
Il volume prende le mosse dalla crisi psichica e fisica che alcuni anni fa ha sconvolto la vita dell'autore, sottoponendo a una radicale revisione ogni suo aspetto. Le relazioni con le altre persone, le modalità di lavoro, la paura della morte e delle malattie, il matrimonio e la sessualità, il significato della disperazione e dell'autentico abbandono a Dio: tutto è stato riformulato, cioè corretto e ripensato alla luce della Verità che libera e guarisce. Sono quindi riprodotte, in forma dialogata, quelle riflessioni che hanno condotto l'autore a scoprire i lati oscuri della sua esistenza e a prestare ascolto allo Spirito di Dio che desidera benedire la storia di ognuno, comunicando la potenza della verità che salva. La vicenda personale rievocata in queste pagine non è che un piccolo esempio di un processo planetario che coinvolge tutti, cioè l'esaurimento di una figurazione egocentrica dell'umanità e la faticosa emersione di un'altra forma di umanità che si esperimenta come dialogo con il proprio Principio, come essere in relazione.
Cinque nomi autorevoli esaminano e offrono sollecitazioni sugli articoli del Credo: il Padre (Bruna Costacurta), il Figlio (Enzo Bianchi), lo Spirito (Raniero Cantalamessa), la Chiesa (Elia Citterio), la vita eterna (Francesco Lambiasi).
Le riflessioni nascono dall’esplicito desiderio di suscitare e rinnovare, all’interno della vita pastorale di una chiesa locale, il dinamismo della professione di fede, per riscoprirne il senso come orientamento della vita cristiana nel mondo e come sigillo della propria vocazione battesimale.
Dice Benzi nella Prefazione: «Credere, come illustra san Tommaso d’Aquino citando sant’Agostino, non è solo credere che Dio esista, ma anche credere a Dio come Verità, alla sua bontà e al suo amore, ed è infine un affidarsi a Lui, accoglierlo, aderire con la totalità di se stessi al suo disegno di amore e di felicità».
Punti Forti
• Un efficace sussidio per vivere l’Anno delle fede.
• La fama degli autori: biblisti, teologi, studiosi riconosciuti e apprezzati.
• Si pone in continuità con i precedenti analoghi testi pubblicati nella stessa collana: Testimoni dello Spirito, Ma voi chi dite che io sia?, E di me sarete testimoni, È in te la sorgente della vita.
• Evento: 11 ottobre apertura dell’Anno della fede.
Curatore
Guido Benzi, riminese, sacerdote dal 1990, biblista, è direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale della CEI.
Autori
Bruna Costacurta, biblista laica, docente ordinario di Esegesi dell’Antico Testamento alla Gregoriana.
Enzo bianchi, priore della comunià di Bose e autore di una vasta produzione di libri.
Raniero Cantalamessa, francescano cappuccino, teologo e biblista, predicatore della Casa Pontificia.
Elia Citterio, della Comunità dei Fratelli contemplativi di Gesù, teologo spirituale e patrologo.
Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini.
«Questo libro-non libro si è venuto a formare come quaderno d’appunti poco alla volta, durante i giorni di silenzio che mi concedevo due volte all’anno in un Foyer de Charité in Valle d’Aosta»: così dice l’Autrice che, abbracciando un arco di tempo che va dal 1996 al 2007, raccoglie e propone i suoi pensieri semiseri e disordinati sull’esperienza di esistere, di guardare il mondo, di vivere e di prepararsi a morire, interrogandosi sul senso della propria vita. Riflette sul tempo, gli incontri, lo stupore...
Una sorta di testamento spirituale di un pellegrino in transito sul sentiero della vita, il cui percorso è disseminato di interrogativi, dubbi, inquietanti domande su un possibile trascendente, su Dio.
Gli appunti sono inframezzati da flash autobiografici, tratti da quell’archivio inesauribile rappresentato dalla memoria: una traccia fra i miliardi di tracce possibili lasciate nel mondo
da ogni singola vita di pellegrino in transito.
L'autrice
Alba Marcoli, psicologa clinica di formazione analitica, ha avuto una lunga esperienza sia nel campo dell’insegnamento che della psicoterapia. Si occupa da anni di disagio minorile e di problemi della famiglia. Presso Mondadori ha pubblicato II bambino nascosto (1993), II bambino arrabbiato (1996), Il bambino perduto e ritrovato (1999), Passaggi di vita (2003), Il bambino lasciato solo (2007), E le mamme chi le aiuta? (2009), La rabbia delle mamme (2011).
