Silvio Garattini è un uomo di scienza e concepisce da sempre il suo lavoro come un servizio al benessere di tutti. In questo libro prende spunto dagli articoli della Costituzione della Repubblica dedicati al diritto alla salute e suggerisce alla politica una serie di interventi che sono necessari perché quel diritto sia effettivamente tutelato. Si tratta in alcuni casi di scelte impopolari (ad esempio a proposito del fumo e del consumo di alcol) o comunque impegnative (dove denuncia l'insufficiente formazione degli studenti italiani in ambito scientifico), ma ogni Governo che si presenti come artefice del bene comune non può ignorare la sfida di far compiere alla nostra società un passo avanti importante. Il "cittadino Garattini", con il tono garbato, preciso e documentato che gli è proprio, offre il suo contributo a un dibattito che mira all'autentico progresso civile.
«Da dove arriva?», «Come fate poi a lasciarli andare via?», «Come fate a organizzarvi?», «Vi pagano per farlo?». Sono solo alcune delle domande che guidano i capitoli di questo libro. Pagina dopo pagina, arrivano tutte le risposte: franche, trasparenti, autentiche come nessun opuscolo formativo sull'affido potrà mai fare. Perché l'autore e la moglie, genitori di due ragazzi, da oltre vent'anni hanno aperto le porte della loro casa accogliendo in affidamento bambini provenienti da esperienze difficili. Ed eccoli, allora: Spider Man, Flash, Daredevil ma anche Attila, Giovanna d'Arco, Cip e Ciop, Paperoga e molti altri. Storie complicate, dolorose, raccontate con una grazia infinita e un pizzico di ironia, appassionando e commuovendo, offrendo uno sguardo che sa abbassarsi all'altezza degli occhi di questi bambini e ne sa comprendere le fatiche. Storie che, parlando di casi al limite, offrono una lezione universale su cosa significa essere educatori, con la consapevolezza che non si lavora su una scienza esatta ma si ha a cuore il futuro di persone in crescita.
Il genio di Karl Rahner, tra i più grandi esponenti della teologia del Novecento, è sempre a rischio di una lettura approssimativa, incapace di evocare l'importanza del suo contributo per lo sviluppo del cristianesimo moderno e attuale. Il suo vigoroso contributo ha profondamente cambiato il metodo teologico e ha introdotto un nuovo modo di intendere la relazione tra Dio e l'uomo e, dunque, la fede stessa. La riflessione di Rahner può intendersi come una teologia della rivelazione, una antropologia trascendentale radicata e un'esperienza spirituale e mistico-esistenziale, che è capace di cogliere i segni della presenza di Dio nella ferialità della vita quotidiana e di conservare, ancora oggi, la sua scottante e brillante attualità.
Fino al V secolo, i Padri latini utilizzavano instrumenta per indicare l'insieme delle Scritture o loro parti: le consideravano mezzi con cui Dio si fa conoscere e tramite cui l'uomo può accogliere la proposta salvifica divina. Essi erano consapevoli della distanza linguistica e culturale che si frappone tra quegli scritti e i loro nuovi destinatari e, comunque, nutrivano il desiderio di coglierne il messaggio al fine di corrispondere alla volontà divina. Perciò, fin dall'inizio elaborarono metodologie in parallelo, in dialogo o in autonomia rispetto ai grandi interpreti ebrei o non cristiani. Questo impegno è proseguito nel tempo contribuendo a rendere l'ermeneutica una disciplina autonoma. La collana si inserisce in questo solco e offre preziosi strumenti per comprendere le Scritture di Israele e della Chiesa antica. Illustra le metodologie più aggiornate e adeguate per interpretare in modo corretto i testi biblici secondo il loro corpo di appartenenza. Gli autori, docenti del Pontificio Istituto Biblico e della Pontificia Università Gregoriana, sono tra i più qualificati esponenti dell'esegesi biblica in campo cattolico.
