L'icona scelta per il percorso associativo di quest'anno è quanto mai profetica: Servire e dare la propria vita in riscatto per molti. (Mc 10,45). La pandemia che ci ha travolti, infatti, ha reso il servizio, la vita spesa per gli altri, l'unguento per la sofferenza e lo smarrimento. Il confinamento, d'altra parte, ci ha spinti a cercare e a riscoprire dentro di noi il silenzio: dimensione essenziale, spazio privilegiato per la riflessione e per la preghiera personale ma non solitaria, perché vissuta in spirito di comunione. Lo stesso spirito con il quale è stato pensato e costruito questo teso, promosso dall'Azione cattolica con la preziosa collaborazione di un nutrito numero di aggregazioni laicali, che hanno curato i commenti ai brani del Vangelo. Il sussidio propone un cammino alla sequela di Gesù, seguendo il ritmo dell'anno liturgico, scandito dalle domeniche e dalle altre festività, in compagnia della Parola che illumina la nostra vita e si intreccia con essa. Accanto ai commenti sono state inserite alcune parole chiave utili ad orientarsi nel percorso e le biografie di alcuni testimoni.
Dov'è il Re dei Giudei? È un testo pensato dall'Azione Cattolica per i bambini dai 7 ai 10 anni come accompagnamento nel tempo di Avvento e Natale. I Magi, sapienti e cercatori, intraprendono un viaggio straordinario che, passo dopo passo, li porterà alla grotta di Betlemme ad adorare Gesù. Il loro coinvolgente cammino aiuterà i bambini a seguire le notizie che conducono alla mangiatoia, lì dove il re dei Giudei, il Salvatore, li chiama alla sua sequela. Ogni giorno della settimana i Magi raccontano la loro storia e propongono diverse modalità di preghiera per scandire questo tempo liturgico. Nelle domeniche la Parola, un piccolo gioco e un fumetto da completare arricchiscono il cammino e indicano la Notizia da seguire. Infine, un laboratorio creativo aiuta i bambini a realizzare un presepe con i fili di lana.
Dov'è il Re dei Giudei è il sussidio pensato dall'Azione cattolica per accompagnare i ragazzi dagli 11 ai 14 anni nel tempo di Avvento e Natale. I Magi invitano i ragazzi giorno per giorno a compiere un viaggio straordinario per arrivare direttamente a Betlemme, alla mangiatoia di Gesù. E' la sequela lo stile di ogni cristiano e dei Magi, che prendono per mano i ragazzi e, attraverso la loro storia, li aiutano a scoprire la Buona Notizia che è nella vita di ciascuno. Ogni domenica la Parola è spezzata attraverso fumetti da completare, un gioco e un laboratorio creativo. Un viaggio per seguire Gesù con fiducia e coraggio guidati da una stella.
A Pontinia, piccolo centro di fondazione fascista nel mezzo dell'Agro Pontino, la giovane Elena è stata uccisa dal fidanzato. A distanza di un anno, i suoi amici sono ancora divisi tra il dolore di quel trauma e il bisogno di un'adolescenza normale. Nell'arco di un'estate afosa, vissuta fra le architetture metafisiche di Pontinia e di Latina e le sensuali dune di Sabaudia, e con Roma, la grande città, sullo sfondo, si intrecciano i loro destini. C'è Diana, con la sua voglia sulla gamba che la rende tanto insicura, e c'è la sua migliore amica Vera, che sembra invece non aver paura di niente. Ci sono Giorgio, il fratello di Vera, che era innamorato di Elena e non lo ha mai detto a nessuno, e Vanessa, cugina di Giorgio e Vera e migliore amica di Elena. Intorno a loro una comunità ancora regolata nel profondo da valori patriarcali perfettamente interiorizzati, una comunità dove le famiglie sono spesso tenute insieme solo dall'ipocrisia e dal silenzio. Le ragazze e i ragazzi dovranno così crescere, perdersi e ritrovarsi da soli. Faranno i conti con il vuoto e la passione, l'insicurezza e l'ansia, l'accettazione e l'affermazione di sé. La morte di Elena assumerà per ognuno un significato diverso, e per ognuno si sovrapporrà alla propria storia personale, a un'educazione sentimentale e sessuale fatta di estremi, in cui l'amore, la tenerezza e il desiderio si mescolano alla sopraffazione, all'umiliazione e alla vergogna.
