Nel documentario Le strade di Sant’Ignazio, il conduttore televisvo Massimo Giletti guida lo spettatore alla scoperta della vita e della spiritualità della figura di Sant’Ignazio, frate cappuccino vissuto nel ‘700. Battezzato come Lorenzo Maurizio Belvisotti, ma conosciuto da tutti come padre Ignazio, Sant’Ignazio da Santhià viveva a Torino, nel convento del Monte dei Cappuccini e ogni giorno scendeva in città a portare conforto ai malati e ai poveri. È stato canonizzato nel 2002 da Giovanni Paolo II, ma alla sua morte, nel 1770 era già un santo.
Proprio alla canonizzazione è dedicato uno secondo documentario La città di Ignazio: un anno di celebrazioni, feste, eventi che la città di Santhià ha dedicato al “suo” Ignazio nei giorni della canonizzazione.
Il DVD è inoltre arricchito da una galleria fotografica sui giorni dei festeggiamenti.
Leafie è una gallina particolare: vive in un’aia ma non sopporta quella apatica cattività. Riesce a fuggire ma si imbatte nella donnola One Eye, ma viene salvata dalla coraggiosa anatra maschio Wanderer. La crudele donnola, però, di lì a poco ucciderà sia la compagna di quest’ultimo che Wanderer stesso. In quella notte crudele si salverà solo l’uovo di Greenie, che Leafie deciderà di accudire come se fosse figlio suo... e questo cambierà radicalmente la vita della coraggiosa gallina.
Tratto dall’omonimo best-seller dello scrittore coreano Hwang Sun-mi, solo nella Corea del Sud è stato visto da più di 5 milioni di spettatore. Proposto poi in Cina ha superato in incasso e presenze film di animazione di distribuzione internazionale come Kung Fu Panda 2
Chi a suo tempo ha amato storie come quella di Bambi o Red e Toby, e più tardi La gabbianella e il gatto, ritroverà nella storia di Leafie e Greenie proprio gli stessi temi, ossia la storia dell’amore incondizionato di una madre verso il figlio, il ribaltamento delle regole, la ribellione, la natura in tutto il suo splendore ma anche nelle sue leggi talvolta crudeli
Regista: Jerry zaks
Cast: Meryl streep, Leonardo di Caprio, Diane Keaton, Robert de Niro
Bessie (Diane Keaton), accudisce suo padre Marvin, costretto a letto a causa di un ictus. L’unico aiuto che ha, é quello dell’anziana zia Ruth inaffidabile anziana che scambia il mondo di una soap opera televisiva per realtà. A peggiorare le cose, ci pensa un medico che le diagnostica una leucemia. Solo la sorella Lee (Meryl Streep) può aiutarla con un trapianto di midollo, e cosi Bessie è costretta a riallacciare i rapporti che aveva interrotto, dopo che quest’ultima si era rifiutata di aiutare il padre lasciando a lei tutta la responsabilità.
Il non ancora trentenne Adam (Joseph Gordon-Levitt) ha una vita tranquilla e appagante: è fidanzato con la bella Rachel (Bryce Dallas Howard) e si diverte con l’amico Kyle (Seth Rogen). Quando scopre di essere malato di cancro tutto cambia. Frustrato e incapace di accettare la malattia, il giovane non reagisce. L’amicizia con Kyle e l’incontro con Katherine (Anna Kendrick) gli faranno aprire gli occhi: la vita può ricominciare, basta guardare il mondo con occhi diversi e non dare nulla per scontato.
Strepitoso dramedy (commedia+dramma), il film è stato presentato con successo al Toronto Film Festival 2011.
Dietro la macchina da presa c’è Jonathan Levine (Fa’ la cosa sbagliata) che dimostra di sapere miscelare perfettamente buon umore, dolore, amore, solidarietà, amicizia, grazie alla perfetta performance di un cast che schiera anche una splendida Anjelica Huston (I Tenenbaum) nel ruolo della madre.
Il piccolo Hugo Cabret vive nascosto nella stazione di Paris Montparnasse. Rimasto orfano, si occupa di far funzionare i tanti orologi della stazione e coltiva il sogno di aggiustare l’uomo meccanico che conserva nel suo nascondiglio e che rappresenta tutto ciò che gli è rimasto del padre. Per farlo, sottrae gli attrezzi di cui ha bisogno dal chiosco del giocattolaio, un uomo triste e burbero, ma viene colto in flagrante dal vecchio e derubato del prezioso taccuino di suo padre con i disegni dell’automa. Riavere quel taccuino è per Hugo una questione vitale.
