamo carico dell'ansia di liberazione del Signore.
Vivere l'anno liturgico è affidarsi alla sapienza della Chiesa e mettersi in un atteggiamento di obbedienza fiduciosa che Dio si manifesterà ancora oggi nella nostra storia, per rivelarci la sua volontà di salvezza.
Attraverso la liturgia il cristiano tesse sempre l'elogio del tempo che è chiamato a vivere, perché contempla in mezzo alle contraddizioni della storia la presenza del Dio vivente, il dispiegarsi della sua offerta buona cui è chiamato a collaborare con la sua azione, affinché il mondo creda.
Siamo chiamati perciò a impegnarci sempre più in profondità, perchè 1o spirito di orazione possa sostenere le nostre comunità di fede e specialmente ci doni il gusto interiore di quanto Dio va costruendo, rendendo grazie di tutto e magnificando le sue grandi opere di amore.
Dunque, nelle parole e nelle azioni che nella Liturgia noi compiamo si esprime il Mistero della nostra salvezza che giorno dopo giorno siamo chiamati a comprendere e partecipare con maggiore consapevolezza e maturità, secondo la misura dello Spirito Santo infuso nei nostri cuori.
Come ci ha ricordato il Papa nell'Evangelii Gaudium, la liturgia della Chiesa è evangelizzazione perché è bellezza; è infatti il luogo della sinergia tra l'opera di Dio, che attraverso l'azione sacramentale ci divinizza, e l'opera nostra che è rendere al Signore quanto da Lui abbiamo ricevuto, portando frutto.
Nessuno però può dare ciò che non ha. Se non ascolteremo, sostando umili e silenziosi dinanzi alla Parola, se non ci lasceremo purificare le labbra, non potremo mai dire insieme al profeta Isaia: "Eccomi, manda me" (Is 6, 8).
Pregare, prima ancora di dire, è ascoltare. Pregare è togliersi i calzari per riconoscere di essere servi della parola che si fa piena nei nostri orecchi. Pregare è abitare una terra santa che è prima di tutto di Dio. Non è nella moltiplicazione delle parole che si raggiunge il traguardo, quanto nel compiere la volontà, cercata, ascoltata ed attuata. La preghiera è tutto questo: ricerca silenziosa della volontà di Dio che si specchia nelle piccole e grandi opere della creazione, a cominciare dal capolavoro che è l'uomo.
La Chiesa orans che vive profondamente le celebrazioni liturgiche cresce nell'amore e nella comunione ecclesiale, si nutre della Parola e dell'Eucaristia e diventa corpo vivente di Cristo, testimone della presenza del Risorto nel mondo.
La preghiera liturgica è la fonte della preghiera di ogni singolo cristiano, che in forza del battesimo è sempre espressione e voce della Chiesa intera. Educarci alla preghiera è crescere nella maturità di Cristo, nello splendore della sua grazia... è diventare autentici testimoni del suo amore per ogni uomo.
Abbiamo celebrato ormai da un anno il sinodo dei giovani: dobbiamo riconoscere che essi portano in sé una grande capacità contemplativa, sebbene soffocata dai tanti "rumori" che riempiono il mondo. Abbiamo come Chiesa il compito di aiutarli a scoprire il silenzio come uno spazio di vera comunicazione, dove è dato di incontrare Dio e di incontrare se stessi. Come padri e madri nella fede abbiamo il compito di accompagnarli nel fare l'esperienza di Elia che ha incontrato il Dio vivente nel sussurro di un silenzio leggero, nella delicatezza di un bacio di vita. Questo bacio, che è 1o stesso Spirito, lo riceviamo dal Crocifisso-Risorto sia come ultimo afflato sul legno della croce, sia come benedizione nell'apparire vivente alia sua Chiesa. Ritornare alla croce e alla tomba vuota, centro del mistero di salvezza, è sentirsi chiamare per nome per essere inviati a portare il Vangelo a ogni creatura senza temere alcun veleno, nella povertà di colui che confida unicamente nella promessa di chi lo invia.
Nella preghiera, specialmente quella comunitaria, sperimentiamo il Signore come compagno di cammino nelle strade impervie della storia, nei deserti dell'umanità, conoscendo perà a differenza di Abramo dove stiamo andando: incontro al Padre che da sempre ci attende e vuole che tutti entriamo nella comunione di amore con Lui.
Discepoli della Parola lasciamo allora che Dio parli a noi di noi stessi e andiamo al popolo a cui ci invia per portare la promessa di redenzione, riconoscendo di essere parte di esso e intraprendendo con fiducia una strada di conversione continua... la via di Cristo!
