
Molte parole che vengono usate in chiesa come: anima, carità, peccato, salvezza, sacrificio, spirito, natura... sono ormai ripetute senza che se ne conosca il significato, risultano difficile da capire e spesso irrilevanti: non ci dicono più nulla su chi siamo e sul nostro modo di vivere e credere. La lingua della fede cristiana utilizza un lessico ben lontano da quello che si usa per comunicare e narrare la fede stessa.Questo numero di «CredereOggi» si interroga su come restituire significato a queste parole e come trovare nuovi modi per comunicarle e rinnovarle. Inoltre, vengono presentati esempi concreti per rileggere passi biblici in modo che parlino al nostro tempo.
Obiettivo primario del Sinodo è far sì che lo «stile sinodale» diventi il modo abituale di vivere e anche «guidare» la Chiesa. Oggi l’autorità dei vescovi è in crisi: la collegialità è complicata e il rapporto con i fedeli non è sempre basato sull’ascolto reciproco. Sbiadita e debole anche l’identità poco chiara, tanto che molti di essi chiedono di rielaborare il loro ruolo. Serve anche per i vescovi ripensare la teologia e imparare davvero la sinodalità.Questo numero di «CredereOggi» si chiede che tipo di vescovo serve oggi, come si prendono decisioni insieme e qual è il ruolo dei sinodi e delle conferenze episcopali. Si tratta di capire meglio chi è il vescovo, come si forma e come può guidare il popolo di Dio camminando davanti, dietro e in mezzo ad esso. Se ne parla da sessant’anni, ma c’è ancora molta strada da fare.
Perché la Chiesa si occupa di ecologia? È davvero una priorità?Noi uomini e la nostra terra siamo legati da un relazione antica, profonda e fondante, un rapporto che ci definisce, ci chiama alla cura, ma che troppo spesso abbiamo tradito.Questo numero di CredereOggi si pone un duplice obiettivo: da un lato, documentare il cammino - ancora in corso - con cui le chiese stanno ripensando linguaggi e paradigmi teologici inadeguati di fronte alla crisi ambientale; dall’altro, offrire spunti concreti per un rinnovato impegno spirituale, culturale e pratico. Un focus particolare è dedicato ai magisteri delle chiese cristiane, a partire da quello di papa Francesco, ma guardando anche alle altre confessioni.Un contributo a una nuova consapevolezza: la custodia della terra non è un’opzione, bensì parte integrante della fede. E il tempo per agire è adesso.
Il dossier è diviso in due parti. "Chi ha inventato il diavolo?": in alcuni densi articoli si ripercorre la genesi dei nomi del Maligno a partire dall'antico Oriente per giungere fino alla teologia Medievale. "L'Apocalisse": gli autori di queste pagine offrono chiavi di lettura che nello stesso tempo mettono in guardia contro le estrapolazioni deliranti che spesso sono state operate sul testo.
Il dossier è diviso in due parti. I Vangeli: Il vero e il falso (I Vangeli dicono il vero? La fonte Q, un documento recuperato. Perché tanti Vangeli? Tre celebri manoscritti. I Vangeli si fondano su una realtà concreta. Il miracolo non è miracoloso. Quando vi si mescola l'archeologia. Vangelo e ricerca storica). La verità su Pilato (Fortuna e caduta di un prefetto di Giudea. Un romano di fronte all'enigma ebraico. Un processo romano in terra di Giudea. E Pilato diventa un eroe. Ponzio Pilato al cinema. Pilato strumento della provvidenza divina).
Numero speciale della rivista, per festeggiarne il ventennale di vita e il centesimo fascicolo. Lungi dal voler criticare la pittura biblica, gli interventi affrontano il delicato rapporto fra il mondo della Scrittura e quello delle immagini passando in rassegna una lunga storia di fedeltà e di tradimenti.
Questo numero della rivista offre un'interessante panoramica sul contributo della cultura persiana alla formazione umanistica di Israele, fino all'adozione della stessa lingua aramaica. La conoscenza delle religioni dell'impero persiano ci aiuta a comprendere il quadro in cui trovò realizzazione la restaurazione religiosa di Israele, sotto la guida delle due figure preminenti che dominarono l'immediato post-esilio e segnarono gli inizi della ripresa di Israele: il sacerdote Esdra e il governatore Neemia. Una seconda parte della rivista è dedicata ai profeti di Israele, in particolare al loro ruolo di annunciatori del passaggio di Dio nella storia e del primato assoluto della sua Parola.
