La filosofía de la naturaleza es la ciencia filosófica que ha sufrido más altibajos a lo largo de la historia. En el mundo clásico está en el centro del pensamiento y constituye la piedra de toque de las escuelas; durante la Edad Media ocupa una posición subalterna, aunque importante, dentro de una cosmovisión que ve en el universo la creación de Dios. Con el giro antropocéntrico del Renacimiento aparece un nuevo enfoque en los estudios naturales, conjugando las matemáticas con la experiencia. Al mismo tiempo, la física filosófica recobra importancia y se convierte en escenario de pugna por la primacía. Con el Barroco la ciencia natural alcanza definitiva madurez y pone en apuros el viejo esquema unitario del saber. La crisis se ahonda durante la Ilustración; Immanuel Kant hace un último y agónico esfuerzo para restablecer la situación, pero fracasa y la ruptura entre ciencia y filosofía se produce a comienzos del siglo XIX, sin que hasta el momento se haya dado la reconciliación. La filosofía todavía lucha por recobrar una identidad consensuada y la ciencia se ve confrontada con desafíos cada vez más difíciles de sobrellevar por sí misma. En estas condiciones, la filosofía natural tiene una oportunidad de recobrar sus fueros y contribuir eficazmente a reparar la reinante atomización del saber.
Juan Arana Cañedo-Argüelles es académico de número en la Real Academia de Ciencias Morales y Políticas de Madrid. De 1974 a 2020 impartió docencia de filosofía en universidades españolas y americanas. Su investigación está centrada en la filosofía de la naturaleza y en la historia de las relaciones entre ciencia y la filosofía, temas sobre los que ha publicado algunas decenas de monografías y centenares de artículos.
Dalla metà del XII secolo, si delinearono in Italia due tendenze perfettamente convergenti nella volontà di perfezionare il sistema procedurale e di fondarlo sulle basi del processo romano, quella dei civilisti e quella dei canonisti, che diedero vita ad un rito nuovo e originale, nato dall'interazione tra giuristi, legislatori e giudici. Prese così corpo il processo romano-canonico: romano per la terminologia e per l'utilizzo dei concetti fondamentali attinti dalla compilazione giustinianea; canonico per le numerose e significative innovazioni introdotte dalla legislazione pontificia e dalla dottrina canonistica, oltre che per lo spirito di buona fede e di equità di cui venne ammantato dal diritto della Chiesa. Dall'Italia e dai suoi tribunali laici ed ecclesiastici il nuovo rito si diffonderà rapidamente in tutta Europa e, variamente declinato dai particolarismi locali, costituirà fino alla fine del Settecento il processo di diritto comune.
Quest'opera in due volumi, risultato di una ricerca scientifica pluriennale condotta da un gruppo di studiose e di studiosi del tema, presenta per la prima volta il quadro nazionale dell'applicazione della legislazione razzista e antisemita del 1938 nell'università italiana. L'«arianizzazione» degli atenei si realizza a partire dalla fine degli anni Trenta nel contesto del già esistente processo di fascistizzazione dell'università italiana e si sviluppa poi negli anni successivi del regime e della guerra mondiale producendo conseguenze immediate, di medio e lungo termine sull'intera istituzione. Questa trasformazione delle università italiane in istituzioni razziste e antisemite viene qui indagata, per quanto lo consentano le fonti disponibili, in tutte le sue diverse fasi e aspetti (censimento, espulsioni, sostituzioni, provvedimenti contro gli studenti, materie razziste e politica della razza, reintegro parziale e incompleto ed epurazione dei razzisti nel dopoguerra). Il primo volume dell'opera raccoglie i contributi sulle realtà universitarie di Trieste, Venezia e Padova, Torino (Università e Politecnico), Genova, Firenze, Pisa (con un lavoro specifico dedicato agli studenti pisani) e Siena, Perugia (l'Ateneo e l'Università per Stranieri), Cagliari e Sassari, Palermo, Messina e Catania.
Per comprendere il rapporto delle società medievali con la malattia e, soprattutto, con il malato, è necessario uno sguardo ampio e diacronico, che coinvolga non solo la storia della medicina, ma anche i concetti e gli orientamenti della riflessione religiosa e della dottrina medica, le diverse agenzie terapeutiche, le strategie adottate dalle comunità. Uscendo da una lettura teleologica della storia della medicina, ancora molto frequente, il volume si apre a una storia culturale e sociale, che rivela la complessità delle risposte di una civiltà diversa da quella contemporanea non solo in termini di conoscenze tecniche e scientifiche. Si scopre, così, che anche nel medioevo ci si prendeva cura dei malati.
