"Il bellissimo libro di Elias è un'affascinante rappresentazione del mondo della corte di Luigi XIV" (Giovanni Bechelloni)
Gli splendori di Versailles, i fasti e gli sprechi di un'aristocrazia al tramonto, le follie dell'etichetta come spie di una società complessa e fortemente gerarchizzata. Analizzando i rituali della corte francese ai tempi del Re Sole, Elias ricostruisce le origini e l'evoluzione di un sistema sociale nato in Francia, ma affermatosi poi in tutta Europa fino alla Rivoluzione e oltre, e coglie l'essenza del rapporto tra forme del cerimoniale, linguaggio dei rapporti sociali e potere.
Di Norbert Elias (1897-1990) il Mulino ha pubblicato: "La solitudine del morente" (1985), "Saggio sul tempo" (1986), "Humana conditio" (1987), "Coinvolgimento e distacco" (1988), "Il processo di civilizzazione" (1988), "Sport e aggressività" (con E. Dunning, 1989), "La società degli individui" (1990), "Mozart. Sociologia di un genio" (1991), "I tedeschi" (1991), "Teoria dei simboli" (1998), "Tappe di una ricerca" (2001), "Strategie dell'esclusione" (con J.L. Scotson, 2004), "La civiltà delle buone maniere" (2009) e "Potere e civiltà" (2010).
"Una novità rilevante sul piano delle fonti... un importante contributo dal punto di vista interpretativo" (Simonetta Fiori)
"Un libro godibile, tutto fatti, spesso ignoti anche al pubblico colto, e che tra i filoni di indagine fa posto anche a dimensioni di solito trascurate" (Ernesto Galli della Loggia)
La prima, grande sintesi di storia sovietica basata sulla documentazione resasi disponibile dopo il collasso dell'Urss e sulle ricerche condotte su di essa, una ricostruzione nuova, e diversamente credibile, di una storia che ha affascinato e impaurito il XX secolo. Due dittature (Lenin e Stalin), due guerre mondiali, una guerra civile, due carestie sterminatrici, nonché una spaventosa operazione di terrore preventivo formano lo sfondo su cui Graziosi tesse il racconto, stringente e pieno di fatti, della costruzione del "grande esperimento" sovietico.
Andrea Graziosi insegna Storia contemporanea nell'Università di Napoli "Federico II" ed è presidente della Sissco, la Società italiana per lo studio della storia contemporanea. Con il Mulino ha pubblicato anche "Guerra e rivoluzione in Europa 1905-1956" (2002), "L'Unione Sovietica in 209 citazioni" (2006), "L'Urss dal trionfo al degrado. Storia dell'Unione Sovietica, 1945-1991" (2008) e "L'università per tutti" (2010). Il presente volume ha ricevuto il Premio Piemonte Storia 2008.
"Il più importante libro sulla sociologia del suicidio che sia stato scritto da un secolo a questa parte" (Randall Collins)
Il peggiore di tutti i peccati o la massima espressione di libertà, una vendetta privata nei confronti di chi ci ha fatto torto o un'arma potente contro i nemici del proprio popolo, la difesa dell'onore di un eroe sconfitto o l'atto di fedeltà di una sposa virtuosa verso il marito defunto. In un grande affresco storico comparato il volume fa luce sul suicidio come fenomeno socio-culturale illustrando le motivazioni che ne stanno alla base e i significati che ha assunto nelle diverse culture.
Marzio Barbagli insegna Sociologia nell'Università di Bologna. Tra le sue pubblicazioni con il Mulino: "Sotto lo stesso tetto" (II ed. 2002), "Omosessuali moderni" (con A. Colombo, II ed. 2007), "Immigrazione e sicurezza in Italia" (2008) e "La sessualità degli italiani" (con G. Dalla Zuanna e F. Garelli, 2010).
Una guida ai misteri della Sicilia cinquecentesca. Questa Indagine rivela i Beati Paoli come il braccio armato di una strategia di tensione volta a guidare, e dare siciliana specificità, a ciò che per l’Europa gli storici hanno chiamato «il tradimento della borghesia», ovvero il passaggio, il «riciclaggio», ai privilegi della nobiltà di dinastie di mercanti e banchieri. Ma l’aver mostrato che «la setta non è misteriosa come si è successivamente ritenuto» sposta l’ombra dell’enigma dai Beati Paoli ai torbidi di un’età di passaggio non del tutto decifrata; ne addita celate coincidenze e possibilità diverse di lettura.
