L'aborto è un argomento divisivo, polarizzato tra chi difende la libertà della donna e chi il diritto del bambino a nascere. Ma cosa si sa delle ragioni che inducono oggi una donna a pensare di abortire? Della solitudine e del dolore che prova di fronte a questa drammatica scelta, di quali condizionamenti subisce. L'autrice, che da anni collabora con il Numero Verde “maternità difficile” della Comunità Papa Giovanni XXIII, ci fa entrare in questo mondo sommerso, dando voce alle storie di queste donne, e di altre donne che si mettono al loro fianco, offrendo il proprio aiuto. Storie dall'esito diverso, ma ugualmente importanti per fare luce su quelle zone d'ombra che circondano il tema dell'aborto, disseminate di indifferenza e solitudine.
Il nostro futuro si giocherà in Africa. Il mondo la osserva con un'attenzione nuova. È il baricentro demografico del pianeta: lì si concentrerà la crescita della popolazione in questo secolo, mentre la denatalità avanza altrove. Un'altra sfida riguarda le materie prime, in particolare materiali strategici nella transizione verso un'economia sostenibile: molti dei minerali e metalli rari indispensabili per i pannelli solari o le auto elettriche vengono estratti in Africa. Del continente gli italiani conoscono solo una narrazione pauperistica e catastrofista. L'Africa è descritta come l'origine della «bomba migratoria» che si abbatterà su di noi. Viene compianta come la vittima di tutti gli appetiti imperialisti e neocoloniali: quelli occidentali o la nuova invasione da parte della Cina. Fa notizia solo come luogo di sciagure e sofferenze: conflitti, siccità e carestie, sfruttamento e saccheggio di risorse, profughi che muoiono attraversando il Mediterraneo. Dagli anni Settanta, quando si spensero le prime speranze di rinascita nell'epoca dell'indipendenza post-coloniale, l'Occidente ha mescolato la sindrome della pietà, i complessi di colpa e una «cultura degli aiuti umanitari» destinata a creare dipendenza e corruzione. Contro gli stereotipi s'impone una nuova narrazione. Ce la chiedono autorevoli personalità africane, che si riprendono il diritto di raccontare l'Africa così com'è davvero, senza piangersi addosso, ribellandosi ai luoghi comuni occidentali. L'Africa non è una nazione, è un continente immenso con diversità enormi, dal Cairo a Johannesburg, da Addis Abeba a Lagos. Non è solo sofferenza e fuga, come dimostra la sua straordinaria vitalità culturale. A New York, Londra e Parigi siamo invasi da romanzi, musica, film, pittura e mode creati da nuove generazioni di artisti africani. La diaspora brilla per le eccellenze: negli Stati Uniti i recenti immigrati dall'Africa hanno dato vita a una delle comunità etniche di maggior successo. Esiste un protagonismo africano. Sbagliamo quando descriviamo il continente soltanto come «oggetto» di manovre altrui (America, Cina, Russia, Europa). Senza ricadere nelle illusioni dell'Afro-ottimismo che già si sono accese e spente nei decenni passati, questo saggio è una provocazione contro la pigrizia intellettuale e un antidoto contro le lobby che usano l'Africa per i propri scopi. Il nostro sguardo deve cambiare perché lo sguardo degli africani su se stessi sta cambiando. Fallito il modello degli aiuti, fallite le dittature e gli statalismi, mentre c'è chi tenta di importarvi il «modello asiatico», noi europei dobbiamo uscire dalla nostra passività. Quasi un ventennio fa, Federico Rampini fece scoprire agli italiani un'Asia nuova, in vorticoso cambiamento, con Il secolo cinese e L'impero di Cindia. Oggi affronta con lo stesso approccio spregiudicato il Grande Sud globale, guidandoci nella sua riscoperta senza paraocchi, da testimone in presa diretta, attraverso reportage di viaggio e dando la voce a personaggi che fanno la storia.
