La millenaria convivenza di ebrei, cristiani e musulmani ha svolto un ruolo di garanzia del carattere plurale dei paesi in quest’area, sopravvissuta anche allo shock del 1948, con la nascita di Israele. Questo libro vuole rendere giustizia a una storia antica e attuale, con la preoccupazione che, se cade la convivenza multireligiosa in Palestina, potrà estinguersi in tutto il Medio Oriente. I segnali del declino ci sono da tempo. Ma se questo avvenisse, sarebbe una sconfitta per tutti, musulmani, cristiani ed ebrei insieme.
L'arrivo a Betlemme a dorso di un asino, l'annuncio dell'angelo, il cielo acceso di luce abbagliante, la nascita, i pastori in festa, l'arrivo dei tre Re d'Oriente con i loro doni, ai quali Giuseppe non avrà nulla da o¬ffrire, nemmeno le parole, chiuse in gola dall'emozione. Un racconto già universalmente noto, ma narrato da un punto di vista originale: la notte della nascita di Gesù immaginata come la narrazione in presa diretta di un personaggio che, pure importante, nella narrazione della natività vive in secondo piano. Gli eventi narrati da Giuseppe sono prodigiosi, ma le sue emozioni di padre sono tutte umane e arrivano dritte al cuore del lettore. Le illustrazioni di Lara Hawthorne, equilibrate ed eleganti, accompagnano il testo di Silvia Vecchini, scritto con un linguaggio al tempo stesso poetico e musicale, ricco di suggestioni. Età di lettura: da 4 anni.
Francesco d'Assisi è una delle figure più affascinanti del mondo cristiano. Vissuto in un'epoca caratterizzata dalla bramosia del denaro, dei piaceri e del potere, Francesco propone ed esalta la povertà e l'umiltà. Francesco supera la teologia medievale che prospettava una visione del mondo terreno cupa e terrorizzante proponendo una concezione serena: Dio è padre del creato e tutti gli elementi della natura hanno una loro bellezza ed un loro senso; soprattutto sono utili all'uomo. In questa compiuta armonia unversale anche le malattie e la morte perdono l'aspetto drammatico e diventano fenomeni naturali da accettare con serenità. Francesco presenta gli elementi naturali non secondo il canone medievale-simbolico, ma con un franco naturalismo. L'incontro con il sultano Melek-el Kâmel (1219) ci propone un incontro pacifico con l'Islam fondato sul rispetto reciproco. Francesco propone all'uomo contemporaneo la vita di Gesù e dei primi discepoli vissuta con gioia serenità, pace e fraternità raggiunte al di là di ogni dolore fisico e di ogni contraddizione esteriore.
Una casa di campagna da qualche parte nel Sud degli Stati Uniti. Una ragazza malata, solitaria, confinata. Eppure da queste premesse è scaturita una scrittrice straordinaria, tra le più grandi del Ventesimo secolo. Flannery O'Connor ha ritemprato i suoi limiti in armi affilate, con cui nella sua breve vita ha saputo indagare nel profondo dell'uomo e della sua lotta tra bene e male. «Andalusia», la fattoria in cui viveva attorniata da polli e pavoni, si è trasformata in un vivido fuoco culturale per il viavai di amici, scrittori, artisti e cronisti e per il diluvio di lettere ricevute e spedite. Flannery ha scritto che su di lei non ci sarebbero state biografie: «Una vita trascorsa tra casa e pollaio non è per nulla interessante». Questo libro aggira la previsione dandole direttamente la parola e accompagnandola con i commenti degli amici e dei critici che di lei hanno profondamente stimato l'arte e la tempra umana. Offre la chiave per accostarsi al comico, meraviglioso e drammatico universo dei suoi romanzi e racconti. Inoltre dà conto della sfolgorante interiorità di un'artista per la quale l'essere cristiana, e cattolica, era il centro della vita privata e pubblica, della preghiera, del pensiero e della scrittura. Questo profilo biografico si vale delle lettere e degli altri scritti della O'Connor per dare voce alla sua personalità affascinante, geniale, acuta e pungente. Spalanca una finestra su un gigante della letteratura universale.
Viaggia attraverso i continenti e gli oceani per incontrare gli incredibili animali con cui condividiamo il nostro pianeta. Illustrazioni, foto a grandezza naturale e testi ricchi di informazioni rivelano la vita, gli habitat e il comportamento di tantissime incredibili creature, dalle balenottere azzurre alle farfalle, dai panda agli squali. Età di lettura: da 5 anni.