Il volume ricostruisce e interpreta il '68 e il post-'68, in Italia, attraverso la categoria della "rivoluzione transpolitica". Con questa chiave ermeneutica e con un approccio di storia culturale dell'educazione, si distinguono "quattro '68", visti nella loro specifica processualità, nei loro caratteri antropologico-pedagogici e nella mutua influenza e confluenza: la contestazione giovanile esistenziale; il movimento studentesco; il dissenso cattolico; l'autunno caldo operaio. Non manca un'analisi delle risposte del sistema politico italiano, in particolare sul piano della politica scolastica.
Elvio Fachinelli è stato un grande psicoanalista italiano, un intellettuale fuori dal coro e impegnato nella vita della città, uno scrittore incisivo e brillante. In questo libro Massimo Recalcati ci restituisce la forza e l'originalità del suo pensiero libero da conformismi e da dogmatismi. La ragione psicoanalitica classica viene sottoposta ad un nuovo tribunale. Non quello austero della critica kantiana, ma quello dell'aperto del mare.Può la pratica della psicoanalisi liberare l'esistenza umana dalla sua passione difensiva per il chiuso? Può interrompere il carattere inesorabile della ripetizione? Può aprire la vita all'incontro estatico con l'illimitatezza della vita?
Sei sola al mondo, e ti spediscono alla Casa per Orfanelle Maleducate Gelsomina Letizia di Corampopuli. La tua vita è uno schifo, o no? Sì, secondo Arietta, Rox, Tonja e Lupe, finite in una casa che cade a pezzi, con un tutore mefitico e l'obbligo di sopportarsi. Fino al giorno in cui un tornado ammacca ulteriormente la casa, ma fa anche sparire le incomprensioni (e il tutore). Le ragazze dicono basta al destino di orfanelle guidate da adulti tirannici e norme ferree. È ora di costruirsi da sole Casa Tornado, dove le regole sono inventate in base ai gusti... e quel che conta davvero è scoprirsi ogni giorno un po' più forti insieme. Età di lettura: da 8 anni.
Levinas filosofo dell'alterità, se non fosse per quella zona d'ombra qui finemente indagata dalla sua interprete francese, che ne scandaglia l'evoluzione del pensiero nei confronti delle figure radicalmente "altre" del femminile. Figure che il pensatore ebreo tende a relegare in una dimensione subordinata, escluse dal discorso etico, ma strumenti del maschile per raggiungerlo: «Senza la donna, senza la sua debolezza e l'intimità della casa, l'uomo non conoscerebbe "niente di ciò che trasforma la vita naturale in etica"». La sua teoria sembra trovare in un primo momento conferma nell'essenza stessa del linguaggio, strutturalmente programmato per sottomettere il femminile al genere del maschile, salvo tornare sui propri passi nella produzione successiva, dove Levinas, riflettendo proprio sulla lingua ebraica, mostra come le figure del femminile siano rivelatrici della trascendenza.
Molti si accorgono dell'esistenza delle formiche solo quando ne trovano una nella zuccheriera e se ne ritraggono inorriditi, ma per Ho?lldobler e Wilson, che al loro studio hanno dedicato la vita intera, questi minuscoli insetti sono una continua fonte di meraviglia e di scoperte. In modo speciale le attine tagliafoglie, dalle stupefacenti caratteristiche: grazie al fatto che vivono in popolazioni di milioni di individui organizzati in un elaborato sistema di caste e che possiedono uno degli apparati di comunicazione più complessi fra quelli noti nel mondo animale, le tagliafoglie sono infatti una delle espressioni più compiute del superorganismo sulla Terra. Guidati dalla mano esperta e sicura dei due mirmecologi, scopriremo come le tagliafoglie abbiano inventato una forma di agricoltura 5060 milioni di anni prima dell'uomo, coltivando nei loro nidi un fungo con cui hanno instaurato uno dei più riusciti rapporti simbiotici in natura. Le osserveremo nei meandri delle loro metropoli sotterranee, vaste quanto un campo da calcio e con migliaia di camere collegate da un dedalo di cunicoli, o nelle spedizioni di foraggiamento, quando all'imbrunire interminabili colonie di operaie, seguendo tracce olfattive, corrono a ranghi serrati lungo piste tenute libere dalla vegetazione verso il bersaglio prescelto, spesso distante centinaia di metri. E ci sembrerà di percepire il sottofondo di stridulazioni prodotto da migliaia di mandibole che, affilate come rasoi e manovrate con precisione geometrica, ritagliano le foglie di un grande albero riuscendo in poche ore a ridurre a un nudo scheletro la sua chioma rigogliosa.
