
Che cosa ci attende dopo la morte? L'inferno è vuoto? Come conciliare la fede cristiana con la teoria evoluzionistica? Sono alcune delle tante domande, scomode e affascinanti al tempo stesso, che nel corso degli anni sono state rivolte a Gianfranco Ravasi. Le sue risposte, rivolte a tutti, credenti e non credenti, partono sempre dalla Bibbia, con il suo impareggiabile repertorio di immagini e simboli, e si fondano su un preciso criterio: per comprenderne appieno il significato occorre rifuggire da ogni interpretazione letterale e distinguere il messaggio religioso, sempre valido, dai retaggi storico-culturali di civiltà del passato, che esprimevano costumi e modelli sociali spesso lontani dalla nostra sensibilità.
«Riguardo al libro di Mazzolari, mi hanno dato di lui informazioni così impressionanti, che non desidero pronunciare a riguardo della sua dottrina giudizio alcuno. Mi si dice che faccia parte d'un gruppo di modernisti». Queste allarmate e lapidarie parole inviate il 17 luglio 1943 dal cardinal Ildefonso Schuster al vescovo di Cremona Giovanni Cazzani pongono una pietra tombale sulla possibilità di pubblicare il saggio Della fede che don Primo aveva concluso nel marzo dello stesso anno, ma che potrà vedere la luce soltanto sulle pagine del quindicinale Adesso nel 1955.
Il vescovo Cazzani, in una lettera al parroco di Bozzolo rinvenuta di recente nell'Archivio Colla e pubblicata in appendice del volume, si mostra comprensibilmente preoccupato per le reazioni che il libro può suscitare sia nei lettori che negli occhiuti censori romani. Della fede, infatti, possiede all'ennesima potenza lo stigma mazzolariano della parola che comunica, quasi senza mediazioni, le urgenze dell'animo. Fin dalle prime pagine l'autore prende le distanze da un cristianesimo conformista, dalla «dimissione» dei propri principi in cambio di falsi privilegi - trasparente il rimando all'abbraccio «costoso» con il fascismo - e individua i possibili interlocutori nei «cercatori di ogni strada, i sofferenti d'ogni piano, le anime semplici d'ogni categoria, che si sono liberate dalle strutture libresche per rigustare il sapore di un discorso umano».
Sommario
Introduzione (M. Maraviglia). Nota alla presente edizione. Della fede. Humanus sermo. Humana plenitudo. Vox vitae. Il travaglio dell'uomo di fede. La grammatica della fede. Il mistero dell'incredulità. «Credi tu questo?». Lettera inedita del vescovo di Cremona Giovanni Cazzani (16 giugno 1943).
Note sull'autore
Primo Mazzolari (1890-1959), prete dal 1912, dopo essere stato cappellano militare al tempo della prima guerra mondiale, trascorse la sua vita come parroco di piccoli paesi di campagna. I suoi scritti e le sue predicazioni lo imposero all'attenzione pubblica, ma attirarono su di lui anche molte misure disciplinari della gerarchia. Don Primo si sforzò di vivere e di proporre il vangelo nella sua integralità, anticipando molte acquisizioni del concilio Vaticano II. Di grande rilievo furono le sue riflessioni sulla parrocchia, sui «lontani» e sui poveri, sulla pace e la giustizia sociale.
Note sulla curatrice
Mariangela Maraviglia (Pistoia), pubblicista e saggista, si è occupata di figure del cattolicesimo contemporaneo impegnate in ambito sociale e nel dialogo ecumenico. Membro del Comitato scientifico della Fondazione «Don Primo Mazzolari», al prete cremonese ha dedicato alcuni volumi: Chiesa e storia in «Adesso» (EDB, 1991); Primo Mazzolari. Nella storia del Novecento (Studium, 2000); Don Primo Mazzolari. Con Dio e con il mondo (Qiqajon, 2010). Ha inoltre curato il carteggio tra Maria di Campelloe Primo Mazzolari, L'ineffabile fraternità (1925-1959) (Qiqajon, 2007); con Marta Margotti, L'ecumenismo di don Primo Mazzolari (Marietti 1820, 2009) e l'edizione critica del volume di Primo Mazzolari Tempo di credere (EDB, 2010).
