
Descrizione dell'opera
Prima di diventare pagine scritte, le storie bibliche sono state trasmesse, di generazione in generazione, solo attraverso racconti orali. E dai quei racconti, ricchi di immagini, di intricate vicende, di piccoli gesti e di grandi eventi, si poteva apprendere la sostanza della fede e comprendere il modo di celebrarla. Per riassumere questo patrimonio sono nati il Simbolo degli apostoli e il Padre Nostro, che l'autore legge come testi fondamentali dell'identità cristiana in grado di rispondere alle esigenze più profonde del sentire umano.
Sommario
IL SIMBOLO DEGLI APOSTOLI. Introduzione. Il Credo Apostolico. IL PADRE NOSTRO. Introduzione. Il Padre nostro.
Note sull'autore
PETER KÖSTER, (1936), gesuita, ha studiato Filologia, Filosofia e Teologia, è stato cappellano degli studenti a Münster e a Monaco e attualmente è responsabile del settore teologico-spirituale dell'Istituto di formazione permanente dell'Ordine, di cui è stato direttore dal 1981 al 1997. Si occupa, in particolare, di fondamenti biblici e antropologici della vita spirituale.
Un inno di Quaresima ricorda che il digiuno, non solo del cibo, favorisce l'autentica vita cristiana: "Usiamo in modo più sobrio parole, cibi, bevande, sonno e giochi, e rimaniamo, con maggior attenzione, vigilanti". In un messaggio per la Quaresima, Benedetto XVI indicò ai cristiani il digiuno come pratica penitenziale da riscoprire. Prese spunto dall'episodio del Vangelo di Matteo in cui si narra che Gesù rimase nel deserto quaranta giorni senza cibo e alla fine ebbe fame. Le parole e l'esempio del Signore, diceva il papa, mettono in luce la ragione profonda del digiuno e rigettano il fariseismo di chi si limita ad osservare le prescrizioni legali, ma con il cuore lontano. Molto diffuso nella prima comunità cristiana, come appare dagli Atti degli apostoli, il digiuno è stato considerato dai Padri della Chiesa una forza che aiuta a contrastare peccato e bramosie, aprendo la strada di Dio. Nell'odierna cultura del benessere la pratica terapeutica della dieta ha preso il sopravvento su quella religiosa del digiuno e sul suo significato più profondo, che consiste, come aveva intuito Paolo VI, nella chiamata cristiana a non vivere per se stessi, ma per il Signore e per i fratelli.
Un saggio d'arte e di religione nel quale si intende dimostrare come anche un uomo che si autodefiniva "peccatore capace solo di peccati mortali" sia potuto diventare fervido testimone di una verità che affonda le proprie radici nell'ortodossia del pensiero cattolico.
«Nel 1987, nell’isolamento a Hoa-ma (Hanoi), ho voluto raccogliere per iscritto le meditazioni, le riflessioni di ogni giorno, sotto il titolo Preghiere di speranza: in particolare, si tratta di una testimonianza di amore e di riconoscenza... Mi domanderete: "Come ha potuto portare con sé fuori dalla prigione ciò che ha scritto?". Riconosco che è stata un’avventura. Le guardie, all’inizio mie nemiche, col tempo sono diventate mie amiche, grazie all’amore di Gesù in mezzo a noi e per il nostro amore reciproco. Una di loro mi ha suggerito: "Scriva in una lingua straniera, metta in copertina: Esercizi di lingua straniera, con il pretesto di esercitarsi per non dimenticare tutto dopo anni di prigione".
È ciò che ho fatto. Ho scritto su carta per brutta copia procuratami dai carcerieri, apponendo sulla copertina (una pagina di giornale) la scritta: Studio di lingua straniera. Ho scritto in italiano; ho scelto l’italiano perché, in Vietnam, questa lingua è meno conosciuta dell’inglese e del francese. Ora condivido con voi le gocce di acqua fresca che il Signore ha fatto cadere per farmi vivere durante il mio lungo pellegrinaggio attraverso il deserto» (dall’Introduzione).
François-Xavier Nguyen Van Thuan, nato nel 1928 a Hue (Centro Vietnam), è stato ordinato sacerdote nel 1953 e ha conseguito la laurea in diritto canonico a Roma nel 1959. Vescovo di Nhatrang dal 1967 al 1975, è stato nominato arcivescovo coadiutore di Saigon (Hochiminhville) da Paolo VI. Dopo pochi mesi, però, con l’avvento del regime comunista è stato arrestato ed è rimasto in carcere dal 1975 al 1988. Attualmente è vicepresidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace. Tra i vari libri, scritti di nascosto durante la prigionia, Il cammino della speranza (Città Nuova, Roma 1992) è stato pubblicato in otto lingue.
6ª edizione marzo 2010
Collana PICCOLA SPIRITUALITÀ
Formato 10 x 15,5 cm - RILEGATO
Numero pagine 128
Il “rispetto per la vita” é l’espressione sintetica che definisce il cuore della morale secondo Schweitzer. Conosciuto in Italia in quanto Premio Nobel per la pace nel 1952 per la sua opera come medico missionario e come interprete di Bach, in questo volume totalmente inedito in Italia egli esprime il centro del suo pensiero e la pluralità dei temi che gli furono cari: rispetto della vita in tutte le sue forme (vegetali e animali), denuncia della distruzione dissennata della natura, della proliferazione degli armamenti, del militarismo antiumanista.
Il volume contiene la prima traduzione integrale di quattro prediche di Albert Schweitzer, singolare documento della sua nascente filosofia morale e del tentativo di coniugare filosofia e teologia.
