«Sono convinto, come queste pagine dimostreranno, che i motivi che hanno fatto escludere il Vangelo di Tommaso dalla tradizione cristiana sono oggi del tutto privi di senso. Dopo oltre mezzo secolo di dialogo con altre tradizioni, siamo oggi meglio in grado di riconoscere che non ogni alter Gesù è un Gesù alius» (dalla Prefazione dell´Autore). Il Vangelo di Tommaso, il cui testo è rimasto nascosto per sedici secoli, offre una visione degli insegnamenti di Gesù diversa da qualsiasi altra. I suoi "detti" provengono da una tradizione che precede i Vangeli canonici. Ciò che per molto tempo si considerò una raccolta casuale di frammenti gnostici, nella interpretazione di Heisig mostra non solo una linea di continuità, ma una posizione opposta ai princìpi fondamentali delle dottrine gnostiche. Una panoramica sulla storia degli studi fin qui dedicati al testo prepara il terreno ad un esteso commento, nel quale si dispiega la tesi centrale di Heisig: essere discepoli di Gesù significa risvegliare in se stessi il regno del «non nato» e scoprirsi come suoi gemelli. In una riflessione conclusiva, Heisig suggerisce che, letto come testo sacro, il Vangelo di Tommaso è in grado non solo di indicare ai cristiani un cammino verso il buddhismo e viceversa, ma anche di incoraggiare il recupero della tradizione mistica cristiana come ponte tra diversi cammini religiosi.
Tra la seconda metà degli anni 90 e la prima decade del 2000 si è assistito ad una intensa produzione di serie TV di argomento storico religioso che ha interessato l'intero panorama televisivo italiano. Quali sono state le ragioni di questo successo? Quale impatto questi prodotti hanno avuto sul pubblico italiano e sul rapporto di quest'ultimo con la conoscenza storica? E, più in particolare, quali rappresentazioni di genere esse hanno offerto? A queste domande, attraverso l'analisi di alcune fiction di grande successo dedicate a figure di primo piano della storia della Chiesa, tra cui Filippo Neri, Padre Pio, Bernadette di Lourdes, Pio XII, Giuseppe Moscati, Don Giuseppe Diana, Chiara Lubich cerca di rispondere il presente volume.
Quasi mezzo secolo fa, nell'immediato post-Concilio, uno dei più rinomati biblisti italiani elevò un grido di allarme: la Chiesa cattolica, che predica la conversione al mondo, deve dapprima convertire se stessa. Altrimenti si condanna a un inesorabile naufragio. Dopo i decenni di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, Francesco sembra raccogliere quel grido d'allarme: ma che significherebbe, in concreto, una Chiesa "convertita" al vangelo di Gesù? Una risposta audace viene proposta in questo magistrale scritto.
Questo secondo volume della Teologia Popolare è interamente dedicato a spiegare ciò che i vangeli vogliono dire quando parlano, del "Regno di Dio" e della "Signoria di Dio". Il Re del mondo sarà Dio. Cioè nel mondo si farà ciò che vuole Dio, non ciò che vogliono i ricchi e i potenti che c'impongono le loro volontà, i loro interessi o i loro capricci, a costo di sofferenze e privazioni della maggioranza. La Signoria di Dio, così come la spiega Gesù, non è soltanto un programma religioso. È un progetto economico, tenendo presente che il "progetto religioso" diventerà reale nella misura in cui si realizzerà il "progetto economico". E il progetto economico del Regno è chiarissimo quanto pacificamente rivoluzionario. È il progetto che presentano le "Beatitudini" del Regno. Un progetto nel quale il punto centrale della vita non è il denaro, bensì la felicità di ogni essere umano.
Questo libro offre al lettore la Prolusione che il cardinale Matteo M. Zuppi ha tenuto il 27 novembre 2025 in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 2024-2025 della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale. Già il titolo della Prolusione: «Il Mediterraneo deve diventare una "Grande tenda di pace". Il nostro Papa auspica la pace per il mondo. Quali fondamenti per una teologia e prassi di pace?» fa comprendere che non si tratta di un testo celebrativo o d'occasione, ma di uno studio articolato che affronta l'emergenza di un mondo in guerra cercando di indicare il compito che la teologia deve assumere per contribuire alla costruzione della Pace. Alla ricchezza di argomenti e questioni proposti dalla Prolusione, risponde un gruppo di studiosi legato alla collaborazione con l'Istituto di Storia del cristianesimo "Cataldo Naro. Vescovo e storico della Chiesa" componendo un ricco mosaico di riflessioni e suggestioni che si spera possano aiutare - davanti al Mediterraneo dei naufragi, dei respingimenti in mare, delle carcerazioni di migranti, della sistematica violazione dei diritti umani, della cancellazione della storia - alla costruzione di una Teologia per la pace.
