Vince Corso, biblioterapeuta e detective di enigmi letterari, sul treno che dovrebbe portarlo a un appuntamento con la fidanzata si imbatte in un originale compagno di viaggio: un uomo colto, insinuante, che fisicamente gli ricorda il grande Léo Ferré, lo chansonnier anarchico di Avec le temps. Solo che Corso ha sbagliato direzione, doveva andare verso Sud invece che al Nord, e contrariato vorrebbe ripa-rare. Ma l'uomo, misteriosamente allusivo, lo invita a persistere nello sbaglio: «forse lei non lo sa ancora, ma potrebbe essere arrivato il momento di fare questo viaggio». Genova, la prima meta, gli darà un tuffo al cuore: da lì fino a Marsiglia era trascorsa la sua primissima infanzia. La madre cameriera lo aveva concepito con uno sconosciuto una notte di fine luglio del 1969. E sarà questa l'indagine più importante della sua vita: scoprire chi è suo padre. Per cinque anni Vince Corso gli ha spedito una cartolina al giorno, lasciando vuoto il nome del destinatario e indirizzandole all'unico luogo dove sapeva che almeno per una notte suo padre era transitato: l'Hotel Le Negresco a Nizza. La sua ricerca si svolgerà sui litorali della Costa Azzurra, tra povere pensioni e hotel liberty, dietro a versi di poeti e a vecchi personaggi carichi di storie vissute, seguendo l'indecifrabile mosaico dei destini individuali e delle coincidenze. Fino al riconoscimento che completa il cerchio: essere restituito dai libri alla vita, riavere indietro la possibilità di «amare senza misura». Notturno francese è in realtà un notturno pieno di luce. È una storia di errori, di appuntamenti che non si sa di avere, di labirinti e di orfani che cercano un porto. Un romanzo dove domina la malinconia del continuo lasciarsi dietro le spalle cose e persone, nel tempo e nello spazio. Ma anche la sconsideratezza di mettersi in viaggio per ritrovarle. O per farsi trovare.
È consentito o no fare le orecchie ai libri? Con che tipo di matite si sottolineano? Quali sono le tecniche infallibili per farseli restituire? Il "Piccolo galateo illustrato per il corretto utilizzo dei libri" risolverà tutti i dubbi che incontriamo durante la nostra vita di lettrici e lettori.
Una storia degli Stati Uniti che, partendo dalle origini, dedica particolare attenzione alle vicende degli ultimi anni, dai drammatici avvenimenti dell'11 settembre alle presidenze di Barack Obama e Donald Trump, fino alle sfide epocali che caratterizzano quella di Joe Biden.
Il femminismo non è un movimento che ha a che fare solo ed esclusivamente con 'questioni di donne'. Costituisce, piuttosto, una forma di critica dell'ordine sociale nella sua globalità. Consente di affinare la concezione dell'oppressione attraverso un'analisi dei modi di dominio interiorizzati e di decostruirli. Chiara Bottici propone una teoria filosofica radicale, che definisce anarcafemminista, ispirata a due affermazioni principali: la prima è che c'è qualcosa di specifico nell'oppressione delle donne; la seconda è che, per combatterla, dobbiamo districarci tra tutte le altre forme di oppressione e dall'antropocentrismo che le caratterizza.
Alla fine degli anni Sessanta, Italia, Francia, Germania occidentale e Gran Bretagna - Paesi già colpiti dal terrorismo interno - si trovarono a far fronte a una nuova minaccia: le organizzazioni armate, nate in Medio Oriente, che internazionalizzarono la propria lotta, esportando il terrorismo in Europa. Raggiunsero il loro obiettivo? Generarono il caos internazionale? O invece i Paesi europei riuscirono, almeno temporaneamente, a disarmare i terroristi, includendoli nel sistema delle relazioni internazionali? Dall'attentato alle Olimpiadi di Monaco del 1972 sino alla strage di Lockerbie del 1988, passando per gli attacchi contro l'aeroporto di Fiumicino e la nave da crociera Achille Lauro, questo libro si pone un obiettivo ambizioso: quello di comprendere perché l'Europa non è riuscita a vaccinarsi contro il terrorismo internazionale del XX secolo, prevenendo la nuova ondata di violenza politica che ha avuto origine con l'attacco alle Torri gemelle del 2001.
Uno dei luoghi più celebri al mondo. Il capolavoro che segna il passaggio dalla bottega rinascimentale al trionfo del genio creativo moderno. Quello in cui l'opera d'arte inizia a essere riconosciuta come prodotto di puro ingegno. Quello attraverso cui la politica realizza pienamente il potenziale comunicativo e propagandistico dell'arte. Antonio Forcellino ci fa rivivere il prodigio del cantiere della Cappella Sistina, ricostruendo le vicende dei protagonisti che l'hanno voluta e realizzata. Sandro Botticelli e il Perugino; Domenico Ghirlandaio e Cosimo Rosselli; Michelangelo Buonarroti e Raffaello Sanzio... Nell'arco di alcuni decenni, tra Quattrocento e Cinquecento, nel cuore della cristianità si avvicendano due generazioni di artisti che danno vita a uno dei risultati più mirabili dell'arte occidentale: la Cappella Sistina. Antonio Forcellino ci racconta la storia materiale di uno straordinario capolavoro.
