«Un giovane gentiluomo che si è reso protagonista di uno spettacolo dei giuseppe gangale più rari in tutta l'Inghilterra». Così scriverà il padre Gesuita Robert Parsons quando presenterà il messaggero della stessa lettera a Papa Gregorio XIII. Nel più ampio progetto di restaurazione dell'Antica Fede in Inghilterra, dal 1579 al 1583, fondò e organizzò l'Associazione Cattolica, contribuì alla nascita delle tipografie clandestine a Greenstreet, East Ham e Stonor Park, ideò e finanziò la realizzazione dei dipinti raffiguranti Martiri e Testimoni dell'Inghilterra nella chiesa del Collegio inglese a Roma. Sempre pronto a versare il sudore e qualora ce ne fosse stato bisogno anche il sangue per il bene della causa cattolica, accompagnò i padri Gesuiti Parsons e Campion in missione a Londra e nelle contee dell'Inghilterra fornendo loro tutto il sostegno economico di cui avevano bisogno, nonché la sua intelligenza missionaria. Fu uno degli uomini più perseguitati dal regime elisabettiano, che sapeva che i Padri della Compagnia erano custoditi e sostenuti da lui. Per questo fu definito dai contemporanei "l'angelo dei martiri inglesi".
Non ti ricordi più che cosa hai fatto ieri sera? Perdi 10 minuti tutte le mattine alla ricerca delle chiavi di casa? Cominci con lo scroll su Instagram e un attimo dopo è già ora di andare a dormire? Non sei solo. Anzi. Benvenuto nella civiltà post digitale. Questo libro ti spiega perché hai la memoria corta ma anche come funziona il mercato dell'attenzione, che fa fatturare triliardi ai colossi del web. Bruno Patino ci spiega i meccanismi adottati dai social media per rubare il nostro tempo, mostrandoci tutti i rischi e i danni indotti dalla dipendenza digitale. "La memoria del pesce rosso" ci insegna a capire i meccanismi segreti della comunicazione digitale, come sta cambiando il nostro cervello, e come salvarci dalla dipendenza da Internet e social media, recuperando la libertà di gestire il nostro tempo. C'è chi dice che i big data sono il nuovo oro nero, ma c'è una merce che vale ancora di più nel terzo millennio: l'attenzione. Cala vertiginosamente, nell'era digitale, la capacità di esercitarla. Gli ingegneri di Google hanno calcolato che la durata massima dell'attenzione di un millennial è di 9 secondi, pericolosamente vicina a quella di un pesce rosso: 8 secondi. Cinque ore al giorno davanti ai nostri smartphone, sottoposti a centinaia di messaggi, sollecitazioni, informazioni, rumori, foto, video, ci hanno trasformato in pesci rossi prigionieri di una boccia digitale. Oggi il mercato dell'attenzione - nato in America negli anni Venti dalla necessità da parte dei media che vivevano di pubblicità di catturare l'attenzione delle persone - non ha più limiti grazie alla connessione permanente ai dispositivi digitali: le imprese del Web non si limitano a conoscere i nostri gusti ed emozioni per meglio attirare la nostra attenzione, ma arrivano a saccheggiare il tempo destinato alla nostra vita intellettuale, culturale, famigliare, al nostro sonno. Patino propone una ricetta per contrastare questa deriva individuale e sociale: costruire una nuova cultura dell'attenzione, affinché il cervello possa riconquistare il tempo per riflettere, sognare e ricostruire relazioni non avvelenate dalla dipendenza digitale.
Nel secondo dopoguerra, Riccardo Lombardi ha rappresentato, per molti, una figura enigmatica: criticato da alcuni per le sue posizioni politiche, ammirato da altri per le sue doti di riformatore. Indiscussa la sua fama come predicatore, che gli valse il soprannome di "microfono di Dio", così come il legame profondo con papa Pio XII, che lo inviò in missione in America Latina e promosse ufficialmente il suo Movimento per un Mondo Migliore. La sua vita di gesuita "soldato di Cristo" è stata, in fondo, dedicata al sogno di un risveglio della Chiesa, che si sarebbe poi realizzato con il Concilio Vaticano II. Un interessante e vivace spaccato della vita religiosa e politica in Italia negli anni Cinquanta e Sessanta.
