
Ellie ha grandi sogni da inseguire e lei è sicura che un giorno diventerà una pasticcera professionista: il fatto che sia su una sedia a rotelle di certo non le impedirà di raggiungere il suo obiettivo. Ma quando Ellie e sua madre si devono trasferire per prendersi cura del nonno, che sta lottando con l'Alzheimer, Ellie deve ricominciare tutto da capo, in una nuova città e scuola. Ma Ellie non è solo la nuova compagna di classe: è la nuova ragazza sulla sedia a rotelle, che vive nel parcheggio delle roulotte nella parte "sbagliata" della città. Sembra una sfida troppo grande per lei, finché non inizia a stringere le prime amicizie... Uno stile brillante, ricco di humour e divertimento. Una storia adatta a giovani lettori pronti a scoprire il coraggio e la sincerità di Ellie, una ragazza che dice le cose come sono! Età di lettura: da 9 anni.
Nuove avventure, nuovi personaggi, vecchi e nuovi amori affollano le pagine del terzo e ultimo capitolo della trilogia di Tretronchi, immaginario borgo della pedemontana veneta. Le oscure trame di Odoacre avranno la meglio su don Ulisse e i suoi amici? La Compagnia dei Giacomini riuscirà a mettere in scena il Canto di Natale? Tra segreti svelati e tragedie sfiorate, il racconto volge verso un lieto fine, in cui molti personaggi saranno profondamente cambiati. E nulla sarà più come prima.
Biografia dell'autore
Umberto Folena (Firenze, 1956), giornalista, è stato per oltre trent’anni inviato speciale e caporedattore del quotidiano «Avvenire». È autore di oltre venti tra biografie e saggi e dei romanzi La Notte in cui Carletto non cantò e Ritorno a Tretronchi, di cui La Compagnia dei Giacomini è prosecuzione e compimento. Da sei anni vive in un piccolo borgo della pedemontana veneta.
La storia si svolge tra il 1478 e il 1518. Alle vicende personali dei protagonisti si intrecciano gli avvenimenti più importanti del tempo, tra giochi di potere e trame segrete che riguardano sia gli ambienti vaticani sia il mondo germanico. Qui si estende sempre più l'influenza dei banchieri Fugger e sta emergendo la figura di Lutero, personaggio scomodo per la Chiesa di Roma e non solo. Proprio con l'intento di eliminare il frate agostiniano si lavora per individuare e formare un insospettabile sicario. Per l'emissario dei Fugger il candidato più adatto all'impresa è il pupillo dell'aristocrazia romana Corrado Cordero. Inviato a Wittenberg come studente di teologia, il giovane rimane però colpito dagli insegnamenti di Lutero e soprattutto dal fascino di Regina Winkler, figlia di un notaio locale. Corrado allarga così i suoi orizzonti e vede vacillare la sua lealtà ai suoi mandanti e alla Chiesa...
La venticinquenne californiana Kate Miller, dopo la scomparsa di nonna Mary con la quale vive da quando è rimasta orfana di entrambi i genitori, decide di abbandonare la facoltà di Medicina e partire per l'Europa. Durante il girovagare per Roma, un quadro raffigurante un campo di lavanda esposto in prossimità di Piazza San Pietro cattura la sua attenzione e decide di partire alla volta della Provenza. Qui familiarizza con un'intraprendente coppia di anziani e scopre l'amore, mantenendo sempre viva la corrispondenza con la sua cara amica Beth. Se non fosse stata attratta dalla lavanda, molto probabilmente non sarebbe arrivata in Francia e certamente non sarebbe stata coinvolta in quel drammatico incidente... Avrebbe comunque preso avvio una nuova fase della sua vita?
Amore e amicizia sembrano essere l'unico rimedio per superare le conseguenze dei tragici eventi di cui Kate è protagonista.
Dopo anni vissuti nel trauma della perdita dei genitori, Kate scopre una verità sconcertante: mamma e papà sono vivi, chiusi in carcere e accusati di spionaggio militare. Sconvolta ma determinata, grazie all’aiuto del marito David, di due nonnini francesi e di un fidato avvocato, Kate combatterà per far emergere la realtà, affrontare il suo passato e ricostruire la famiglia che le sembrava perduta. Un romanzo che intreccia tensione, sentimento e introspezione psicologica, in cui ogni pagina racconta la forza di chi non si arrende davanti al dolore e con tenacia trasforma le proprie fragilità in coraggio.
