Viviamo un tempo nel quale sembra essersi persa l’importanza di uno sguardo sui bambini attento ai loro bisogni e alla loro crescita. Si è normalmente impegnati a osservare eventi che li rendano unici nel loro essere e quindi capaci di rifornire narcisisticamente l’adulto che sta accanto: tale modo di guardare il bambino non permette chiaramente di coglierlo nel pieno della sua soggettività. Questo volume è dedicato alla comunicazione e alla relazione con il bambino per genitori, educatori e altre figure che cercano un contatto empatico con i più piccoli per intercettarne bisogni, desideri, emozioni. Un testo che propone un approccio pratico, senza trascurare tuttavia una rigorosa prospettiva scientifica, per offrire una visione integrata del bambino mettendo in comunicazione i vari aspetti della sua persona e i diversi ambienti nei quali vive. Che posto hanno le emozioni? Come posso gestire le sue crisi? Le regole sono importanti? Sta diventando grande, che fare? Domande fondamentali e urgenti per tanti genitori che, consapevoli di non poter essere perfetti e di avere a che fare con il "mestiere" più difficile, possono trovare in questo testo una bussola: ogni capitolo si apre con il racconto di una situazione che fa emergere il punto di vista della famiglia, del pediatra e della scuola, a cui segue un commento volto a mettere in luce i significati sottesi alle dinamiche descritte così da delineare le modalità di ascolto e relazione tra adulto e bambino.
Come vuole la tradizione, il vecchio zio Peppe, ferroviere in pensione e napoletano d’altri tempi, l’ultima domenica di novembre comincia a scartocciare i suoi pastori per fare "’O Presepio". Testimone della cerimonia è il nipote Gennarino, di anni undici, a cui lo zio, continuamente interrotto dagli inopportuni commenti della moglie Luisella, spiega il significato di ogni elemento del presepe. La statuina più caratteristica è il pastore della meraviglia, capace di svelare il senso profondo di questa tradizione. Così, in questo "basso" napoletano che ricorda Natale in casa Cupiello, la tradizione si compie ancora una volta, in tutta la sua magia. Senza il presepe non sarebbe Natale, e senza il pastore della meraviglia il presepe perderebbe un po’ del suo significato.
Che cos’è davvero il Natale? I poeti, nei secoli, hanno cercato di raccontarlo ognuno a modo suo, mettendo in versi il loro legame — a volte forte, a volte in crisi — con Dio. Questa raccolta di poesie sul presepe ci porta in un viaggio nel tempo: parte dal IV secolo, quando il cristianesimo cominciava a prendere forma, e arriva fino al Novecento, tra le due guerre mondiali, quando l’umanità si sentiva smarrita e si interrogava su Dio e sul senso della vita. Un cammino fatto di parole, immagini ed emozioni, per riscoprire il mistero e la tenerezza del Natale.
In un affresco che indaga dimensioni e nuove geometrie familiari, disponibilità economica, stato di salute e vulnerabilità psico-sociale, il CISF Family Report mette a fuoco le sfide del tempo contemporaneo: famiglie che si tengono insieme in un tempo di paure e incertezze, e che tentano di rispondere a domande fondamentali sul proprio futuro, su quello del mondo, sul senso della vita stessa.
«Pregare è pensare a Dio, amandolo», ha lasciato scritto Charles de Foucauld. L’esempio di Gesù deve ispirare anche a noi il desiderio dell’unione con il Padre celeste. Per noi la preghiera di Gesù resta un mistero, legato al mistero suo personale di Figlio di Dio fatto uomo. La sua preghiera era un inalterato faccia a faccia con il Padre. La preghiera di Gesù fu innanzitutto la preghiera di un figlio d’uomo. Nella sua anima umana e con tutta la sua anima umana egli pregò il Padre proprio e veramente come noi lo preghiamo. René Voillaume descrive in questo volume le tappe della ricerca di una preghiera autenticamente filiale che ispira e assicura la nostra presenza a Dio e ai fratelli, realizzando insieme una reale unità tra vita e preghiera.
Nino trascorre l’ultima settimana di vacanze in campagna, a casa dei nonni. A scuotere la noia dei giorni è la notizia che una volpe sta facendo razzia nei pollai dei dintorni. Le galline del nonno sono fra le sue prime vittime. La volpe colpisce e scompare, nessuno l’ha vista o sa dove si trovi. Nino ne è affascinato, non fa che pensare a lei e si mette sulle sue tracce. Età di lettura: da 8 anni.
In questo libro, don Francesco Cristofaro ci guida in un percorso spirituale alla scoperta del Volto di Gesù nel Vangelo di Matteo. Dalla nascita a Betlemme fino al Discorso della Montagna, dalle tentazioni nel deserto agli incontri che hanno segnato la vita dei discepoli e delle persone ferite, ogni pagina ci avvicina al Cuore del Maestro e alla sua misericordia. L’autore intreccia il racconto evangelico con esperienze personali, episodi di vita quotidiana, incontri pastorali e testimonianze, creando un dialogo vivo tra Parola di Dio e vita di ogni giorno. A impreziosire il percorso offerto al lettore, numerosi riferimenti alla tradizione della Chiesa, in particolare con ampi riferimenti a sant’Agostino, che con la sua sapienza illumina e approfondisce i temi trattati. Questo testo, nello stile di don Francesco, non è solo un commento al Vangelo, ma un invito alla contemplazione per il lettore: è un viaggio da fare insieme, che sollecita a fermarsi, ad alzare lo sguardo e a lasciarsi trasformare dall’incontro con Cristo. Il Volto di Gesù diventa così specchio in cui riconoscere la nostra umanità e scuola di amore, umiltà e speranza. Un libro da leggere con calma, da meditare e da portare nel cuore, come compagno di preghiera e guida nel quotidiano.
