"Come immaginare il futuro dell'Europa dopo un'invasione dell'Ucraina che l'ha costretta a interrogarsi sulla propria ragion d'essere e sul proprio ruolo? e quale può essere l'impegno della cultura in questo scenario?"
Nella Modernität il denaro diventa lo strumento che consente agli uomini e alle cose di entrare in relazione tra loro, ma ciò che determina lo sviluppo e la crescita di una società, tra le forme che Georg Simmel individua, è la "concorrenza". Egli rivela con originalità e lungimiranza il ruolo essenziale che ricoprono le relazioni concorrenziali nelle cerchie sociali, ed enuclea le differenti modalità che le caratterizzano fino a sottolineare l'"autoresponsabilità" della persona. In questo saggio, inedito in lingua italiana, l'illustre filosofo e sociologo tedesco ci invita a riflettere sul concetto di "concorrenza" dispiegando le specificità soggettive e oggettive della società moderna. Evidenziando il necessario equilibrio tra economia, etica e diritto, ancora una volta Simmel si mostra precursore di temi propri dell'epoca contemporanea e del neo-liberismo.
Nelle pagine di questa raccolta c'è la storia di un'anima che non si arrende ma cerca il suo infinito nelle piccole conquiste quotidiane, ricucendo gli strappi di un difficile passato. Sono poesie e preghiere che raccolgono le intenzioni del cuore per far risaltare gli istanti più puri, come fosse sempre l'ora di partire, di incontrare Dio, dove cessa l'orgoglio e continua la speranza. "Se ogni giorno ci lasceremo sorprendere, la nostra umile storia crescerò nelle sue mani e anche l'ultimo fiore non appassirà mai, perché Lui rende bello tutto ciò che ama."
Claudio Pavone (Roma 1920-2016) è stato uno storico e archivista italiano. I suoi interessi si sono rivolti per lo più alla storia della pubblica amministrazione italiana e alla storia del fascismo, dell'Italia nella Seconda guerra mondiale e, soprattutto, della Resistenza. Tra le sue opere più importanti: Amministrazione centrale e amministrazione periferica: da Rattazzi a Ricasoli, 1859-1866 (1964); Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza (1991); Geografia e struttura della Resistenza europea (1997); Intorno agli archivi e alle istituzioni (2006); Prima lezione di storia contemporanea (2007).
Roberto Vivarelli (Siena 1929- Roma 2014) è stato uno storico italiano, professore di Storia contemporanea presso l'Università di Siena, poi presso l'Università di Firenze (1975-1986), e dal 1986 alla Scuola Normale Superiore di Pisa. I suoi studi riguardano principalmente la storia italiana del Novecento, con particolare riferimento all'origine del fascismo, come attesta la monumentale opera Storia delle origini del fascismo. L'Italia dalla grande guerra alla marcia su Roma, edita in tre volumi pubblicati tra il 1965 e il 2012.
"L'amore non è una formula matematica, non ci si può innamorare facendo dei calcoli." Almeno questo è quello che pensa Arturo fino a quando rivede un vecchio compagno di classe, l'irritante Gianfranco Zamboni - ora ingegnere informatico. Dopo anni di lavoro a testa bassa, Arturo si è appena reso conto che amici e colleghi nel frattempo si sono sposati o convivono, molti hanno messo al mondo dei bambini e alcuni si sono già separati. Alle soglie dei quarant'anni, è ora di pensare a quel futuro che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Ma come si trova l'anima gemella, la persona che si è proprio sicuri sia quella giusta? L'incontro con il vecchio compagno di scuola sembra un appuntamento con il destino, perché Zamboni è a capo di un progetto sperimentale: una app finalmente efficace nel rilevare l'affinità fra persone. E siccome Arturo è un citazionista accanito, facendo sua la massima di Mae West "Tra due mali, scelgo sempre quello che non ho mai provato prima", si butta nella sperimentazione. Mentre sembra stia nascendo una simpatia con Olivia, la ragazza dal sorriso raggiante che lavora nella mensa aziendale, l'app gli rivela che ha sette anime gemelle sparse per l'Italia e per il mondo. Nonostante il parere contrario dell'amico Carlo, inguaribile romantico, che lo spinge a uscire con Olivia, Arturo inizia il suo viaggio carico di speranza - ma anche di goffaggine e tanti dubbi. Da Siena alla Svezia, da Dubai alla Groenlandia, scoprirà molto su di sé, sui rapporti di coppia a ogni latitudine, e su cosa sia davvero un'anima gemella. Pif torna al romanzo con la sua voce inconfondibile e lo sguardo intelligente e critico, eppure sempre pieno di tenerezza, sulle contraddizioni del nostro presente, sulle fragilità fra il tramonto delle vecchie certezze e i falsi miti di nuove verità. Un romanzo picaresco ed esilarante sull'amore.
