
Un prezioso volumetto che invita ad apprezzare la bellezza dell'anno liturgico. I vari momenti, dall'Avvento alla Pentecoste diventano occasioni privilegiate per riscoprire il Mistero di Dio che si fa presenza.
«Ogni anno la Chiesa ci costringe ad una formidabile ripresa dell'energia dello Spirito, a recuperare l'essenziale e, in questo recupero, il cuore ringiovanisce».
INDICE
AVVENTO
Sciogliere la durezza del cuore
Il tempo della decisione
NATALE
Vivere nella luce di Cristo
L'inizio della nostra salvezza
QUARESIMA
Incontrare Cristo nella fede
Il tempo della grazia
PENTECOSTE
La presenza definitiva di Dio
«Nel nostro tempo, segnato dalla «nostalgia del padre», ma anche dal «rifiuto del padre», percepito come una minaccia alla propria libertà e autonomia, la spiritualità di don Gnocchi, presentata in questo volume, esprime ed esalta una paternità che fa crescere, rende veramente liberi e responsabili.
Di questa paternità la comunità ecclesiale ha urgente bisogno per condurre all'esperienza di Dio, cioè per far conoscere il suo volto di Padre, quel volto che Gesù ci ha rivelato». (dalla Prefazione di Mons. Pasquale Macchi, già segretario di Paolo VI).
Don Gnocchi è una figura di cui si parla sempre più spesso (2 puntate di Novecento condotte da Pippo Baudo su RAI 3 nel 2001) anche perché fu il primo donatore italiano di organi nel 1956.
In questo volume sono raccolti due saggi di Michel de Certeau sul "credere" come pratica sociale, scritti agli inizi degli anni Ottanta del secolo scorso. Come spesso accade con i saggi di de Certeau, anche qui viene reso fruttuoso un metodo di lavoro che si colloca all'incrocio di discipline diverse, quali la storia, l'antropologia culturale e la linguistica storica. Lo scopo che de Certeau persegue è duplice: da un lato mostra come il credere si sia modificato grazie all'avvento della modernità, la quale ha reso inoperante il legame che il credere aveva con le relazioni tra individui concreti e ha trasformato il credere in una pratica discorsiva in cui ne va invece del rapporto che una comunità di "parlanti" intrattiene con un insieme di enunciati; dall'altro, de Certeau svolge un'analisi di come il credere non possa essere pensato al di fuori dei contesti istituzionali che sostengono un dato sistema di credenze, sia per confermarlo, sia per utilizzarlo a proprio vantaggio. Sullo sfondo, la resistenza che le credenze oppongono alla presa delle istituzioni: mobili e nomadi, legate a ciò che fornisce un significato non solo al legame sociale, ma anche alla vita degli individui, le credenze per de Certeau attestano la vitalità di una pratica sociale che per definizione non può lasciarsi amministrare interamente dal potere istituzionale.
Per Thomas Merton la soluzione dei problemi politici e sociali della condizione dei neri d'America implicava, necessariamente, ascoltare la voce "pura e profetica" dell'uomo nero in quanto nero, in mezzo ai clamori dei falsi profeti "scettici e ridicoli" della modernità capitalistica. Perché solo nell'ascolto di quelle voci, nel rispondere al loro appello, il peccato originario della civiltà occidentale, il fatto di essersi costituita grazie alle ingiustizie perpetrate su razze considerate inferiori, poteva essere espiato e superato. Questo riconoscimento della funzione quasi provvidenziale dei neri, la loro vera rivoluzione, in realtà suona come l'ennesima conferma della condizione di peccato nella quale versa la società dei bianchi. Era la stessa battaglia che combatteva Martin Luther King e che nella sua lettera dal carcere diventa epitome di una condizione universale di ingiustizia e sopraffazione. Ma il latente e mai sopito conflitto razziale negli Stati Uniti ci dice molto più di quanto la semplice storicizzazione di quegli eventi potrebbe insegnarci. Viene in mente la chiusa del libro di Alasdair MacIntyre, "Dopo la virtù", nella quale viene evocato il momento in cui "uomini e donne di buona volontà si distolsero dal compito di puntellare l''imperium' romano e smisero di identificare la continuazione della civiltà e della comunità morale con la conservazione di tale 'imperium'". È la necessità che queste pagine indicano come un compito ancora irrealizzato, ma non irrealizzabile.
