Il Cantico dei Cantici – che canta l’amore di una coppia innamorata – è indubbiamente uno dei libri più noti della Bibbia, anche al di là dei circoli strettamente religiosi e della cerchia dei credenti. La riedizione qui proposta, a cura di uno studioso del calibro di Gianfranco Ravasi, aiuta il lettore a immergersi non solo nel mondo dei due amanti biblici, ma anche a declinare il poema dell’amore nella sua vita di uomo credente.
Postfazione di David NìMaria Turoldo
L’autore
Gianfranco Ravasi, nato nel 1942 a Merate (Lecco) e ordinato sacerdote nel 1966, è stato per molti anni Prefetto della BibliotecaPinacotecaAmbrosiana di Milano.Nel settembre 2007, dopo essere stato nominato da Benedetto XVI Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e delle Pontificie Commissioni per i Beni Culturali della Chiesa e di Archeologia Sacra, è stato ordinato Arcivescovo Titolare di Villamagna di Proconsolare. A lungo docente di esegesi dell’Antico Testamento nella Facoltà Teologica dell’Italia settentrionale e di ebraico nel Seminario arcivescovile milanese, è membro di numerose accademie e istituzioni culturali italiane e straniere, oltre che autore di diversi volumi.Il 20 novembre 2010 è entrato a far parte del Collegio cardinalizio.Tra le opere pubblicate presso le Edizioni San Paolo segnaliamo la “trilogia” Che cos’è l’uomo? (2011), Chi sei Signore? (2011) e Dove sei, Signore? (2012), come pure il commento ai Salmi (20072) e quello al Qohelet (20085). Per il Gruppo San Paolo ha diretto opere di prestigio come la Bibbia Via, Verità e Vita (2009), i diversi volumi della Nuova Bibbia per la Famiglia (2009) e il Dizionario Temi Teologici della Bibbia (2010).
Agostino D'Ippona si converte al cristianesimo dopo una tormentata esperienza morale per l'influenza della madre e di S. Ambrogio. Il tema principale del pensiero agostiniano è il richiamo all'interiorità, in cui si ritrova la certezza della propria esistenza e si scopre la presenza di Dio. Nelle sue opere emergono, inoltre, i temi della negatività del male e la libertà dell'uomo.
Audiolibro della serie phonostorie dedicato alla figura di zeffirino Jiménez malla, detto El Pelè, primo nomade che la Chiesa pone sugli altari
prefazione di susannatamaro
Zeffirino(Ceferino) Jiménez Valla visse una infanzia e adolescenza nomadi; si sposò a 18 anni, non ebbe figli, ma adottò una nipote. Commerciante di cavalli, si guadagnò prestigio e rispetto anche fuori dal mondo gitano.
Conosciuto per la pratica della fede, che ha raggiunto completamente da adulto: soccorreva gli zingari più poveri, ma non solo loro. Accusato falsamente di furto e poi assolto, Ceferino è arrestato da un reparto di anarchici perché corso in difesa di un prete. Morirà fucilato.
Le testimonianze raccolte e lette in NON MI VEDRETE MORIRE ci presentano una nobile figura di zingaro che cercò per tutta la vita di promuovere la pace e la concordia tra il suo popolo e i vicini.
“Disarmare il cuore, vedere nell’altro non un nemico, ma un fratello da amare. Questa è la lezione che ci ha lasciato Zeffirino, detto El Pelé: Uno zingaro, un analfabeta. Un uomo nobile”.
Questo documentario vuole essere uno strumento utile per comprendere i fatti che hanno condotto al movimento globale in favore dell'abolizione della pena di morte. Il film, attraverso interviste e dati, vuole far riflettere sull'uso della pena di morte, quale forma di punizione ritenuta giusta e congrua da moltissimi paesi al mondo. Nonostante da molti anni il processo abolizionista paresse inarrestabile, certificato anche della moratoria del 2007, le esecuzioni continuano.
L'agonia del grande regista americano Nicholas Ray (1911-1979) ammalato terminale di cancro, filmata dal giovane amico Wim Wenders che lo va a trovare nella sua casa di Spring Street a New York, l'idea di fare insieme un film. Una conferenza al Vassar College con la proiezione de Il temerario, i ritocchi al montaggio di un film incompiuto We Can't Go Home Again, infine il funerale del regista sul fiume Hudson, a bordo di una giunca cinese. Un film unico nella storia del cinema, una delle riflessioni più crude e insieme più dolci e sofferte del rapporto cinema-vita, condotte a partire da una dolorosa esperienza personale. E che ha fatto discutere per una serie di questioni morali: dove finisce in Ray il bisogno di concludere la vita lavorando e dove inizia il suo esibizionismo? In che misura Wenders ha sfruttato l'amico-maestro ovvero quanto è stato da lui sfruttato?
Afflitto da un male incurabile, Jonathan Zimmermann, un mite corniciaio di Amburgo, si fa convincere da un gangster a commettere un doppio delitto. Tom Ripley, losco e ambiguo mercante d'arte americano, interviene per aiutare Jonathan a sottrarsi ad un gioco diventato molto pericoloso.
Il protagonista della storia, soprannominato ironicamente il "professore", è un quarantenne dall'aspetto scialbo, dall'espressione assorta e stupita. Apparentemente chiuso alla coscienza, ha nei confronti delle cose un'attenzione spiazzante e imprevedibile, che lo porta a distrarsi, inseguendo il filo di un pensiero spesso incongruo rispetto alle contingenze. Conduce una grama vita di tuttofare in una casa equivoca, a Roma, finché la piattezza della sua vita viene scossa dalla conoscenza della Marchesa, una prostituta che in passato era una della casa, e che ha tentato di suicidarsi per una delusione d'amore. Il "professore" si reca a trovarla in ospedale e in un crescendo di attenzioni, di piccoli favori, di gesti semplici e gentili complicità, sembra che tra i due possa nascere un improbabile sentimento di simpatia...
1953. Una ragazza del Sud Italia deve andare lontano da casa per il suo primo incarico come maestra. Le dispiace, non perché lascia sua madre e sua sorella, con loro è tutto chiaro e a volte duro. Ma al suo paese ha una storia d'amore importante, a cui crede molto, con un giovane dell'alta borghesia che sembra ricambiarla sinceramente. Si promettono che nulla cambierà tra di loro, è solo fino a giugno, poi chiederà il trasferimento. Così parte, un po' triste e un po' curiosa di ciò che l'aspetta. Ma quel che trova è ben diverso da ogni sua immaginazione. E' molto peggio. Una scuola sperduta su un altopiano, ragazzini selvatici, gente con cui non ha niente in comune, una natura ostile. Resiste per orgoglio e perché Francesco la ama anche per quello, per il suo coraggio. Finché un giorno freddo di febbraio tutto precipita nel buio, tutto sembra per sempre perduto...