Descrizione dell'opera
Come far sì che la debolezza dell'uomo diventi veramente la sua forza? Alla luce dell'antropologia cristiana e della psicologia del profondo, la fragilità personale non è un ostacolo per la crescita della persona e per la sua maturazione psichica e spirituale, bensì può diventare uno spazio privilegiato sul quale lavorare nella direzione di un'integrazione personale, che permetta all'individuo di vivere con maggiore libertà la propria vita e la propria fede.
Il volume coniuga la riflessione psicologica sull'individuo, e in particolare sulla sua dimensione di limite, con una proposta di tipo spirituale, che fa perno sul principio fondamentale della fede cristiana: il mistero dell'incarnazione.
Sviluppa quindi un percorso per approfondire l'esperienza di Dio, che passa necessariamente attraverso le dinamiche psichiche della persona. Le strutture e i processi psichici propri della psicologia del profondo vengono tradotti in termini di cammino verso un incontro più autentico con Dio, in vista di una maggiore libertà personale.
Sommario
Introduzione. I. IL CONTESTO PSICO-SOCIO-CULTURALE. 1. Dall'autorealizzazione alla società narcisista. II. ACCOGLIENZA, RESPONSABILITÀ, CHIAMATA. 1. Riconoscere e accogliere la propria debolezza. 2. Responsabili di fronte alla debolezza dell'altro. 3. La chiamata: l'autotrascendenza teocentrica nell'amore. Conclusione. Bibliografia.
Note sull'autore
LUCA GARBINETTO, religioso della Pia Società San Gaetano, nato a Thiene (VI), si è licenziato in psicologia alla Pontificia Università Gregoriana e ha conseguito il dottorato in teologia pastorale presso la Pontificia Università Lateranense.
"La mia missione - scrive Franco Cagnasso, da anni operante in Bangladesh - è anche questa: aprire il cuore, farvi spazio per coloro che incontro con le loro pene, gioie, peccati, paure. Poi, quando prego, apro il cuore a Dio e loro sono tutti lì: cristiani, musulmani, buddhisti, lontani, vicini". Il libro, più che una riflessione teologica sulla missione della Chiesa nel postconcilio, è una testimonianza di vangelo annunciato e vissuto in contesti diversi dall'Occidente europeo e offre uno spaccato sulle contraddizioni che i missionari incontrano, sulla fatica del dialogo con religioni e culture, sulla difficoltà di amare e di aiutare i poveri senza idealizzarli o umiliarli. Il volume raccoglie scritti inediti e altri diffusi in rete o "pro manoscritto" tra gli amici. Il tema conduttore è l'amore appassionato nei confronti dell'uomo e di Cristo e lo "stupore" di vedere lo Spirito all'opera, anche quando umanamente non si vede che disperazione. È questo che dà la forza all'autore di "sporcarsi i sandali" con i mille problemi della sua gente, senza confini confessionali e culturali.
Dio perdona sempre? No, Dio non perdona sempre. Poche volte ce lo dicono, ma è così. Non può che essere così. Laddove infatti non c'è riconoscimento del male e apertura al pentimento Dio non può accettare di abbandonare l'uomo alla menzogna che lo abita, diventandone connivente. Per quanto il perdono sia accordato (e non poche volte manifestato) come un dato previo, assoluto e immeritato, nella rivelazione biblica è ampiamente attestata un'espressione paradossale della misericordia di Dio che assume anche l'atto dell'accusa, la minaccia della punizione, l'attuazione del castigo come mezzi estremi affinché possa realizzarsi l'evento mirabile della riconciliazione e di una vita nuova trasfigurata dallo Spirito per una Nuova Alleanza. Anche quando nella propria vita non si scoprono altro che macerie e fallimento. È un corpo a corpo con Dio. Ma qui si vince o si perde insieme. Presentazione di Daniele Libanori.
