
Il testo si pone l'obiettivo di analizzare ed esplorare la realtà sociale e urbana che ospita il lavoro stagionale agricolo dei migranti nelle province di Huelva (Spagna) e di Roma (Italia). Migrazione, stagionalità e transnazionalismo sono i temi che fanno da sfondo all'analisi sociologico-qualitativa di questo studio, che pone in risalto soprattutto l'impatto dei processi globali sulle vite dei migranti coinvolti. Nel settore agroalimentare, in particolare, l'intensificazione dei processi di produzione ha comportato una progressiva femminilizzazione della manodopera, con l'ingresso delle temporeras (mujeres marroquíes) nel mercato agricolo. In tal senso, sia la provincia di Huelva sia la provincia di Roma possono considerarsi delle periferie globali: nate dalla necessità dei contesti locali di adeguarsi alle regole internazionali del mercato, esse costituiscono esempi di transnazionalismo.
A livello europeo l'espressione 'youth work' si riferisce a un insieme di pratiche socioeducative rivolte ai giovani in una sfera di confine tra quella informale (famiglia, gruppo dei pari, socialità online ecc.) e quella formale (scuola, università, formazione professionale ecc.). Soprattutto su impulso dell'Unione Europea e del Consiglio d'Europa, in Italia si osserva un rinnovato interesse verso questo settore, denominato animazione socioeducativa giovanile nella traduzione dei documenti europei. Il libro ripercorre il processo di sviluppo di una comunità di pratica tra gli operatori di youth work in Europa, per poi esplorare la pluralità di tradizioni e attori che in Italia si possono far ricadere in questo specifico settore. L'autore, inoltre, traccia alcune linee di un percorso di riconoscimento istituzionale e di sviluppo professionale dell'animazione socioeducativa giovanile, oltre a inquadrarla come ambito di ricerca sociologica e valutativa in relazione al più generale processo di pluralizzazione dei contesti educativi e formativi.