Il libro propone diverse prospettive sul tema della gioia, nell’intento di coglierne, in modo integrato e armonico, le componenti umane e divine. La gioia fa la sua comparsa già nei primi mesi di vita, e cresce con il crescere della stessa persona. È esperienza profondamente umana, dunque, e insieme traccia e testimonianza del Volto inciso nell’intimo di ogni uomo. Nel primo capitolo, scritto da Anna Bissi, l’intreccio profondo tra finito e infinito è esplorato attraverso un taglio psicologico, che propone le diverse forme della gioia nelle tappe evolutive dello sviluppo umano, colto come percorso progressivo di trascendenza. Beatrice Lauretta riflette quindi sulla gioia in un’ottica filosofica, a partire dalla considerazione della fugacità di tale emozione e dalla frustrazione pressoché universale per la sua assenza. Dopo aver indagato sulle nozioni di felicità nella storia del pensiero, l’autrice presenta la visione di fede e speranza di alcuni grandi testimoni dell’ultimo secolo. L’itinerario di Giuseppe Di Mauro si muove tra poesia e spiritualità ed è incentrato su san Francesco d’Assisi: attorno a lui ruotano le voci di grandi letterati, in un dialogo affascinante sulle ragioni della gioia e sulla luce che essa sprigiona dopo l’attraversamento del dolore e della prova.
Biagio Aprile conclude il testo con un’originale lettura della gioia nella pagine bibliche e in quelle di alcuni Padri della Chiesa. È qui che l’aspirazione alla gioia di ciascuna creatura intravede la pienezza e il compimento.
Il volume presenta un'antologia di testi con al centro il tema dell'amore inteso come fedeltà, progetto, impegno. Il materiale, attinto dal patrimonio letterario e spirituale mondiale, senza confini di culture, tempi e generi, è confluito quasi naturalmente in un unico "canto di nozze", una sorta di grande partitura articolata in cinque "movimenti": il preludio, la serenata, i cori, il duetto, gli echi.
Solo quando smantelliamo le difese della nostra autosufficienza, scopriamo che siamo dono, siamo pane per noi stessi e per gli altri. E questo ci nutre e sradica quella continua spirale di desideri ed esigenze che ci consuma. Tutte le tematiche del cammino spirituale proposto sono viste sotto la luce del "digiuno", meglio della sobrietà, del controllo dei desideri, per scendere in profondità e conoscere la propria vera interiorità, condizione per potersi aprire agli altri. Il libro, nella semplicità dello stile, propone un itinerario di spiritualità vissuta nel quotidiano.
Si tratta di riflessioni su alcuni passi della Scrittura, fatti da una persona colta, che riteneva i credenti quasi dei creduloni e dei sempliciotti, che si lasciavano ingannare da favole. Ha cominciato a leggere i Vangeli "per dovere di studioso di letteratura" e gli sembrò che il libro gli parlasse del suo quotidiano, di ciò che accadeva durante la giornata. Quindici capitoli, di diversa lunghezza, prendono spunto da episodi o frasi dei Vangeli e riflettono sulla luce che essi gettano sulla realtà della vita, con creatività e arguzia da letterato consumato (basta vedere i titoletti dei capitoli: Il diritto di fare sciocchezze; I cagnolini di Dio; La cattiveria delle "brave persone"), che facilita nel lettore l'appropriarsi delle intuizioni profonde nella radicalità a cui il Vangelo chiama.
Il Convegno della Chiesa italiana di Firenze ha come tema un appello: In Gesù Cristo un nuovo umanesimo. Bisogna ritornare al Vangelo lasciando che non solo le parole, ma pure i gesti del Signore Gesù divengano il lievito del nostro essere uomini e donne nel nostro tempo. Per fare questo cammino l'autore propone una rivisitazione dei "dieci segni" (cfr. Mt 8-9) che il Signore Gesù compie subito dopo aver ammaestrato le folle e i discepoli con il discorso della Montagna. Le "dieci parole" delle beatitudini diventano così "dieci gesti" di guarigione attraverso cui il Signore ci indica la via per diventare, a nostra volta uomini e donne "più certi e più veri", più affidabili per noi stessi e per gli altri. Attraverso il metodo monastico della lectio divina, queste pagine ripercorrono alcune parole chiave del prossimo Convegno della Chiesa Italiana a partire da uno di quei "dieci gesti" che l'evangelista Matteo ci fa contemplare come la medicina che il Signore offre a quanti incontra sul suo cammino per ritrovare la propria integrità e aprirsi a una gioia ritrovata e sempre più condivisa. Le parole e le sfide del Convegno suonano così: un umanesimo in ascolto, un umanesimo concreto, un umanesimo plurale e integrale, un umanesimo di trascendenza. Per guarire da tutto ciò che offusca e impedisce un cammino di autentica umanizzazione ci sono offerti cinque verbi: uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare.
