
Leone Ginzburg fu un eroe della Resistenza. Un eroe mite e integerrimo che non imbracciò mai le armi: intellettuale formidabile, lavoratore tenace, antifascista irriducibile. Fu tra i fondatori della casa editrice Einaudi e mandò avanti una famiglia sotto le bombe e a dispetto di ogni persecuzione. Questa è la sua storia vera dal giorno in cui viene cacciato dall'università perché rifiuta di sottomettersi al fascismo, fino a quello in cui è ucciso in carcere dai nazisti. Una storia che ha origini lontane, e che l'autore ricostruisce con una nostalgia frenata dalla consapevolezza: scorrono davanti ai nostri occhi l'infanzia di Leone, le vicende della sua famiglia dalla Russia zarista e poi rivoluzionaria all'Italia di Mussolini, e poi gli studi e le amicizie, la decisione fatidica di prendere parte attiva alla lotta antifascista. Scurati trova, però, una chiave orginalissima per rievocare questa straordinaria figura: accanto a quella di Leone e Natalia Ginzburg, l'autore narra la storia dei propri nonni Antonio e Peppino, Ida e Angela, persone comuni ma nate anche loro all'inizio del secolo e vissute sotto il fascismo e le bombe della Seconda guerra mondiale. Perché il nostro è il tempo della cronaca, mentre quello che intesse la memoria è il tempo della storia; e se noi non possiamo essere eroi, mancandoci il "destino", il legame con qualcosa di trascendente, di troppo più grande, abbiamo però la facoltà di leggere e conservare il passato.
A tre secoli dalla costituzione della massoneria moderna, Aldo Mola sintetizza il "vissuto" dei massoni in Italia. L'opera è completata da cronologie, schede informative, illustrazioni e documenti inediti.
L'indagine storica di Cimmino prende avvio dal 1290 a.C., anno in cui Ramesses II, ancora assai giovane salì sul trono dove restò per sessantasette anni. Alla sua fama contribuirono una serie di congiunture favorevoli che resero il suo regno leggendario divenendo in breve tempo simbolo del prestigio e della potenza dell'Egitto. L'autore, con una attenta analisi delle testimonianze storiche, studiando i testi epigrafici, i monumenti dell'epoca e i documenti datati, è riuscito a liberare la realtà storica del faraone dalle nebbie della leggenda tratteggiando insieme con le linee fondamentali della sua attività militare, politica e diplomatica il ritratto di un uomo che anche senza gli abbellimenti del mito ha caratteristiche eroiche.
I Fenici e i loro eredi - i Cartaginesi - furono una presenza stabile in Sicilia e Sardegna, ed estesero il proprio controllo fino alla penisola italica. Importanti ritrovamenti archeologici rivelano un loro profondo influsso in tutta l'area circostante, e non solo dal punto di vista militare e commerciale, ma anche da quello artistico-culturale. Le stele di Mozia e di Sulcis, le eleganti figurine di Bitia e i preziosi gioielli di Tharros svelano una cultura evoluta che ha lasciato tracce di sé nelle civlità con cui ha avuto contatti. In questo libro l'autore ha ricostruito il panorama storico e culturale in cui vanno inquadrate le ultime scoperte, addentrandosi nei fatti che hanno decretato la fortuna e la fine di questi popoli.
Fu senza dubbio una vita straordinaria quella di Giuseppe Garibaldi (1807-1882), grande protagonista del Risorgimento italiano. Dapprima mozzo, è poi marinaio, capitano, condannato a morte nel 1834 per cospirazione repubblicana contro la monarchia di Sardegna. Esule a Rio de Janeiro, si fa combattente, corsaro, percorre la pampa a cavallo, generale d’una legione italiana difende Montevideo e si copre di gloria. Tornato a Nizza nel 1848 con la moglie e i tre figli, riprende a guerreggiare, al servizio dell’Unità d’Italia, contro gli austriaci e i soldati di Napoleone III, accorsi in difesa del Papa. Dopo la morte della sua Anita, nel 1850, braccato, inizia un secondo esilio: Tunisi, New York, Cina, Australia. Acquista poi una parte di Caprera e s’improvvisa contadino; ma subito abbandona la sua piccola repubblica isolana per conquistare il Regno delle Due Sicilie nel 1860, prima di ritirarsi un’altra volta e tornare ancora a combattere, affrontando la monarchia sabauda – alla quale ha appena offerto Napoli e Palermo – che lo teme e lo imprigiona. Garibaldi invecchierà sempre pronto a impegnarsi in una nuova passione, per una donna o una causa, l’Italia ma anche, nel 1870, la Francia. Infine la morte a Caprera. Una figura quasi leggendaria la sua, con il fascino di avventuroso, invincibile e generoso eroe del popolo, leale e buono tra gli intrighi della politica, repubblicano nel profondo seppur alleato della monarchia, che Max Gallo ricostruisce nella sua complessità in questo libro, specchio e documento d’uno dei grandi momenti della storia italiana.
