C’è una vecchia umanità, egoistica, solitaria e dominatrice, come un “corpo diviso”, fatto a pezzi e destinato a morire. È quella del primo “Adamo” che è solo, ha paura, è violento, domina sulla donna. Un’umanità che oggi, con l’intelligenza artificiale, qualcuno potrebbe addirittura potenziare sostituendola e rendendola un involucro vuoto. E c’è un’umanità nuova, “magnifica”, come suggerisce papa Leone XIV nella sua prima enciclica, a cui tutti siamo invitati a tendere e che dobbiamo collaborare a realizzare. Essa racconta un abbraccio di fratellanza e sorellanza oltre i muri etnici, linguistici, politici, economici, culturali. È canto di corrispondenza tra maschile e femminile; è libertà nell’amore e nella relazione: verso gli amici e, ancor più, verso i nemici. Le sette opere di misericordia spirituale, rilette con un linguaggio moderno, tra riferimenti all’attualità e alla Bibbia, sono le tessitrici della sua bellezza, quelle che curano la sua magnificenza.