Il rotolo e il libro, in quanto strumenti di supporto per la scrittura, rappresentano simbolicamente l’evoluzione e la trasmissione dei testi scritti. Per questo il volume in omaggio a Jean-Pierre Sonnet presenta una serie di contributi in cui si riflette sul significato che il medium della forma scritta ha assunto nella composizione della Bibbia. La miscellanea è formata da quindici contributi scritti da amici, colleghi, confratelli ed ex studenti di Jean-Pierre. Alcuni si concentrano sulla qualità narrativa e sull’arte poetica delle sacre Scritture, commentando anche passi biblici in cui si fa esplicito riferimento all’atto di scrivere. In diversi saggi si riflette sulla figura degli scribi di Israele e sul ruolo che hanno esercitato nel processo di composizione dei libri biblici e nella tradizione scritturistica.
La storia dei rapporti tra la Chiesa e la mafia, la camorra e la ’ndrangheta è complessa e contraddittoria. È diffusa la consapevolezza che spesso uomini di Chiesa hanno ceduto alla paura, al quieto vivere e, purtroppo, alcuni di loro, al collateralismo e a interessi inconfessabili. Ma ci sono nomi, in particolare di sacerdoti, che hanno vissuto il Vangelo con tale coerenza da "interferire" con gli affari, le complicità, gli equilibri e i crimini della malavita organizzata e della sua "cultura". Alcuni li conosciamo, ma non sappiamo che sono stati molti e che hanno accompagnato la storia d’Italia dalla sua nascita a oggi. "Volevo conoscerli questi preti", scrive l’autore, "approfondire le loro storie e imprimere su carta che i sacerdoti divorati dalla piovra mafiosa appartengono anche a tempi meno recenti, hanno nomi di cui nessuno sa, e sono stati molti di più di quello che comunemente si pensa. Le loro vicende per me sono diventate Vangelo".
Sette studenti, provenienti da nazioni e culture diverse, si ritrovano a Gerusalemme per un viaggio che li porterà nel cuore pulsante della storia e duemila anni indietro nel tempo a incontrare Gesù. Età di lettura: da 6 anni.
Alla luce dei grandi cambiamenti che interessano il nostro tempo, occorre tornare a discutere e a indagare la forza silenziosa della benevolenza nelle relazioni sociali, rivolgendo l’attenzione ai molti ambiti in cui essa si rivela motore di giustizia, coesione e sviluppo autentico. A tale scopo, il presente volume mette a confronto voci diverse e autorevoli: si alternano riflessioni sul ruolo etico delle imprese e delle Istituzioni, testimonianze di prossimità, approfondimenti sul rispetto e sulla cura nella pratica medica, giungendo fino alle declinazioni educative e spirituali della benevolenza. Lungi dal presentarsi come un repertorio di buone intenzioni, queste pagine disegnano una mappa di prassi e modelli concreti, rivolgendo a ciascuno un invito discreto ma radicale: riscoprire la benevolenza come gesto quotidiano di responsabilità, capace di rigenerare la comunità e di misurare il progresso non solo in termini economici, ma di benessere condiviso. La prefazione del cardinale Marcello Semeraro e le conclusioni di monsignor Mariano Crociata incorniciano un percorso che ci induce a ripensare l’"io" alla luce del "noi" e a riscoprire nella dimensione del "noi" la misura del progresso, perché ogni scelta — individuale e collettiva — possa fiorire nell’interesse della comunità.
Vivere a lungo dipende in buona parte dalle nostre scelte personali. Certamente le malattie possono segnare la vita in età avanzata, ma non sono il necessario accompagnamento degli anni. Questo è importante per convincere anche i più scettici che si può sempre iniziare a cambiare stile di vita. Marco Trabucchi spiega in questo straordinario volume che per invecchiare bene è necessario raggiungere un equilibrio tra il ricorso alla medicina, alle tecnologie diagnostiche, ai farmaci — spesso indispensabili per la nostra salute — e la libera, responsabile capacità del singolo di indirizzare la propria vita. Tanti sono i temi in gioco in questo delicato percorso: dalla necessità di occuparci della salute e dei suoi nemici, conoscere le malattie, in particolare quelle più pericolose come diabete, patologie del cuore e del circolo ecc., e le strutture sanitarie per invecchiare bene, all’attività fisica che fa sempre bene, anche se non sappiamo in modo preciso come, quanto e quando. Naturalmente mangiare bene, in qualità e quantità per il benessere del corpo e dalla mente. Senza dimenticare i momenti salienti di questo delicato passaggio della vita: la pensione, come fattore di rischio per la salute o momento di liberazione, e in non pochi casi, la solitudine, la povertà, l’ignoranza: nemiche di un invecchiamento senza crisi. E ancora: le demenze, forse l’invecchiamento più temuto, ma è possibile prevenirlo? Invecchiare bene non è un’illusione se si fonda sul convincimento che nulla è donato senza l’impegno di ogni giorno. E in questo la cura degli altri gioca un ruolo non secondario nella cura di sé stessi.