Il volume si apre con un corposo capitolo che, con prese di posizione anche polemiche nei confronti delle voghe relativistiche contemporanee, riflette a tutto campo sulla storia, la sua funzione e le sue attuali prospettive; il secondo capitolo traccia invece a grandi linee l'evoluzione del concetto di storia dagli albori della civiltà a oggi. Due capitoli ulteriori mettono a fuoco i rapporti della storiografia da un lato con la sociologia, e dall'altro con la filosofia. L'ultimo capitolo infine tratta delle fonti per lo studio della storia.
Il volume raccoglie 47 testimonianze di esponenti del mondo cattolico che hanno partecipato in modo diverso all'esperienza resistenziale. L'opera intende offrire un contributo alla più recente produzione storiografica e all'articolato dibattito che ad essa si è accompagnato relativamente alla presenza, al ruolo e al significato della partecipazione cattolica alla Resistenza. Ai risultati finora acquisiti attraverso lo studio di una vasta gamma di fonti scritte, si è voluto affiancare l'apporto della storia orale quale proficuo strumento di integrazione e di verifica della documentazione e della letteratura sul tema.
Con Thomas Beckett, Abelardo ed Eloisa e Guglielmo d'Ockham attorno a tre importanti idee medioevali, ad ognuna delle quali è dedicato un capitolo del libro. Così l'assassinio di Beckett ci introduce al tema della sovranità e del doppio corpo del re, la vicenda di Abelardo ed Eloisa ci inizia all'etica dell'intenzione, mentre il sopravvenire della peste per Guglielmo d'Ockham ci dischiude l'idea della povertà francescana.