Questo libro offre una rilettura inedita e originale del cristianesimo, basata sulla metafora delle scarpe, attraverso dieci parole chiave. Il cristianesimo, infatti, a differenza delle altre religioni professa la fede in un Dio che, in Gesù Cristo, ha camminato in compagnia degli uomini del suo tempo. Anche oggi, di fronte alle sfide della cultura postmoderna, il cristianesimo è chiamato a farsi compagno di viaggio di tutti gli uomini. Lo deve fare però, secondo il nostro autore, con parole appropriate e soprattutto con "le scarpe giuste ai piedi" (Mc 6,9). Tra le diverse calzature che abbiamo nella nostra scarpiera di casa, quali dovremmo indossare per far risaltare le parole cristiane più significative nell'alfabeto del mondo? Ecco la proposta del volume: scarpe da ginnastica (risurrezione), scarpe da cerimonia (fede), scarpe rotte (carità), scarpe per bambini (speranza), stivali da lavoro (Chiesa), pantofole (famiglia), stivali da pioggia (ecologia), infradito (silenzio), scarpe da clown (umorismo), scarpe da donna (Maria). Sebbene il cristianesimo si riassuma in un unico nome, Gesù Cristo (Fil 2,9), questo nome ha bisogno di essere declinato con alcune parole chiave che ci permettono di recuperare un'altra identità del cristianesimo, non tanto come un insieme di dottrine, quanto piuttosto come un cammino, una sequela del "Maestro" con le scarpe giuste ai piedi.
Nel libro precedente, dedicato al Natale, don Gennaro Matino ci aveva introdotto a comprendere come l'incarnazione di Dio abbia conseguenze che trasformano l'esistenza umana: in questo nuovo volume, che va a completare il percorso dei cosiddetti tempi forti della liturgia cristiana, l'autore ci guida alla comprensione del mistero della Pasqua. Le pagine di don Gennaro non sono semplicemente meditazioni per le feste che andremo a vivere e celebrare, ma offrono un percorso chiaro, preciso, scritto con un linguaggio evocativo e capace di parlare a tutti, che trasforma la preparazione alla Pasqua in un'esperienza interiore per cui, davanti al dono di un Dio che accetta di morire per amore e alla sua resurrezione che dichiara la vittoria della vita sulla morte, nulla resterà mai come prima. La Pasqua è, infatti, un tempo che cambia tutta la storia umana: dal mattino in cui le donne e gli apostoli scoprirono che la tomba era vuota, la percezione del futuro dell'umanità stessa è completamente cambiata. Non siamo più soli, non lo saremo mai più.
Questo volume dedicato al tema giuridico dell'indagine previa vuole essere un contributo per la formazione permanente degli operatori pastorali e, nello specifico, di coloro che collaborano con i Servizi per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili e i Centri di ascolto. La piaga degli abusi non può essere trattata solo con strumenti repressivi, ma richiede uno sforzo continuo per un cambio culturale da ricercare e costruire quotidianamente. «Se in passato l'omissione ha potuto diventare una forma di risposta, oggi vogliamo che la solidarietà, intesa nel suo significato più profondo ed esigente, diventi il nostro modo di fare la storia presente e futura, in un ambito dove i conflitti, le tensioni e specialmente le vittime di ogni tipo di abuso possano trovare una mano tesa che le protegga e le riscatti dal loro dolore». PAPA FRANCESCO Lettera al Popolo di Dio, 20 agosto 2018
Questo strumento vuole essere un tentativo di risposta al desiderio di preghiera e di interiorità espresso da molti in un mondo frammentato e caotico. Nasce dall'esperienza fatta in questi anni in cui assistiamo ad un crescente desiderio di riscoperta di una fede che non sia una vaga appartenenza culturale.
