Sappiamo poco dell'infanzia dell'uomo chiamato Gesù. I vangeli canonici non si interrogano sui suoi primi anni di vita, limitandosi a indicare il luogo della sua nascita e a riportare l'episodio del confronto nel Tempio con i dottori della legge. I testi apocrifi colmano la lacuna con narrazioni fantasiose che alimentano una ricca tradizione figurativa e accostano il tremendum della divinità all'apparente insignificanza della fanciullezza. E, pur non offrendo alcun appoggio alla ricostruzione del Gesù storico, forniscono uno straordinario materiale per indagare la concezione dell'infanzia nel mondo antico. È di queste tracce pedagogiche che il libro si mette in ricerca perché per ogni genitore e maestro, per ogni madre in attesa o padre che si interroga sul nuovo destino che lo attende, la sfida è sempre la stessa: che cosa fare quando, al termine di un viaggio, come i pastori e i Magi in quella lontanissima notte, troveremo un bambino. Che ci attende e ci chiama per cambiare per sempre il senso e la direzione della nostra vita.
Quale futuro è riservato alla tradizione cristiana nei Paesi dell'occidente europeo? La "dispersione" attuale ne annuncia la prossima fine o prepara una nuova e diversa coscienza? Attento ai movimenti sotterranei che stanno producendo una mutazione radicale, il teologo Theobald azzarda una "scommessa difficile": per superare la crisi dei riferimenti tradizionali occorre incoraggiare il processo di ricezione del concilio Vaticano II spingendosi verso una configurazione diversa e "testimoniale". Nell'immenso laboratorio delle nostre società è forse il momento di "fidarsi di processi spirituali che rispettino l'unicità della coscienza individuale, il carattere comune della ricerca del vero e il ruolo inalienabile dell'autorità apostolica". Una conversione ecumenica che coinvolge la tradizione, l'autorità e il riferimento alle Scritture.
Da tempo stiamo vivendo una «rivoluzione digitale», un cambiamento profondo nel nostro modo di agire e di pensare dovuto all'incidenza sempre più massiccia delle nuove tecnologie. Esse facilitano la conoscenza, la possibilità di inclusione e l'accesso alle informazioni e, al tempo stesso, rendono comuni forme di esperienza in cui il tempo diviene disarticolato, puntiforme, scollegato, esploso.
Paghiamo la capacità di seguire contemporaneamente più cose con una perdita effettiva di concentrazione e di attenzione. Abbiamo difficoltà a comprendere testi lunghi e, soprattutto, narrazioni complesse. Ci troviamo immersi in una situazione inedita, che non può essere affrontata adeguatamente riferendosi alle categorie di progresso e di regresso.
In questo contesto, la filosofia pub presentarsi come rivoluzionaria. Nulla è infatti più rivoluzionano di ciò che conserva la vocazione all'utopia e delinea scenari alternativi. Anche se ci priviamo del tempo per viverli.
Benché la scienza clinica abbia fatto molta strada, si tende purtroppo ancora a dare spazio a una visione della cura che stigmatizza i comportamenti come giusti o sbagliati e le persone come sane o anormali. Questo approccio comporta precisi rischi rispetto agli obiettivi della maturazione e del discernimento, elementi essenziali per chi lavora con il disagio psicologico di preti e religiosi. Poiché individui diversi reagiscono in modo diverso a un particolare evento disfunzionale o stressante, è necessario rivolgere un'attenzione privilegiata all'esperienza concreta delle persone, alle loro relazioni e al modo in cui praticano l'attività pastorale. Il libro si propone di osservare i dati di realtà facendo riferimento a situazioni concrete esaurimenti emotivi, burnout, difficoltà sul piano affettivo - e guarda alla patologia e ai casi scomodi, strani e difficili con uno sguardo educativo concentrato sugli aspetti motivazionali della vocazione e sul discernimento in vista di scelte concrete di reale cambiamento. Presentazione di Giulio Albanese.
Il volume presenta il testo del Vangelo secondo Marco nella nuova versione CEI. Adatto per la tasca o per la borsa, per essere letto in ogni momento del giorno, come suggerisce papa Francesco.