Correva l'anno 2020. L'anno del virus. Viaggiavano in Tv, in Rete, sugli smartphone, le immagini di morte, sofferenze, crisi economica e relazioni sospese. Impotenti apparivano i grandi della Terra di fronte alle incognite di una pandemia che ridisegnava confini, potenze, certezze. Lo spirito laico che aveva investito nella supremazia di finanza, mercato e tecnologia, vacillava rispetto alle domande dello Spirito che, poste nella notte del mondo da un uomo vestito di bianco, interrogava la classe politica, appellandosi a «uomini e donne che hanno la vocazione politica e i partiti politici di diversi Paesi affinché cerchino il bene comune del Paese e non il bene del proprio partito». Ma lo slancio solidale dei cattolici, vissuto nei giorni difficili, potrebbe più che mai "servire" al Paese durante la più grande operazione di ricostruzione morale ed economica dal dopoguerra ad oggi.
Il libro raccoglie le relazioni del convegno organizzato dal Centro studi Rosario Livatino il 29 novembre 2019 su Magistratura in crisi. Percorsi per ritrovare la giustizia. Trae spunto dalle indagini e dai procedimenti disciplinari che nella primavera 2019 hanno scosso la magistratura italiana, colpendo componenti togati del CSM, in carica e appartenenti a precedenti Consigli, ed esponenti di vertice di significativi uffici giudiziari: ciò ha fatto emergere con evidenza quel che era già noto all'interno del "corpo", e cioè anomalie nella attribuzione dei posti direttivi, nelle progressioni in carriera, nella gestione della formazione, nel giudizio disciplinare. Poiché dopo i primi giorni è calato il silenzio sull'intera vicenda, il convegno, e il libro che ne riprende gli atti, pur non celebrando processi paralleli, né prendendo posizione pro o contro le c.d. "correnti" della magistratura, contribuisce all'approfondimento delle cause remote e prossime delle degenerazioni venute alla luce, nella prospettiva di individuare vie di soluzione. Dopo le introduzioni di Vari e Prosperetti, prende le mosse dal corretto inquadramento di quel che sulla magistratura prevede la Costituzione, spesso disattesa dalla prassi (relazione Ronco); prosegue con le caratteristiche attuali dei magistrati italiani, dall'età al sesso (relazione Blangiardo); ne segue l'evoluzione storica a partire dal Secondo dopoguerra e analizza le modalità di accesso alla funzione, comparandole con quelle di altre Nazioni (relazione Guarnieri); ricostruisce la formazione delle "correnti" e le degenerazioni provocate (relazione Airoma); individua le riforme possibili e necessarie, quali vie d'uscita dalla crisi (relazione Mantovano). Completa il volume il discorso che il giorno del convegno Papa Francesco ha rivolto ai componenti del Centro Studi Livatino, allorché, parlando di «una crisi del potere giudiziario che non è superficiale ma ha radici profonde», ha censurato lo «sconfinamento del giudice in ambiti non propri, soprattutto nelle materie dei cosiddetti "nuovi diritti", con sentenze che sembrano preoccupate di esaudire desideri sempre nuovi, disancorati da ogni limite oggettivo».
Gli studi raccolti nel volume trattano aspetti differenti della scrittura femminile. Prevale l'interesse per i testi religiosi, che tra medioevo ed età moderna hanno rappresentato il nucleo essenziale delle opere scritte da donne: l'educazione e le letture devote ne forgiavano, infatti, anche la lingua e, in particolare, il lessico, le immagini e le metafore. Intende, invece, contrastare il pregiudizio che spesso ha accompagnato la scrittura femminile il saggio sul libretto dell'opera prima di Gioacchino Rossini, Demetrio e Polibio, composto da Vincenzina Viganò Mombelli, esperta conoscitrice delle tendenze del suo tempo. Compiono un vertiginoso salto temporale gli ultimi due studi dedicati ai romanzi di Elena Ferrante, scrittrice che, pur rinunciando a commutazioni di codice, riesce a far percepire il suono del dialetto contrapposto all'italiano e a rappresentare, anche attraverso questo contrasto, la conquista ancora faticosa di identità e sapere da parte delle donne.
