
Constant racconta qui i primi vent'anni della propria vita: la nascita, l'educazione discontinua sotto la guida di un padre vedovo, sino alla fuga in Inghilterra. Il narratore non risparmia il sale dell'ironia neppure alla sua persona e ai suoi amori. Dal suo beffardo umorismo si salva solo l'amica di sempre, cui sono dirette le bellissime lettere dall'Inghilterra che completano il volume.
Dodici omicidi di donne, raccontati dal protagonista. La sua storia di bambino di undici anni, dei suoi giochi impudichi, della sua vita in una famiglia difficile, della sua ingiusta condanna al riformatorio giudiziario: "entrato con l'anima segnata, me era uscito che l'anima non ce l'aveva più". La sua storia di povero diavolo, capro espiatorio in una losca vicenda, tra un imprenditore disonesto e un pubblico ministero - Angela Omoboni - corrotta e perversa. Una storia narrata da Rugarli con umorismo sferzante e macabro.
Un "romanzo in forma di variazioni" calamitato da un tema: "la lotta dell'uomo contro il potere e la lotta della memoria contro l'oblio".
"Acqua, sudore, ghiaccio" sono tre racconti lunghi con una voce narrante unica. Sono storie di uomini messi di fronte alla paura e al coraggio: a una rapida, a un pendio e a un avversario. Essi vivono quasi sempre chiusi nella prigione dei rischi e delle ombre che attraversano la mente, tra fatica, follia e smemoratezza, ma qualche volta li sfiora il bisogno di conoscere la ragione dei loro sforzi, il senso ultimo della loro recita e della loro sfida.
Il testo più importante del periodo russo di Nabokov.