Angelo Card. DE DONATIS Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma
Presidente della Conferenza Episcopale Laziale
Roma, 8 settembre 2019
SOMMARIO
ATTUALITA' E MESSAGGI CELESTI - Nessun essere umano può decidere chi vive e chi muore
PURGATORIO - Santi e beati e le anime del purgatorio
ALDILA' - I nostri cari si ricordano di noi
SANTI - Anche i santi appaiono
FATTI SOPRANNATURALI - Suor Maria d0Agreda e le biforcazioni in Texas
SANTUARI MARIANI - Storia del santuario mariano "Santa Maria di Petriolo" (PG)
APPROFONDIMENTI MARIANI - La consacrazione al Cuore immacolato di Maria nelle rivelazioni di Medjugorje e di Schio - seconda parte
MESSAGGI
CATERINA BARTOLOTTA - "Papà, domani more u nonnu" - seconda parte
TESTIMONINZE - Racconti, grazie e conversioni - Testimonianze su Gisella e le apparizioni di Trevignano Romano
ANGELI - Vita, morte e angeli: i defunti alla morte diventano angeli?
CTRL-C CTRL-V - Una necessaria informazione sul web: il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II
GHIAIE DI BONATE - Racconti sui fatti di Ghiaie - quarta parte
MASSONERIA - La contro-chiesa. Crescita personale e consapevolezza - parte IV
Foglio liturgico, foglio liturgico per i fedeli e calendario murale
Per comunicare e condividere la vita della comunità… Questo supporto digitale, pensato per una “navigazione” semplice, permette di elaborare con ricchezza e varietà: 1) il calendario murale settimanale in formato A4 verticale: nella prima colonna presenta le indicazioni relative alla celebrazione liturgica del giorno, mentre nella seconda si possono riportare gli avvenimenti, gli incontri, le intenzioni delle Messe…; 2) il foglio liturgico in formato A4 orizzontale, pensato in quattro facciate: la prima presenta una riflessione sul tempo liturgico o sulla liturgia della settimana, corredata da un’immagine; nella parte centrale sono presentati i testi celebrativi e uno spazio libero consente di annotare intenzioni di preghiera, messe, orario del catechismo…; infine, nella quarta pagina, una preghiera e la rubrica “Vangelo vivo”, per l’attualizzazione, dedicata a “testimoni” di fede, di solidarietà, di fiducia e di speranza in questo nostro tempo, noti e meno noti. L’edizione di quest’anno aggiunge 3) il foglio liturgico per i fedeli, sempre in formato A4 orizzontale, con i testi delle letture della domenica ma anche una “Richiesta di perdono” (atto penitenziale) e una “Preghiera dei fedeli” originali.
Le donne, che all’alba del primo giorno dopo il sabato si recano al sepolcro di Gesù, sono testimoni di un fatto straordinario: la tomba è vuota. Il sepolcro vuoto è solo il primo indizio: difficilmente i discepoli avrebbero potuto credere nella risurrezione del Cristo se egli non si fosse manifestato in loro presenza. È la sua carne, che reca ancora impressi i segni dei chiodi e della lancia, a palesare la dimensione corporea della risurrezione: egli non si è «reincarnato» in un corpo glorioso, ma è apparso ai suoi nella sua vera carne. Assumendo cibo davanti a loro, egli fuga ogni dubbio sulla sua corporeità. Le Scritture sono invocate dal Risorto a garanzia di ciò che è accaduto: l’evento della sua passione, morte e risurrezione porta a compimento le promesse pattuite da Dio con gli antichi padri d’Israele. I contributi raccolti in questo volume, frutto di un ciclo di conferenze organizzate dall’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, rammentano il senso paradossale della risurrezione di Cristo, riproponendolo, attraverso la testimonianza delle Scritture, all’attenzione dei credenti dei giorni nostri, per i quali la croce, come simbolo della passione, sembra essere più eloquente della risurrezione.
Una semplice lettura sinottica tra la legislazione canonica precedente e quella vigente permette di percepire con una certa immediatezza le novità sistematiche e contenutistiche del diritto matrimoniale.
Esso consta di leggi che, di volta in volta, affondano le proprie radici ora direttamente nella divina volontà rivelata, ora nella natura stessa del matrimonio, ora infine nella volontà prudenziale del legislatore ecclesiastico, così che il sistema matrimoniale canonico è retto sia dallo ius divinum positivum, sia dallo ius divinum naturale e sia, infine, dallo ius positivum ecclesiasticum.
