L'autore di questo libro non condivide l'illusione, oggi così diffusa, secondo la quale è sufficiente stabilire alcuni supremi e ragionevoli principi (democrazia, autonomia, non maleficenza, equità, ecc.) per costruire sul loro fondamento una bioetica ed una biopolitica compatte e coerenti. Non c'è dubbio che sia la bioetica che soprattutto la biopolitica abbiano una loro logica e debbano essere argomentate con ragionamenti rigorosi; ma sia l'una che l'altra soprattutto hanno un cuore, che, come ogni cuore, è nascosto e richiede un notevole impegno per essere percepito, un cuore che coincide con la vita stessa, che è nel medesimo tempo l'orizzonte della nostra esperienza e l'orizzonte della nostra percezione del bene. Da una riflessione sul bios, nella quale ontologia e assiologia si fondano e si confondano, deriva l'unica possibilità di scrivere parole di bioetica e di biopolitica non votate alla tristezza, ma provviste di senso e soprattutto aperte alla speranza, come quelle che sono affidate a questo libro.
Storico, intellettuale, politico, Pietro Scoppola (1926-2007) è stato una delle massime figure del cattolicesimo democratico italiano. Alcuni suoi libri, come "La proposta politica di De Gasperi" e "La repubblica dei partiti", hanno costituito pietre miliari nella storiografìa sull'Italia repubblicana. Agostino Giovagnoli compie la prima analisi complessiva dell'opera di Scoppola, di cui è stato allievo. Ripercorrendo la sua formazione intellettuale e spirituale, rileggendo i suoi interventi pubblici e la sua ricerca storica, Giovagnoli individua l'asse della riflessione scoppoliana nel tema della convivenza di Stato e Chiesa dopo la grande frattura fra società civile e religiosa rappresentata dalla Rivoluzione francese e sottolinea come sia nel suo lavoro di storico del movimento cattolico, sia nel suo impegno civile e politico il punto cruciale per Scoppola sia stato il rapporto fra Chiesa e democrazia.
Le Istruzioni tenute dal Cafasso durante gli Esercizi spirituali al clero completano le Meditazioni già pubblicate nel primo volume. Sono orientate soprattutto a modellare la pratica dei compiti ministeriali del prete: ne delineano la vita interiore e la presenza nel mondo e danno indicazioni in particolare per la confessione e la predicazione. Presentano dei quadri interessanti e anche curiosi sulla vita quotidiana del clero torinese di metà Ottocento, all’interno di un periodo storico di grande abbondanza numerica di preti, ma in cui già si vedono i primi indizi di un certo distacco dalla pratica religiosa. Per affrontare quel periodo il Cafasso propone al sacerdote di tendere alla santità esercitando bene il proprio ministero pastorale: è questo il vero rimedio per combattere la mediocrità e la tiepidezza di un certo clero, che egli definisce «secolaresco».
I curatori:
Lucio Casto è docente di Storia della Chiesa e Teologia spirituale presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, Sezione Parallela di Torino, e presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Torino.
Alberto Piola è docente di Teologia dogmatica presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, Sezione Parallela di Torino, e presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Torino.
La prima uscita della storica collana Prime pagine scritta con un carattere corsivo elementare. E in più, un simpaticissimo nuovo personaggio di Agostino Traini.
Il volume, suddiviso in due parti, si confronta con il magistero di Benedetto XVI.
La prima parte è dedicata ad approfondire la figura di Joseph Ratzinger come teologo e giurista, il suo rapporto con l’Europa e i temi di fede e ragione. La seconda parte affronta invece temi specifici come la legge morale naturale, i cattolici e la politica, la donazione di organi, la bioetica, la famiglia e la laicità.
Destinatari
Studiosi, giuristi, religiosi.
L’autore
Francesco D’Agostino è ordinario di Filosofia del diritto nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma Tor Vergata, presidente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani e presidente onorario del Comitato Nazionale per la Bioetica. Dirige la Rivista internazionale di Filosofia del diritto. Con le Edizioni San Paolo ha pubblicato tra gli altri: Diritto e Giustizia. Per una introduzione allo studio del diritto (2004); Giustizia. Elementi per una teoria (2006), Immigrazione. Fra accoglienza e rifiuto (2005); Conciliazione e riconciliazione (2007); Laicità cristiana (2007), Il peso politico della Chiesa (2008), Credere nella famiglia (2010).
Argomenti di vendita
L’autorevolezza dell’autore e l’importanza dei temi affrontati.
Un omaggio in occasione del 50° dell'ordinazione sacerdotale di don Maurizio (27 maggio 2011). Don Maurizio Galli, prete cremonese e vescovo di Fidenza, uomo d'eccellenza che ha disceso i gradini della chiesa: chierico, sacerdote, rettore del Seminario, vescovo e, al tempo stesso, ha disceso volontariamente la china del sevizio. Marmo vivo è un racconto ispirato a una lapide da collocare idealmente nel Seminario di Cremona nella memoria di don Maurizio.