Giubilea. Alla riscoperta della fede è il sussidio, curato dalla Diocesi di Cefalù, rivolto agli educatori e agli animatori per accompagnare i ragazzi durante il periodo estivo in un percorso ispirato al motto scelto per il Giubileo del 2025 "Pellegrini di Speranza" e da quanto scritto da papa Francesco nella bolla di indizione dell'Anno Santo. È iniziato l'anno giubilare così Leo, Bea e la loro gattina Miagoletta non vedono l'ora di mettersi in cammino verso Roma... ma il loro viaggio ben presto si trasformerà in un'esperienza unica, durante la quale avranno modo di conoscere il cuore e la mente di tanti uomini e donne portatori di speranza. Avranno con loro la "Giubilea", uno speciale passaporto sul quale segnare i luoghi visitati durante il cammino: un ricordo che terranno alla fine di questa magnifica avventura. Allora non ci resta che prendere con noi l'essenziale e la nostra "Giubilea" e metterci in cammino insieme a loro... alla riscoperta della fede.
Questa pubblicazione raccoglie alcuni dei contributi del Panel su Philosophy and Theology from the Context of the Mediterranean che si è tenuto a Palermo in occasione dell'European Academy of Religion (EUARE) 2024 organizzato dalla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia e dall'Associazione Italiana di Filosofia della Religione (AIFR). Il Panel prendeva spunto sia dal discorso di papa Francesco a Napoli nel 2019 su una teologia dopo Veritatis gaudium nel contesto del Mediterraneo sia dal tema generale dell'EUARE 2024 Paradigm shifts. I contributi mostrano in che modo la cultura e la società che nascono e si sviluppano sulle sponde del Mediterraneo diano vita a un vero e proprio paradigma di pensiero, alternativo a quello continentale o anglosassone, che può riguardare tutte le discipline. L'area geografica del Mediterraneo solleva alcune questioni rilevanti (dialogo interreligioso, pluralismo culturale, bisogni sociali urgenti come l'accoglienza dei migranti) attorno le quali filosofia, teologia, letteratura e sociologia intendono qui riflettere e dialogare.
Libri dal grande formato, tutti da leggere e gustare, per impegnare i bambini nell'attività del coloring. Storie importanti, frasi brevi, contenuti semplici, disegni facili da colorare. Età di lettura: da 3 anni.
Molti confondono i miracoli con le "grazie". Esperienze che nascono da invocazioni rivolte per chiedere aiuto in situazioni particolari. Tante sono le "grazie". Quando si parla di miracolo, invece, ci si trova dinanzi a qualcosa di immediato, unico e straordinario che è detto inspiegabile. Anche per il venerabile don Tonino Bello, le grazie concesse a chi lo ha invocato, hanno dei veri e propri ris-volti. Non sono "ex-voto" da appendere in qualche corridoio di santuario o in qualche stanza debitamente preparata per raccogliere immagini per la venerazione. Nel caso in oggetto si vuole far riflettere su quanto lo stesso Vescovo ha pronunziato invitando a vivere il cristianesimo da credenti che siano al tempo stesso credibili e creduti.
"I malati e i santi sono persone che Dio non lascia in pace", con questa breve citazione di P. Claudel si apre il libretto Nella malattia... alla scuola dei Santi, in cui p. Max Huot de Longchamp raccoglie le principali domande di tutti i sofferenti: "Perché proprio a me", "Cosa ho fatto io per meritarlo?", "Perché Dio mi lascia soffrire?". L'esperienza della sofferenza da sempre interroga l'uomo e impone domande radicali sul senso del vivere e del morire. L'autore affida ai Santi le risposte a questi interrogativi e, in forma colloquiale, intende supportare il malato nel processo di accettazione della malattia, attraverso cui egli è ricondotto alla verità di se stesso, fine ultimo del beneplacito divino. L'abbandono nelle braccia del Padre apre all'ammalato la via della serenità e la gioia di una pienezza ritrovata.
La novena di Natale in preparazione al Giubileo, a questo anno di grazia che ci vede tutti in cammino verso la Porta Santa, dove Cristo il Verbo di Dio incarnato ci attende tutti dinanzi alla sua vivente mangiatoia di Speranza. Il Natale, così come questo anno santo, ci aiuti a rivivere la nascita del figlio di Dio, per essere protagonisti come i pastori, entrando dentro una meravigliosa "storia" di salvezza. Attraverso la preghiera autorevole del Card. Angelo Comastri, ci aiuta il testo ad entrare dentro il mistero luminoso del Natale.
Una inedita e sorprendente storia del giudice che ha fatto della sua vita una scelta di fede cristiana. Rosario Livatino ha voluto vivere in Cristo, per lasciarsi "ricolmare" di speranza e amore, maturando consapevolmente il proprio Battesimo e la vita nuova che ne scaturisce come missione ecclesiale e sociale. Egli ha saputo coniugare la legge dei codici di diritto con la giustizia divina. Non per niente usava apporre ai suoi scritti pubblici o privati la sigla S.T.D. (_sub tutela Dei_), così affidando il suo giudizio umano alla misericordia di Dio, che è la vera e più alta giustizia. La vicenda di Rosario Livatino si offre come una stupenda testimonianza paradigmatica per chi, appassionato costruttore di una civiltà basata sull'amore e sognatore di vita buona promanante dal Vangelo, fa della speranza, fondata sulla fede e sulla carità, il fuoco che lo muove e lo stile che lo caratterizza come profeta che annuncia l'alba di nuove fioriture.