
Il 7 giugno 1099, dall'alto della collina di Montjoie, i crociati fissano l'orizzonte: la Città Santa è lì, ancora distante eppure già segnata dal destino. Una febbre di attesa e furore percorre l'esercito cristiano, mentre si costruiscono torri d'assedio e si affilano le spade. Poi, il momento decisivo. Le mura cedono, la città è invasa. Per giorni, il sangue scorre senza tregua. Nel Tempio di Salomone, si racconta, si cavalca tra le onde di un massacro. È giustizia divina o il volto più oscuro della fede? Nelle parole dei cronisti, tra il mito della liberazione e l'eco cupa di una carneficina, si dispiega il racconto di una battaglia che avrebbe segnato per sempre la storia del Mediterraneo.
Perché, mentre si preparava a imbarcarsi per la guerra, Crasso avrebbe fatto meglio ad ascoltare il grido di un venditore di fichi? E perché le donne romane erano tenute a baciare sulla bocca tutti i loro parenti maschi la prima volta che li incontravano nell'arco della giornata? Perché intorno alla casa in cui era nato un bambino si aggiravano nella notte tre figure armate di scopa, pestello e scure? Sono alcune delle domande cui rispondono le storie bizzarre raccolte in questo libro: una galleria vertiginosa di situazioni e personaggi, di regole e consuetudini, di miti e credenze, nella quale ogni racconto è arricchito da illustrazioni originali che lo commentano con leggerezza e sapiente ironia. Per scoprire come anche un mondo che crediamo di conoscere da sempre possa presentarsi ai nostri occhi in una luce nuova, spesso sorprendente, diversa da quella in cui siamo abituati a vederlo, ma in ogni caso non meno affascinante.
Dalla conversione di Costantino alla conquista di Arkona nel 1168, in una vasta regione che dal Mediterraneo raggiungeva il Mar Baltico e l'Irlanda, donne e uomini continuarono a seguire usanze antiche, praticando potenti rituali e immolando agli dèi. I cristiani li chiamarono pagani, narrandone il caleidoscopico mondo spirituale in racconti laconici e incerti, tra fascinazione e biasimo. Sono tracce sbiadite che conducono in luoghi distanti: le zone d'ombra dei grandi regni, foreste tenebrose e stagni profondi, fino alle sconfinate terre che si estendevano oltre i limiti della parola scritta. Rare testimonianze che ci consentono di gettare uno sguardo su pratiche, credenze e divinità: scorgiamo i grandi fuochi accesi sui campi nel cuore dell'inverno, il legame che univa le streghe, la luna e i lupi, i cruenti sacrifici officiati nelle paludi del Nord, il fosco Wodan e la sinistra schiera di numi senza nome. Il volume ci guida in un viaggio attraverso un mondo perduto, oscuro ma rischiarato da frammenti che, preziosi, scintillano nel buio.
«In una manciata di polvere vi mostrerò la paura»: le macerie della guerra evocano, nelle parole di T. S. Eliot, uno scenario desolato. Millenni di violenza collettiva, dal Paleolitico a oggi, hanno lasciato una scia di fosse comuni, rovine, fortificazioni. E, soprattutto, hanno fatto terra bruciata: strati di carbone, ossa e cenere che nascondono storie quotidiane, vite spezzate, memorie cancellate. Con lo sguardo dell'archeologo e la sensibilità dello scrittore, Alfredo González-Ruibal percorre i luoghi devastati dai conflitti in tutto il mondo per ridare voce alle vittime invisibili di queste atrocità. Dalle razzie del Neolitico al genocidio dei nativi americani, dalle campagne militari romane alle trincee del Novecento, fino ai bombardamenti sul Medio Oriente, rivela il lato più crudo e intimo della nostra storia. E ci pone di fronte a una verità scomoda: la nostra inquietante propensione alla violenza.
