
Pensieri, folgoranti aforismi, abbozzi di racconti mai più elaborati sono raccolti in questo "Quaderno di appunti", pubblicato postumo, e limpidamente tradotto da Elsa Morante. La breve vita di Katherine Mansfield vi si illumina di tonalità nuove, in particolare per i suoi ultimi anni, quando la sua ricerca di una verità oltre la letteratura la porta a mettersi in discussione, a confrontarsi drammaticamente con la vita. Il paragone con la sua grande contemporanea, Virginia Woolf, è obbligato: "Strane le sorti di queste due grandi scrittrici" scrive Emilio Cecchi. "E la sorte più buia, indecifrabile, non è quella della Woolf, piena d'immagini e di sogni, benché minacciata e visitata dalla demenza; ma della Mansfield, tesa e vibrante come acciaio, nella spietata ricerca della realtà, della verità, che la induceva a cieca crudeltà verso se stessa".
In una sera del settembre del 1914, la famiglia Ramsay, in vacanza in una delle isole Ebridi, decide di fare l'indomani una gita al faro con alcuni amici. Per James, il figlio più piccolo, quel luogo è una meta di sogno, piena di significati e di misteri. La gita viene però rimandata per il maltempo. Passano dieci anni, la casa va in rovina, molti membri della famiglia sono morti. I Ramsey sopravvissuti riescono a fare la gita al faro, mentre una delle antiche ospiti finisce un quadro iniziato dieci anni prima. Passato e presente si intrecciano, il tempo assume un diverso significato.
DESCRIZIONE DEL LIBRO
27 dicembre 1788: mentre Venezia è avvolta dal più freddo inverno a memoria d’uomo, un burchiello diretto a Mestre rimane bloccato in mezzo alla laguna gelata. Dentro la cabina, Elisabetta Grimani, da anni sofferente di epilessia, riflette sul destino che l’ha portata a sposare il procurator Lodovico Manin, uomo mite e scrupoloso ma troppo assorbito da impegni pubblici e dall’amministrazione di un patrimonio incommensurabile per prestare attenzione alla sua condizione di donna e madre mancata. Giunta in Friuli, la famiglia si segrega in un’anomala villeggiatura invernale. Mentre da Venezia giungono gli echi di un carnevale spensierato, la villa Manin di Passariano, Versailles del Friuli, nasconderà nel suo labirinto l’accennato tentativo della donna di cambiare il proprio destino. Rientrati a Venezia, i Manin scoprono di essere catapultati al centro dell’attenzione della capitale a causa della candidatura al dogado, proposta e quasi imposta a Manin dal cognato Francesco Pesaro, che Elisabetta considera un nemico della famiglia. La morte di Elisabetta nel 1792 lascia Lodovico Manin solo di fronte all’indecisione del patriziato veneziano, all’incalzare degli eventi francesi e all’arrivo dell’Armata d’Italia che violerà la sovranità della Serenissima al seguito di Napoleone Bonaparte.
L'AUTORE
Alberto Frappa Raunceroy è nato a Udine da antica famiglia friulana. Per anni ha cercato altrove quello che possedeva in Friuli: l’ispirazione. Scrive ispirandosi ai classici della letteratura europea. Nel 2007 ha pubblicato per le Edizioni Segno La condanna dei tre capitoli, romanzo storico-teologico in controtendenza e in polemica con certe fiction americane che, violentando storia e filologia, trasfigurano la letteratura e l’umanesimo occidentali
Una serie di tavolette d’argilla mai decifrate, uno studioso che sta per fare una rivelazione sconvolgente, un macabro omicidio nella Milano di oggi secondo un rituale risalente a 5000 anni fa, un libro che non avrebbe mai dovuto essere stampato, una terra raggiunta cinque millenni prima di quanto si sapesse sinora e un segreto tramandato per migliaia di anni. C’è chi vuole cancellare le tracce di tutto ciò. In questa cornice si intrecciano le vicende di vari personaggi: uno studioso che indaga i segreti della Bibbia con l’intento di confutare una verità; un tenente colonnello delle SS cultore di libri antichi e un frate amanuense, dal cui incontro partirà un messaggio diretto a un bunker del Führer; un medico ebreo che torna in Italia dopo anni di lavoro negli Stati Uniti e trova in un cimitero ebraico qualcosa che non dovrebbe esserci. Il Monte Ararat e Gerusalemme sono altre due destinazioni per la scoperta dell’ignoto, il tutto con al centro due elementi: il libro più diffuso e meno capito della storia, la Sacra Bibbia, e la Natura, che dà all’uomo gli elementi per la sua salvezza.