Roma, fine anni Sessanta, borgata dell'Acquedotto Felice: centinaia di migranti provenienti dal Centro-sud vivono nelle baracche. Un giovane prete, Roberto Sardelli, decide che è quello il posto in cui andare a vivere; non solo: è il luogo ideale per fare una scuola. E quella che nascerà nella baracca n. 725 sarà una delle più straordinarie iniziative di pedagogia popolare mai realizzate in Italia. Le lezioni di don Sardelli, basate sul nesso tra istruzione e riscatto sociale, non forniscono solo nozioni, ma trasformano la testa dei giovani. La miseria e l'emarginazione possono essere sconfitte attraverso la presa di coscienza della propria condizione e attraverso lo studio: questa è la lezione più importante che i ragazzi apprendono. Rivoluzionare sé stessi per rivoluzionare la realtà in cui si vive e la realtà che appare più remota, ma in cui ci si rispecchia. Tutto ciò nella «dolorosa coscienza - scrive Alessandro Portelli nella prefazione - che per gli "ultimi" ogni conquista è pagata con pesanti prezzi umani ed è anche precaria e spesso deludente». Prefazione Alessandro Portelli.
L'arte italiana del Rinascimento ha un debito di riconoscenza nei confronti di Giorgio Vasari. Del Rinascimento Vasari è stato un esponente di primo piano, impegnato, sul finire di quella grande stagione, in imprese architettoniche e pittoriche di grande rilievo, come i dipinti del Palazzo della Cancelleria a Roma, o la ristrutturazione di Palazzo Vecchio con la costruzione degli Uffizi a Firenze. Ma Vasari ha fatto di più: ha dato un contributo decisivo all'invenzione di quel «mondo» che da lì in avanti si è definito, appunto, come il mondo del Rinascimento. È stato, se non l'unico, di certo il più coerente tra gli scrittori coevi nel perseguire il geniale disegno di raccontare la biografia degli artisti attraverso l'evoluzione del loro stile. Si è trattato di un vero e proprio salto di qualità nella storia dell'arte e nella critica d'arte. La novità di Vasari sta nella ricerca di un nesso tra la vicenda biografica e l'esito artistico: incardinare le opere alla vicenda biografica dei loro realizzatori, situandole nel cuore stesso delle loro interazioni con gli amici, gli avversari, gli allievi, i committenti.
Alla fine dell'Ottocento una profonda crisi culturale e sociale porta a mettere in discussione il Positivismo e la concezione razionale e unitaria dell'io. Molti pensatori denunciano un radicale spaesamento di fronte all'orrore della guerra e alla negazione dei principi di libertà e di uguaglianza messa in atto dai regimi totalitari. Martina Subacchi, in questo suo saggio molto originale, mostra come i filosofi dell'esistenzialismo - Kierkegaard, Heidegger, Jaspers, Marcel, Arendt e Lévinas - pur essendo interessati agli stessi temi, si muovano entro orizzonti conoscitivi ed esperienziali differenti. Alcuni sono aperti al Dio della tradizione cristiana. Altri cercano un Principio primo senza fare appello a una fede. Altri ancora circoscrivono la loro ricerca all'immanenza, spesso nichilistica. Il saggio presenta anche l'esistenzialismo letterario di Dostoevskij, Kafka, Sartre e Camus.