Critica
“I cinque Oscar andati a Hugo Cabret (fotografia, scenografia, sonoro, effetti sonori ed effetti speciali visivi) testimoniano l’eccelsa confezione di un film che sta raccogliendo consensi ovunque”
Famiglia Cristiana
“Hugo Cabret emoziona fino alle lacrime e dimostra come sia ancora possibile guardare il grande schermo con occhi nuovi”
Avvenire
Pietro Ponte è un giovane uomo che inforna cornetti di notte e sogna di fare l’attore di giorno. Lasciata Catania per la capitale, cerca e trova casa a Monteverde. Entusiasta dell’appartamento e di una vita ancora tutta da realizzare, si accorge molto presto di non essere solo e di condividere il suo spazio con misteriosi inquilini, che ‘appaiono’ e ‘scompaiono’ turbandone il sonno e le notti. Le presenze, distinte e magnifiche, sono ombre di attori di un’altra epoca e di un’altra storia. Prigionieri di un passato nemmeno troppo remoto, la compagnia chiede a Pietro di aiutarli a recuperare la libertà perduta.Tra provini brillanti e cornetti fragranti, il ragazzo imparerà a convivere coi ‘propri’ fantasmi, indicando loro la porta di casa e un nuovo tempo da abitare.
Critica
“Lascia lo spettatore con tante domande. E una delle funzioni del buon cinema è proprio quella di essere in grado di farci interrogare. Sui noi stessi, sulla vita, sull’esistenza.”
Il Cittadino GE
“Scenografie straordinarie, un bel contributo musicale della cantante turca Sezen Aksu e attori in parte”
Toscana Oggi
Teheran, 1958. Nasser Ali è un virtuoso del violino, che la moglie ha fatto a pezzi, infrangendogli il cuore. Perduto il suo strumento, Nasser prova inutilmente a sostituirlo, spingendosi in botteghe di città lontane. Fallito ogni tentativo e incapace di essere altro che un musicista, Nasser si lascia morire nel suo letto davanti agli occhi smarriti dei suoi figli e di una consorte mai amata. Negli otto giorni che precedono la sua cercata dipartita, Nasser ripercorrerà come in una favola la sua vita e il dolce segreto che l’ha ispirata. Incantandola per sempre.
Critica
“Un cinema dell’invenzione allo stato puro per un film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile e in prevalenza poetico.”
ACEC
Nel teatro all’interno del carcere romano di Rebibbia si conclude la rappresentazione del “Giulio Cesare” di Shakespeare. I detenuti/attori fanno rientro nelle loro celle. Sei mesi prima: il direttore del carcere espone il progetto teatrale dell’anno ai detenuti che intendono partecipare. Seguono i provini nel corso dei quali si chiede ad ogni aspirante attore di declinare le proprie generalità con due modalità emotive diverse. Completata la selezione si procede con l’assegnazione dei ruoli chiedendo ad ognuno di imparare la parte nel proprio dialetto di origine. Progressivamente il “Giulio Cesare” shakesperiano prende corpo
Critica
“Il risultato è un prodotto imperfetto ma pieno di vita, mosso e dinamico, acuto e carico di suggestioni.”
ACEC
Spero che qualcuno tornando a casa dopo aver visto ‘Cesare deve morire’ pensi che anche un detenuto, su cui sovrasta una terribile pena, è e resta un uomo. E questo grazie alle parole sublimi di Shakespeare”. Questa una delle frasi più toccanti di Vittorio, che ha ricevuto con il fratello Paolo l’Orso d’Oro.