"Caro Alberto" è un libro su Alberto Sordi diverso da tutti i libri su di lui già esistenti: raccoglie una ricca scelta delle migliaia di lettere che il grande attore ha ricevuto nel corso della sua lunga carriera. Lettere del suo archivio personale - custodito e studiato dalla Fondazione Museo Alberto Sordi - di ammiratori, appassionati di cinema, fans che si rivolgono a lui come si farebbe con un amico o con un parente, al quale chiedere consigli, confidare dolori, raccontare gioie e comunicare l'amore per le sue interpretazioni, che si rivelano un vero e proprio lenitivo ai momenti tristi della vita. Ci sono anche lettere di personalità celebri, di colleghi di lavoro - come Anthony Quinn, Monica Vitti, Gina Lollobrigida - e di esponenti politici. Ma soprattutto raccoglie tantissimi messaggi commoventi e inaspettati di anonimi cittadini, spediti o lasciati davanti alla villa di Roma dove Sordi ha vissuto per anni, che piangono la morte di un attore amato. Il libro si arricchisce delle testimonianze di Walter Veltroni - amico personale di Sordi, ma anche l'uomo politico che, all'epoca sindaco di Roma, ebbe il triste ed entusiasmante compito di organizzare un funerale che fu un bagno di folla, un evento popolare, come a Sordi, forse, sarebbe piaciuto - e di Carlo Verdone, forse l'unico attore che può dire di aver raccolto la sua eredità. Prefazioni di Walter Veltroni e Carlo Verdone.
UNA TRAMA DIVINA
LE CRISI DELL’EUROPA
ISACCO E ISMAELE, DUE FRATELLI COSÌ LONTANI, COSÌ VICINI
TRE VOCI PER RACCONTARE IL NOVECENTO ITALIANO
ABBRACCIARE LO SPIRITO: LOUIS LALLEMANT
A UN ANNO DALL’INIZIO DELLA GUERRA IN UCRAINA
JACQUES MARITAIN. A 50 ANNI DALLA MORTE
LA SOLENNE APERTURA DEL VATICANO II
Giocare-senza-giocattoli non è uno slogan né una moda del momento, ma la proposta del recupero del gioco libero e spontaneo dei bambini mediato da non-giocatti ossia da elementi naturali o oggetti della quotidianità che non sono stati progettati originariamente per giocare. L'esperienza del cestino dei tesori, del gioco euristico, degli adventure playground e della playbox costituiscono alcune delle proposte per la rivalutazione delle attività ludiche che non richiedono uso di giocattoli preconfezionati, prodotti dell'industria specializzata del giocattolo, ma si riferiscono a materiale "povero", quotidiano e all'esperienza dell'outdour education. Un aspetto particolare del gioco senza giocattoli è rappresentato dalla mindfulness che viene proposta come attività ludica per favorire l'attenzione selettiva, la concentrazione e il silenzio anche con bambini piccoli. Esperienze e ricerche compiute con educatrici ed insegnanti connotano le proposte presentate per giocare senza giocattoli.
Chi di noi, uomini del ventesimo e ventunesimo secolo fin da piccolo a scuola non si è sentito insegnare e propinare nel corso di scienze e biologia, quasi come un "dogma laico" certissimo e inconfutabile, la teoria della evoluzione della specie di Darwin? "L'uomo discende dalla scimmia" ci hanno detto e ripetuto fin dalle scuole elementari facendoci vedere il solito disegnino della scimmietta che si eleva cominciando a diventare uno scimmione e poi un uomo più o meno come noi. Ma le cose stanno veramente così? È bene ricordare che l'evoluzione è soltanto una teoria e neanche del tutto scientificamente provata. Soprattutto, questa teoria si può accordare con la dottrina della Chiesa e con l'insegnamento rivelato nella Sacra Scrittura della creazione dell'uomo, della sua caduta con il peccato originale e della necessità della redenzione operata da Cristo Gesù? Questa è la grande questione alla quale il libro del cardinale Ernesto Ruffini, arcivescovo di Palermo, vuole rispondere. Le riflessioni e le risposte che dà, rimangono perfettamente attuali, data l'ottima competenza e autorevolezza del suo autore. Egli spiega le varie teorie dell'evoluzione esistenti e le critica, ricorda qual è la dottrina della Chiesa in merito; poi analizza cosa ci insegna la Rivelazione contenuta nella Sacra Scrittura riguardo alla creazione dell'uomo.
In passato il ministero delle Soluzioni risolveva in gran segreto i problemi delle persone. Poi un giorno è stato chiuso. Nina e la sua amica Alfa decidono di rimetterlo in piedi per aiutare il piccolo Ruben, tormentato da una compagna di classe davvero insopportabile, e scoprono che la città è piena di casi da sbrogliare! Ma la faccenda si complica quando rispuntano gli Argentei, acerrimi nemici del ministero... A grossi caratteri neri, sul retro della busta erano riportate le regole per tutti i ministeri delle Soluzioni del mondo: 1. Ogni aiuto è anonimo 2. È vietato aiutare sé stessi 3. I problemi da risolvere ce li troviamo noi 4. Non causiamo problemi agli altri 5. Il ministero aiuta chiunque. Età di lettura: da 8 anni.
Uno dei più importanti scienziati della nostra epoca ci aiuta a leggere il mondo per come è davvero e non per come ce lo raccontiamo. Quanto e perché è cresciuta l'altezza media della popolazione? Perché le auto elettriche non sono così risolutive quanto supponiamo? Mangiamo più pollo o più maiale, e perché? Che cos'è che rende felice la gente? Perché i vaccini sono il miglior investimento possibile? L'aspettativa di vita è arrivata al suo apice? Utilizzando dati, statistiche, studi scientifici internazionali, e spaziando tra i temi più disparati - dalla fertilità ai rifiuti, dall'alimentazione alla tecnologia, dai trasporti alla medicina - Vaclav Smil smonta certezze assodate, ribalta luoghi comuni e getta luce su aspetti meno noti della realtà. E ci invita, mescolando storia, scienza e grande arguzia, a sfidare le narrazioni più diffuse e a interrogarci su ciò che riteniamo vero in questi tempi significativi.