La storia di Thérèse Martin, nata nel 1873 ad Alençon, che, entrata sedicenne nel convento di Lisieux seguendo l'esempio delle due sorelle, vi morì di tubercolosi nel 1897. Fu elevata agli altari nel 1925 col nome di Santa Teresa di Lisieux.
Una breve presentazione della vita e della spiritualità della Beata Maria Pierina De Micheli (1890-1945), suora della congregazione Figlie dell’Immacolata Concezione di Buenos Aires, e una serie di suoi pensieri commentati per l’occasione da Nicola Gori.
Destinatari
Per chi vuol conoscere o approfondire la figura della Beata Maria Pierina De Micheli.
L’autore
Nicola Gori, laureato in lingue e letterature straniere presso l’Università di Firenze, collabora con la Cattedra di Letteratura spagnola della Facoltà di Lettere e Filosofia ed è corrispondente dell’Osservatore Romano. Studioso appassionato degli autori mistici, ha pubblicato numerosi libri in questo campo. È anche autore di premiati racconti e poesie.
Catalogo a cura di Giancarlo Rocca
La vita di San Paolo, l’esemplare devozione al Signore, e il messaggio che ci ha lasciato nei secoli possono essere rivissuti ai giorni nostri in molteplici modi: tra essi acquista particolare interesse, e non solo per mera curiosità artistica, una mostra filatelica.
I francobolli dedicati all’Apostolo delle Genti sono numerosi e toccano gli aspetti legati alla sua vita, partendo dalla conversione sulla via di Damasco, ripercorrendo i viaggi missionari, fino al martirio. La filatelia diventa pertanto momento di riflessione spirituale e fonte inesauribile per la crescita intellettuale di ogni individuo.
I francobolli guidano alla lettura delle Lettere Paoline e degli Atti degli Apostoli, invitando alla meditazione, e, nel raffigurare santuari e luoghi di culto dedicati al Santo, alimentano la devozione cristiana.
I francobolli rimandano alle tradizioni popolari secolari e ci ricordano i sommi artisti, che, durante la loro vita, vollero celebrare san Paolo nelle
Il catalogo è bilingue (italiano, inglese)
Gli abiti degli ordini religiosi in occidente. Guida alla mostra
a cura di Giancarlo Rocca
Per molto tempo le strade sono state costellate da un’infinita varietà di abiti, di colori e di fogge pittoresche, tra i quali quelli dei religiosi e delle religiose occupavano un posto non indifferente.
L’abito religioso ha permesso una magnifica fioritura delle possibilità espressive maschili e soprattutto femminili. Insieme con la divisa militare esso costituisce uno dei capitoli più coloriti nella storia della moda, testimone anch’essa della povertà, della semplicità, della austerità, nonché delle forme diverse e dei differenti momenti dell’istituzione religiosa.
L’abito religioso è diventato originale perché è rimasto storicamente immutato e immutabile nelle sue forme, mentre tutto si evolveva e mutava.
Il vestito ha avuto spesso il compito di coprire le forme del corpo e di conferire loro una dignità «soprannaturale». I risultati sono stati più o meno positivi dal punto di vista estetico, ma di grande valore, specie negli Ordini antichi e negli istituti più poveri, mostrando che il ridicolo è spesso legato alla ricchezza e alle pretese mondane, mal celate dalla professione religiosa.
Infine l’abito ha sempre avuto la funzione di comunicare la posizione sociale di chi lo indossava. Questo tipo di comunicazione aveva una notevole importanza in passato, quando si riteneva che l’abito dovesse rispettare l’ordine costituito nella società di Dio. Con il suo abito il religioso manifestava alla società la sua posizione di separato dal mondo, e pur tuttavia presente e operante nel mondo.
Catalogo della mostra promossa dalla Società San Paolo in collaborazione con il museo nazionale di Castel S. Angelo
a cura di Giancarlo Rocca
Negli Ordini e negli istituti religiosi l’abito fu innanzitutto un’espressione di povertà, di cui i religiosi facevano professione mediante voto.
In seguito si intese dare anche un significato spirituale all’abito religioso, attribuendo ai singoli elementi che lo componevano un richiamo ascetico e spirituale.
