La comunicazione è parte integrante dell'azione amministrativa. Per assicurare trasparenza totale verso cittadini e media deve essere realizzata da un professionista: il giornalista pubblico. Chiamato impropriamente "addetto stampa", solo di recente è stato definito il suo profilo, nonostante l'ufficio stampa sia riconosciuto nella pubblica amministrazione dal 2000. Ma si tratta ancora di una figura poco conosciuta; la sua è stata finora una vita professionale vissuta nell'ombra. Eppure svolge un ruolo fondamentale nella produzione delle notizie ed è fonte primaria di informazione. Questo libro ne ricostruisce la storia, a partire dal lungo percorso che ha portato dalla segretezza dello Stato alle legittime esigenze di trasparenza che assegnano al giornalista pubblico un ruolo da protagonista nella definizione del patto di fiducia tra amministrazioni pubbliche e cittadini che riguarda anche la vita democratica di ciascuno di noi.
Il volumetto Baciami! Lectio divina sul Cantico dei Cantici, è nato dal desiderio dell’Autore di condividere la preghiera personale suscitata da questo libro biblico. Gli appunti sono stati poi ordinati in modo da essere traccia di eventuali esercizi spirituali. Lo schema di ogni capitolo segue i quattro momenti della “lectio divina”: lectio, meditatio, oratio e contemplatio. Il momento della lectio è ridotto al minimo, a volte addirittura si passa direttamente all’attualizzazione della meditatio. Per l’oratio, normalmente, si propone la preghiera d’un salmo; mentre per la contemplatio, l’Autore si lascia ispirare dal testo biblico, per esprimere, in modo “poetico”, i sentimenti di chi sa identifi carsi con la sposa del Cantico.
Salvatore Piga
Nato a Sassari nel 1944; ha emesso la prima professione monastica nell’Abbazia Trappista delle Tre Fontane (Roma) nel 1968, dove è stato ordinato presbitero nel 1973. Ha conseguito la licenza in teologia spirituale alla Pontifi cia Università Gregoriana nel 1978. Divenuto, dal 1981, membro della Comunità benedettina di San Pietro di Sorres, lì ha svolto un pluriennale ministero di predicazione di esercizi spirituali, sempre con il metodo della “lectio divina”. Attualmente è penitenziere della Basilica papale di San Paolo Fuori le mura. Ha pubblicato un libricino sui Salmi delle ascensioni, dal titolo Cammino di libertà, Edizioni la Collina. Collabora dal 2004 ai fascicoli mensili dell’Ed. ART, Messa meditazione. Durante l’anno paolino ha contribuito regolarmente con le sue “lectio” agli inserti del mensile Paulus, raccolti ora nel volume Paulus, epistolario di Paolo, Edizioni Società San Paolo.
"Scrivi questo: prima di venire come Giudice giusto, vengo come Re di Misericordia.
Prima che giunga il giorno della giustizia sarà dato agli uomini questo segno in cielo: si spegnerà ogni luce in cielo e ci sarà una grande oscurità su tutta la terra.
Allora apparirà in cielo il sego della Croce e dai fori, dove furono inchiodati piedi le mani del Salvatore, usciranno grandi luci che per qualche tempo illumineranno la terra.
Ciò avverrà poco tempo prima dell'ultimo giorno".
(Diario, quaderno l, par. 83).
Opere complete di santa Elisabetta della Trinità è una traduzione migliore e più fedele al testo originale rispetto alle versioni precedenti. Il prodotto è frutto del lavoro e della collaborazione di diverse persone con ambiti distinti di competenza nella conoscenza della lingua francese, della mistica carmelitana e dei criteri ermeneutici. Prezioso anche il contributo fornito dall'apparato critico. La trasposizione fedele delle introduzioni e delle note dall'originale francese delle edizioni Du Cerf è di una ricchezza ineguagliabile. Non c'è trattato spirituale, diario, lettera, preghiera o poesia che non trovi la sua spiegazione e la sua collocazione. Questa ricchezza si deve al lavoro paziente, sapiente e meticoloso di padre Conrad De Meester, ocd, che ha dedicato la sua vita a studiare, catalogare e a sottoporre a un esame di critica testuale, di esegesi e di ermeneutica tutto il materiale d'archivio, i manoscritti riguardanti il testo e la vita delle due "sorelle nello spirito", Teresa di Lisieux ed Elisabetta di Digione. Arricchiscono la presente edizione gli indici e le appendici poste in fondo al volume. Rispetto alla precedente edizione degli Scritti, si ha il vantaggio di avere a disposizione le Opere complete. Il lettore può accedere così a tutti i testi di Elisabetta conosciuti. Dalle molteplici fonti e numerose citazioni o allusioni presenti nel testo, si potrebbe ricavare l'impressione di una mancanza di originalità nel pensiero della Santa. In realtà, sono queste stesse dipendenze a esaltarne la spiritualità e l'equilibrio. Elisabetta sa cogliere e sperimentare l'essenziale di ogni autore con cui entra in contatto. La Carmelitana di Digione si inserisce in una scia di testimoni che, partendo dalla rivelazione biblica, attraversa la storia della mistica cristiana.