Nato a Kaysersberg (Alsazia) nel 1875, il giovane Albert Schweitzer studiò teologia e filosofia all’Università di Strasburgo. Nel 1901 pubblicò la sua prima opera teologica, Il problema dell’Eucaristia nella ricerca scientifica del XX secolo, cui segui, nel 1906, la famosissima Storia della ricerca sulla vita di Gesù, che gli valse la celebrità internazionale. Contemporaneamente si dedicava agli studi musicali, eccellendo come organista, specialmente come esecutore di Bach.
La prima grande svolta della sua vita fu l’iscrizione alla facoltà di medicina. Si laureò nel 1911 e, in compagnia della moglie, si imbarcò per il Gabon; fissò la propria residenza a Lambaréné dove fornì liberamente assistenza e ospitalità ai sofferenti di lebbra e di varie malattie tropicali, fino alla morte, sopraggiunta nel 1965. Per i meriti di medico nel cuore dell’Africa, nel 1953 gli fu assegnato il Premio Nobel per la Pace.
Albert Schweitzer rimane una delle figure più nobili del XX secolo.
Le storie di Paolo di Tarso, di Agostino di Ippona, dei grandi convertiti dei secoli antichi ancora oggi riempiono di stupore. L’autore dimostra, invece, in questo volume che la voce di Cristo è ancora capace di procurarsi ascolto, di risuonare nei cuori, nonostante i pregiudizi e l’ostilità. Adolfo Retté, André Frossard, Giovanni Papini, Edith Stein, Eugenio Zolli, Sergej Kourdakov e Pietro Cavallero sono uomini del 1900. Diversi per origine, formazione e professione essi credevano di portare avanti un loro progetto di vita quando una voce potente ordinò loro di abbandonare la loro casa per avviarsi verso una terra nuova. Nel libro le loro storie.
Monsignor Angelo Comastri, arcivescovo di Loreto, è autore di numerosi volumi di spiritualità, liturgia e meditazione. Presso le Edizioni San Paolo ha pubblicato La firma di Dio (2002) e Dio è amore (20032).
«La maggior parte degli esseri umani è felice nella misura in cui decide di esserlo». Questa frase memorabile di Abramo Lincoln riassume il rivoluzionario contenuto di questo libro: scopri la gioia che è in te e lasciala esplodere in tutta la sua forza. La vita cambierà. L’autore propone un percorso di 10 tappe che corrispondono alle dinamiche fondamentali della consapevolezza di sé. Ogni uomo e donna si sentono inesorabilmente attratti da grandi aspirazioni che normalmente vengono schiacciate dalla routine delle cose. Il cammino del libro aiuta il lettore a togliere i detriti e a ritrovare la forza esplosiva della gioia di vivere. Ecco il segreto della felicità.
Marino Parodi è giornalista, scrittore, psicologo, ricercatore, conferenziere e autore di programmi radiofonici e televisivi. Rivolge i suoi interessi alla conoscenza della mente, alla valorizzazione delle potenzialità offerte dalla coscienza, alla trasformazione dell’esistenza, nonché alle scienze di confine e alle tematiche religiose e spirituali a tutto tondo. Ha pubblicato una decina di libri, tra i quali Suor Elvira e i suoi ragazzi (Ancora 1999), Gesù guarisce (Segno 1999), Inspiegabile follia (Paoline 2000), L’amore non conosce limiti (Segno 2002), Clare Boothe Luce: storia di una donna speciale (Minotauro 2004). Risiede a Milano ma lavora molto anche all’estero.
Nella Bibbia Dio pone domande, solleva interrogativi, stimola la libertà e la scelta dell’uomo… Fin dalle prime pagine della Genesi, il “Dove sei?” di Dio raggiunge l’uomo liberandolo dalla vergogna in cui si è rannicchiato dopo il primo peccato. Allo stesso modo, nel cuore del mistero pasquale, quel “Donna, perché piangi?” asciuga le lacrime di una comunità smarrita, restituendo ai discepoli la speranza e la fiducia.
In questo volume, l’autore, con la profondità e la concretezza che lo caratterizzano, offre un percorso di riflessione attorno agli interrogativi di Dio, nella speranza che la Scrittura continui ad essere un testo che prima di offrire risposte renda sensibile il cuore dell’uomo alle domande del suo Creatore.
Gregorio Vivaldelli, nato nel 1967, vive a Riva del Garda (TN) con la moglie e i quattro figli. Ha conseguito la specializzazione in Scienze Bibliche e il dottorato in Teologia Biblica a Roma. Insegna Sacra Scrittura allo Studio Teologico Accademico di Trento, al Corso Superiore di Scienze Religiose e alla Scuola Diocesana di Formazione Teologica. Svolge un servizio di formazione teologico-biblica in Italia e all’estero. È tra i responsabili della Comunità Shalom di Riva del Garda, un’associazione di laici cattolici che promuove la pace, la gioia e la condivisione con i poveri del mondo. Con le Edizioni San Paolo ha pubblicato: Immagini di coppia nella Bibbia, (2004); “Il Signore è mia luce e mia salvezza”. Il Sal 27 e il suo contributo per una teologia biblica della fiducia in Dio, (2004); Parla, Signore, questa famiglia ti ascolta. Pregare in famiglia con la Bibbia, (2005) [in collaborazione con don Piero Rattin]. Inoltre, con Ancora: Se di domenica la Parola. Un laico commenta il Vangelo. Anno C (2003); Anno A (2004); Anno B (2005).

