
Luigi e Zelia Martin, per vie diverse, andarono oltre il disappunto per i "no" ricevuti alla richiesta di entrare in convento, ma non potevano immaginare che proprio quell'esperienza avrebbe creato tra loro un ponte ideale a distanza che li avrebbe portati a percorsi imprevisti e fecondi. Lo Spirito ha svolto nei loro cuori un'opera preziosa di umiliazione e di elevazione, di distruzione e ricostruzione. I coniugi Martin si aprirono ad ascoltare al di sopra di tutto la voce di Dio, così come si sarebbe manifestata nella loro concreta situazione di vita. Finalmente pronti all'imprevedibile, seppero porgere l'orecchio solo alla voce di Dio, per compiere la sua volontà. Anche questo santa Teresina imparò dai genitori, quando nella sua "Autobiografia" scrisse che avrebbe desiderato tutte le vocazioni e tutte le missioni possibili.
Conobbi Adriana Zarri all'inizio degli anni Settanta a una conferenza su alcuni temi fondamentali espressi dal Concilio vaticano II. Era stata invitata da miei amici e in quell'occasione stringemmo amicizia con questa straordinaria donna monaco, destinata, attraverso gli anni, a diventare un punto di luce per tutti coloro che aspiravano a un rinnovamento interiore della Chiesa cattolica. Come è stato giustamente ricordato dopo la sua morte, è sempre stata una donna inflessibilmente libera nei confronti di ogni potere, sia politico che religioso. Nei nostri incontri ci raccontava del suo lavoro nell'orto e del suo amore profondo verso le galline, i conigli, le anatre e i gatti. Ha amato in maniera appassionata tutti gli animali: il suo volto, quando parlava di loro, si illuminava... Ciò che maggiormente ci colpiva in lei erano la sua serenità e unificazione interiore. Questa mia intervista vuole onorare una donna di straordinaria intelligenza e umanità.
Uno strumento utile per l'accompagnamento spirituale rivolto ai cristiani che hanno bisogno di recuperare la popria identita, indispensabile per affrontare con consapevolezza i grandi problemi su morale, etica e antropologia. Va e anche tu fa lo stesso" sono le parole che Gesu rivolse al dottore della legge, dopo averlo ammaestrato con la parabola del buon samaritano. Con queste stesse parole Gesu si rivolge ai discepoli di oggi ricordando loro che la scelta del discepolato non consiste nello "stare sicuro nel tempio" lontano dai rischi e dalle intemperie che provengono dalla storia, dalla politica, dall'economia e dai problemi della societa, ma nello "stare nel mondo" senza essere "del mondo", con la tensione costante di uniformare il proprio comportamento a quello del Maestro. "
L'autore propone un testo ricco di indicazioni e contenuti spirituali sull'umilta, per coloro che desiderano mettersi alla sequela di Gesu. L'orgoglio e la superbia sono la radice di ogni male e portano l'uomo al fallimento. L'umilta, al contrario, e la radice della grazia e del successo dell'uomo. Con il suo stile semplice e diretto, don Salvatore Tumino propone su questo argomento un testo ricco di indicazioni e contenuti spirituali per coloro che desiderano mettersi alla sequela di Gesu e seguire l'insegnamento di colui che, pur essendo Dio, umilio se stesso fino alla morte di croce. Il libro e un valido aiuto per crescere nella fede, per individuare dove si annida l'oorgoglio e per scoprire i valori dell'umilta e della mitezza attraverso le quali Gesu conduce l'uomo alla verita e lo rende libero. Il testo e arricchito dalla parola di diversi autori spirituali che hanno approfondito e percorso le vie dell'umilta.
Il libro rappresenta uno strumento utile per direttori, guide spirituali, catechisti e quanti sono preposti all'accompagnamento spirituale, in quanto suggerisce loro come confortare che gli sta vicino: indicando un cammino cristiano gioioso che presuppone l'abbandono totale tra le braccia di Cristo.
Francesco d'Assisi è conosciuto come il "fratello universale". Lo è per tutti coloro che credono nell'uomo, religiosi o meno. Cosa ha di speciale quest'uomo? Ha voluto essere fratello, ha saputo essere fratello e continua ad insegnarci ad essere fratelli. Questo piccolo libro vorrebbe entrare nel mistero del suo sguardo fraterno, prendendo come guida i suoi Scritti. Il tema della fraternità attraversa tutte le pagine di una riflessione divisa in due parti: nella prima Francesco presenta il dono della vocazione alla fraternità, ci presenta cioè l'ideale della radicalità evangelica; nella seconda vengono presentati alcuni aspetti più pratici, le modalità per metterci in cammino ed arrivare ad essere fratelli.
L'insistenza di papa Francesco sul momento essenziale della fede, l'incontro con Dio, costituisce anche il nucleo fondamentale del messaggio di san Francesco, il suo centro e il suo cuore. Quell'incontro, una certa esperienza di Dio che Francesco definisce «piacevole e desiderabile sopra ogni cosa», è qualcosa che il santo di Assisi ha cercato con tenacia e che ha raccomandato con insistenza a tutti i suoi seguaci. Amare Dio con tutto l'essere sino a diventare sua «dimora», quella abitazione del Padre e del Figlio di cui parla il vangelo secondo Giovanni. Le realtà ricordate in questo testo appaiono come la conclusione, il vertice della visione spirituale di Francesco, una specie di testamento.
L'intento principale del libro è mostrare tutto il fascino della vocazione in una personalità "cristiana" bene integrata nella quale l'io viene espresso pienamente proprio dall'amore che si dona. In questo senso il Plus-amore del sottotitolo è la via della piena maturità affettiva, ciò che dona un cuore sempre giovane alla persona che si sente chiamata. Il libro mostra le dinamiche della vocazione, soprattutto dal punto di vista della risposta vocazionale da parte della persona che coltiva in sé un'attitudine al dono. In quest'ottica la vocazione è intesa come il plus-valore di senso di ogni esistenza. Dodici agili capitoli per proporre in modo moderno e accattivante la realtà della vocazione.
Il volume invita a riflettere i lettori sulle ultime realta della vita e su quelle che vengono dopo la vita terrena. Le realta delle quali si occupa il libro sono conosciute nella tradizione come I Novissimi", ovvero le "cose ultime" della vita umana. L'autore cerca di rispondere a domande di grande rilevanza e significato, affrontate nei vari capitoli del libro: Chi sono stato io prima di cominciare ad esistere? La provvisorieta della morte; Il "Giudizio di Dio"; Il Purgatorio; La Resurrezione dei corpi; L'Inferno; Il Paradiso; Il Giudizio universale e la fine del mondo. Non si tratta di realta che interessano soltanto i credenti, ma anche tutte le persone che vogliono vivere un senso pieno della loro esisistenza. "
Per riuscire in quest'opera non facile, il libro presenta una raccolta di 720 pensieri, suddivisi sotto 338 voce, tratti dai più famosi moralisti classici e contemporanei: da Montaigne e la Rochefoucauld, Pascal, La Bruere, Voltaire, Chamfort, Chateaubriand, e tanti altri.
Massime, pensieri, aforismi per riflettere sulla vita, sulle ragioni per vivere, per suggerire uno stile di vita anticonformista per uscire dalla mediocrità.

