
Che cos'è la felicità? Qualcosa che dipende dal caso e da una buona disposizione di carattere? Abbiamo diritto alla felicità o possiamo soltanto cercarla? E si può distinguere tra la felicità del credente e quella del non credente, individuarne i tratti distintivi? Due voci femminili si confrontano su questo tema. La prima, la scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti, invita con tono poetico ad accogliere le semplici gioie della vita; la seconda, la monaca benedettina suor Selene Benedetta Zorzi, si lascia provocare dalla richiesta di felicità nel mondo di oggi e, con l'aiuto della grande tradizione cristiana, indica la strada che attraversa la felicità e giunge fino alla beatitudine.
La morte sembra essere il convitato di pietra del nostro tempo. Si fatica a parlarne, non entra fra le tematiche di discussione, e spesso nemmeno nella predicazione religiosa. Eppure oggi la televisione, il cinema, i giornali ci mostrano la morte fino allo sgomento: una morte cruda, ostentata, quasi presente. Quando la morte non è assente o ostentata, allora è celata dietro le strategie che mettiamo in atto per aggirarla, per provare a ingannarla. Si confrontano su questo tema un rabbino - rav Scialom Bahbout - che porta l'esperienza viva della fede ebraica di fronte alla morte, e un filosofo - Sergio Givone - che mette in luce il legame segreto che lega la morte e l'amore.
Rancore: da rancor, lamento, odore acre, astio. All'origine del rancore non c'è solo l'offesa subita ma anche il tentativo fallito di far valere le proprie ragioni.
Perdono: donare più del necessario, andare oltre lo stesso senso di giustizia.
Nel contrasto Rancore-Perdono è in gioco un'idea di giustizia ma anche il nocciolo stesso del destino umano.
Troppo pesanti le verità delle ideologie, delle religioni, anche della scienza. La verità non è una "cosa" su cui si può mettere le mani.
Per il filosofo Diego Marconi non siamo tutti d'un pezzo, abbiamo dentro la pluralità delle risposte, l'oscillazione tra intransigenza e ricerca del compromesso fa parte dell'esistenza.
Per il teologo Roberto Vignolo la verità è quella vivente di Gesù Cristo, e i suoi testimoni, una verità che si impara a dire, non possesso ma ricerca.
Un grande scrittore con l'occhio dell'educatore, Eraldo Affinati ("Campo del sangue", "La città dei ragazzi", "Elogio del ripetente", editi da Mondadori, "Italiani anche noi", per il Margine) racconta le storie difficili degli adolescenti fragili, dei profughi e delle loro famiglie, per scoprire che dal dolore può nascere il coraggio del futuro, che le lacrime seminano vita.
Un grande comico con l'occhio del teologo, Giacomo Poretti del famoso trio Aldo, Giovanni e Giacomo, racconta il miracolo dell'ironia che ribalta l'ordine normale del mondo, dell'allegria "di cui sarà pieno l'aldilà".
"I malati e i santi sono persone che Dio non lascia in pace", con questa breve citazione di P. Claudel si apre il libretto Nella malattia... alla scuola dei Santi, in cui p. Max Huot de Longchamp raccoglie le principali domande di tutti i sofferenti: "Perché proprio a me", "Cosa ho fatto io per meritarlo?", "Perché Dio mi lascia soffrire?". L'esperienza della sofferenza da sempre interroga l'uomo e impone domande radicali sul senso del vivere e del morire. L'autore affida ai Santi le risposte a questi interrogativi e, in forma colloquiale, intende supportare il malato nel processo di accettazione della malattia, attraverso cui egli è ricondotto alla verità di se stesso, fine ultimo del beneplacito divino. L'abbandono nelle braccia del Padre apre all'ammalato la via della serenità e la gioia di una pienezza ritrovata.
Madre Amata, in queste riflessioni tenute alle sue figlie, attingendo al Vangelo di Giovanni, ci offre non solo la sua intelligenza e il suo cuore in relazione al Mistero eucaristico, ma anche un riflesso della sua anima e della sua intimità con Gesù risorto, presente nell'Eucarestia.
All’incrocio con la sofferenza, la vita sembra percorrere il corridoio dell’anima e le voci che si odono confortano la pena per chi non si è smarrito nel tempo. Perché si odono voci dal profondo mistero, se non per indicare la via?
La vera felicità è un dono che riceviamo attraverso un’intensa esperienza di Dio e dipende dal nostro agire, ascoltare, meditare e mettere in pratica le Parole di Gesù.
Questo libretto ha lo scopo di aiutare i cristiani nel proprio percorso di spiritualità verso la meta della gioia di vivere sino a raggiungere la massima felicità possibile sulla terra, anticipo della ben superiore felicità che si potrà godere in Paradiso.
Moltissime visioni della monaca di Dresda sono state confermate dai fatti storici: avvicendamenti politici, la conversione della Russia, l’elezione al soglio papale di Ratzinger, lo strapotere della scienza, l’inquinamento che ci sta uccidendo e la reggenza, che sta per imporsi o si è già imposta, della gerarchia di Satana su questo mondo.
Preparatevi ad essere proiettati in un elenco drammatico di turbamenti della terra, predetti fino quasi al Tremila. Ma soprattutto, preparatevi a fronteggiare i 6666 giorni di buio, ovvero la dominazione sul mondo degli uomini di Satana. Si sono già insediati o stanno per insediarsi?
Il racconto prende spunto dal famoso ritrovamento della mummia Oetzi sul ghiacciaio italo-austriaco del Similaun, sviluppano poi un personaggio e un percorso di vita immaginari che richiamano l’attenzione dell’uomo moderno su temi attuali. L’attualità degli argomenti descritti è appena accennata e lascia spazio alla fantasia del lettore per riflettere su situazioni abnormi che, per pigrizia e superficialità, siamo abituati ad accettare anche se inaccettabili – dalla condizione della donna allo strapotere del pensiero unico, dalla solitudine di chi ha il coraggio della diversità all’intensa esperienza del soprannaturale.
"Come attirare a Gesù le persone indifferenti. 'Mi dici che a te Dio non interessa. E io con umiltà e rispetto, ti dico che a Dio tu interessi molto, la tua vita (che Lui ti ha donato) è preziosa ai suoi occhi, tu sei importante per Lui. Ti invito sottovoce a riaprire l'argomento e il problema "Dio' con la tua coscienza. Penso che nel tempo avrai sorprese belle per la tua vita. Confrontati. Affronta questi argomenti con persone sagge che tu stimi. Dio ti aspetta perché gli interessi." (Nicola Lomurno)

