Gli interventi raccolti in questo volume esplorano in una prospettiva multidisciplinare, e in una visione teologico-pastorale postconciliare, il binomio "desiderio e dono" in relazione all'uomo che cerca Dio e desidera testimoniare una fede che vada oltre le attese del cuore umano.
Cosa è la fede? Come possiamo definirla? Come si manifesta? È adesione a Dio, risposta al suo invito, conoscenza della sua Parola. Si mostra nell'impegno nelle buone opere, nella preghiera e nella contemplazione. Ad essa si è educati, di essa si fa esperienza. Nella celebrazione dei sacramenti è richiesta la sua presenza attiva. Il testo prova a illustrare questo sterminato quadro tematico, indagando gli aspetti della fede, offrendo al lettore un tentativo di risposta a queste domande.
Un trattato fondamentale per conoscere la Storia della Chiesa e delle prime comunità cristiane. Panarion adversus omnes haereses è il capolavoro di Epifanio di Salamina (310/20-403) scritto contro tutte le eresie dell'epoca. L'autore si propone di confutare le eresie che attecchivano allora all'interno delle comunità cristiane e ne considera e combatte nel testo circa 80 eresie diverse. Ad ogni eresia associa l'immagine di un serpente velenoso per il quale suggerisce un siero, da cui il titolo dell'opera "Panarion" ovvero "cassetta dei medicinali" da utilizzare nella lotta "contro il veleno dell'errore". Anche se è stato molto discusso dai posteri per la faziosità che talora l'attraversa, è un trattato prezioso per la quantità di notizie e documenti che riporta. Il presente tomo è il terzo volume del Panarion.
Appunti, memorie, raccolte di aneddoti scritti dal Cappuccino padre Ignazio da Ielsi sugli anni vissuti accanto al santo confratello stimmatizzato, Padre Pio da Pietrelcina.
La descrizione, meticolosa e documentata, dell'incontro di Cristo con il Frate santo di Pietrelcina; la testimonianza del suo percorso di assimilazione e conformazione al Cristo crocifisso e risorto.
L'Azione Cattolica ambrosiana propone agli adulti la celebrazione della lectio divina a livello decanale, su alcune figure del Vangelo di Giovanni: Nicodemo, Maria di Màgdala, Tommaso, i sette discepoli ritornati pescatori e Pietro. La loro esperienza mostra che l'incontro con il Signore non è mai strumentale, non genera chiusura o "possesso"; semmai è coinvolgente, inquieta, interpella, chiama, in una parola, fa rinascere di nuovo, dall'alto. Attraverso il metodo della lectio anche noi vogliamo metterci in ascolto del Signore, lasciando che la sua Parola ci "muova", provocandoci a uscire da noi stessi, ma per ritrovarci, riconoscendo il senso della nostra vita nell'essere chiamati ad una comunione che è per sempre.
L'attuale crisi, che investe non solo la nazione italiana ma anche l'Europa e tutti i continenti, non risparmia neppure il mondo cattolico. La presenza dei cattolici nel nostro mondo globalizzato va ripensata e rifondata nell'ottica di una cittadinanza attiva che sia in grado di riappropriarsi di una democrazia inclusiva, volta a progettare con creatività nuove modalità di partecipazione, per la costruzione della civiltà dell'amore. Dall'Esortazione Apostolica "Evangelii Gaudium" di papa Francesco, mons. Mario Toso coglie importanti suggestioni che sollecitano i credenti a sviluppare una nuova evangelizzazione del sociale in cui, in intima comunione con Cristo, divengano profeti di novità di vita, per trasfigurare, nell'ancoraggio al bene comune, le relazioni e le istituzioni, le culture e le società.
Gennaio 1964. Otto reportages al seguito di Paolo VI: un viaggio storico in cui per la prima volta un Pontefice visita i luoghi di Gesù.
Paolo VI ha amato la Chiesa. E nella sua prima Enciclica, l'"Ecclesiam suam", pubblicata cinquanta anni fa, invita la Chiesa ad approfondire la coscienza di se stessa; a confrontare l'immagine ideale con il volto reale; a scendere a dialogo con il mondo. "La Chiesa deve venire a dialogo col mondo in cui si trova a vivere. La Chiesa si fa parola; la Chiesa si fa messaggio; la Chiesa si fa colloquio". Rileggendo gli insegnamenti di un grande innamorato della Chiesa, siamo invitati tutti ad amare la Chiesa, e a sentirci fieri e onorati di farne parte.
La santità cristiana è certamente contagiosa, soprattutto in quelle anime già predisposte per la mitezza, la docilità, la benevolenza, la fedeltà, la trasparenza della propria personalità. Così è stato per il sacerdote don Álvaro del Portillo, successore di San Josemaría Escrivá de Balaguer alla guida dell’Opus Dei. Il contatto continuo con il Fondatore come suo principale collaboratore, perfezionò nella carità la sua indole umana: la sua fu una vita interamente conformata al modello di Cristo e instancabilmente spesa per il bene dei fedeli.
Gentile e riservato nel tratto, parco di parole ma penetrante nelle valutazioni: da Álvaro del Portillo (1914-1994) traspariva una profonda unione con il Signore e l'attitudine a considerare ogni persona o situazione in una prospettiva di fede e di carità.
Hanno testimoniato la loro fede fino all'accettazione della morte, nell'Uganda del 1918.