Descrizione dell'opera
La morte della moglie dell'autore è all'origine dell'iniziativa che ha generato il libro. Il vuoto insostenibile che Drago avvertiva si è infatti presto tramutato in luogo di ascolto e di domanda. Così, quasi per caso, egli ha iniziato a proporre, prima ad amici e conoscenti, poi alle persone più disparate, un piccolo foglio di carta con una impertinente domanda: «Perché credi in Dio e nell'altra vita?». Nel giro di poco i bigliettini sono diventati occasione di confronto e di apertura per tante persone, un'opera collettiva che ha contagiato molti. Dalla Campania al Veneto, dall'Austria alla Russia, sono arrivate risposte dall'umanità più varia: credenti in Gesù, buddhisti, musulmani, non credenti.
Alla raccolta dei "mille perché" è anteposta una storia, una sorta di prologo narrativo in cui l'autore racconta, con linguaggio vivace e quotidiano, com'è nato il volume. L'ironia e la freschezza dei ritratti seri e comici, che egli riesce a fondere in modo ammirevole, fanno di queste pagine un'introduzione avvincente alla sezione con le mille risposte alla domanda «Perché credi in Dio e nell'altra vita?».
Sommario
Presentazione (don C. D'Angelo). Tu non mi basti mai. Quel tocco magico. Il dono di amare. Il sogno. Perché credi in Dio e nell'altra vita? La consegna dei bigliettini. La crisi. Il ritorno dei bigliettini. Cellole (CE), Este (PD), Couvet (Svizzera). I bigliettini persi. Un "mille perché" inseguito da molto tempo. Il ritorno dei bigliettini (con il ricatto). Un "mille perché" particolare. Una risposta originale. La risposta felice dello sbirro. I biglietti "in automatico" del Midolla. Lucio: il biglietto già consegnato. I biglietti "di cristallo". Dio vede e provvede. . Il biglietto di Corrado. Il biglietto del poeta famoso. I biglietti "diversamente abili" (per chi?). Il bigliettino dell'innocenza. Il pizzino dell'onorevole Silvio. I biglietti in anonimo del Cri-Cri. Bigliettini non consegnati. Il biglietto va… e viene (da un accanito bianconero). Il numero 1000: il non credente. Gli ultimi 17 biglietti: le campane suonarono a festa. Bigliettini.
Note sull'autore
Armando Drago (Baone [PD] 1950), dopo l'infanzia vissuta in Italia, ha lavorato in Svizzera per circa 20 anni come tecnico di macchine industriali, interprete e allenatore professionale di calcio. Nel 1986 è tornato in Italia, dove vive con la famiglia.
Un cardinale, un vescovo, un monaco, un religioso, una consacrata, una coppia di sposi, una suora di clausura, alcuni presbiteri propongono riflessioni ed esperienze che possono nutrire il coraggio nell’affrontare le complesse sfide della vita e della vocazione personale. Voci diverse e insieme complementari, talvolta venate di tratti autobiografici, offrono una testimonianza sull’importanza e la fruttuosità del riconoscere e valorizzare le stagioni della propria e altrui debolezza.
Sommario
Introduzione. Mi è stata messa una spina nella carne (R. Martinelli). I. La seconda chiamata (R. Voillaume). II. L’età adulta e la seconda chiamata (R. Corti). III. Portare luce nell’incredulità del nostro tempo (C.M. Martini). IV. La preghiera del presbitero (L. Manicardi). V. Beati quelli che soffrono? (R. Martinelli). VI. Dalla santità desiderata alla povertà offerta (S. Stevan). VII. La profezia di un prete di città (D. Caldirola). VIII. Si tratta della nostra fedeltà al Signore e alla sua chiamata (A. Deodato). IX. Chiamati come coppia a una fede adulta e plurale (M.G. e U. Bovani). Conclusione. Se uno non rinasce dall’alto…(C. Veronica).
Note sull'autore
René Voillaume, sacerdote, ha fondato la congregazione dei Piccoli Fratelli di Gesù e quella delle Piccole Sorelle del Vangelo, ispirandosi alla spiritualità di Charles de Foucauld.
Renato Corti, sacerdote dell’arcidiocesi di Milano, dal 1990 è vescovo della diocesi di Novara; ha ricoperto diversi incarichi nell’ambito della Conferenza episcopale italiana.
