La crisi, di cui parla questo libro, è sostanzialmente la crisi provocata dal delirio economico che sta condizionando sempre più pesantemente la nostra vita, pilotata dall'avere più che dall'essere. In campo economico, il "desiderio-voglia", costantemente alimentato, disumanizza radicalmente, in tutto il mondo, le relazioni umane. Anche la filosofia moderna e la psicanalisi sono entrate in crisi, minando così alcune certezze che sembravano solide. Quale parola è dunque possibile? Il Vangelo può ancora indicare una via - o far sentire una voce - che valga la pena di essere ascoltata e seguita? Maurice Bellet in questo libro riprende i percorsi delle scienze umane e li re-interpreta alla luce del Vangelo.
L'autrice, P. Riccieri, raccoglie sette incontri di preghiera realizzati nelle comunità delle Figlie di San Paolo, per vivere intensamente la settima settimana di Pasqua, quella dall'Ascensione alla Pentecoste, settimana in cui la Chiesa rivive la preghiera del Cenacolo dove si riunirono i discepoli di Gesù con Maria in attesa del dono promesso, lo Spirito. All'interno di uno schema che si ripete uguale nei sette incontri, vengono riportati i brani evangelici con le sette profezie di Gesù, nelle quali egli annuncia la venuta del Consolatore. A ciascun brano viene ogni giorno accostato uno dei sette doni dello Spirito (sapienza, scienza, consiglio, intelletto, pietà, fortezza, timore di Dio). Ogni dono viene associato a un testimone di oggi. Sono: la pediatra e poetessa albanese Flora Brovina, incarcerata per il suo impegno a favore di donne e bambini, con l'accusa pretestuosa di appoggiare il terrorismo albanese; lo scienziato Antonino Zichichi; il vescovo Oscar Romero; la filosofa ebrea Edith Stein diventata carmelitana con il nome di Teresa Benedetta della Croce; la cofondatrice delle Figlie di San Paolo suor Tecla Merlo; Iqbal, bambino pachistano difensore dei bambini schiavi, ucciso dalla mafia dei tappeti; Madre Teresa di Calcutta. Di questi testimoni vengono riportate alcune parole significative.
Il 9 luglio 1989 un somalo spara un colpo al cuore di monsignor Salvatore Colombo, vescovo di Mogadiscio che muore in poche ore. Dopo quasi 17 anni le domande circa l'omicidio rimangono aperte. Omicidio a sfondo religioso? Omicidio collegato a interessi di ordine economico? Difficile rispondere. Monsignor Colombo era l'emblema di una nuova presenza cristiana in Somalia, un Paese al 99% musulmano, e di una Chiesa che aveva scelto di farsi conoscere per le opere caritative. Il suo stile pastorale era noto: sincerità e rispetto sia nei confronti delle autorità somale, sia nei confronti della gente comune; grande distacco nel gestire gli aiuti provenienti dall'estero e destinati alla popolazione che beneficiava del suo aiuto.
L'autrice, D. Palumbo, narra in forma di diario, il cambiamento di personalità di fronte alla trasformazione del proprio corpo, e il cammino di "recupero" della propria identità più vera. Eleonora si confida in un diario e a tratti nel blog, creato insieme a una sua coetanea, dove mette le sue foto e spesso ne inventa i testi, creandosi la nomina di "ragazza facile". Il blog registra la sua crisi adolescenziale e la fase decisiva. Un commento secco, cinico, aggressivo di un autore anonimo, scritto proprio nel blog la notte del suo quindicesimo compleanno, la interrogherà nell'intimo e la metterà in crisi, richiamandola alla sua identità più profonda che va ben oltre il fascino del suo corpo: "Chi diavolo sei tu, Eleonora?". Scoprire il vuoto che ha intorno e dentro di sé, la farà sprofondare in un senso di solitudine da cui risorgerà anche con l'aiuto della madre-grillo parlante che ha vegliato e, intelligentemente, atteso quel momento di perdita di senso nel quale inserirsi aiutandola, e anche con quello del "commentatore" anonimo del suo blog che altri non è se non il suo amico Simone, innamorato di Eleonora fin da quando lei era ancora un brutto anatroccolo. Pagine di diario che diventano una finestra sul mondo interiore di un'adolescente dei nostri giorni: le sue crisi, la sua ribellione, e soprattutto la sua ricerca di identità. Interessante l'aggancio con l'Agesci, l'associazione vicina al mondo degli adolescenti.