La notizia del ritrovamento di un cadavere di un albino dentro un baobab si sparse velocemente nel piccolo villaggio Dogon attraversando perfino i suoi confini e destò stupore e avidità verso un corpo considerato un tesoro per la magia e per i potenti… “Ma cosa ci faccio io in un villaggio Dogon? Mi ha invitato Mah. Mi ha chiesto cosa ne penso di questo mistero dei Dogon, i quali sanno che Sirio è in realtà un gruppo di tre stelle, anche se a occhio nudo non le si possono distinguere. E sanno persino che ci sono galassie a spirale, galassie che senza un telescopio neanche si vedono” (dalla prefazione di Massimo Ramella, astrofisico INAF Osservatorio Astronomico di Trieste).
Per anni ho scarabocchiato libricini visitando angoli di mondo in barca a vela. Ora ho deciso di riordinarli, alternando momenti di vita notturna (i miei sogni) ai miei ricordi.
Chi sono io? Sono la curiosità fatta donna, la curiosità del mondo, delle persone, degli eventi ma, forse, ancor più la curiosità di vivere la vita in tutto il suo sapore.
È per questo che non mi sono mai fermata.
Sono un marinaio che ha bisogno di guardare in faccia il suo mare e che, quando ritorna a terra, restituisce la carica a coloro che non sanno vivere la vita con la mia intensità.
Il romanzo racconta una storia moderna che, per una serie di avventure, si aggancia a eventi lontanissimi, al tempo cioè del “faraone eretico” Akhenaton, al quale è attribuita la prima visione monoteistica della storia. Egli, infatti, impose al suo popolo la fede in Aton, il dio del sole che tutto illumina e a tutto dona la vita, l’Unico da adorare. Un’autentica rivoluzione culturale, che però durò poco perché la potente casta dei sacerdoti di Amon, riprese il potere e cancellò ogni traccia del culto monoteistico.
Almeno così si credeva. Nella realtà (del romanzo) il casuale ritrovamento di un pezzetto di intonaco dipinto staccato dalla parete di una tomba della Valle degli Artigiani mette in moto un meccanismo che porterà a individuare una tomba intatta nella quale il culto monoteista del dio Aton è celebrato in tutto il suo splendore.
Un giallo che vi porterà nei labirinti della cultura dei bambara del Mali. Attraverso il balanzan (l'albero sacro dei bambara che perde le foglie durante le piogge e cresce durante la stagione secca), il bogolan (tessuto di fango) e la calebasse (recipiente in zucca secca), l'ispettrice Fofy cercherà di risolvere il caso intricato e misterioso di un omicidio avvenuto nel piccolo villaggio bambara. Nel breve racconto "Anche gli alberi di mango possono crescere in Italia" inserito in appendice, Anna Traoré affronta, con linguaggio semplice ed emozionante tipico dei figli della seconda generazione, il tema dell'integrazione.
Quattro palazzine si stagliano alte e isolate nelle campagne di via Feletto, tra la roggia e la collinetta, dove finisce Udine e inizia Paderno. Segnano l’orizzonte di una periferia contadina, ne modificano il profilo piatto e monotono, ma costituiscono anche il piccolo mondo in cui famiglie provenienti da regioni lontane e diverse si incontrano e affrontano insieme un nuovo cammino. Sono le case popolari dei sottufficiali dell’Esercito, trasferiti in Friuli da tutta l’Italia nel periodo della guerra fredda e del miracolo economico, terminata la ricostruzione dopo il secondo conflitto mondiale. Alcuni momenti della vita nelle palazzine sono narrati in dodici racconti semplici e stringati, quasi a pennellate grezze.