Carlo Maria Martini (1927-2012), gesuita, cardinale, è stato arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002.
Luciano Manicardi è priore della comunità monastica di Bose.
Romano Martinelli, sacerdote dell’arcidiocesi di Milano, è direttore spirituale del Quadriennio teologico del Seminario arcivescovile di Milano a Venegono Inferiore.
Sergio Stevan, sacerdote dell’arcidiocesi di Milano, è parroco e formatore.
Davide Caldirola è parroco a Milano.
Anna Deodato, ausiliaria diocesana, è impegnata nella formazione e nel discernimento vocazionale.
Maria Grazia e Umberto Bovani è coppia di sposi del Centro di spiritualità domestica, Santuario di S. Antonio in Boves.
Chiara Veronica è sorella povera del Monastero Santa Chiara di Milano.
Il tema della giustizia è quanto mai attuale, ma è utile uno sguardo di misericordia e redenzione sulla vita di quanti hanno commesso gravi errori tanto da finire in carcere. Mazzolari è maestro di umanità e cerca di leggere il cuore, non si ferma all'apparenza o al pregiudizio. Egli anticipa il principio della fraternità di papa Francesco. Pur senza affermarla in modo esplicito, la prospettiva di don Primo è la stessa che sostiene la giustizia riparativa: bisogna educare più che condannare, dare opportunità più che chiudere porte, perché «chi non crede alla redimibilità di una creatura umana non è cristiano».
La notte può contenere momenti di disorientamento e di chiarezza riflessiva, perdite difficili e sorprendenti nuovi inizi; può metterci in contatto con le domande che riguardano l’identità (chi siamo in noi stessi e in rapporto con gli altri), la realtà (che cosa viviamo e che cosa vorremmo vivere), il significato (perché siamo qui e qual è lo scopo di ciò che ci accade), la comunità (alla quale apparteniamo) e il tempo (quando accadranno sviluppi positivi). Per ciascuna di queste domande, che hanno una rilevanza sia individuale che sociale, il volume esplora storie e riflessioni che possono aiutare a coltivare e vivere la speranza. È difficile definirla, la speranza, così come è difficile definire l’amore. È più facile conoscerla vivendola.
Note sull'autore
Luca Badetti insegna al John Felice Rome Center della Loyola University Chicago. Coniugando la sua formazione in teologia, psicologia clinica e disability studies, con la sua esperienza di leadership comunitaria inclusiva, propone un approccio alla crescita individuale e sociale attento ai bisogni psicologici e spirituali della persona. Ha scritto Io Credo in Te (San Paolo, 2021).
Personalità fra le più significative nella storia della Chiesa, fondatore dell'ordine monastico che ne ha preso il nome, Benedetto da Norcia (ca. 480-547) ha indirizzato in maniera decisiva la storia del monachesimo occidentale. Questo profilo ne ripercorre la vicenda, dalle fondazioni monastiche di Subiaco e Montecassino alla Regola che egli dettò per i monaci cassinesi. Sono inoltre illustrate le testimonianze liturgiche, iconografiche e letterarie del culto del santo nei secoli medievali e, infine, è affrontata la mai risolta contesa sul possesso delle sue reliquie.
«Ora et labora»: collegando ascetismo e vita attiva, il monachesimo benedettino fondato a Montecassino nel VI secolo ha avuto un impatto duraturo sulla società, l'economia, la politica e la concezione stessa dell'uomo nella civiltà cristiana occidentale. Il volume racconta la storia dei benedettini dal loro leggendario fondatore Benedetto da Norcia e dalla Regola con cui definì la vita religiosa dell'ordine, alle più importanti forme della vita benedettina: dai ricchi monasteri dell'età carolingia al movimento di riforma di Cluny e dei cistercensi, dall'impegno nell'istruzione e nelle missioni alle moderne comunità di preghiera. Con uno sguardo che abbraccia l'intera storia dell'ordine, da Benedetto all'età presente, il volume mette in luce come, pur affrontando ripetutamente nuove sfide, esso sia riuscito a rimanere fedele alle proprie origini.

