
il volume raccoglie le relazioni presentate al convegno psicologia analitica e psicologia dei gruppi" (roma 19/20 giugno 1998). " l'iniziale e spesso citata a sproposito diffidenza di jung nei confronti della psicologia di gruppo puo`oggi considerarsi superata e sostituita dal riconoscimento di numerose affinita e feconde correlazioni tra queste due aree della psicologia. Partendo da tali considerazioni, con questo congresso si e`voluto offrire un punto di incontro interdisciplinare per l'approfondimento e la dis cussione di numerosi aspetti di interfaccia" tra i due campi di psicologia analitica e gruppoanalisi, che ancora attendono una sistematizzazione teor"
Il volume presenta un percorso storico in cui i curatori organizzano e contestualizzano i contributi di alcune tra le figure di maggiore spicco nella storia della psicologia, individuati come materiale per una possibile fondazione di una teoria della personalità.
Un giorno a Louise Hay viene diagnosticato un cancro. Il responso dei medici è unanime: non le rimangono che pochi mesi di vita. Messa di fronte a questa tragica realtà, l'autrice ripercorre con il pensiero le tappe principali della sua vita e giunge alla conclusione che la malattia è il risultato di esperienze negative, rabbie represse, angosce non esternate. Da qui la convinzione che c'è un unico modo per sconfiggere il cancro che la sta minando e questo consiste nel rivoluzionare il proprio stile di vita, nell'adottare uno spirito ottimistico, nel vivere all'insegna dell'amore, nell'imporsi la volontà di guarire, e nel servirsi di tali atteggiamenti positivi come armi efficaci con le quali combattere le malattie e l'inquietudine interiore. Questa filosofia, apparentemente semplicistica, è stata alla base della completa guarigione di Louise Hay la quale, oggi, sana e ormai al sicuro dalla recidiva della malattia, dedica la propria vita all'assistenza del prossimo e aiuta chi si rivolge a lei a scoprire e a utilizzare le infinite potenzialità della mente.