Il ruolo della donna nel cristianesimo primitivo è stato offuscato lungo i secoli dal maschilismo imperante all'interno della Chiesa. Se consideriamo il ruolo della donna nella Sacra Scrittura, osserviamo che la riduzione del ruolo femminile non ha origini bibliche, ma è frutto di derive sociolo-giche posteriori. Basta pensare a figure femminili dell'Antico Testamento di estremo rilievo come Sarah, Deborah e Miriam. Per giungere ai Vangeli, notiamo ad esempio come Gesù da una donna (sua madre) accolse l'invito a inaugurare i tempi messianici a Cana; come si intrattenne con una donna samaritana al pozzo di Giacobbe; e come alle donne affidò il cuore dell'annuncio della risurrezione. Il dossier di questo numero della rivista offre un contributo per la riscoperta del ruolo femminile nella difusione del Vangelo nel cristianesimo primitivo. Il numero offre, inoltre, la presentazione del Vangelo di Matteo, in vista del nuovo anno liturgico che lo avrà come Vangelo delle domeniche.
Dalla guerra santa all'uccisione violenta del nemico, fino alla lapidazione rituale e a varie forme di sentenza capitale. È l'oscillazione presente nel testo biblico, in particolare veterotestamentario, in cui JHWH appare come un Dio violento che istiga alla violenza. Questo numero della rivista affronta con coraggio tale spinosa questione, senza farne una trattazione morale, ma attraverso l'indagine storica del fenomeno che trova risonanza anche nel mondo islamico. Il numero è arricchito con approfondimenti artistici e culturali di eventi che hanno dato spazio a suggestioni e riflessioni, mentre continua la presentazione della ricerca sul Gesù storico e le sue risonanze archeologiche.
Tradotta in 2400 lingue, la Bibbia continua a essere fonte di ispirazione alla pittura, alla scultura, alla letteratura, alla musica e al cinema e nonostante gli accaniti divieti e opposizioni che ha incontrato lungo i secoli arriva ai nostri tempi ancora con 50 milioni di copie vendute nell'ultimo anno. È lecita, nonché doverosa, la domanda sulla formazione della Bibbia. Perché proprio quegli scritti costituiscono la Bibbia? Come si è formato il "canone biblico", l'elenco dei libri presenti nella Bibbia? Perché altri libri sono considerati "apocrifi" e con quali criteri i libri "canonici" sono stati accolti? Sono le domande-provocazioni a cui tenta di rispondere il dossier della rivista. Completano il numero le consuete rubriche e lo "speciale" esclusivo sugli "scavi di Sabastiya e la tomba del Battista".
Lo spazio fisico del deserto è di estrema importanza nella teologia biblica. Esso rappresenta il luogo della solitudine, dell'essenzialità, dell'intimità, della purificazione. Il presente numero della rivista offre interessanti studi sull'argomento, che spaziano dal significato del deserto nell'Antico Vicino Oriente alla sua esperienza fondante per l'antico Israele, fino alla sua considerazione da parte del Battista, di Gesù e di Paolo. La sezione degli "Studi biblici" contiene preziosi contributi circa le origini "teologiche" dell'uomo, il Vangelo di Matteo e un approfondimento che inizia da questo numero sui vangeli apocrifi, mentre continua la rubrica sul Gesù storico. La sezione "Bibbia e cultura" si arricchisce iniziando a trattare la relazione tra Bibbia e musica.
Il dossier di questo numero della rivista espone l'ardua sfida degli ebrei della diaspora di mantenere la religione dei padri, attraverso una nuova ritualità. I vari contributi analizzano la formazione storica dei segni identificativi del giudaismo quali la santificazione del sabato, la circoncisione e le proibizioni alimentari. La seconda parte del numero si arricchisce con le rubriche Grandi Scoperte e Archeologia e ricerca e offre interessanti studi biblici sui racconti di creazione, sulla letteratura apocrifa e sul Vangelo di Matteo, mentre continua la rubrica sul Gesù storico. Chiudono il numero contributi sulla risonanza culturale della Bibbia nell'ambito della letteratura, della musica e dell'arte.

