
In un abbagliante interccio di interpretazione storica e teoria politica, mitografia e teologia, filosofia ed esoterismo, il grande giurista si inoltra così in un affascinante territorio al confine tra speculazione e immaginazione, dove la ricerca dell'elementare si spinge alle soglie dell'escatologia. Con pochi tratti Schmitt ripercorre millenni di storia, svelandone la trama invisibile, fino ad approdare all'evento decisivo: quella rivoluzione spaziale planetaria da cui è nato il nomos dell'Europa moderna.
Dal 1° gennaio 2002, tre anni dopo l'adozione di un'unica moneta, l'euro è fisicamente in circolazione in dodici paesi europei. Per l'Italia riuscire a partecipare all'unione monetaria sin dall'inizio, raggiungendo gli obiettivi di Maastricht, ha rappresentato un notevole successo, ma anche una difficile sfida per gli anni a venire. Questo libro, interamente aggiornato nella terza edizione, si offre come un sintetico atlante ragionato delle condizioni economiche dell'Italia; racconta il cammino che ha portato il nostro paese dall'instabilità e dai conflitti degli anni '70 ai ritrovati equilibri macroeconomici della fine degli anni '90; discute i maggiori nodi ancora irrisolti del nostro sviluppo economico e considera le prospettive e i rischi attuali, nel contesto europeo e globale.
La psicologia giuridica ha progressivamente allargato, negli ultimi decenni, il proprio campo d'azione aprendosi a nuovi interessi. Oggi la disciplina è impegnata su un fronte ormai vasto, che tocca questioni come i significati psicologici della norma e il contributo della psicologia al processo stesso della normazione; le dimensioni extra-giuridiche della procedura penale e civile; le strategie di incontro tra tecnica giudiziaria e fattore umano; il comportamento criminale, la sua spiegazione e il trattamento penitenziario; la prevenzione del criminale e la sicurezza sociale; i diritti dei minori, la loro tutela e l'azione penale nei confronti degli adolescenti. Rispetto a questi problemi gli autori mettono in evidenza il ruolo dello psicologo.
Riedizione in formato tascabile del settimo volume dell'Antologia della poesia italiana, pubblicata precedentemente nella "Biblioteca della Pléiade". Il libro propone una scelta dell'opera degli autori più significativi del XIX secolo: da Vincenzo Monti a D'Annunzio, passando, tra gli altri, per Ugo Foscolo, Carlo Porta, Niccolò Tommaseo, Aleardo Aleardi, Ippolito Nievo, Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli, ma anche poesia per musica e raccolte popolari.
Nell’ultimo secolo la ricerca sull’educazione ha fatto notevoli passi in avanti consolidando il proprio impianto scientifico e dotandosi di strumenti sempre più raffinati. Gli autori di questo manuale delineano il percorso della ricerca, partendo dalla scelta e definizione delle ipotesi, passando per la descrizione delle tecniche e degli strumenti di rilevazione e della raccolta e dell’analisi dei dati e giungendo infine alla comunicazione dei risultati. In questo modo il volume si offre come un accurato e rigoroso strumento per coloro che, lavorando nella scuola, nella formazione e nell’università, vogliano o debbano avvicinarsi alla ricerca educativa e ai problemi metodologici che questa comporta.
Fin dai primissimi anni Cinquanta, Claude Lévi Strauss levò la sua voce nel nascente dibattito sul problema del razzismo. Lo fece con "Razza e storia" dove attribuiva al carattere etnocentrico proprio della civiltà occidentale la responsabilità della nascita delle teorie naziste. A suo parere era essenziale rifiutare l'idea del primato dell'Occidente. Queste riflessioni furono sviluppate e corrette nell'intervento, datato 1971, dal titolo "Razza e cultura". I due scritti sono stati raccolti in questo volume e stupiscono per la tragica attualità di quanto denunciano. In appendice viene presentata l'intervista rilasciata da Lévi Strauss nel giugno 2000 a Marcello Massenzio.
"Il capolavoro sconosciuto" di Honoré de Balzac rappresenta un vero e proprio mito letterario, che ha tra l'altro suscitato riflessioni ed emozioni profonde nelle menti di numerosi protagonisti del Novecento. In effetti da Cézanne a Picasso, da Hofmannsthal a Rilke, da Henry James a Benedetto Croce, da Ernst Robert Curtius a Italo Calvino, molti sono gli interpreti che hanno meditato su questo testo, concentrandosi sul suo protagonista, il pittore Frenhofer, un genio quanto mai travagliato che sembra profetizzare l'astrattismo e l'informale. E se "Il capolavoro sconosciuto" può considerasi una sorta di tragedia della pittura contemporanea, il racconto "Pierre Grassou" che viene pubblicato qui di seguito, ne rappresenta l'amara commedia.

