"Le pagine che seguono non hanno la pretesa di dire qualcosa su Dio. Ma se Dio c'è, oggi ha più che mai bisogno di qualcuno che, se non sa dire chi egli è, dica almeno chi non è. Non nel senso della teologia negativa, ma nel senso di una distruzione (o di un tentativo di distruzione) dell'idolo metafisico e imperiale che scambiamo per Dio (...) Forse ciò vuol dire soltanto cambiare il nostro pensare Dio. O forse no? Questo piccolo libro è un incerto tentativo, fatto soprattutto con l'aiuto di testi altrui, di compiere un passo in tale direzione, di cercare Dio dietro gli angoli della Bibbia e della tradizione ebraica, di giungere infine a uno scambio di compassione non letteraria tra lui e noi." (dalla premessa)
DESCRIZIONE: I «paradossi della croce», campo di conflitto tra morte e vita, tra condanna e salvezza, tra silenzio e grido, sempre hanno nutrito la mente e il cuore dei cristiani che hanno voluto spezzare consuetudini di pensiero, pigrizie del credere, e hanno voluto meditare da capo quel movimento di "distanza e vicinanza» a Dio, ponendo la loro vita all'ombra di quel legno…
Enzo Bianchi ha esplorato i «paradossi della croce» in un ciclo monografico del programma di RadioTre Uomini e Profeti.
Se noi teniamo insieme le due «linee-guida» che Enzo Bianchi ci offre della vita cristiana, quella di un pensiero che liberamente spazia e di un cuore che liberamente ama, saremo aiutati, credo, nel comprendere I «paradossi» in cui ci conduce: quello del male che insidia la vita, dell'amore che vince la morte, della follia che veicola santità, dello spirito che è fatto di carne, del regno di Dio che ci attende senza negare la nostra fedeltà alla terra. E forse, credenti e non credenti, potremo accostarci a meditare sul mistero racchiuso in mezzo ai legni della croce, «luogo in cui Dio ha mostrato la sua gloria dell'amore, ma a prezzo della sua passione, sofferenza, morte del Figlio amato».
(dalla Prefazione di G. Caramore)
L'Autore è priore della Comunità Monastica di Bose. Per la Morcelliana ha pubblicato: Quale fede? (20063); La vita altrimenti (2006).
DESCRIZIONE: I «paradossi della croce», campo di conflitto tra morte e vita, tra condanna e salvezza, tra silenzio e grido, sempre hanno nutrito la mente e il cuore dei cristiani che hanno voluto spezzare consuetudini di pensiero, pigrizie del credere, e hanno voluto meditare da capo quel movimento di "distanza e vicinanza» a Dio, ponendo la loro vita all'ombra di quel legno…
Enzo Bianchi ha esplorato i «paradossi della croce» in un ciclo monografico del programma di RadioTre Uomini e Profeti.
Se noi teniamo insieme le due «linee-guida» che Enzo Bianchi ci offre della vita cristiana, quella di un pensiero che liberamente spazia e di un cuore che liberamente ama, saremo aiutati, credo, nel comprendere I «paradossi» in cui ci conduce: quello del male che insidia la vita, dell'amore che vince la morte, della follia che veicola santità, dello spirito che è fatto di carne, del regno di Dio che ci attende senza negare la nostra fedeltà alla terra. E forse, credenti e non credenti, potremo accostarci a meditare sul mistero racchiuso in mezzo ai legni della croce, «luogo in cui Dio ha mostrato la sua gloria dell'amore, ma a prezzo della sua passione, sofferenza, morte del Figlio amato».
(dalla Prefazione di G. Caramore)
L'Autore è priore della Comunità Monastica di Bose. Per la Morcelliana ha pubblicato: Quale fede? (20063); La vita altrimenti (2006).
In questo romanzo Jan Dobraczynski ci offre una narrazione dei fatti evangelici riflessa nella coscienza di un contemporaneo di Cristo, Nicodemo, citato solo tre volte nel Vangelo. Nella finzione letteraria, egli scrive lettere a un amico, Giusto, nelle quali alle vicende familiari - l'amore per la moglie Ruth, gravemente ammalata, destinata alla morte dopo una terribile agonia - si intreccia la storia dei suo incontro con Gesù. Nicodemo è l'espressione della nostra coscienza di moderni, ed in realtà il Cristo è presente e contemporaneo ad ogni generazione. Nostri si dimostrano i suoi dubbi, la sua simpatia per il Redentore frenata da riserve e da piccole viltà, il suo timore di un'adesione ai Maestro che metta in pericolo l'autonomia intellettuale. La parola conclusiva è all'amore del Redentore, veicolo di luce e di pace per l'anima di Nicodemo, indicazione ed esplicito invito al lettore.Il quadro di questa corrispondenza è storicamente e geograficamente attendibile. L'ambiente religioso e sociale, nelle discrete notazioni, è vivo e psicologicamente vero.