Col teatro di Shakespeare abbiamo a che fare con un corpus letterario analogo a quello di Omero, di Dante, di Cervantes e di altri grandi della letteratura in cui la portata dell'opera viene decisamente a superare l'autore. Osservando i pregi e i difetti dell'animo umano, Shakespeare ha operato da vero artista, accogliendo nella trama delle sue opere teatrali e nella scelta dei personaggi quei riferimenti fondamentali dell'etica cristiana necessari a ridestare la coscienza di un'umanità decaduta. I molteplici passi shakespeariani citati, tratti da tutte le opere teatrali del bardo di Stratford-upon-Avon e debitamente contestualizzati e commentati dai due autori, fanno cogliere il messaggio etico e religioso, specificamente cristiano, di cui l'opus shakespeariano è pregno. Siamo tutti invitati a riconoscerlo e a farlo nostro.
"Sacro o profano? Ci sono cresciuto in mezzo e non ho ancora deciso.."
Questo libro è il frutto di una lunga ricerca umana e spirituale. In un affascinate viaggio ideale per il mondo, l'autrice ha incontrato numerosi scienziati, scrittori e operatori di pace e di giustizia sociale. Tra questi ha scelto sei personaggi del Novecento che l'hanno catturata per l'eccezionalità delle loro vicende esistenziali.
Sono storie molto diverse tra loro, ma tutte legate da un unico filo d'oro: l'esigenza profonda de protagonisti di trovare la verità dentro e fuori se stessi. Un'esperienza dalle molteplici valenze: culturali, emotive ed estetiche; un'esperienza coinvolgente destinata a lasciare in tutti seme della speranza in un futuro migliore.
Dante ci ha consegnato u poema trasformativo, mistico, ed insieme critico, politico ed economico.
Un poema di liberazione.
C'erano pastori, e c'erano i loro cani. Quel rapporto di simbiosi era la condizione stessa per l'esistenza di quel mondo, ne era stato il presupposto indispensabile; l'uomo e il cane Si erano uniti in quel sodalizio nella notte dei tempi e solo grazie ad esso si era sviluppato l'allevamento ovino, che per le popolazioni di quei luoghi aveva rappresentato, per secoli, l'unico sostegno contro fame e povertà.
Un romanzo che è un grido contro la guerra. Il giovane soldato al fronte, Matteo, durante un turno di guardia in trincea si addormenta, sente un rumore improvviso e fa fuoco. Ma non sa se ha veramente colpito qualcuno. La possibilità di aver ucciso un uomo lo fa sprofondare, ora dopo ora, in una cupa disperazione. E mentre aspetta di avere, alla luce del sole, la prova di quanto è successo, Matteo passa in rassegna l’infanzia trascorsa in campagna e scandita dai valori di una realtà contadina ormai scomparsa. La sua è una caduta nel buio dal quale emerge grazie al ricordo degli insegnamenti dei nonni, l’amore per la Natura e il calore delle tradizioni. Fino all’alba, quando scoprirà la verità.
«Ora Ambrogio era entrato definitivamente dentro di me. Era il mio maestro interiore». Alla maniera d’un romanzo di formazione il libro di Garzonio dà voce a sant’Agostino che ricostruisce il proprio percorso umano e spirituale. Parte da intellettuale ambizioso, brillante, insofferente della provincia berbera, e passa per la Roma dei conflitti tra antiche istituzioni che contendono spazi e potere a un cristianesimo in irresistibile ascesa; va poi a Milano, capitale imperiale, dove autostima e ansia di affermazione gli hanno fatto accettare un’ardua missione: contrastare l’autorevolezza di Ambrogio, che, vescovo dal 374, avrebbe tradito la romanità in nome del vangelo di poveri, ultimi, vittime di guerre, usura, prepotenze di burocrati e pretenderebbe che anche l’imperatore si sottomettesse alla legge, visto che si dice cristiano. Ma l’incontro con Ambrogio sconvolge e trasforma Agostino. Nella notte tra il 24 e il 25 aprile del 387 il vescovo battezza Agostino, tre anni dopo l’arrivo a Milano. Il già professore di retorica convertito lascerà la capitale imperiale per tornare nella sua Africa. Lì si farà monaco, verrà creato sacerdote e consacrato vescovo di Ippona nel 395. Il libro rivela i passaggi grazie ai quali Agostino ha imparato da Ambrogio il "mestiere del vescovo". Chi ha ascoltato Leone XIV dire il giorno della sua elezione: «Sono figlio di sant’Agostino, agostiniano, che ha detto "con voi sono cristiano e per voi vescovo» troverà in questo libro suggestioni e utili stimoli, per sé, per la propria ricerca interiore, per l’essere cristiano e per reagire a un mondo in cui chi possiede la forza stravolge dignità delle persone, diritti, libertà individuali e sociali, bene comune.