Saper condurre osservazioni sistematiche è una competenza necessaria per tutti coloro che si trovano a lavorare con i bambini. Il volume propone una guida ai principi e alle tecniche osservative, con un'attenzione particolare alla loro applicazione nei contesti educativi. In quest'ottica, si introducono i molteplici elementi che concorrono alla pianificazione e alla realizzazione dell'osservazione e si discutono le misure ricavabili dalle diverse strategie di rilevazione, con riferimento anche ai principali indici di affidabilità dei dati raccolti. Viene altresì segnalata l'importanza dell'osservazione ai fini della conoscenza del processo educativo, dell'ambiente in cui esso avviene, della programmazione e della successiva valutazione delle pratiche attuate e delle attività svolte. Si presentano, infine, alcuni strumenti per la valutazione di differenti aspetti dello sviluppo infantile all'interno dei contesti educativi. Una serie di esemplificazioni e di esercitazioni permette al lettore di calarsi concretamente nel ruolo di osservatore.
Nord e Sud: insieme o divisi? Per molti decenni la questione meridionale è stata considerata decisiva per lo sviluppo dell'Italia. A partire dagli anni Novanta, il dibattito sul divario tra le due parti del paese si concentra soprattutto sulla crescita del Nord senza aver risolto le difficoltà del Mezzogiorno. Un cambiamento radicale, che trae origine dalla crescente contrapposizione delineatasi negli anni Settanta e Ottanta. Avvalendosi di documentazione in larga parte inedita, il libro ricostruisce come si è creata la frattura tra Nord e Sud. L'analisi interseca molteplici piani. Le dinamiche economiche: la crisi degli anni Settanta, le trasformazioni dell'apparato produttivo e i successivi mutamenti sociali, con il crepuscolo del movimento operaio e della mobilitazione collettiva. Le dinamiche politiche: l'inerzia della DC e del PCI, l'emergere della Lega Nord e di Forza Italia - movimenti politici fortemente legati agli interessi settentrionali -, il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica. Si apre una stagione diversa, con protagonisti Umberto Bossi, Silvio Berlusconi e poi Matteo Salvini, in cui è centrale la "questione settentrionale". Ma ancora oggi manca una visione pienamente condivisa sul futuro del paese, come attestano le recenti polemiche sull'autonomia differenziata, e il ritardo del Sud continua ad essere un serio problema per l'Italia intera.
Sviluppata originariamente per il disturbo borderline di personalità, la psicoterapia focalizzata sul transfert (Transference-Focused Psychotherapy, TFP) è stata ora adattata alle specifiche sfide poste dal trattamento dei pazienti con narcisismo patologico, da quelli con tratti narcisistici a quelli con un disturbo narcisistico di personalità. Scritto dai massimi esperti, il libro aiuta i clinici a identificare, comprendere e lavorare più efficacemente con tutta la gamma di pazienti i cui problemi rientrano in quest'area. Accompagnando il lettore attraverso le varie fasi della terapia, il libro mostra come coinvolgere in profondità questi pazienti e come aiutarli a superare i cronici problemi relazionali e comportamentali.
"Ci sono quadri che portano in sé un mistero che appare impenetrabile, sia per l'assenza di dati di provenienza, sia per una resistenza a fornire elementi di riconoscibilità, che sono gli stessi per cui l'occhio ritrova i tratti del padre o della madre nel figlio, sentendone l'aria di casa. Quest'ultimo esercizio, per il critico, ha qualcosa di magico. È una penetrazione oltre la superficie delle immagini, per individuare l'anima dell'autore, la sua natura profonda." Vittorio Sgarbi interpreta da sempre la sua missione di critico d'arte come un'appassionata, e inesauribile, ricerca di bellezza. Una bellezza che si mostra spesso evidente, riconoscibile, documentata, e chiede solo di essere raccontata. Ma accade talvolta che essa, al contrario, rimanga celata: perché nascosta in luoghi remoti e meno battuti, oppure annebbiata da attribuzioni frettolose e clamorosi abbagli, o ancora semplicemente dimenticata nel corso del tempo. È in questi casi che il critico si fa esploratore, detective, cacciatore di capolavori perduti. Musei, palazzi, case d'aste e pievi di provincia sono il terreno di questa caccia al tesoro che Vittorio Sgarbi conduce in prima persona, percorrendo chilometri attraverso l'Italia, osservando le opere dal vivo, studiando i cataloghi. L'occhio del critico restituisce così un patrimonio di bellezza finora sconosciuto: dalla straordinaria scoperta, diventata un caso mondiale, di un nuovo Caravaggio a Madrid al busto di Canova ritrovato in una collezione privata, dall'apparizione di nuove opere di Guido Cagnacci, Lorenzo Lotto e Guercino all'emozione di ampliare il catalogo di Jusepe de Ribera, Sassoferrato, Beniamino Simoni e Luca Giordano. Un viaggio inesauribile, che a ogni pagina rivela una sorpresa: Vittorio Sgarbi ci conduce al suo fianco nell'avventura dell'arte ritrovata.
