L'Italia unita fu per secoli il sogno retorico-moralistico di letterati e poeti, fu il progetto d'ambizione di Casa Savoia. Ma appena l'Italia venne messa insieme con i pezzi raccolti, il Sud si ribellò e ingaggiò una sanguinosa guerra di secessione. Al Nord i favorevoli all'unità erano poche migliaia, al Sud anche meno. Trent'anni dopo l'unità, l'Italia era già scossa da tentazioni separatiste, sia al Nord che al Sud, e gli argomenti in discussione erano gli stessi di oggi: la corruzione civile, la criminalità organizzata, le clientele politiche, i differenti costumi, l'assistenzialismo. Nel libro si tenta di spiegare, senza omissioni o interpretazioni arbitrarie, le ragioni del Nord e del Sud, senza tacere i torti equamente ripartiti, le bugie e le falsità che si sono dette, da entrambe le parti.
Mario Carotenuto è nato a Gosaldo (Belluno) nel 1963, vive e lavora a Brescia dal 1989. Si è laureato presso la facoltà di Scienze politiche di Siena, dove ha conseguito una laurea e una laurea specialistica. È a capo del Gruppo di Brescia del Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta (C.I.S.O.M.). Si è specializzato nella Gestione degli interventi nelle crisi internazionali e dal 2001 rivolge studi e ricerche sulla natura, la strategia, i mezzi e gli scenari di azioni terroristiche. È docente di “Diritto internazionale umanitario” e “Misure di autoprotezione in aree a rischio sociale, criminalità e terrorismo” al corso di perfezionamento in medicina tropicale e salute internazionale istituito presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Brescia. Appassionato di storia dei conflitti nel mondo contemporaneo, ha dedicato studi approfonditi e ha avviato meticolose ricerche sulla Grande Guerra, cha hanno portato alla realizzazione della presente opera. È donato di devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta, cavaliere del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, confratello della Compagnia dei custodi delle SS. Croci della cattedrale di Brescia e membro della Kaiser Karl Gebets-Liga per la Lombardia.
L'inedita storia secolare di una 'capitale' del Mediterraneo dal punto di vista della centralità bizantina.
Come un fiume sotterraneo e nascosto, la stregoneria, o pratica della magia nera, e soprattutto la “caccia alle streghe” hanno percorso nei secoli la cultura occidentale, sfociando negli eclatanti episodi del tardo Medioevo e dei secoli centrali dell’età moderna, con i processi, le torture, i roghi in cui furono coinvolte centinaia di migliaia di donne in tutta Europa e anche nel Nuovo Mondo. In questo saggio Giordano Berti, che alla stregoneria ha dedicato molti importanti studi, traccia una panoramica completa del fenomeno e lo analizza sotto molteplici punti di vista, da quello antropologico a quello folcloristico e più squisitamente storico.
Alla fine del XIX secolo i Balcani erano visti come luogo di instabilità politica e di feroci conflitti tra le diverse etnie. Dopo la Prima guerra mondiale, con l’espressione "balcanizzazione" si finì per intendere la riduzione di uno Stato a un disordine politico perpetuo. A tutt’oggi, i Balcani continuano a essere considerati una terra di nessuno tra l’Occidente e l’Oriente, oppressi dal fardello di un passato pesante, focolaio degli odi ancestrali tra i diversi gruppi etnici. Il libro intende rivolgersi soprattutto al lettore che non si accontenta di una prospettiva schiacciata sul presente, ma vuole invece comprendere i problemi di una regione che sta faticosamente emergendo dalla marginalità storica. In questa seconda edizione, il testo è stato aggiornato e ampliato considerando anche le vicende della Turchia dal 1923 ad oggi.
Atleti, intellettuali e spie:
sul palcoscenico di una Roma torrida e romantica
rivivono gli indimenticabili protagonisti
di giochi olimpici entrati nella leggenda
e del grande gioco
della politica internazionale.
“Maraniss racconta con la precisione di uno storico
e lo stile avvincente di un romanziere.
Roma 1960 si popola così di personaggi strani
e di storie segrete o dimenticate.”
– La Repubblica
“Chi ama lo sport e la politica
deve avere questo libro.”