Il volume si colloca in una collana di testi rigorosi e agili a un tempo, rivolti soprattutto al pubblico di università, facoltà teologiche, istituti di scienze religiose e seminari.
Un «romanzo riflessivo», un percorso su tematiche esistenziali che riguardano i temi della relazione e dell’amicizia, attorno ai quali ruotano situazioni ed eventi.
I due protagonisti, Sergio e Alfredo, interagiscono con le vicende delle rispettive vite, molto diverse tra loro. E Alfredo deve fare i conti con la perdita di un figlio, con la fatica di accettare la realtà della vita che un giorno «ti viene sbattuta in faccia nel peggiore dei modi quando in un solo attimo, inaspettatamente, torni a casa e tutto è irrimediabilmente cambiato».
Il sacrificio costituisce l’atto religioso per eccellenza del rapporto con Dio in numerose tradizioni religiose. Basti ricordare i sacrifici umani praticati nell’antica Grecia e fra gli Incas in America, quelli di animali praticati in Israele fino alla distruzione del Tempio nel 70 d.C., ma anche l’interpretazione cristiana della morte in croce di Gesù come sacrificio offerto a Dio e ripresentato nella liturgia eucaristica, e alla spiritualizzazione del sacrificio avviata già nel Primo Testamento e proseguita nel Nuovo. Dai Veda indiani all’attuale Messale romano, in cui tale terminologia ritorna costantemente, attraversando società tradizionali e moderne, i sacrifici hanno un nucleo e una logica comuni?
In questi ultimi anni il difficile accesso alla casa e l’impossibilità di condurre la propria esistenza in condizioni abitative dignitose hanno rappresentato uno dei problemi più gravi nello scenario dell’Italia durante la crisi economica. Essi hanno determinato fenomeni crescenti di marginalità ed esclusione sociale per molte persone e famiglie, italiane e straniere, e ciò è avvenuto anche a causa della scarsa efficacia dei provvedimenti legislativi che hanno affrontato in modo settoriale aspetti diversi del problema, senza giungere tuttavia a prefigurarne una soluzione efficace e definitiva.
Le storie raccontate in questo volume illustrano il fenomeno da diverse prospettive, perché molto spesso il disagio abitativo si intreccia con altre situazioni di difficoltà. E mostrano come la «casa», oltre a essere un bisogno primario e un diritto fondamentale per ogni persona, costituisca il luogo delle relazioni umane vitali.
Il libro propone un’analisi del rapporto tra Kazimir Malevic -l’artista che più di ogni altro ha affrontato il problema della visione dell’invisibile- e la dimensione estetico-filosofica dell’icona. Dopo aver ripercorso i fondamenti teologici e spirituali di questa grande tradizione dell’Oriente cristiano, l’Autore prende in esame l’opera del fondatore del Suprematismo a partire dal celeberrimo Quadrato nero -uno dei miti e dei riti istitutivi dell’arte moderno-contemporanea- e di questa vera e propria ultima icona fornisce una lettura che corre in parallelo con il De visione dei (1453), uno straordinario scritto del filosofo e teologo Nicola Cusano, che di quell’opera seminale sembra paradossalmente rappresentare il commento anticipato. Nell’opera di Malevic assume nuova vita il problema artistico e teologico-filosofico dell’icona. Ciò significa che in realtà le avanguardie non operano una tabula rasa (la “parola d’ordine” con la quale sempre si sono autopresentate) della cultura artistico-filosofica precedente, ma che l’intreccio tra appartenenza e modificazione si anima anche in quei casi ove più enigmaticamente evidente ci si offre il tratto dell’azzeramento radicale, della rielaborazione più innovativa.
Questa nuova versione della Parola del Signore - La Bibbia è il frutto di anni di lavoro e aggiorna, secondo i più recenti studi biblici, la precedente traduzione che ha avuto un successo vastissimo e consolidato.
Si distingue dalle altre perché cerca di rendere il testo ebraico e greco con parole e forme della lingua italiana di tutti i giorni: la lingua corrente. Non aggiunge e non toglie alcuna informazione contenuta nei testi originali, ma cerca di comunicare al lettore di oggi proprio quel che il testo diceva agli antichi uditori e lettori.
Protestanti e cattolici hanno lavorato insieme in questa traduzione e insieme la presentano: è una traduzione interconfessionale, approvata dall'Alleanza Biblica Universale e dalla Conferenza Episcopale Italiana.
Presentato in occasione del 500° anniversario della Riforma protestante, il Nuovo Testamento qui proposto fa parte di un progetto di una nuova traduzione della Bibbia dai testi originali che si concluderà nel 2023.