"Tra i versi di Vermächtnis, cioè "lascito", con cui intendeva riassumere conclusivamente il messaggio del suo ultimo romanzo, Goethe pone un'indicazione densissima, cui ho sempre cercato di restare fedele: Das alte Wahre, faß es an! Una traduzione italiana di questo verso potrebbe essere: metti a frutto l'antico vero! E un'indicazione preziosa: abbiamo tutti il dovere, prima ancora di andare narcisisticamente alla ricerca di nuove verità, di assimilare fino in fondo quelle che esistono da sempre, che ci sono state pazientemente insegnate e che siamo chiamati a nostra volta a trasmettere a chi verrà dopo di noi. Questo è esattamente ciò che ho cercato di fare scrivendo questo libro, nella consapevolezza che quel "vero" cui allude Goethe è certamente antico, ma altrettanto certamente (e misteriosamente) sempre nuovo".
«Che cos'è il cloroformio?». La risposta non sta sul dizionario. «Ditemi, che cos'è il cloroformio?». Il libro di chimica non può rispondere. Può abbozzare una timida risposta l'affannosa ricerca che porta il giovanissimo protagonista di questo diario, un ragazzo «di sana e forte costituzione», ma che sa di «essere matto», a domandarsi «perché Dio l'ha fatto così, dove sta la normalità, a cosa serve un fisico perfetto sfoggiato in spiaggia se non ti accorgi di chi ti chiede una mano...». Un viaggio che conduce l'anonimo personaggio ad uscire da se stesso e dagli spietati confronti con gli altri. Ed è proprio il cloroformio a condurlo al mare con un gruppetto di ragazzi del Liceo Vida di Cremona, guardati con sospetto iniziale e poi affettuosamente cercati come amici veri «perché lo hanno trattato alla pari». Il libro, accompagnato da delicati disegni che sembrano uscire dalla mente del protagonista, strappa dalla retorica, si allontana dall'esortazione, vuole dar voce a chi non ce l'ha. Attraverso esperienze reali in cui, finalmente, sono protagonisti soprattutto adolescenti. Pagine vere che supplicano il lettore di non addormentarsi. Non sul testo, ma nella vita. E di ascoltare sempre quella voce che, prima o poi, gli domanderà: «Che cos'è il cloroformio?». Età di lettura: da 12 anni.
Hanno scritto in questo numero:
A. Anzani / L. Canidio / P. Carelli / V. Dornetti / E. Edallo
E. Fantoni / P.L. Ferrari / E. Peyretti / G. Riva / G. Trabucco / M. Vailati
Editoriale
Tirare avanti o spingersi oltre? (pag. 2)
Michele Rossella
Studi
Perché adulti senza cresima? (pag. 4)
Giorgio M. Bezze
Il Secondo Annuncio e il Sacramento Secondo (pag. 9)
Ivo Seghedoni
La fede è ancora possibile per un adulto! (pag. 14)
Armando Matteo
Cresima, mobilità e appartenenza (pag. 19)
Mario Gioia
La cresima degli adulti: una esperienza svizzera (pag. 24)
Katia Cazzaro Thiévent
La cresima degli adulti: una esperienza italiana (pag. 29)
Michele Roselli
Celebrare la cresima degli adulti
Considerazioni e spunti celebrativi (pag. 35)
Marco Gallo
Sussidi e testi
Un ritiro spirituale con cresimandi adulti (pag. 41)
Michele Roselli
Celebrare la penitenza con cresimandi adulti (pag. 46)
Antonio Costabile
Formazione
La Messa e il Messale
4. Il gesto spirituale (pag. 55)
Marco Gallo, Silvano Sirboni
«È veramente cosa buona e giusta»
4. «Eccomi, sono la serva del Signore» (pag. 60)
Gabriele Tornambè
Dibattiti
Usi e abusi in liturgia (pag. 66)
Matias Augé, Andrea Grillo
SOMMARIO
L’odio e le sue leggi (pag. 4)
Roberta Ronchiato
«Se tu avessi odiato qualcosa, o Dio, non l’avresti creata» (Sap 11,21-26) (pag. 11)
Luca Mazzinghi
«Ho amato Giacobbe e odiato Esaù» (pag. 16)
Piero Stefani
Quando al discepolo è chiesto di odiare (pag. 22)
Maurizio Marcheselli
Il sentimento dell’odio nella letteratura giovannea (pag. 27)
Davide Arcangeli
Carboni ardenti sulla testa del nemico: è politicamente corretto? (pag. 32)
Donatella Scaiola
Odiare, ovvero “s-figurare” l’umano. Appunti per un discorso teologico (pag. 37)
Francesco Scanziani
Evangelizzare con gesti eloquenti di perdono (pag. 41)
Valentino Bulgarelli
Origine e dinamiche dell’odio (pag. 45)
Monica Cornali
Rubriche
Per saperne di più
Agostino e Donato: amore e odio? (pag. 50)
Marcello Panzanini
Men at work
L’odio, sentimento possente e primordiale (pag. 52)
Valeria Poletti
Apostolato biblico
Domenica della Parola e disabilità (pag. 54)
Veronica Donatello
Vetrina biblica
Recensioni (pag. 55)
Arte
L’odio e la tomba. La Deposizione nel sepolcro di Lorenzo Lotto (pag. 59)
Marcello Panzanini
Inserto staccabile La Bibbia a scuola
La Bibbia come paradigma culturale/13
Marco Tibaldi