Enzo Bianchi offre ai lettori gli interrogativi che egli stesso si pone, nella forma di inquietudini e di speranze, da uomo di fede e di ricerca. Sapendo bene che quella che egli chiama «migrazione» della fede cristiana può essere avventuroso percorso - e non pericolosa deriva - solo tenendo saldi due principi: il primo è che occorre accompagnare il ritmo dell'epoca in cui si vive unendo insieme agilità di movimento e saldezza nella radice; il secondo è che, pur nella imprescindibile singolarità di un percorso religioso e culturale, va assecondata la percezione nuova, sempre più ineludibile, di essere tutti coinvolti nel destino dell'intera umanità. È a partire di qui che Bianchi impegna i cristiani - ma anche chiunque si trovi nell'orizzonte culturale della cristianità - a rimettere a tema con lucidità, con franchezza, con inventiva le due assi portanti della fede cristiana: la prospettiva di umanità di un Dio che si fa carne, e la libertà di amare di un Figlio che muore perché possa accadere la resurrezione. Li impegna a non far mai cadere il punto interrogativo dopo l'espressione «quale Dio».
(dalla Prefazione di Gabriella Caramore)
DESCRIZIONE: Alvin Plantinga (1932), oltre ad essere uno dei più significativi pensatori americani, è tra i protagonisti della rinascita, negli ultimi decenni, della filosofia analitica della religione. Opere come God and Other Minds (1967), Reason and Belief in God (1983), Warranted Christian Belief (2000) sono ormai considerate dei classici, oggetto di dibattito non solo nel mondo anglo-americano. Al punto che oggi per discutere della categorie-base della filosofia della religione – teismo, credenza, fondazione, fede, esistenza\non esistenza di Dio, male, libertà – le riflessioni di Plantinga e della sua "epistemologia riformata" sono divenute punti di riferimento imprescindibili. Una epistemologia che, grazie all’indagine sulla razionalità della credenza teistica, sottopone la ragione a nuove interrogazioni e rivela inaspettati significati delle classiche domande: "Cosa significa credere in Dio? E credere che Dio esiste?".
Come scrive Mario Micheletti nella Premessa a questa prima monografia italiana, "una ricostruzione storica dello sviluppo del pensiero di Plantinga, come quella che viene presentata in questo volume, è l’approccio che può pretendere di avvicinarsi maggiormente al cuore della sua avventura intellettuale".
L'Autore è dottore di ricerca in filosofia della religione e insegna presso l'Università "G. D'Annunzio" di Chieti. Ha pubblicato su diverse riviste nazionali saggi dedicati alla filosofia analitica della religione e in particolare alla reformed epistemology.
Il volume è la biografia di uno dei più importanti filosofi francesi (1922-2002) della seconda metà del '900, autore di opere ormai classiche sul cristianesimo, Gesù, la fenomenologia. Giuliano Sansonetti insegna filosofia morale alle Università di Urbino e Trento.
DESCRIZIONE: Bernhard Welte (1906-1983) è stato il pensatore che, forse, ha preso più sul serio la sfida di Heidegger alla filosofia della religione: riproporre la domanda sul senso dell’essere oltrepassando l’orizzonte della metafisica.
Primo titolare, in Germania, della cattedra di "filosofia della religione cristiana", e per molti decenni docente all’università di Friburgo, Welte in opere come Religionsphilosophie (1978), La luce del nulla (1980), Che cosa è credere (1982) ha ripensato la tradizione cristiana svelandone nuovi possibili significati, in un’epoca dove questa tradizione a causa della secolarizzazione pare eclissarsi. Significati che – come mostra questa monografia – ruotano attorno alla categoria di "Nulla". Una parola dove – secondo un mistico come Meister Eckhart, molto amato e studiato da Welte – si celerebbe il mistero di Dio. Un mistero che può ancora offrire, all’uomo nato all’ombra del nichilismo e dell’ateismo, la luce di una speranza? In fondo, è stato questo l’impegno teoretico di Welte: scoprire i frammenti di questa luce in una filosofia della religione per non-credenti.
L'Autore ha trascorso lunghi periodi di ricerca all'estero, presso la Ludwig Universität di Friburgo, occupandosi di filosofia della religione e pubblicando su riviste specializzate. Ha conseguito il Dottorato di ricerca in Antropologia filosofica e attualmente collabora con le Università G. D'Annunzio di Chieti e Roma Tor Vergata.