Il testo è il primo di tre volumi che costituiscono il progetto liturgico-spirituale con cui si vogliono accompagnare i "pellegrini" nell'anno della misericordia. La proposta spirituale scaturisce dai testi liturgici della domenica, che daranno il tono a tutta la settimana, articolandosi attorno a un'immagine-chiave, offerta nella copertina e riproposta al lettore, in chiave spirituale, attraverso una meditazione introduttiva. Il percorso si articola in quattro tappe: Meditare la Parola; Implorare misericordia; Vivere di misericordia; Condividere la misericordia. L'attuale volume accompagna dalla I domenica di Avvento alla V domenica del Tempo Ordinario (domenica che precede il mercoledì delle Ceneri). Per tutto il tempo di Avvento la meditazione sui testi liturgici è quotidiana, mentre per il tempo di Natale e le successive cinque settimane del Tempo Ordinario le meditazioni sono solo sui testi propri delle solennità e delle domeniche. In tutti gli altri giorni, MichealDavide accompagna comunque il percorso del fedele fornendo un breve versetto tratto dalla liturgia del giorno con un relativo atteggiamento da vivere.
Si tratta di un libro sulla misericordia e sulla compassione, esperienze distinte ma strettamente collegate. L’Autore si sofferma in particolare sulla compassione, cioè sulla capacità di «soffrire–con» gli altri attraverso un cuore attento alle loro sofferenze. Nella compassione confluiscono caratteristiche diverse: una percezione e interpretazione attenta della realtà della sofferenza; un atteggiamento aperto all’universalità del prossimo da aiutare; un impegno a vedere il mondo come Dio lo vede e a rispondere come Dio risponde; un’azione efficace per alleviare la sofferenza altrui. L’attenzione psicologica, preponderante nella trattazione – che prende in considerazione anche le opere di misericordia corporale e spirituale –, è affiancata da riflessioni spirituali e da sollecitazioni bibliche, in particolare dai racconti dei Vangeli, interpretati anche in prospettiva psicologica.
Il testo propone una riflessione-provocazione per un cammino di fede. A partire dalla figura, dal messaggio, dalle opere e atteggiamenti di Gesù di Nazaret, via unica per ogni credente in Cristo, gli autori aprono cinque percorsi, uno progressivamente concatenato all'altro. Sono input che interpellano ogni cristiano spingendolo verso un'apertura radicale e una sequela più fedele alle logiche di quel Dio fattosi uomo vero, che ha amato in modo vero, fino alla morte. Gesù, il volto di una nuova umanità può essere proposto al lettore come un vero e proprio percorso di fede da vivere personalmente, ma anche come comunità e gruppi ecclesiali. Gli autori pongono in filigrana la traccia in preparazione al Convegno di Firenze, (5 i percorsi proposti come 5 le vie) focalizzando alcune sfide su cui la Chiesa tutta e i singoli sono chiamati a camminare. Nella parte finale riprendono le conclusioni del Convegno trasformandole in un rinnovato impegno di rinnovamento a cui dare concretezza. Lo stile è come sempre semplice, diretto e pastorale. Può essere proposto anche a chi, pur in modo semplice, volesse approfondire la figura di Gesù.
A partire dall'esperienza pluriannuale in ambito di pastorale della salute, l'autore prende in considerazione 9 tipologie di guarigioni riferite ad altrettante patologie (febbre, organi interni, apparato locomotore, organi di senso, lebbra) e mette in risalto la singolare ricchezza che è racchiusa nel gesto della guarigione operata da Gesù verso l'umanità sofferente. A ogni tipo di guarigione, segue un'esperienza, che testimonia come nella prova della malattia la fede sia stata di conforto o come la malattia stessa abbia innescato e continui a sostenere percorsi di ricerca del senso della vita. Un invito a farsi carico della sofferenza di chi ci vive accanto restando alla scuola del Vangelo.

