Negli ultimi vent'anni si è affermata una nuova generazione di direttori della fotografia. L'avvento del digitale e l'attuale tecnologia dei corpi illuminanti hanno supportato delle scelte artistiche di illuminazione che, solo alla fine del secolo scorso, non si potevano nemmeno immaginare. È in questo quadro che si inserisce il Laboratorio di fotografia cinematografica, dieci lezioni che, tramite lo studio degli strumenti e delle tecniche usate per "impressionare la pellicola", rivelano tutti i segreti necessari a conoscere e approfondire la costruzione dell'immagine del film. La scelta dei corpi illuminanti, delle ottiche, della macchina da presa, il rapporto con la propria squadra e con la troupe, la palette di colori e i motivi di alcune decisioni artistiche vengono presentati alla luce di determinate scene selezionate ad hoc. Partendo dalla sceneggiatura, passando per il piano di produzione, fino alla valutazione delle inquadrature e dei materiali per realizzarle, il libro conduce un'accurata analisi delle lavorazioni, esaminando anche i principali generi narrativi visti con gli occhi del "DOP". Un'ampia proposta di esercitazioni pratiche conclude il percorso, e offre ulteriori elementi per contribuire alla formazione di nuovi direttori della fotografia o, anche, per rispondere a tutte le curiosità che sorgono attorno a uno dei ruoli più affascinanti del mondo del cinema.
Il Calendario parrocchiale è un supporto digitale pensato per una "navigazione" semplice, per avere la possibilità di elaborare, con ricchezza e varietà: il foglio liturgico in formato A4 orizzontale, pensato in quattro facciate. La prima presenta una riflessione sul tempo liturgico o sulla liturgia della settimana, corredata da un'immagine. Nella parte centrale sono presentati i testi celebrativi e uno spazio libero consente di annotare intenzioni di preghiera, messe, orario del catechismo... Infine nella quarta pagina si trovano una preghiera e la rubrica Vangelo vivo, per l'attualizzazione, dedicata a "testimoni" di fede, di solidarietà, di fiducia e di speranza in questo nostro tempo, noti e meno noti; il calendario murale settimanale in formato A4 verticale. Nella prima colonna presenta le indicazioni relative alla celebrazione liturgica del giorno, mentre nella seconda si possono riportare gli avvenimenti, gli incontri, le intenzioni delle Messe...; il foglio liturgico per i fedeli, sempre in formato A4 orizzontale, con i testi delle letture della domenica ma anche con una "Richiesta di perdono" ("atto penitenziale") e una "Preghiera dei fedeli" originali.
Bimestrale per la formazione e l'aggiornamento degli operatori liturgici
In questo breve scritto confluisce tutto il lavorio della ricerca umana e religiosa di Panikkar, forse il lavorio integrale di cuore e mente dell'umanità stessa. La proposta di un Concilio universale permanente e il ruolo che la Chiesa cattolica può/deve svolgere per la sua attuazione è di grande attualità. Una chiesa per il terzo millennio non può più giocare con le carte del passato, rappresentare una dimora comoda per chi accetta irresponsabilmente lo status-quo. «I grandi problemi dell'umanità (fame, guerra, ingiustizia, ordine economico, scienza, tecnologia) sono in fondo questioni umane ultime di vita o morte e quindi religiose. Questo è un compito eminentemente della chiesa, intesa non tanto come chiesa romana né cristiana, quanto come chiesa invisibile sparsa per tutta la terra». Ci dovrebbe però essere qualcuno che convoca tale concilio universale, anche se poi si dovrebbe eclissarsi e lasciarne la dinamica nelle mani dello Spirito. L'incontro «Insieme per domandare la pace» promosso da papa Giovanni Paolo II ad Assisi (27 ottobre 1986), la dichiarazione congiunta sulla fratellanza di papa Francesco e del grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, ad Abu Dhabi (4 febbraio 2019) e il forte e intenso discorso ancora di papa Francesco all'incontro interreligioso di Ur dei Caldei (6 marzo 2021) sono segni profetici di quanto l'oggi dell'umanità chiede alle religioni: «che la famiglia umana diventi ospitale e accogliente verso tutti i suoi figli; che, guardando il medesimo cielo, cammini in pace sulla stessa terra».