Concubina, imperatrice, santa: il profilo di Elena Augusta sfugge a una definizione univoca. Una vita in continua trasformazione, la sua, dal punto di vista personale, politico, spirituale e geografico, che rende la metafora del viaggio quella più adatta a descriverne la condizione esistenziale, ma anche l'epoca in cui visse. In quel periodo, infatti, si verificarono alcune delle rivoluzioni culturali più decisive per la storia occidentale: la conversione dell'Impero, l'assetto politico-istituzionale della Chiesa con i suoi nuovi e monumentali luoghi di culto, i primi pellegrinaggi cristiani, la venerazione delle reliquie; tutti fenomeni per i quali la tradizione ha assegnato un ruolo speciale ad Elena. Il volume parte dalla ricostruzione dei dati storici certi sull'Augusta per interrogarsi sul significato delle imprese a lei attribuite nella storia della cultura occidentale. Un viaggio, dunque, che attraverso lo studio della figura di Elena intreccia teologia, politica, immagini e luoghi di culto, restituendo un modello femminile destinato a lasciare un segno duraturo nella memoria collettiva occidentale.
Dal 1555 al 1870, salvo brevi interruzioni, gli ebrei di Roma furono confinati nel Ghetto, un quartiere murato con portoni chiusi dal tramonto all'alba. Il volume ricostruisce la storia della comunità ebraica romana in questi tre secoli (guerre d'Italia, Riforma, Illuminismo, Risorgimento), evidenziando la loro capacità di resistere a discriminazioni, battesimi forzati e difficoltà economiche, mantenendo la propria identità religiosa in un ambiente ostile ma in parte accogliente. Le vicende del gruppo, deciso a preservare la propria differenza, sono narrate attraverso viaggi, conflitti, incontri e figure storiche. Con l'Unità d'Italia, il Ghetto fu smantellato come simbolo di un'intolleranza ritenuta superata, ma che resta profondamente impressa nella memoria degli ebrei di Roma, i quali considerano ancora oggi quel quartiere uno spazio significativo della loro storia.
Questo volume intende fornire i tasselli per ricostruire la vita di Umberto Terracini, dalla formazione giovanile a Torino alla scelta ordinovista, dalla detenzione nelle carceri fasciste all'isolamento personale e politico del confino, dalla partecipazione alla repubblica partigiana dell'Ossola al ruolo di padre della Costituzione del '48, dalla rivendicazione del "diritto del dissenso" nelle svolte del PCI fino all'ultima battaglia di critica al "compromesso storico".
La riunificazione tedesca suggella il superamento della semisecolare divisione del continente in due blocchi contrapposti. La ricomparsa di una grande Germania suscita, ciò malgrado, più diffidenze, timori ed allarmi che entusiasmi. Il malcontento francese e britannico, e anche italiano, è a stento o per nulla celato da Francois Mitterand, Margareth Tatcher, Giulio Andreotti. Gli Stati Uniti hanno minori obiezioni, ma il presidente Bush sceglie di appoggiare la riunificazione anche per meglio controllarla. L'operazione va comunque a buon fine attraverso un processo politico-diplomatico la cui minuziosa ricostruzione è resa possibile dalle ormai copiose testimonianze dei suoi protagonisti.
Come in un album di famiglia scorrono nelle pagine di Margalit i ritratti di alcune delle personalità più rappresentative della politica israeliana, da Ben Gurion a Yitzhak Rabin, da Shamir a Benjamin Netanyahu, da Shimon Peres all'attuale primo ministro Ehud Barak. Ma non mancano gli aspetti minuti e poco noti della vita quotidiana, né soprattutto le grandi questioni irrisolte di ieri e di oggi: i difficili rapporti con il mondo arabo, il ruolo di Gerusalemme, l'ascesa degli ultraortodossi, l'eredità del sionismo, le inesauribili domande poste dall'olocausto, e il dovere della memoria.
Dopo aver analizzato moventi, caratteristiche e protagonisti del cosiddetto Neoclassicismo, questo libro passa ad indagare tutti quei movimenti artistici che radicalizzarono il ritorno all'antico prescritto dall'estetica neoclassica, opponendogli modelli ancor più arcaici o comunque diversi, ma altrettanto remoti dal presente. Si passano così in rassegna i "Primitifs", cresciuti in seno alla Scuola di David ma che ne estremizzarono i precetti, i Nazareni, i Puristi, i Preraffaelliti e tutte quelle tendenze che trovarono un comun denominatore nella teoria e nella pratica dell'"avanzare regredendo", nel mescolare l'arte alla vita, e, da ultimo, nel rifiuto della società industriale, percepita come minaccia alla sopravvivenza stessa dell'arte.

