La Discipilina clericalis, irreperibile in Italia fino a questo momento, finalmente tradotta e commentata. Un “sottotitolo” illuminante il contenuto è quello esposto sulla sovraccoperta: “Sapienza orientale e scuola delle novelle”. È la prima raccolta di sentenze e racconti di origine orientale scritta in latino e destinata agli occidentali. Composta nel XII secolo da Pietro Alfonsi, medico ebreo convertito al cristianesimo, è stata tràdita in ben ottantacinque codici e tradotta, in età medievale, in francese, castigliano, italiano, islandese, ebraico, tedesco e inglese: per 150 anni la raccolta narrativa più diffusa in Europa. L’introduzione e il commento, a cura di Cristiano Leone, mettono in evidenza l’importanza della ricezione dell’opera nelle letterature romanze medievali e sono una compiuta sintesi degli studi di orientalisti, mediolatinisti e romanisti svolti fin qui.
La stesura della vita di mons. Luigi Moreno, vescovo di Ivrea dal 1838 al 1878, è per mons. Bettazzi occasione di riflessione circa la posizione dei cattolici in politica all’epoca del Risorgimento. Essa oscillava tra due visioni contrapposte: da un lato il costituirsi nel mondo civile e sociale del corpo dei cattolici che, a motivo del suo peso, avrebbe potuto imporre i propri intenti al resto della popolazione, dall’altro una prospettiva «laica», che chiedeva ai cristiani di vivere la vita sociale assieme gli altri, aggregandosi secondo valutazioni frutto delle analisi umane sull’organizzazione della convivenza civile.
«Poiché mi è parso che le due posizioni del mondo ecclesiale di quel tempo in realtà esprimessero due atteggiamenti possibili dei cattolici in ogni età della storia, ho voluto richiamare quella lontana vicenda per invitare a una riflessione che possa coinvolgere anche i cattolici (ma anche i non cattolici) di oggi e di domani. E credo che, a parte le posizioni personali, sia utile comunque aver posto il problema» (dalla Premessa).
Sommario
Premessa. 1. Lo Statuto del 1848, L'Armonia, don Margotti. 2. Né eletti né elettori. 3. Le esitazioni del Vaticano. 4. Lo spettro del socialismo. 5. La vittoria dell’astensionismo. 6. Liberali cattolici? 7. Al di là delle etichette. 8. Una riflessione storico-ecclesiale. 9. Una riflessione ideologica. 10. Una riflessione evangelica.
Note sull'autore
Mons. Luigi Bettazzi (1923) è vescovo emerito di Ivrea. Laureato in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e in filosofia presso l’Università degli studi di Bologna, viene ordinato sacerdote nel 1945. Impegnato nei movimenti giovanili, è nominato assistente diocesano e vice-assistente nazionale degli universitari cattolici della F.U.C.I. Nominato vescovo ausiliare di Bologna il 10.8.1963, viene trasferito a Ivrea il 26.11.1966. È stato presidente di Pax Christi Italia e presidente della Commissione Iustitia et pax della Conferenza episcopale italiana.
Storica rivista dell'Ateneo dei cattolici italiani, "Vita e Pensiero", sin dalla fondazione nel 1914, si è proposta come autorevole luogo di confronto e dibattito per la cultura del Paese. Nella consapevolezza che quella che stiamo vivendo è per tutti una stagione ricca di opportunità e rischi, da affrontare con coraggio intellettuale e gusto per la ricerca del vero, dal 2003 "Vita e Pensiero" è stata ripensata nell'impostazione grafica e nel lavoro redazionale. Oltre a temi quali lo sviluppo tecnologico ed economico, il progresso delle neuroscienze e della genetica, i nuovi paradigmi della politica e delle relazioni internazionali, l'evoluzione dei mezzi di comunicazione di massa, dedica una particolare attenzione all'attualità, ospitando articoli e interventi di docenti dell'Università Cattolica e di significative voci "esterne", capaci di offrire chiavi di lettura originali sui fenomeni sociali e culturali di oggi e di domani.
"La missione dei cristiani in un mondo laico è quella di ricordare che la finalità della storia, la finalità della vita e la finalità della politica è sempre la stessa: operare per la riconciliazione". Su queste premesse, tratte dalla prefazione di Arturo Paoli, il libro analizza le contraddizioni e i conflitti, spesso duri e profondi, in atto da tempo all'interno della Chiesa Cattolica, tra la gerarchia, con il mondo clericale che la sostiene, e il variegato "popolo cattolico" - fedeli, sacerdoti e religiosi - che nella pratica e nel pensiero hanno posizioni diverse e contrastanti rispetto alla dottrina ufficiale. Si tratta di un vero e proprio "scisma", seppur silente, non dichiarato, perché non è dato spazio alla sana controversia e al dialogo. I I dissidenti, soprattutto teologi e sacerdoti, pagano con l'emarginazione e l'esclusione. L'autore analizza i fondamenti teologici/biblici/comunicativi e i processi che sostengono questo tipo di Chiesa, e conclude indicando piste di lavoro e di comunicazione ecclesiale per una nuova comunità-chiesa dove il dialogo e la profezia permettano un rinnovamento nel segno della Fede, della Speranza e della Carità.