Dall'amore di don Renzo Bonetti per la famiglia scaturiscono l'approfondimento teologico e il "Progetto misterogrande". Don Renzo, infatti, non solo si prende cura delle coppie, offrendo percorsi di discernimento e catechesi, ma va oltre, nel desiderio di mostrare come il sacramento del matrimonio rispecchi la relazione nuziale tra Cristo e la Chiesa. Per dare solide fondamenta alla ricerca, Bonetti ha incentivato la collaborazione con biblisti, teologi e studiosi a livello scientifico-accademico. L'Autore del presente studio si pone l'obiettivo di offrire una prima sintesi di queste molteplici intuizioni in ordine alla grazia del sacramento delle nozze, alla missione ecclesiale degli sposi, alla spiritualità specifica della coppia, alla complementarità con l'ordine sacro; tali intuizioni costituiscono la cifra più alta del pensiero di Bonetti, in una connessione tra molteplici aspetti di quello che è probabilmente un unicum nell'attuale panorama ecclesiale.
Più volte la Parola di Dio utilizza il mistero affascinante del seme, con le sue ricche valenze espressive. La parabola del seminatore è la più importante delle parabole, per il suo valore introduttivo alla predicazione e al mistero di Cristo. In essa il seme è senz'altro la Parola, che cade su tipi diversi di terreno, ricevendo quattro possibili diverse accoglienze da parte del cuore umano: non comprendere la Parola, non essere disposti a donare la vita, anteporre le ricchezze alla Parola, portare frutto in varia misura.
Il dolore del parto è un’esperienza che troppo spesso viene confusa con la sofferenza. Il dolore, in quanto passaggio da una dimensione ad un'altra, è una esperienza spirituale; la sofferenza è invece uno stato della mente e da questa viene attivato e subito. Attraverso il racconto delle esperienze di tre donne e pochi semplici cenni scientifici di un paio di esperti, nel libro l'Autrice prova a descrivere tutto ciò.
Cercare conforto nella routine può portare alla monotonia nella vita spirituale e ridurre la fede a rituali vuoti. Con le parabole della torre e del re che si appresta a scendere in battaglia, Gesù esorta chi lo sta seguendo a risvegliarsi dal torpore e a prendere in mano la propria esistenza, conformandola sempre di più alla sua, accogliendo il rischio di andare controcorrente.
Oggi si è credibili non soltanto nel curare, come fanno i medici, ma anche nel prendersi cura dell’altro. E' una terapia possibile a tutti, se eseguita per compassione. A imitazione del buon Samaritano, essa consiste nel mettersi in viaggio, provare tenerezza, porsi in ascolto, sentirsi già “misericordiati”, offrire fiducia e, soprattutto, nell’osservare ogni volto che sia umano.
L'esperienza cristiana è fin da principio legata alle cose più semplici e concrete del vivere, come il chicco di grano, che solo morendo può dare la vita. E col quale ha voluto identificarsi Dio stesso, in Cristo, per offrirci la verità e aprirci la via, affinché ci si ritrovi con lui un giorno nella gioia del suo Regno.
Nella parabola evangelica del fico sterile si colgono la consapevolezza della sterilità dell'albero di fico come allegoria del vizio dell'accidia, l'inflessibilità del padrone deciso a tagliare il fico sterile che si scontra con la flessibilità misericordiosa del vignaiolo, l'invito del vignaiolo al padrone di attendere ancora un anno come invito a vivere la virtù della pazienza, la certezza interiore di riuscire a rendere fertile il fico e quindi di evitare che venga tagliato. Tutto ciò è talmente forte nel vignaiolo che sembra una meditazione subliminale del morire prima di morire.
Il desiderio di Dio, e non dei beni materiali, è ciò che caratterizza il cuore del credente. Dobbiamo sforzarci di trasformare la cupidigia, l'attaccamento ai beni, in desiderio di Dio. La prima spinge il ricco stolto ad allargare i suoi magazzini per stiparvi ancora più grano, il secondo invece dilata il nostro cuore nell'attesa e ci rende capaci di un incontro che ha il respiro dell'infinito.
Pregare senza stancarsi è infondo il segreto della vita cristiana, un atteggiamento interiore che risponde ad una fiducia piena in colui che è sempre pronto ad accoglierci. Nel rapporto con Dio riscopriamo la vera paternità di cui siamo destinatari; contro una dilagante cultura del sospetto e dell'illazione, in lui ricopriamo di essere figli amati ed ascoltati, accolti nel profondo in un abbraccio che tutto comprende e che dispone alla missione.