"Non è casuale che il primo e il più tipico rappresentante di questa universale coscienza religiosa della vita non sia stato un filosofo che svolgesse sistematicamente i concetti tradizionali, ma un'anima ardente di ingenua, violenta fede religiosa. Jacob Böhme non è giunto al pensiero per un'esigenza logica o sulla base di una problematicità teoretica del mondo. La sua filosofia non è che l'espressione dell'universalità, dell'indipendenza, del dominio assoluto dello spirito religioso che accese il suo cuore e travolse la sua vita. Il pio calzolaio di Görlitz trasse certo il materiale della sua visione del mondo in parte dai libri santi e dalla tradizione della teologia dogmatica, in parte dagli scritti teosofici e di filosofia naturale di Paracelso e di Valentin Weigel, ma il principio in cui il caos del suo sapere s'unificò in un significato preciso e profondo fu l'esperienza mistica interiore. E questa non rimase in lui fine a se stessa, né si concluse in una redenzione dell'anima individuale, ma fu fiamma di grazia da cui si accese in lui la luce della conoscenza divina, perché si svelasse agli uomini la visione religiosa del mondo nella sua assoluta universalità." (Dallo scritto di Antonio Banfi)
La vita cristiana è un cammino e l’immagine del pellegrinaggio è ciò che la caratterizza: i cristiani sono popolo in cammino non verso “qualcosa” ma “qualcuno”. Il destino ultimo della storia dell’uomo è Gesù Cristo e ogni esperienza cristiana deve continuamente ricordarlo. Ecco perché il pellegrinaggio attraverso strade, storie e modalità diverse è una buona scuola di vita.
Don Paolo Gessaga raccoglie da una lunga esperienza di pellegrinaggi in tutto il mondo il significato e il modo più vero di vivere questa avventura, offrendo al lettore spunti interessanti per intraprendere un “viaggio” che sia significativo per la propria vita e per l’incontro con Dio.
«Siamo un popolo in cammino. Non ci siamo assestati tra le mura della città che gli ingenui ritengono rassicurante; nella dimora che solo la miopia può ritenere definitiva.» (Mario Delpini)
Raccolta degli scritti che don Dino Foglio, uno dei padri fondatori del Rinnovamento nello Spirito Santo italiano, recentemente scomparso, ha pubblicato nella rivista RnS dal 1998 al 2005.
L'Autore invita, in modo convincente, a riscoprire la profonda gioia che si prova nel lodare e adorare Gesu.
Il presente volume fornisce a ciascuno di noi tutte le risorse necessarie per crescere verso una spiritualità trinitaria. I numerosissimi riferimenti biblici e del Magistero, i racconti e le esperienze personali, unitamente al linguaggio semplice e immediato, danno a questo testo un valore kerigmatico (kerygma" è la proclamazione della morte e risurrezione di Cristo). Una sorta di primo annuncio per chi si accosta alla fede, un percorso conciso ma puntuale nelle verità fondamentali del Cristianesimo, una serie di risposte precise alle domande più comuni sulla fede."
Il testo propone un approfondimento della Persona dello Spirito Santo, con riferimento alla Sacra Scrittura e all'azione dello Spirito Santo nella Chiesa. Vengono enucleati i simboli e i doni dello Spirito Santo e sviluppato un ampio approfondimento dei frutti dello Spirito. Il testo, di tipo catechetico, rappresenta una novità in quanto propone riflessioni profonde ma comprensibili sulla natura dei comportamenti personali, delle proprie reazioni, delle relazioni amicali, fraterne, sociali, riviste alla luce dei frutti dello Spirito.
Una raccolta di aforismi, citazioni e massime, lampi dell'intelletto e del cuore, squarci di sapienza di inaspettata profondità che hanno il potere di farci riflettere sulla vita, su noi stessi, sul prossimo, sull'amore, l'amicizia, il dolore, il perdono... Tratti dalla Bibbia, da scritti di santi, di filosofi, di teologi, di intellettuali, di grandi testimoni della fede, questi 'pensieri per l'anima', accolti e meditati, possono aiutarci a nutrire il cammino spirituale di ogni giorno. Utili per la preparazione di catechesi, articoli, saggi.