Studi
Un popolo di sacerdoti (pag. 5)
Serena Noceti
Laici che presiedono (pag. 11)
Claudio Ubaldo Cortoni
Il meglio rituale della pandemia (pag. 16)
Giuseppe Costa
Chiesa domestica? (pag. 22)
Valeria Trapani
La preghiera monastica (pag. 27)
Fulvia Sieni
L’evangelizzazione di strada (pag. 32)
Davide Banzato
L’esperienza delle Équipe Notre-Dame (pag. 38)
Leonarda Garelli, Franco Garelli
Prima e dopo le messe (pag. 42)
Daniele Piazzi
La guida degli esercizi spirituali (pag. 47)
Giuseppe Piva
Pregare al tempo dell’intelligenza artificiale (pag. 52)
Luca Peyron
Formazione
Una donna all’altare
La testimonianza di una referente pastorale in Svizzera (pag. 57)
Lara Tedesco
Non come muti spettatori
4. Il profeta in cerca della parola (pag. 62)
Paolo Alliata
Asterischi
Gesti e parole
6. Il ministero del catechista (pag. 67)
Matteo Dal Santo
Gesti e parole
7. Il Benedizionale e i laici (pag. 71)
Miguel A. Gamboa
Chiacchiere di sacrestia
Clericali senza preti (pag. 75)
Manuel Belli
Nel 1953, mentre si avvicinava il trecentesimo anniversario della scomunica di Baruch Spinoza, David Ben-Gurion chiese all'Università ebraica di Gerusalemme di pubblicare l'opera omnia di Spinoza e di riammetterlo nel canone degli autori ebraici. La richiesta non fu assecondata, ma è significativa dell'importanza che il filosofo continua ad avere. Ripercorrendo i suoi scritti e la sua figura, e cercando di dare una risposta alla domanda su che cosa ha significato e significa il pensiero dell'ebreo Spinoza per gli ebrei, il testo non può fare a meno di insinuare le varie forme che l'ebraismo ha preso nella modernità
"La malattia di un figlio è l’esperienza più difficile che la vita possa riservare a un genitore e porta con sé risvolti psicologi e molte problematiche di carattere pratico. Questo libro è una guida per comprendere e metabolizzare tutti i passaggi che vanno dalla diagnosi alle cure, per favorire la comunicazione con il personale sanitario, per avere un pensiero sugli aspetti organizzativi e familiare, per restare saldi ma anche farsi aiutare quando serve. Nato dall’esperienza degli autori, il testo trae spunto da innumerevoli casi di vita vissuti da bambini, genitori, fratelli e dalle equipe curanti. I temi affrontati: elaborare la fatica e il dolore della diagnosi; fidarsi dei centri di cura italiani; sapere cosa prova il bambino rispetto alla sua malattia, aiutarlo ad affrontare esami e cure e migliorare la comunicazione in famiglia; riorganizzare i tempi di vita e di lavoro; sostenere una certa “normalità” anche per i fratelli; riuscire a riprendere il cammino dopo la dimissione e recuperare una vita normale."
Educare è un compito bello, difficile ma possibile. La pandemia ha acutizzato alcuni problemi, ma ha aperto spazi di creatività e progetti sul futuro. Il testo non vuole dettare ricette o fissare percorsi. Tratta dell'impegno educativo di genitori ed educatori, per condividere con loro riflessioni, sostare su alcuni punti fermi, ritrovare entusiasmo e speranza. Partendo da situazioni concrete compie molte sottolineature. Occorre ascoltare gli adolescenti, non giudicarli dall'esterno, guidarli a essere responsabili e a rispettare le regole, far sbocciare in loro domande e desideri, accompagnarli nel trovare la loro strada. Gli adolescenti non sono inquadrabili in schemi preconfezionati. Non diamo nulla per scontato; proviamo ad ascoltarli per trovare parole e gesti adatti a loro. Hanno bisogno di incontrare adulti che dialoghino, non di adulti impositivi ("Ciò che non sono riuscito a fare io devi farlo tu!") o deboli ("Ti do sempre quello che vuoi"). Non fissiamoci su schemi passati, ma leggiamo la realtà attuale per scoprire le soluzioni per l'oggi. L'esperienza acquisita dagli adulti non deve trasformarsi in ricetta, ma è necessario, oggi più che mai, affiancarsi al cammino dei più giovani. Un libro che coglie l'essenza dell'educare e apre orizzonti.