Il carteggio raccoglie le lettere che il poeta fiorentino Carlo Betocchi e l'intellettuale siciliano Erminio Cavallero si sono scambiati tra il 1962 e il 1969. Da questa conoscenza, inizialmente sopo epistolare, è nata un'amicizia solida e una proficua collaborazione; Carlo Betocchi ha pubblicato poesie ed articoli su "Linea Nuova", la rivista fondata e diretta da Erminio Cavallero, che a sua volta è stato letto durante "L'Approdo" radiofonico, la trasmissione RAI a lungo gestita da Betocchi. Il carteggio dà conto di questo scambio intellettuale che si inserisce all'interno della corrente più aperta del cattolicesimo di quegli anni e ben ne rappresenta i dibattiti politici, religiosi e letterari e la temperie culturale.
In questo volume vengono presentati saggi di autori diversi che intendono presentare le forme della presenza delle minoranze ebraiche e islamiche a Roma e nello Stato della Chiesa in età moderna a partire dalla raccolte di oggetti preziosi e curiosi. Attraverso l'esame delle produzioni artistiche minori con rappresentazioni del nemico turco e della schiavitù, l'analisi della pubblicistica in arabo stampata a Roma, le raccolte di arte ebraica e musulmana... gli autori presentano una riflessione a tutto campo sia sulla propaganda religiosa sia sulla conoscenza di culture diverse che permette di ridiscutere (da un punto di vista così particolare) le occasioni di confronto tra cristiani, ebrei e musulmani tra Cinquecento e Ottocento.
Romanzo noir esoterico ambientato nella Napoli contemporanea. Il testo tratta il percorso iniziatico ed esistenziale di un fratello e una sorella: la storia della giovane protagonista Rossana che affronta il duro percorso per uscire dal tunnel dell'alcol, si interseca con quella di suo fratello Momo. Dopo l'incontro con un personaggio misterioso all'interno del museo "Tempio massonico Cappella di Sansevero", nella zona più antica di Napoli, i due iniziano un percorso che li vedrà a volte rivali, altre complici ma sostanzialmente accomunati da un unico simbolico percorso, dove saranno entrambi protagonisti. Il problema dell'alcolismo entra nella trama del noir e apre la possibilità di presentazioni in centri SERT o iniziative contro l'abuso dell'alcol. Tema che è trattato e vissuto, non solo dalla giovane protagonista Rossana, ma anche con gli occhi di familiari spesso poco considerati in storie del genere. Il percorso filosofico-iniziatico di Momo, che vede la possibilità di presentazioni in circoli culturali e associazioni a tema, è intrecciato alle peripezie di Rossana, a personaggi misteriosi e a maestri di vita saggi ma ignoranti. Romanzo narrato in maniera da rendere chiaro il messaggio di speranza e possibile evoluzione, a prescindere da ogni accadimento. L'intreccio noir interesserà più personaggi su vari fronti, fino all'inaspettato epilogo.
Egitto: 2520 a.C. Il faraone Gedefra, nomina Athenir "Gran Veggente" del regno. Questi rivela che 250 anni prima del chiudersi del quarto millennio, il defunto Altotas, suo predecessore, rinascerà a nuova vita per recarsi a Palermo. La profezia si avvera. Altotas si presenta in casa Balsamo offrendo in omaggio un misterioso scrigno. Giuseppe Balsamo lo apre e ne segue il cammino. Dopo un lungo peregrinare entra in possesso del manuale della massoneria egizia. Attratto da una forza misteriosa, oltrepassa la porta alchemica. Si ritroverà nel mondo degli inferi, dove sarà dilaniato da due belve infernali. Giuseppe Balsamo, come fenice, rinasce. Ora è il conte di Cagliostro e strabilia con le sue arti extrasensoriali le maggiori corti europee. Amori, misteri, tradimenti, intrighi di corte, magia, esoterismo, alchimia, morte e rinascita ne segneranno il destino.
Dai Longobardi ai Mongoli, dai Samurai ai Tartari passando per la Cavalleria, dall'economia al sistema sanitario nel Medio Evo. Un percorso nel mondo medievale.
Il popolo tributa grandi onori a san Giuseppe. Gesti, riti, fede che non sono frutto di spontanea e semplice fede popolare, ma diretta emanazione di un documento scritto, secondo il quale sarebbe stato proprio Gesù, che ama definirsi "il figlio prediletto" di Giuseppe, a dare indicazioni su come onorare degnamente la memoria del padre putativo. Un santo che, secondo l'apocrifo "Storia di Giuseppe il falegname", non morì il 19 marzo ma il 26 del mese di Epep, giorno della resurrezione di Osiride e capodanno per gli antichi Egizi, all'età di centoundici anni. Vecchiaia messa in dubbio da alcuni cristiani. Papa Giovanni Paolo II ne proclama la gioventù. In questo studio anche il testo integrale di S. Alfonso de' Liquori: Rosario dei sette dolori e allegrezze di San Giuseppe, la riduzione teosofica di eventi e numeri e alcune immagini votive della collezione di Giuseppe Pitrè.
L'obiettivo di questo libro è di mostrare come l'Uomo-Spirito (o esercitante un ministero spirituale) può migliorarsi e rigenerare se stesso e gli altri, restituendo la Parola o il Logos all'uomo e alla natura. È in questa parola che l'autore, pieno della dottrina e dei sentimenti di Jacob Böhme, attinge la vita di cui anima qui i suoi ragionamenti e il suo stile; ragionamenti miranti a rinnovare il proprio pensiero, in modo che dalla sua forma dialettica, in cui da tutti viene comunemente usato, possa esso ritrovare la sua luce originaria, e che, come accadde a Teseo con il filo di Arianna, consenta la risalita dal labirinto della mente alla soglia della Libertà dello spirito, eliminando così, per usare i suoi termini, l'opposizione della causa inferiore alla causa superiore, per passare finalmente dalla razionalità all'intuizione, e per mezzo di questa pervenire alla luce, e quindi al Logos.
L'obiettivo di questo libro è di mostrare come l'Uomo-Spirito (o esercitante un ministero spirituale) può migliorarsi e rigenerare se stesso e gli altri, restituendo la Parola o il Logos all'uomo e alla natura. È pertanto per questa via che passa la rinascita dell'uomo; via fondata sulle tre fondamentali facoltà dell'anima, e cioè pensare, sentire e volere, che mediante la loro unità nell'agire quotidiano, fa sì che l'uomo di desiderio possa impedire al nemico di entrare in lui, e d'impadronirsi, come l'autore afferma, della cittadella.