Francesco Paolo Castiglione, storico appassionato e coltissimo delle cose di Sicilia, era nato a Palermo nel 1939. Tra i suoi scritti: La Confraternita Imperiale dei Sette Angeli in «Archivio storico siciliano» (1982), Una regina contro il Risorgimento. Maria Sofia delle due Sicilie (1992), Malasicilinità. Alle radici storiche della società siciliana (1996), Cose di giustizia. Il carcere a Palermo dai Viceré all’Unità d’Italia (1998). Con Sellerio ha pubblicato Il segreto cinquecentesco dei Beati Paoli (1999) e postumo Dizionario delle figure, delle istituzioni e dei costumi della Sicilia storica (2010). È morto nel 2002.
La più terribile fabbrica della morte nazista nel folgorante, esemplare reportage - fondato su testimonianze di prima mano e scritto subito dopo la liberazione del campo, nell'autunno 1944 - da un inviato d'eccezione.
I saggi qui raccolti si propongono di leggere alcune immagini cinquecentesche - capolavori di affermati maestri o dipinti pressoché sconosciuti - come documenti di storia politica, sociale e religiosa del Cinquecento italiano, utilizzandole come vere e proprie fonti iconografiche, a prescindere dalla prospettiva stilistica e formale ancora prevalente nella storia dell'arte. Ritratti di personaggi illustri nascondono e al tempo stesso manifestano difficili legittimazioni dinastiche o complesse vicende inquisitoriali; criptici emblemi racchiudono raffinati messaggi teologici; comuni raffigurazioni devote, - santi, crocifissioni, deposizioni - permettono di gettare nuova luce sulle inquietudini spirituali che percorsero l'Italia negli anni del concilio di Trento e che coinvolsero anche personaggi come Michelangelo Buonarroti e Vittoria Colonna; scene apparentemente innocue esprimono in realtà manifesti ideologici della Controriforma militante.
Il 27 novembre 1095 a Clermont, in Alvernia, papa Urbano II lanciò un vibrante appello alla cristianità: bisognava liberare Gerusalemme e i luoghi santi dalla tutela dei musulmani. Quel giorno fatidico iniziò la storia delle crociate, destinata a durare fino alla metà del XIII secolo.
Anche se in realtà, come spesso accade, le cose furono un po' più complicate. Perché Urbano II non pronunciò la parola «crociata», un termine che all'epoca non esisteva ancora. Inoltre l'intero medioevo è attraversato da movimenti collettivi, da pellegrinaggi di esaltati, da guerre sante: diventa dunque difficile definire e circoscrivere l'ambito delle crociate, e infatti il dibattito tra gli storici sulla loro vera natura e sulle loro caratteristiche è ancora oggi assai vivace.
Alain Demurger illumina, con la sua inarrivabile competenza, il rapporto tra le crociate e le «guerre sante», che hanno insanguinato e insanguinano la storia. Da un lato le spedizioni delle armate cristiane verso la Palestina somigliano per molti aspetti a esperienze storiche antecedenti, come la grande offensiva dell'imperatore bizantino Eraclio contro i persiani nel VII secolo o le prime fasi della lenta riconquista della penisola iberica. Tuttavia le crociate rappresentarono indubbiamente un fenomeno inedito: non fu solo un'idea nuova, fu anche una pratica destinata a creare rapidamente le proprie istituzioni.
Crociate e crociati nel medioevo ricostruisce una vicenda storica memorabile e controversa: risale alla nascita di questo sogno collettivo e ne segue l'evoluzione. Approfondisce i risvolti religiosi e militari. Individua le fonti di finanziamento per imprese costosissime e ne studia le ricadute economiche. Racconta le spedizioni, le battaglie e le stragi. Nel quadro inserisce episodi e personaggi memorabili, raccontati con vivacità. È un affresco completo e affascinante che abbraccia diversi secoli e che dal lontano passato riverba ancora sull'attualità.