"Geschlecht": questa parola tedesca, che ha dato il titolo generico a una serie di quattro studi di Jacques Derrida dedicati all'opera di Martin Heidegger, è assolutamente intraducibile in italiano perché la parola è correlata al tempo stesso con "sesso", "razza", "nazione", "umanità". Ebbene, sono proprio queste le categorie che Derrida intende esplorare nell'opera di Heidegger. Nel presente volume, al cuore della ricerca sono innanzitutto la dimensione politico-sessuale e la nozione di patria. È questa l'occasione, per Derrida, di pensare una sessualità più radicale di quella binaria, ed è anche l'occasione per denunciare un nazionalismo dal carattere preoccupante in Heidegger, un approccio quantomeno ambiguo se rapportato a quello avuto con il nazismo dal quale pretende di smarcarsi. Questa edizione presenta uno studio che sembrava perduto per sempre. Il gruppo di ricercatori che ne ha stabilito il testo ha realizzato dunque una notevole opera intellettuale ed editoriale.
Questo libro rilegge uno degli episodi più straordinari della storia culturale fra Oriente e Occidente, la traduzione greca della Bibbia, la leggenda che l'ha narrata e le riscritture di questa. Una storia lunga molti secoli che ha attraversato con ostinazione culture, epoche storiche e mondi diversi e che ha segnato, a partire dal Vicino Oriente antico, il destino dell'Occidente. Battaglie culturali, ideologiche, filologiche, linguistiche ne hanno costituito la trama, nel tentativo di dare forma a un libro molteplice e ibrido e proprio per questo così simile a noi, così vicino alla nostra differenza originaria. L'autore ci parla di originali che non si trovano ma che forse non è necessario trovare. Di traduzioni che valgono come fonti e di fonti che sono contradittorie. Racconta come proprio la Bibbia, il grande codice della letteratura occidentale, sia vissuta per migliaia di anni attraverso le sue riscritture, come abbia avuto molteplici redazioni e diversi autori, diversi canoni, diversi originali. Come se il suo messaggio più profondo fosse che la verità non è immobile ma diventa vera solo nel momento in cui tocca la realtà di coloro che hanno reso le parole qualcosa di concreto, interpretandole, traducendole, comunicandole e vivendole.
Per una nuova teologia del lavoro Il senso del lavoro trascende il lavoro Lavoro: «fatica inconclusa» (Qo 1,3) Il lavoro come «luogo teologico»
L'immenso serbatoio del sapere proverbiale greco e romano è stato fissato, dall'età arcaica greca fino al Rinascimento, in raccolte ora attribuite a figure leggendarie di filosofi e sapienti (Pitagora, Focilide, Epicarmo, Catone, Varrone), ora frutto di compilatori per noi quasi sconosciuti (i "paremiografi"). Pur senza uno statuto autoriale definito, queste raccolte hanno costituito per secoli un punto di riferimento importantissimo per la cultura e per il pensiero occidentale. Se ne propone, per la prima volta al mondo, una traduzione completa che abbraccia oltre duemila anni di storia, con numerose traduzioni di testi inediti: dai Sette sapienti ai filosofi ellenistici, dai monostici di Menandro alle sentenze di Appio Claudio, dai Proverbi della Bibbia greca alla raccolta di Publilio Siro, dai papiri con le raccolte private di massime morali ai Sentenziari bizantini, dai proverbi popolari del medioevo greco alle raccolte latine dei monaci d'occidente, fino alla più cospicua silloge paremiografica, quella di Michele Apostolio, del XV secolo, base indispensabile degli Adagia di Erasmo da Rotterdam, pubblicati sempre in questa collana, dei quali questo volume costituisce la naturale premessa. Nel saggio introduttivo Emanuele Lelli ripercorre la storia e la funzione del proverbio in Grecia e a Roma, da Omero al medioevo. Un'indice lemmatizzato di oltre trentamila proverbi e sentenze chiude il volume. Con i testi greci e latino a fronte.