C'era una volta un bambino che aveva un dolore, non se ne separava mai. "Il dolore era fedele al bambino," ed era solo con lui che voleva giocare. Il bambino se ne prende cura, lo nutre, lo accompagna ai margini del piccolo paese ai piedi di una montagna, nel bosco, lo tiene con sé a scuola, sotto la tavola quando mangia. Anche il padre del bambino ha un dolore, che a volte, senza preavviso, butta giù le porte della casa, e latra con urli che sembrano arrivare dal centro del mondo. Quel dolore così distruttivo spaventa il bambino e lo fa sentire solo: almeno fino a quando, insieme al suo cucciolo, conosce la bambina sottile che vive oltre la ferrovia. Allora ogni cosa prende la forma di lei, le foglie che cadono sono le sue mani, il passaggio a livello le sue ciglia che sbattono, i binari le sue gambe sottili distese nell'erba. Con un testo critico di Emanuele Trevi.
Il legame tra un Maestro Jedi e il suo Padawan può essere più forte di uno di sangue. Ma ora che Anakin Skywalker è stato nominato Cavaliere Jedi, il rapporto con il suo ex Maestro Obi-Wan Kenobi deve velocemente mutare se i due Jedi vogliono evitare che il pianeta Cato Neimoidia sia trascinato nelle Guerre dei Cloni.
Nella grande casa spenta in cima alla collina, vive sempre sola una bambina... Si chiama Eva, ha dieci anni, e con lei ci sono soltanto una governante e una ragazza finlandese au pair, Maja Salo. Dei genitori nessuna traccia. È proprio Maja a cercare disperatamente l'aiuto di Pietro Gerber, il miglior ipnotista di Firenze, l'addormentatore di bambini. Da qualche tempo Eva non è più davvero sola. Con lei c'è un amichetto immaginario, senza nome e senza volto. E a causa di questa presenza, forse Eva è in pericolo. Ma la reputazione di Pietro Gerber è in rovina e, per certi versi, lo è lui stesso. Confuso e incerto sul proprio destino, Pietro accetta, pur con mille riserve, di confrontarsi con Eva. O meglio, con il suo amico immaginario. È in quel momento che si spalanca una porta invisibile davanti a lui. La voce del bambino perduto che parla attraverso Eva, quando lei è sotto ipnosi, non gli è sconosciuta. E, soprattutto, quella voce conosce Pietro. Conosce il suo passato, e sembra possedere una verità rimasta celata troppo a lungo su qualcosa che è avvenuto in una calda estate di quando lui era un bambino. Perché a undici anni Pietro Gerber è morto. E il misterioso fatto accaduto dopo la sua morte ancora lo tormenta.
"Storia sentimentale del telefono" è il racconto lungo 150 anni del nostro romantico e turbolento rapporto con questa invenzione rivoluzionaria. Un album di ricordi composto dalle telefonate che ci siamo scambiati da ogni parte del mondo. Tutto è iniziato quasi per caso. Da una donna malata e un marito che non voleva lasciarla sola mentre lavorava in un'altra stanza. L'esigenza che aveva spinto l'emigrato italiano Antonio Meucci a progettare il «telettrofono» è rimasta la stessa attraverso tutta l'evoluzione di questo prodigioso oggetto: comunicare, annullare le distanze. Ma come siamo cambiati noi, mentre cambiava il modo di farlo? Che esseri umani erano quelli che entravano nelle cabine telefoniche armati di un sacchetto di monetine? E quanto siamo diversi da chi allungava il filo a spirale della cornetta da una stanza all'altra in cerca di un po' di privacy? Ci hanno fatto perdere di più la pazienza la linea che cade o le insistenti chiamate dei call center? Bruno Mastroianni ci guida in un viaggio che da Meucci e Bell conduce sino al dispositivo fisso con la rotella e ai primi cellulari, per approdare infine all'era degli smartphone, in cui telefonare è diventata l'ultima necessità per cui utilizziamo il telefono: una narrazione che si snoda tra storia e costume, musica e pubblicità, per raccontare come, in uno strumento così semplice e geniale, abbiamo trovato il mezzo per esprimere la nostra anima.