Custodi del regno di Gerusalemme, i Templari rappresentano in Terra Santa, negli anni 1100-1200, il compimento dell'ideale delle Crociate. Sono amati, rispettati e temuti da tutti, compreso il re di Francia che, ammirato dalle loro capacità affida ai Templari di Parigi la gestione delle sue finanze. Eppure per questi prodi cavalieri francesi le cose cambiano repentinamente. Cade il regno cristiano di Gerusalemme e l'Europa ormai guarda altrove. Voci inattendibili e inesistenti, orchestrate ad arte, girano e si intensificano sui Templari, accusati di crimini che toccano l'ordossia religiosa e morale. L'autore ci fa partecipare all'ultima, tragica avventura dei fratelli del Tempio, sacrificati alla ragion di stato.
Un viaggio nel tempo per cogliere la realtà concreta di una civiltà millenaria. Sulla scorta della più vasta documentazione oggi esistente, l'Autore ci presenta, nella sua verità umana, l'uomo dell'antico Egitto: i suoi rapporti con la legge, con la burocrazia, con la famiglia, con la religione, con la scienza...
Il tragico percorso della vita di Maria Stuarda ha origini e radici nella sua ascesa incredibilmente rapida alla condizione della massima potenza terrena: a sei giorni regina di Scozia, a sei anni fidanzata di uno dei più potenti principi d'Europa, a diciassette regina di Francia. Un'ascesa ottenuta senza fatica né merito, come in un sogno. Ma subito il sogno svanisce e interviene la delusione. Al ritorno in Scozia è esposta alla bufera della guerra di religione fino a giungere alla tragedia finale.
Fino al 1938, gli Apache costituivano uno spauracchio, una leggenda grandiosa e terribile che trasfigurava un popolo di guerrieri in un'orda di spietati selvaggi. Questo libro, che raccoglie le testimonianze degli ultimi protagonisti, mette ordine nella cronologia e offre un'interpretazione nuova della guerra che, per tre secoli, ha contrapposto una piccola e sparpagliata tribù di Indiani allo strapotere dell'Uomo Bianco.
Patrimonio d'arte, di storia e di cultura, Venezia è una città il cui splendore è l'espressione di un grande passato. Alvise Zorzi interpreta il destino del "piccolo popolo" di pescatori, tessitori e marinai che cercarono sulle isole anfibie un luogo di sopravvivenza e seppero poi trasformare un territorio di sabbie e canneti in una sfavillante città di palazzi, chiese, teatri e piazze. E il ritratto che delinea della sua città, a partire dal 25 marzo 421, data leggendaria della fondazione, fino al 17 ottobre 1797, giorno in cui il trattato di Campoformio sancì la fine della Serenissima, è un documento in cui si rintracciano i fatti noti o sconosciuti, i trionfi, le sconfitte, l'apoteosi e la decandenza.
Parecchi storici hanno sorvolato sulle crudeltà di Ivan IV per sottolinearne il genio politico, le doti di diplomatico e di organizzatore, vedendo in lui il fondatore del moderno Stato russo centralizzato. In politica interna dettò un primo codice di comportamento e assegnò alla corona gran parte delle terre russe. In politica estera prese l'iniziativa di rompere l'accerchiamento che stringeva il granducato di Mosca. Ebbe una forte attrazione per l'Inghilterra, alla quale aprì il commercio russo e quello orientale. Accarezzò il sogno di imparentarsi con la regina Elisabetta I, ma la morte, oltre che la rozzezza che gli Occidentali riconoscevano come tipicamente russa, gliene impedirono la realizzazione.