Il libro di C. Taverna racconta le vicende di un'adolescente, Ilaria, che sul suo diario annota la cronaca delle sue vacanze che ricorderà per sempre poiché proprio quell'estate saprà che i suoi genitori si separeranno. Ilaria è una ragazza come tante adolescenti di oggi, con un linguaggio tipico e dai rapporti sociali multipli, più o meno radicati: in particolare ha un'amica del cuore e un ragazzo che l'ha ingannata ma del quale è ancora innamorata. Il titolo Perché mi fate questo? rende l'idea della rivoluzione che il divorzio dei suoi genitori provoca dentro Ilaria, che perde fiducia e sicurezza. L'autrice racconta proprio il grande vuoto con il quale una ragazza adolescente deve fare i conti di fronte a un dolore così grande come la fine del matrimonio dei genitori. La separazione dei genitori è ormai molto comune oggi. I ragazzi adolescenti, alle prese con la costruzione della propria identità, si ritrovano spiazzati dall'evento che sentono come un tradimento. Questo accade alla protagonista del testo. La comprensione di ciò anche da parte dei genitori può essere utile non solo per il ragazzo/a ma anche, appunto, per gli adulti separati. Crescere insieme, l'associazione partner del libro, è motivo di interesse per chiunque voglia approfondire l'argomento. Età di lettura: da 12 anni.
Il testo proposto dagli autori, L. Guglielmoni e F. Negri, presenta un percorso di trentuno tappe per scoprire e approfondire, sull'esempio di Maria, il legame fede-vita. Con l'Incarnazione Dio si è unito ad ogni uomo e chiede di rinascere nel cuore di ciascuno, ogni giorno. Lo schema ricorrente prevede una breve introduzione alla tematica del giorno, una meditazione tratta da teologi, pastori e maestri di spiritualità contemporanei; quindi una preghiera e alcune litanie mariane. I testi meditativi presentano un'ampia gamma di proposte che descrivono il reciproco rimando fra Maria e la vita di fede calata nella quotidianità.
Negli ultimi anni della sua vita, benché malato e sofferente, Giovanni Paolo II si è impegnato in una battaglia diplomatica senza precedenti con due obiettivi: dire no all'uso della forza come strumento per affrontare le controversie internazionali e scongiurare lo scontro di civiltà tra occidente cristiano e mondo islamico. Questa la sua eredità: il dialogo tra culture e fedi diverse non è un'utopia ma l'unico mezzo per affrontare i problemi dell'umanità. Il libro vuole essere un omaggio a Giovanni Paolo II nel primo anniversario della sua morte. Con uno stile coinvolgente, l'Autore fa parlare personalità da lui incontrate nei viaggi papali: rappresentanti religiosi, intellettuali, giornalisti...
Il sussidio pastorale è stato preparato dalla CEI (Ufficio liturgico naz. Ufficio catechistico naz. - Ufficio naz. Per la pastorale della famiglia Servizio naz. Per la pastorale giovanile) per offrire indicazioni circa l'utilizzo pastorale del nuovo Rito del matrimonio. Argomenti dei vari capitoli:- La celebrazione del matrimonio e la vita della famigliaAnnunciare il Vangelo del matrimonio e della famiglia- Celebrare il matrimonio sacramento- Dalla celebrazione sacramentale alla vita. Alla fine il sussidio riporta Percorsi biblici con schede.
Tra le più significative reazioni alla prima Enciclica di Benedetto XVI c'è senz'altro il commento di Andrea Riccardi, apparso sull'Osservatore Romano: "Questa Enciclica è un testo che interrogherà la coscienza dei singoli cristiani e delle comunità. Dobbiamo avere il coraggio di fermarci su di essa, evitando quel consumismo spirituale, che ci fa passare da un testo all'altro, da un messaggio all'altro, per poi assimilare poco o niente in profondità".Per aiutare l'assimilazione di un testo del Magistero così ricco di stimoli è stato pensato questo "Commento e guida alla lettura" dell'Enciclica, redatto a più mani e a partire da sensibilità differenti. Così Elena Lea Bartolini e Rinaldo Fabris approfondiscono il concetto di "Amore di Dio e amore del prossimo", l'una nell'AT e nella tradizione ebraica, l'altro nel NT, in particolare nella Prima lettera di Giovanni.Marco Guzzi e Lidia Maggi si soffermano invece sulla distinzione eros/agape, dal punto di vista filosofico-psicologico il primo, esperienziale la seconda. Don Virginio Colmegna e Giuliana Martirani, infine, analizzano la seconda parte dell'Enciclica, dedicata all'esercizio dell'amore-carità da parte della Chiesa.