Pastore valdese, professore di italiano e latino, esegeta e grande conoscitore della letteratura delle origini cristiane, negli anni Trenta del Novecento Francesco Singleton Lo Bue (1914-1955) entrò nel gruppo dei "giovani barthiani" che, stretti intorno a Giovanni Miegge, opposero le prime forme di resistenza morale al fascismo attraverso la rivista "Gioventù Cristiana" e le giornate teologiche presso il tempio del Ciabàs. Nell'opprimente clima di regime e nel quadro più generale degli avvenimenti del secondo conflitto mondiale e dell'occupazione nazifascista, dopo un profondo conflitto interiore, Lo Bue decise infine di partecipare al movimento antifascista e alla Resistenza, aderendo al Partito d'Azione e al Movimento federalista europeo.
Gli Architorti sono un quintetto d'archi di formazione classica che fa capo al violoncellista Marco Robino. Dopo le rivisitazioni trasversali cui gli Architorti ci hanno abituati, il quintetto d'archi propone una raccolta di musiche risorgimentali, in primis di Verdi e di Mameli e canti popolari ottocenteschi del Nord e Sud Italia. Concludono il CD il canto degli alpini Monte Nero e Bella ciao.
Rivista monografica quadrimestrale di teologia, n. 3/2012. L'inquietudine accende il desiderio dell'Eterno. Tra le vicissitudini della vita, si fa più forte l'anelito al soprannaturale. E' compito del poeta, come dice Ungaretti, farsi mediatore tra l'uomo e il suo Creatore, al fine di disvelare le meraviglie e i segreti del mondo. Esiste una relazione inscindibile tra creazione poetica e creazione divina, tra poesia e sacro, tra parola poetica (verbum) e 'Verbum', la parola fatta carne.
Tratta da quel vero e proprio monumento letterario alla civiltà gastronomica francese che è "Le grand dictionnaire de cuisine", questa bizzarra catalogazione d'ingredienti, ricette e aneddoti è prima di tutto un'appassionata dichiarazione d'amore alla cucina. Alexandre Dumas, raffinato e vorace gourmet, costruisce un divertente viaggio culinario dove tutto mescola, con stile enciclopedico: storia, geografia, citazioni letterarie, fantasie, suggestioni poetiche, indirizzi, ricordi d'infanzia. Alexandre Dumas è stato maestro nel genere del romanzo storico e d'avventura, celebre soprattutto per capolavori come "Il conte di Montecristo" (1844-45) e "I tre moschettieri" (1844). Grande viaggiatore e incontenibile goloso, riflette la sua personalità debordante nel Grand dictionnaire de cuisine, uscito postumo nel 1873, da cui sono tratte le voci di questo alfabeto.
"Il volume offre i materiali del Convegno regionale svoltosi nell'ottobre 2010 a Palermo, con la visita del Papa. I giovani e le famiglie insieme hanno vissuto una vigorosa condivisione di ideali e speranze, riflettuto sulle difficoltà e sulle opportunità che la Sicilia non manca di porre sotto sguardi che debbono essere pieni di coraggio per educarci ed educare alla speranza. C'è un'educazione alla speranza che è educazione ad uno sguardo profondo, acuto, penetrante che i nostri giovani e le nostre famiglie devono avere per un'autentica ricerca della capacità di bene, di progettualità, di riscatto. Lo ha sottolineato il Papa quando ha affermato: 'La fede vi dona la forza di Dio per essere sempre fiduciosi e coraggiosi, per andare avanti con nuova decisione, per prendere le iniziative necessarie a dare un volto sempre più bello alla vostra terra. La tentazione dello scoraggiamento, della rassegnazione, viene a chi è debole nella fede, a chi confonde il male con il bene. Invece, chi è saldamente fondato sulla fede, chi ha piena fiducia in Dio e vive nella Chiesa, è capace di portare la forza dirompente del Vangelo'." (dalla presentazione del Card. Paolo Romeo)
17 marzo 1861. Concluso il tempo delle battaglie risorgimentali e dell'epopea, l'Italia trova espressione in un Parlamento che è insieme istituzione e prassi politica, cassa di risonanza per dibattiti infuocati ed espressione unanime della scommessa unitaria. A dar voce alla Nazione in fieri c'è anche Matteo Raeli, avvocato di Noto, reduce da una convinta adesione al liberalismo che lo ha portato a sperimentare la sconfitta della rivoluzione del 1848 e la solitudine dell'esilio. I suoi discorsi parlamentari sono l'espressione di questo impegno costante in direzione dello State e del Nation building, la testimonianza di una carriera di respiro "italiano" che non dimentica la centralità del Mezzogiorno, la rappresentazione più autentica di un uomo che affronta da protagonista le questioni cruciali della politica nazionale, senza mai smarrire la difesa della libertà e la coerenza ideologica e morale.
All'interno del "Satyricon" Petronio, il grande affresco noto come Cena Trimalchionis, concentra in uno spazio delimitato e racchiuso - scena fatta di parole - un campionario spettacolare di prim'ordine. In tale spazio prendono vita le differenze socio-culturali dei commensali: da un lato il padrone di casa e i colliberti, fieri delle proprie ascese sociali e detentori di ricchezze esibite e ostentate con dubbio gusto; dall'altro gli scholastici un maestro di retorica e i suoi due scolari -, detentori della scienza del linguaggio pubblico, narratori e spettatori interni della Cena. Ben calibrati e sapientemente intercalati, i dislivelli tra i due gruppi danno vita a esiti molteplici.
Il volume si struttura in due parti: una prima parte storica che prende in considerazione le origini e gli sviluppi della Grounded Theory e una seconda parte che analizza gli elementi costitutivi del metodo. In particolare nella seconda parte l'attenzione è focalizzata sul processo di produzione della teoria e sulle pratiche di ricerca, considerando anche le tecniche di analisi. Il testo propone inoltre una riflessione sul concetto di teoria processuale grounded come tratto di originalità dell'approccio e di stimolo rispetto alla ricerca psico-sociale nel suo complesso.
Lo scrittore tedesco di culto Hermann Hesse fu in contatto con personaggi e gruppi espressione della Lebensreform (Riforma della vita), un movimento di contro-cultura fiorito tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento in Germania e Svizzera. Criticando i fondamenti della società borghese e capitalista del tempo, i "riformatori della vita" professavano una filosofia esistenziale basata sull'amore per la natura, l'adozione di regole di convivenza civile più semplici e improntate al bene comune, l'igienismo, il vegetarianismo, il rinnovamento dei costumi, nonché forme d'arte nuove e libere. Di questo fermento culturale fu rivelazione nel campo della arti figurative, in architettura e nelle arti applicate il Liberty o Art Nouveau, chiamato anche Modern Style, Jugendstil, Floreale. Questo libro approfondisce nei dettagli un argomento mai trattato in maniera organica in lingua italiana, andando così a colmare un vuoto nella letteratura critica dedicata alla vita e all'opera di Herman Hesse.