L'appartenenza a una religione o a una specifica cultura incide profondamente sulla concezione del corpo e della malattia, sul modo di vivere l'esperienza del dolore, sull'interpretazione della nascita e della morte, nonché sul come e da chi essere assistiti durante la degenza ospedaliera, specie se questa condurrà a un esito infausto. Il volume si propone di offrire uno spunto da cui partire per riflettere sulle problematiche legate, nel contesto della cura, alle nuove sfide lanciate dalla diversità spirituale caratteristica di una società sempre più plurale.
Come distaccarsi da un amore malato, afflitto da litigi perpetui, manipolazioni, fughe e ritorni? Trovando un'altra ossessione, come se ci si innalzasse su un ramo più alto dello stesso albero: questo racconta Deborah Gambetta nello stupefacente romanzo che avete in mano, in cui l'incontro con la vita e il pensiero di Kurt Gödel - uno dei maggiori matematici della Storia, autore di teoremi fondamentali per l'intero edificio della scienza e della tecnica - rappresenta l'innesco di una vita nuova, l'iniziazione a un universo misterioso e fantastico. Con la dedizione assoluta di chi deve salvarsi la vita, l'autrice/narratrice si rifugia nella matematica e al contempo nella conoscenza personale, quasi viva, dell'uomo Gödel: solo così troverà la chiave per fare i conti con l'assenza di senso, l'incaponirsi del destino, la casualità delle vicende umane. "Incompletezza" è un romanzo unico nella sua riuscita fusione di due grandi temi apparentemente opposti: da un lato la ricerca di una passione materiale definitiva, che ci spossessi per sempre di noi, dall'altro l'ambizione a una conoscenza pura e astratta, che contempli soltanto sé stessa. Il genio sovrannaturale e umanissimo di Kurt Gödel può trasformarsi allora, per chi narra e per chi legge, in un nuovo Virgilio, in una guida verso un senso possibile, verso un ordine fragile ma autentico della vita e del mondo.
«In fondo, la vera materia della Storia, quel che la costituisce, è pur sempre la geografia». È su questo assunto che Paolo Pagani dà inizio al suo viaggio, in parte biografia e in parte reportage, in parte narrazione romanzesca e in parte memoir, sulle tracce di Walter Benjamin, filosofo inafferrabile, randagio per vocazione prima ancora che per necessità, intellettuale raffinatissimo e poliedrico, capace di interessarsi a «una costellazione di temi solo in apparenza inconciliabili: il messianismo teologico, i giocattoli, i romanzi gialli, l’arte, il dramma barocco tedesco, la radio, la fotografia, i nuovi media, le esperienze allucinogene con gli stupefacenti, le città e i loro misteri nascosti benché eloquenti». Eppure incamminarsi con lui attraverso le sue esperienze, i suoi nomadismi, il suo pensiero spesso impervio e anticipatore significa non soltanto seguire il dipanarsi di un’esistenza, ma anche compiere un itinerario incandescente dentro a una stagione di ferro e fuoco, dagli inizi del Secolo Breve sino allo scoppio della Seconda guerra mondiale. Significa incontrare Benjamin, dunque, ma anche le idee della sua epoca, i formidabili ingegni del suo tempo: da Ernst Bloch a Theodor Adorno, da Max Horkheimer a Bertolt Brecht, da Hannah Arendt a Joseph Roth e moltissimi altri. E quel cammino che Pagani ha ripercorso quasi passo passo per infiniti anfratti d’Europa non poteva che cominciare dalla fine, dalla stanza numero 4 dell’hotel di Port-Bou, al confine tra Francia e Spagna, dove intorno alle dieci di sera del 26 settembre 1940, sopraffatto dalla tragedia della Storia e dalle assurdità degli uomini, il dottor Walter Benjamin ingoia una dose letale di pillole di morfina e muore. A un soffio dalla salvezza e per sempre ignaro dell’ultima, feroce beffa della sorte. Figlio indisciplinato e renitente di un grand seigneur, uomo sfortunatissimo e totalmente sprovvisto di senso pratico, marxista eterodosso e libertario, filosofo atipico e sincopato, indagatore della modernità capitalista, critico letterario sopraffino, traduttore di Baudelaire e Proust, teorico rivoluzionario molto sui generis, scrittore asistematico ma saggista eccelso, Walter Benjamin, classe 1892, una delle figure intellettuali più originali, inclassificabili e poliedriche del Novecento, vittima predestinata della barbarie.