Famiglia Cristiana
“Un altro trionfo per la coraggiosa opera dei due autori che i premi alla carriera non sono
riusciti a mandare in pensione”
Avvenire
1890.Vigata. Nel corso della recita del Venerdì Santo, detta il “Mortorio”, il ragioniere Antonio Patò che è impiegato nella banca locale, scompare. Il suo ruolo era quello di Giuda che, una volta messosi il cappio al collo, doveva cadere in una botola. Quella botola però risulta vuota. La moglie si rivolge al delegato di Pubblica Sicurezza Ernesto Bellavia ma costui si trova a fianco nelle indagini il Maresciallo dei Carabinieri Paolo Giummaro, stanco di occuparsi di piccole beghe paesane e pronto per la grande inchiesta. I due procederanno fianco a fianco, con una rivalità che progressivamente si trasformerà in cooperazione, nello scoprire verità che alcuni preferirebbero occultare.
“Quale utilità ricava l’uomo da tutto l’affanno per cui fatica sotto il sole? Un immenso vuoto, tutto è vuoto!”. La straordinaria e sconcertante riflessione di Qohelet, sapiente di Israele che spinge l’uomo moderno, con incredibile attualità, a porsi domande radicali senza compromessi circa il senso della vita e della morte, dell’amore e del dolore, della ricchezza e del piacere.
Il libro più sconvolgente, capolavoro letterario dell’Antico Testamento che ancora oggi affascina la riflessione degli uomini liberi, viene qui riproposto nella traduzione originale di Gianfranco Ravasi e col suo ineguagliabile commento. Nell’ultimo capitolo, i Mille Qohelet, Ravasi ripercorre i millenni di storia alla ricerca di tutti coloro che si sono specchiati in questo sapiente del III sec. a.C.
Un libro adatto a tutti, laici e credenti, capace di stimolare la riflessione e di accendere la curiosità per l’immenso patrimonio culturale che la Bibbia rappresenta per l’intera umanità.
L'autore
Gianfranco Ravasi, nato nel 1942 a Merate (Lecco) e ordinato sacerdote nel 1966, è stato per molti anni Prefetto della BibliotecaPinacotecaAmbrosiana di Milano.Nel settembre 2007, dopo essere stato nominato da Benedetto XVI Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e delle Pontificie Commissioni per i Beni Culturali della Chiesa e di Archeologia Sacra, è stato ordinato Arcivescovo Titolare di Villamagna di Proconsolare. A lungo docente di esegesi dell’Antico Testamento nella Facoltà Teologica dell’Italia settentrionale e di ebraico nel Seminario arcivescovile milanese, è membro di numerose accademie e istituzioni culturali italiane e straniere, oltre che autore di diversi volumi.Il 20 novembre 2010 è entrato a far parte del Collegio cardinalizio.Tra le opere pubblicate presso le Edizioni San Paolo segnaliamo la “trilogia” Che cos’è l’uomo? (2011), Chi sei Signore? (2011) e Dove sei, Signore? (2012), come pure il commento ai Salmi (20072) e quello al Qohelet (20085). Per il Gruppo San Paolo ha diretto opere di prestigio come la Bibbia Via, Verità e Vita (2009), i diversi volumi della Nuova Bibbia per la Famiglia (2009) e il Dizionario Temi Teologici della Bibbia (2010).
Registrazione effettuata nel maggio - settembre 2011 nella Chiesa Parrocchiale di Bonemerse (Cr). Canti della tradizione natalizia dell'Europa, del Nord e del Sud America.
Chi sono i papi dei tempi moderni? Chi sono veramente, lontano dai ritratti ufficiali, dalle encicliche, dalle udienze solenni e dai dibattiti teologici? Per la prima volta un libro racconta la vita quotidiana, spesso sorprendente, di questi uomini che hanno fatto la storia.
Da quale ambiente provenivano? Come sono diventati sacerdoti, poi vescovi, e poi cardinali? In quali situazioni sono stati eletti? Hanno desiderato diventare papi? Come hanno governato la Chiesa? Quali sono state le loro gioie, le loro sofferenze, i loro dubbi?
Una galleria dei personaggi che hanno maggiormente influito sulle vicende degli ultimi due secoli.
Autore
Bernard Lecomte è stato capo dei servizi esteri di «La Croix», inviato di «L’Express» e redattore capo di «Figaro Magazine». In Italia sono stati pubblicati numerosi suoi volumi, tra cui, presso le Edizioni San Paolo, Benedetto XVI. L’ultimo papa europeo (2007), il libro intervista con il cardinale Roger Etchegaray Ho sentito battere il cuore del mondo (2008) e I misteri del Vaticano (2010).