Quali caratteristiche presenta la voce di bambine e bambini? Quali aspetti metodologici è indispensabile tener presenti quando, nei servizi per l'infanzia, nella scuola di base e nelle realtà associative, si propongono attività musicali di tipo corale? Per i bambini è così "spontaneo" cantare? La "bella voce" è un dono di natura o è paragonabile a uno strumento prezioso e delicato? Come impiegare musicalmente il codice emozionale che emergere nelle espressioni vocali spontanee e nel canto? Il volume di Tullio Visioli propone riflessioni e proposte che potranno sostenere e guidare il delicato lavoro educativo di direttori di coro, musicisti, didatti e insegnanti. Come afferma l'Autore, «scopo di questo manuale è di essere d'aiuto per comprendere la voce del bambino e le sue grandi potenzialità espressive e di guidarlo, attraverso una pratica ragionata del canto corale, a sviluppare le sue qualità musicali, integrandosi e dialogando col mondo musicale che ogni bambino ha già in sé e costruisce giorno per giorno». Il volume si avvale anche di un contributo di Franco Fussi, medico foniatra, nonché uno dei maggiori e più riconosciuti esperti di voce e vocalità, e della presentazione di Mario Leone, direttore di coro, giornalista e critico musicale.
Il presente codice
·costituisce una preziosa fonte di consultazione e guida per chi esercita le professioni legali
·accompagna proficuamente tutti gli studenti universitari delle istituzioni di diritto privato e di procedura civile
·è aggiornatissimo alle ultime novità normative di ottobre 2020
·è arricchito dalle principali leggi complementari in tema di cambiale e assegno, consenso informato, divorzio, fallimento e altre procedure concorsuali, giudice di pace, lavoro, locazioni immobiliari, mediazione e conciliazione, semplificazione dei riti civili, termini processuali, testamento biologico, unioni civili e convivenze, vendite immobiliari.
Tracce n.10, Novembre 2020
La crepa e la diga
02.11.2020
In sei parole, aveva descritto l’oggi. E lo aveva fatto centocinquant’anni fa, quando pure certe evidenze reggevano ancora e l’incertezza non arrivava alla radice di tutto. Eppure, in quella frase di Friedrich Nietzsche c’è il dramma di ora: «Non esistono fatti, ma solo interpretazioni». Profezia perfetta di un’epoca in cui ci ritroviamo «sballottati» tra mille posizioni, come sottolineava Julián Carrón nella Giornata d’inizio (il “momento di avvio” del lavoro proposto al movimento di CL per il nuovo anno sociale), «senza saper distinguere quale di esse accoglie lealmente i fatti». Non c’è nulla che abbia la forza di sottrarci a una nebbia in cui diventa tutto confuso e incerto: «Nessun fatto ci “prende” al punto tale da farci uscire dalla equivalenza delle interpretazioni. Sembra tutto uguale», diceva Carrón. Aggiungendo una domanda decisiva, perché non è retorica: «C’è qualcosa in grado di sfidare questo assioma?».
La partita, in fondo, è tutta qui. Sui fatti, e su come li guardiamo. Meglio: su cosa ci permette di vederli, di accorgerci della loro portata. Perché di fatti che scuotono e aprono varchi nella nebbia, ne accadono. Tanti. Ne trovate anche in queste pagine. Non sempre eclatanti o clamorosi: il più delle volte sono piccoli («il Signore opera anche a soffi», ricordava don Giussani). Ma significativi – cioè capaci, letteralmente, di indicare un senso, di spalancare prospettive. Basta guardarli. Ed è in quel «basta» che ci giochiamo tutto. Perché dice della nostra disponibilità a lasciarci conquistare.
Nella Giornata d’inizio anno siamo stati rimessi di fronte a un percorso potentissimo, di cui avevamo già parlato nel numero scorso: quello di Mikel Azurmendi, l’intellettuale basco che, colpito dall’incontro con alcune persone di CL, si è incollato a quella “strana tribù” per studiarla a fondo, capirne la natura. Ammirato da quel modo di vivere, per usare la sua espressione, ha iniziato a vedere. Fino a scoprire l’origine di quella diversità che lo affascinava: Cristo. Carrón ha voluto «indicarlo a tutti» perché è una «documentazione di come, in questi tempi in cui il nichilismo dilaga, una persona possa accorgersi – quando accade – di una diversità di esperienza, di ciò che nichilismo non è, e possa stupirsi di sconfiggerlo semplicemente assecondando la prima evidenza, per quanto esile, di quella diversità. È bastata questa crepa per far crollare la diga».
Ecco, in questo numero abbiamo ripreso lo stesso filo, cercandone tracce anche nelle vite di ognuno di noi. Fatti, imprevisti. Un cuore disponibile ad accoglierli. E un cammino di conoscenza che si apre e «allarga lo sguardo», proprio come chiede il Papa nell’ultima enciclica, Fratelli tutti (su cui trovate un percorso di lettura). È questo che tira fuori dalla nebbia, quando accade. E il bello è che accade.