Sergio Di Giovanni, Generale di Brigata dei Carabinieri, nasce nel 1952 a Udine, dove consegue la maturità classica presso il Liceo-ginnasio “Jacopo Stellini”. Dopo gli studi universitari e formatosi alla Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, presta servizio soprattutto in Lombardia, negli anni della minaccia terroristica del brigatismo rosso e poi in contesti caratterizzati da gravissimi fenomeni di criminalità comune e organizzata, anche di stampo mafioso. Da Ufficiale Superiore, per molti anni regge il comando di reparti territoriali e operativi nella città di Milano. Successivamente ricopre incarichi dirigenziali di Stato Maggiore.
Ora in congedo, lavora come consulente aziendale.
L’autore traccia un profilo del borgo marinaro di Lerici, tra i più belli e famosi della Liguria, riportando giudizi e commenti di geografi, viaggiatori, scrittori, poeti e oltre un centinaio di altri autori e proponendo inoltre un itinerario per la visita dei luoghi più significativi.
Enrico Calzolari, nato a Lerici e residente alla Spezia, in gioventù ha navigato su navi petroliere, carboniere e passeggeri. È stato impegnato nell’amministrazione locale di Lerici e in vari ambiti del volontariato, fondando anche la Squadra Antincendi Boschivi di Lerici.
È ricercatore di paleo-gastronomia, paleo-astronomia, megalitismo, shamanismo, navigazione protostorica, argomenti sui quali ha pubblicato numerosi libri e articoli.
Sul filo della memoria il romanzo ripercorre le vicende di un giovane che approda come lettore a Santiago de Compostela e, in secondo piano, quelle di suo fratello, che trova rifugio in un kibbutz in Israele. Quello del protagonista è un cammino di conversione sullo sfondo di una Santiago magica e surreale, mentre quello del deuteragonista è un viaggio di esperienza e conoscenza, nel corso del quale è introdotto da un misterioso rabbino alla spiritualità dell’ebraismo. Al centro del romanzo si colloca l’affascinante storia d’amore tra il protagonista e Beatriz, una giovane donna per metà spagnola e per metà indiana. L’amore di Beatriz è un assoluto miracolo che rende nuova l’esistenza del protagonista, facendo affiorare dalle profondità della sua anima l’esperienza di Dio che è Amore. Le dimostrazioni politiche che preannunciano il ’68 segnano il ritorno dall’esperienza visionaria alla realtà e alla storia. Nel commiato finale il protagonista svela l’amoroso mistero rivelatogli da Beatriz e suggerisce il segreto per affrontare i futuri tempi apocalittici. Sullo sfondo delle vicende narrate rivive in tutto il suo eterno fascino la città di Santiago nell’alternanza di uggiosa llovizna e di squarci d’azzurro ed è rievocata in tutta la sua maliosa bellezza la Galizia, incantata e fiorita, una terra che lascia in cuore eterna nostalgia.
Giuliano Caposio è stato docente di italiano all’Università di Santiago de Compostela e nei licei di Torino. È autore di un libro di poesie, Azzurro in versi (Ferrero & C Editori), della novella Aurora (Amazon’s eBook kindle Store), delle Lettere al Padre celeste (Edizioni Segno), de Il mistero di Maria alla Grotta delle Tre Fontane, di Maria nel mistero della Chiesa e di Sfolgora il sole di Pasqua: Gesù, nostra gioia, è risorto! (Amazon’s eBooks kindle Store), meditazioni spirituali frutto del suo incontro con Bruno Cornacchiola, il Veggente delle Tre Fontane fondatore della SACRI, e della sua profonda devozione alla Vergine della Rivelazione.
Questa raccolta di saggi e racconti brevi è una sorta di biografia privata dell'autore, ma è anche un'analisi critica che spazia su vari temi della realtà attuale, osservata con lo sguardo acuto che gli appartiene.