Padre Pio e don Dolindo: due uomini di preghiera, due cammini di sofferenza e tenacia, lo stesso abbandono alla volontà di Dio. In queste pagine, Wojciech Kudyba ricompone, con rigore storico e documentale, il racconto di un'amicizia mistica che ha attraversato le critiche, le incomprensioni delle autorità ecclesiastiche del tempo e la prova del dolore fisico e spirituale. Attraverso testimonianze e scritti originali, l'autore ci conduce dietro le quinte di quel legame fatto di stima reciproca - «avete un santo in casa», consigliava padre Pio ai napoletani - e di gesti colmi di tenerezza, come il dono di quei semplici tarallini benedetti dal frate cappuccino per gli infermi confortati da don Dolindo. Dagli aneddoti raccolti sul Gargano e a Napoli, dal racconto dell'incontro a San Giovanni Rotondo e dalle toccanti parole di addio che i due si scambiarono emerge un'unica, importante testimonianza: la potenza della vera amicizia spirituale, capace di conservarsi oltre ogni tramonto. Questo libro offre una riflessione profonda a partire dai punti di contatto tra le due biografie che esplora, ma rappresenta soprattutto un invito a riscoprire il valore della preghiera e della sofferenza redentiva, a lasciarsi sorprendere dalla fedeltà di due figure mistiche che hanno saputo trasformare la croce in luce.
Scrivendo dopo il Vangelo gli Atti degli apostoli, Luca ha firmato la prima storia del cristianesimo. Nessuno, dopo di lui, oserà fare altrettanto. Egli risulta così l'autore del Nuovo Testamento dall'imponente opera di cinquantadue capitoli. Primo storico del cristianesimo, Luca fu davvero uno storico? La ricerca moderna gli ha mosso diversi rimproveri: la sua opera sarebbe parziale e soprattutto partigiana, imprecisa, antigiudaica, e ci darebbe un ritratto deformato di Paolo. Daniel Marguerat insorge contro tali processi ingiustamente intentati all'autore degli Atti. Prima di condannare Luca quale falsificatore della storia cristiana, occorre interrogarsi sulle sue motivazioni teologiche e sui suoi procedimenti di scrittura. Come si scriveva la storia nell'epoca greco-romana? A quale esigenza di chiarire l'identità del cristianesimo risponde l'opera di Luca? Perché Paolo vi è divenuto l'eroe principale della cristianità nascente? Lo studio di Marguerat, per esplorare siffatte questioni, utilizza i nuovi strumenti dell'analisi narrativa. Il progetto storiografico di Luca è studiato là dove si realizza, nella costruzione del racconto. Si ricostruisce progressivamente il lavoro compiuto dall'autore sul significato degli eventi che egli riferisce, e il modo in cui egli intende farsi capire dal lettore. Una solida conoscenza degli storici del primo secolo, giudei e romani, aiuta a scoprire l'originalità degli Atti su temi cruciali quali: l'identità del cristianesimo tra Gerusalemme e Roma, l'opera dello Spirito, il conflitto tra giudei e cristiani, il dramma di Anania e Saffira, la conversione di Saulo e l'enigma del finale dell'opera.
All'età di 95 anni, don Antonio Mazzi risponde alla sua maniera all'appello che Papa Francesco ha rivolto più volte agli anziani: mettete a disposizione del mondo la vostra saggezza. Immagina, così, di tenere una sorta di "Lectio magistralis", pur senza perdere la sua umiltà e soprattutto il suo spiccato senso pratico. I temi: il rapporto tra le generazioni; l'educazione; la scuola; la comunicazione; la fede e la vita ecclesiale.
«Partendo dal Cantico dei Cantici e leggendo nel nostro cuore, vogliamo cercare di scoprire qual è l'itinerario dell'anima verso Dio, dopo che è stata toccata dalla sua grazia». Così Madre Cànopi apre questa lunga e puntuale meditazione su uno dei libri più belli e misteriosi della Bibbia, sul quale i più grandi mistici hanno sparso parole appassionate e sconvolgenti. Con la sua semplicità profonda, l'autrice ci conduce a cogliere il mistero del "libro d'amore- biblico, che può essere raccolto in un'unica frase, che dà il carattere della stessa carità divina: «L'amore discende, attira ciò che è in basso e lo solleva» a sé.