Capolavoro dei neorealismo, "Ladri di biciclette" è tra le prime testimonianze di come la maggioranza degli intellettuali italiani non abbia avuto il coraggio di rappresentare senza reticenze, con le sue luci e le sue tragiche ombre, il periodo che va dal 25 luglio 1943 alla Liberazione del 25 aprile 1945. Camuffare, distorcere, sorvolare, occultare: queste furono le parole d’ordine. "Ladri di biciclette" fu tratto da Vittorio De Sica e Cesare Zavattini dall’omonimo romanzo di Luigi Bartolini. Il film racconta nel 1948 la Roma affranta del dopoguerra, che con fatica, come tutta l’Italia, cerca di rinascere. Ma il romanzo narra di un furto avvenuto nel settembre 1944, quando la città, dopo quella nazista, subisce l’occupazione angloamericana. È il biennio della guerra di Mussolini perdura, la guerra che gli italiani non volevano. Il biennio della morte della Patria, della guerra civile, di chi combatte e di chi sta a guardare, dalla casa in collina di Cesare Pavese. Il tempo della sofferenza e dell’ambiguità. Scavare nelle riviste, nei diari, nelle memorie, nella cinematografia dell’epoca, aiuta a comprendere perché sia stato così difficile fare collettivamente i conti con quel passato.
"In un bilancio dell’attività letteraria svolta nel 1848, Kierkegaard dichiara che ‘La malattia mortale’ «è certamente la cosa più perfetta e più vera ch’io abbia scritta» e la sua pubblicazione, come la scelta dello pseudonimo, gli procurò pene di spirito senza numero. Dalle indicazioni lasciate nelle Carte inedite sappiamo che nel suo primo abbozzo l’opera era stata concepita in forma di una serie di «Discorsi edificanti» (i ‘Talers Form’) e riuscì invece il trattato più teoreticamente teso e organicamente costruito della teologia kierkegaardiana. […] Si può ben dire che nessuno scritto dà, più di questo, il timbro profondo della sua anima e l’esatta impressione del suo potere di scavare i recessi più impervi dello spirito. Possiamo senz’altro dire che con ‘La malattia mortale’ si compie una nuova crisi definitiva nell’opera kierkegaardiana, che raggiunge la compiuta forma della sua maturità e positività." (Dallo scritto di Cornelio Fabro)
Il Codice di Procedura civile Esplicato Minor, nel formato tascabile, riporta per ogni articolo un breve commento che permette una più facile comprensione della norma, ciò al fine soprattutto di evidenziare la ratio dei principali articoli, i collegamenti tra le varie disposizioni e le novità normative. In particolare questa ventisettesima edizione è aggiornata alla Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022) che ha inciso profondamente sul Codice di procedura civile investendo più di 270 articoli. Completa il lavoro una selezione di leggi complementari (Controversie di diritto societario, Crisi d'impresa, Diritto internazionale privato, Durata ragionevole del processo, Mediazione, Relazione tra giudizio penale e giudizio civile, Riforme processuali e Riti semplificati) pure esse dotate di una breve ed essenziale nota introduttiva esplicativa. Attraverso il Qrcode saranno resi inoltre disponibili online gli aggiornamenti normativi che dovessero intervenire successivamente. A chi si rivolge questo Codice di Procedura civile Esplicato Minor: agli studenti universitari che vogliono affiancare allo studio del manuale, un codice corredato da brevi note e commenti che facilitano la lettura degli articoli del c.p.c.; a chi affronta la preparazione di un concorso con prove a quiz dove spesso è oggetto di test proprio il dato normativo contenuto nel codice; al professionista che vuole consultare un codice aggiornato e maneggevole ma non vuole rinunciare al corredo di note e commenti seppur essenziali.