La prassi quotidiana dell'operatore o dell'assistente sociale è costellata di aspetti burocratici che s'incarnano sempre in documenti scritti da elaborare per ogni occasione di rapporto con le istituzioni. Il libro di Floris e Mostardi si propone di aiutare gli addetti dei servizi sociali in questo lavoro di scrittura puntuale ed efficace. La prima parte del manuale è stata pensata come una guida per orientarsi nei procedimenti corretti di costruzione di un testo e affinare le competenze della pragmatica della comunicazione: dall'aspetto sintattico della frase, alla punteggiatura, dal registro linguistico appropriato, all'organizzazione dei diversi testi. La seconda parte invece è centrata sulle differenti tipologie testuali in uso nel lavoro pratico dei professionisti del sociale, con l'obiettivo di migliorare la scrittura argomentativa e informativa nelle comunicazioni formali con interlocutori diversi, oltre alla corretta stesura di progetti e documentazione degli interventi. Un'ultima parte è dedicata alle innovazioni tecnologiche delle intelligenze artificiali, come ChatGPT che ha aperto nuovi orizzonti e riflessioni nella scrittura.
La Guida si presenta come un prezioso compagno di viaggio nella comprensione e nell'uso delle risorse bibliografiche, degli strumenti e dei servizi offerti dalla biblioteca dell'Università per lo sviluppo di una ricerca scientifica. Pone attenzione alla definizione e all'impiego dei repertori bibliografici, dei cataloghi, dei discovery tool, delle banche dati, dei portali, delle collezioni digitali e valorizza le risorse open access liberamente e gratuitamente disponibili in rete. Si focalizza sulla ricerca bibliografica, sulla stesura di un testo, sullo stile citazionale, sulle strategie d'interrogazione e sugli strumenti che consentono di trovare, identificare, selezionare, ottenere e utilizzare in modo consapevole, corretto e critico risorse bibliografiche di qualità per produrre un testo. Il risultato è la presentazione del metodo bibliografico come strumento per la ricerca e della biblioteca come laboratorio di conoscenza, spazio di studio, luogo di lavoro e d'incontro con persone che condividono il medesimo percorso di formazione e crescita personale
Molto tempo prima che giungesse in Occidente la grande letteratura concentrazionaria sovietica, donne e uomini di sinistra (esuli russi compresi) iniziarono a raccogliere testimonianze e documenti su arresti, deportazioni e lavoro forzato realizzati dallo stato sovietico. Tra le due guerre, a Praga e a Berlino, a Parigi e a Londra fino a Città del Messico e a New York, una rete transnazionale lavorò a un immaginario primo "libro nero" del comunismo sovietico. I protagonisti di questo grande impegno morale e intellettuale vissero vicende alterne: spesso si trovarono ad essere una forza minoritaria, perché le ragioni commerciali, politiche e ideologiche si dimostrarono in Occidente più forti della difesa dei diritti umani. In altri casi essi riuscirono invece a collegarsi alle strategie geopolitiche dei governi statunitense e britannico e al processo di formazione di norme giuridiche a livello internazionale. L'aver insistito per decenni che un mondo migliore si costruisce espandendo i diritti degli individui, e non proteggendo la sicurezza dello stato rivoluzionario, ha forse salvato le ragioni della sinistra come forza globale nel XXI secolo.
Nel nostro cielo solcato da satelliti brilla ancora la luce di una stella divina. E non potrebbe essere diversamente: tutta l'evoluzione tecnologica dell'umanità ha radici spirituali, forse persino mistiche. Questa, almeno, è la verità cui è giunto Nuccio Bovalino quando, ispirato dalle gesta di mistici e profeti, ha iniziato a cercare nel cuore della società digitale e algoritmica le tracce dell'antico mondo dei simboli, dei miti e degli dèi. Del resto, se il sacro ha sempre svolto la funzione di salvare l'umanità dalle sue angosce e paure, donando un senso alla vita, oggi questa funzione sembra essere stata completamente assunta dalle nuove tecnologie. I satelliti, come angeli d'acciaio, vegliano sulle città; la rete, come uno spirito avvolgente, ci connette in un dialogo istantaneo, come in una comunione spirituale. Ogni giorno guardiamo alle intelligenze artificiali e alla robotica come a quelle potenze che garantiranno l'accesso a un nuovo paradiso terrestre. Viviamo un futuro anteriore, un avvenire tecnologico che ha la forma di un cosmo medioevale. Ma se così stanno le cose, allora questa nostra epoca di alchimie cibernetiche e algoritmi predittivi, di apocalissi cinematografiche e di brand divenuti icone, è anche l'epoca in cui si ripropone con più forza il dilemma tra salvezza e dannazione, tra un uso messianico della tecnologia e un suo uso esclusivamente ludico.