L’abito faceva riconoscere il religioso dalla gente e lo poneva alla sua attenzione. Nello stesso tempo si trattava di qualcosa di «effimero», in quanto l’abito religioso esprimeva usi e tendenze della società contemporanea con tutto quello che di effimero poteva presentare.
Di qui si spiega la varietà degli abiti lungo i secoli e la loro drastica semplificazione adottata dopo il concilio Vaticano II.
Fin dai primi secoli della loro storia, i cristiani si sono interrogati sull’identità degli autori dei quattro Vangeli. Ritratti mentre sono intenti nella stesura delle loro opere o rappresentati sotto forma di simbolo, gli evangelisti Matteo, Marco, Luca, Giovanni compaiono in preziosi evangeliari, negli affreschi e nelle sculture delle cattedrali.
Rigoroso nei contenuti e ricco di immagini, il volume illustra, anche a un lettore non specialista, alcuni degli innumerevoli tesori dell’arte della Chiesa.
L’autore
Elio Guerriero è vicedirettore editoriale e responsabile del settore storico della San Paolo, e si occupa in particolare di storia della Chiesa. Ha curato l’edizione italiana delle opere di Hans Urs von Balthasar. Per la San Paolo ha pubblicato e curato diverse opere fra cui: I cattolici e le Chiese cristiane durante il pontificato di Giovanni Paolo II (2006), con Luigi Mezzadri e Maurizio Tagliaferri Le diocesi d’Italia (20072008), in tre volumi e Testimoni della Chiesa italiana (2006),I santi patroni d’Europa (2009) .
Il volume si concentra sull’attualizzazione della Parola, sul richiamo dell’autentico spirito cristiano e sul senso liturgico di questo tempo forte, proponendo anche un invito alla preghiera dei fedeli da celebrare nelle comunità, nelle famiglie e nei gruppi biblici e nelle varie assemblee liturgiche. Il richiamo ad alcuni testimoni ha lo scopo di mettere in discussione la nostra fede, il modo con il quale viviamo i valori del Vangelo e facciamo nostro il realismo dell’incarnazione.
l’autore
Edoardo Scognamiglio, dottore in teologia e in filosofia, insegna Teologia dogmatica presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (Napoli) e si occupa di dialogo interreligioso e dell’islam presso la Pontificia Università Urbaniana. Presso il Convento San Francesco in Maddaloni (Caserta) dirige il Centro Studi Francescani per il Dialogo interreligioso e le Culture. Collabora a molte iniziative editoriali, a riviste e giornali, ed è tra i massimi esperti dell’opera letteraria di Kahlil Gibran. Tra le sue numerose pubblicazioni a carattere scientifico ricordiamo: Catholica. Cum ecclesia et cum mundo (Messaggero, 2004); Henri-Louis Bergson. Anima e corpo (Messaggero, 2005); Volti dell’islam post-moderno (PUU, 2006); Il volto dell’uomo. Saggio di antropologia trinitaria, in due volumi (San Paolo, 2006-2007).
Il Natale oggi è visto, sempre più spesso, come una festa dei buoni sentimenti o riservata ai bambini, ai doni, allo scambio di auguri privi di profondità spirituale. Questo volume ci offre una serie di riflessioni sul significato del Natale, con l’intento di recuperarne la centralità per la nostra Fede.
Destinatari
Un ampio pubblico di credenti.
L’autore
Don Luca Violoni, laureato all’Università Bocconi in Discipline Economiche e Sociali, sacerdote della diocesi ambrosiana, è stato vicario della Parrocchia dei SS. Pietro e Paolo a Masnago di Varese dal 1996 al 2001. Dal 2006 al 2009 è stato Rettore del Collegio Arcivescovile De Filippi e Amministratore Unico del De Filippi srl. Dal settembre 2009 opera nell’Ufficio Amministrativo della Diocesi di Milano e dal gennaio 2010 è segretario generale dell’organizzazione della Giornata mondiale delle famiglie che si terrà a Milano nel 2012.
Argomenti di Vendita
Un autore preparato e ricco di esperienza in ambito giovanile e pastorale tratta un tema di profonda importanza per i cristiani.