Viviamo in un'epoca in cui tutto è immediato e veloce; sembra durare un istante, per poi scomparire. Ma la natura risponde a un'altra idea di tempo: quello ciclico, dove nulla scompare e tutto si trasforma. In un mix di scienza e poesia, questo libro racconta ai bambini undici cicli naturali che fanno parte della vita di tutti i giorni. Ogni ciclo è rappresentato da un'illustrazione che ne evidenzia le fasi principali, per cullare i lettori nella magia delle parole e delle immagini legate al tempo. A corredo di ogni ciclo, si aggiungono citazioni di scrittori, artisti e scienziati: Saint-Exupery, Frida Khalo, Lao Tse, Albert Einstein... e altri. I testi incantano anche i lettori più piccoli, con la loro delicatezza e semplicità. Le illustrazioni sono una gioia per gli occhi di chi sfoglia questo albo: hanno il pregio della chiarezza, per individuare da subito le fasi di ogni ciclo, ma regalano scenari a piena pagina quando accompagnano i versi degli artisti. Età di lettura: da 6 anni.
La riforma liturgica scaturita dal Concilio Vaticano II ha distribuito le letture in modo che durante l'anno siano letti tutti e quattro i vangeli. Il lezionario è diventato così per i sacerdoti, ma anche per tanti laici, un libro per la meditazione quotidiana. In entrambi i casi sono utili dei sussidi. Il loro scopo non è l'interpretazione scientifica dei testi e neanche la formulazione di prediche stilisticamente composte. Si tratta piuttosto di pensieri suscitati dalla Scrittura che ci conducono ad un senso spirituale, profondo, universale di questa Parola, che assume così per noi un valore esistenziale. La lunga frequentazione avuta da p. Spidlík con i Padri fa sì che i pensieri qui proposti abbiano la freschezza della tradizione viva, quella in cui la Parola rimanda alla vita e la vita, penetrata dalla Scrittura, diventa criterio per la sua comprensione. Il volume contiene l'intero ciclo degli anni A, B, C, le principali feste dell'anno liturgico e, inoltre, il vangelo quotidiano.
Composta attorno al 1067, la lettera Sull'onnipotenza divina di Pier Damiani si apre con una questione posta da Desiderio, abate di Montecassino: «Sebbene Dio possa ogni cosa, non può restituire la verginità a colei che l'ha perduta. Egli ha certamente il potere di liberarla dalla pena, ma non può ridarle la corona della verginità che ha perduto». Il problema, che Pier Damiani riprendeva dalla lettera XXII di san Gerolamo, è solo in apparenza ozioso: il monaco ravennate ne fa un'autentica questione filosofica, un "esperimento mentale" che solleva domande cruciali sulla natura del tempo e sul rapporto tra necessità e contingenza, leggi divine e principi logici, natura divina e natura umana. Il volume, a cura di Roberto Limonta, presenta la traduzione del De divina omnipotentia con note e testo latino a fronte. La prefazione di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri e il saggio introduttivo di Roberto Limonta ricostruiscono la lunga durata della questione posta da Pier Damiani, dai dibattiti teologici dei secoli medievali sino alle sue fortune nella filosofia, teologia e letteratura contemporanea.
Questo quinto volume della collana "Classici Mariani" contiene 12 brani (canti e antifone) in latino dell'antica tradizione cristiana, dedicati alla Madonna. Si tratta di una serie di album di canti e musiche tra i più conosciuti e amati della devozione alla Vergine. L'obiettivo è valorizzare il repertorio dei canti mariani della tradizione, proponendone la versione originale e integrale. La registrazione orchestrale e l'esecuzione corale, eleganti e particolarmente accurate, rendono in questo modo omaggio a un repertorio popolare di grande diffusione. Brani: Tota pulchra es Maria - Ave Maria (Jacques Arcadelt) - Memorare - Alma Redemptoris Mater (tonus simplex) - Salve mater misericordiae - Ave maris stella (more romano) - Salve Regina (tonus solemnis) - Regina caeli laetare - Sub tuum praesidium confugimus - Ave Regina caelorum - Ave Maria (Charles Gounod) - Ave Maria (Franz Shubert)