Il volume presenta il testo del Vangelo secondo Luca nella nuova versione CEI. Adatto per la tasca o per la borsa, per essere letto in ogni momento del giorno, come suggerisce papa Francesco.
SOMMARIO
GIUSEPPE BELLIA - Raffigurare la Parola trasmessa. Una comprensione storico-teologica del canone. p. 5
DANIELE TRIPALDI - Il corpus cristiano dei primi secoli: vino nuovo in otri vecchi? p. 15
DARLO GARRIBBA - Trasmettere la parola. Il giudaismo tra oralità e scrittura p. 37
ROMANO PENNA - Verso la formazione del canone paolino. p. 57
GIANATTILIO BONIFACIO - Le ragioni di Marco. I motivi dell'accoglienza del Vangelo di Marco tra gli scritti canonici. p. 87
MAURIZIO MARCHESELLI - Tracce di autocoscienza di normatività nel Vangelo di Giovanni p. 119
ANDRÉS SAEZ - La trasmissione di tradizioni normative su Gesù da Papia a Giustino p. 149
MAURIZIO GIROLAMI - Il «Vangelo» di Marcione. Criteri non scritti di scelte testuali p. 185
ENRICO NORELLI - Sulla via del canone: la nuova sintesi di Ireneo p. 209
Nella Chiesa dei primi secoli, il marito di una donna infedele aveva la possibilità di ripudiarla e di entrare in una nuova unione. In tutti gli altri casi di fallimento del primo matrimonio e di ingresso in una nuova unione, gli «adulteri» venivano esclusi dalla comunione eucaristica~ sottoposti a una penitenza pubblica e ammessi alla riconciliazione e all'eucaristia dopo un certo periodo di tempo.
Sulla base della testimonianza di Cipriano, intorno alla metà del III secolo esistevano due orientamenti: uno più rigorista, che si esprimeva soprattutto nelle comunità eretiche o scismatiche ed escludeva in alcuni casi la possibilità della riconciliazione, e uno più misericordioso, che riconosceva alla Chiesa la possibilità di rimettere tutti i peccati, anche i più gravi.
Conoscere la prassi antica, testimoniata dal canone 8 del concilio di Nicea, consente di prefigurare anche per la Chiesa cattolica un diverso approccio al problema del divorzio e del nuovo matrimonio, passando dall'attuale sistema dei tribunali ecclesiastici a un più evangelico sistema penitenziale, come avviene da sempre nelle comunità cristiane d'Oriente.
GIOVANNI CERETI, sacerdote, dottore in Teologia dogmatica alla Pontificia Università Gregoriana, è stato docente di Ecumenismo e dialogo interreligioso in vari atenei e istituti teologici. Per EDB ha pubblicato Le Chiese cristiane difronte al papato. Il ministero petrino del vescovo di Roma nei documenti del dialogo ecumenico (2006), Per un'ecclesiologia ecumenica (22003) e Matrimonio e indissolubilità (nuova edizione 2014). Ha inoltre curato con Sever J. Voicu Enchiridion Oecumenicum 1 (32004) e 2 (52000) e con James F. Puglisi Enchiridion Oecumenicum 3 (22004), 4 (21999), 7 (2006), 8 (2007) e 10 (2010).
Presentazione di mons. Marcello Semeraro.
Presentazione di Raniero Cantalamessa. Postfazione di Cristiana Dobner.
Fino a qualche decennio fa l'ecumenismo era considerato nel nostro Paese un tema importante, ma lontano dalla vita quotidiana della maggioranza degli italiani. Si sapeva solo di un piccolo gruppo di valdesi confinato nelle valli di Pinerolo e di alcune minuscole e combattive "sette" protestanti. Oggi, con la presenza di circa tre milioni di cristiani non cattolici appartenenti a diverse comunità confessionali, l'ecumenismo è diventato anche in Italia un argomento centrale che solleva molte domande. Chi sono gli ortodossi, i copti, gli armeni, i siriaci, e in che cosa assomigliano e si differenziano dai cattolici? Chi sono gli evangelici, i riformati, gli anglicani, i battisti e i pentecostali? Quali sono state le cause delle divisioni e separazioni tra le Chiese? E, infine, la domanda più concreta: nella realtà quotidiana, che cosa può fare ognuno di noi per coltivare il dialogo ecumenico?