– International Herald Tribune
“Roma, nel 1960, fu spazzata dalle Olimpiadi come da una ventata di freschezza.” In una città che cerca di scrollarsi di dosso le pesanti eredità del fascismo, già immersa nella Dolce Vita e nel boom economico, approdano dai quattro angoli della Terra le delegazioni sportive di quelle che passeranno alla storia come le prime Olimpiadi dal dopoguerra a tornare ai fasti del passato, ma nel contempo le ultime dell’era romantica, ispirate ancora a una concezione aristocratica e “non professionista” dei Giochi. In questo periodo cominciano infatti a emergere nuove forze destinate a mutare profondamente lo sport in generale: gli sponsor, le tecnologie, il doping. “Eravamo galletti ruspanti e non bronzi di Riace” ricorda Livio Berruti, oro nei 200 metri, “ora anche il più sano ha bisogno di supporti medici specializzati.” E le prime Olimpiadi in mondovisione sono anche il palcoscenico di un equilibrio politico mondiale in rapida evoluzione, con Usa e Urss al centro di una sfida a suon di medaglie e di propaganda, un altro volto di quella Guerra fredda che nel giro di due anni porterà alla crisi dei missili. Roma 1960 intreccia le cronache mozzafiato e le personalità eccezionali di quei diciotto giorni a scenari politici e questioni sociali che avrebbero segnato i decenni successivi, ricostruendo il ritratto collettivo di un’Italia perduta, popolata per un’intensa stagione da personaggi entrati nel mito. La medaglia gettata da Cassius Clay; la riscossa degli atleti delle ex colonie di cui Abebe Bikila, il “corridore scalzo” etiope, diventa il simbolo; le leggendarie Tigerbelles, afroamericane che sfidano, vincendo, i pregiudizi maschilisti e razziali del pianeta intero. Senza dimenticare le gesta meno confessabili degli ambigui personaggi che nell’ombra inseguivano il potere o il denaro, ben consapevoli che quel “semplice” evento sportivo stava scrivendo una pagina fondamentale nella storia del secolo breve.
La Cina del ventunesimo secolo porta con sé un bagaglio fatto di successi ma anche di problemi. Già in questo primo decennio le «specificità cinesi» sono spesso emerse con forza, lasciando intravedere prove di futuro che sono - e probabilmente saranno - assai distanti dalla nostra esperienza storica. Ma insieme la potenza cinese si trova a misurarsi con sfide di natura mondiale: lo sviluppo e le sue compatibilità, i nodi sociali, l'unità e la diversità dei territori che la compongono, le risposte - propositive ma anche difensive - rispetto alla globalizzazione. Cosí da prefigurare il disegno contraddittorio e aperto della Cina della «quarta generazione» e oltre.
Questo libro è il ritratto di un intellettuale, che è anche uno storico dell’Europa del Novecento; oppure dovremmo dire: uno storico che è anche un intellettuale? Difficile separare i due termini nel clima culturale dell’Italia del secondo dopoguerra: quel dimenticato ventennio in cui, “animato unicamente da passione critica e impegno civile”, l’autore sceglie, movendosi tra Trieste, Roma e Milano, di intraprendere la strada dello studioso di storia, perché solo con uno studio rigoroso del passato sembra possibile rispondere alle domande che l’Europa uscita dalla catastrofe del nazismo pone alla nuova generazione.
Letta oggi, la vicenda biografica qui ricostruita – attraverso le memorie del protagonista e poi in dialogo con una storica di una generazione più giovane – sorprende per la ricchezza dei contatti, la varietà dei personaggi che la animano, la presenza di una intellighenzia internazionale impegnata a realizzare e difendere un modello di Europa cosmopolita ispirata a ideali di libertà e giustizia.
Enzo Collotti, già professore di Storia contemporanea all’Università di Firenze, è uno dei maggiori storici della Resistenza in Europa. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Il fascismo e gli ebrei. Le leggi razziali in Italia (Laterza, 20082), Dizionario della Resistenza (Einaudi, 2006), Hitler e il nazismo (Giunti, 2005), Fascismo, fascismi (Sansoni, 2004)
Questo innovativo saggio espone la storia della tratta per la prima volta secondo una prospettiva globale. Dopo aver tracciato la storia del commercio degli schiavi a partire dall’antichità, Pétré- Grenouilleau descrive l’organizzazione delle diverse tratte (verso il Medio Oriente, interna all’Africa, e verso l’America), il processo che portò all’abolizione della schiavitù a partire dal secondo Settecento, infine gli effetti economici e sociali che la tratta ebbe nei paesi che la promossero e in Africa.
Il 21 ottobre 1805 la flotta inglese comandata dall’ammiraglio Nelson sconfiggeva al largo di Cadice la flotta franco-spagnola. Quella battaglia leggendaria siglava un secolo di rivalità sul mare fra le due maggiori potenze mondiali. Il libro illustra lo stato delle due marine, i modi di combattere, l’evoluzione delle flotte, gli scontri successivi, per arrivare infine al dettagliato racconto della battaglia di Trafalgar, di cui tratteggia i protagonisti, analizza le tattiche e descrive passo passo lo svolgimento.
L'Europa dell’Ottocento, l’Europa del capitalismo industriale, dell’imperialismo, del colonialismo, del darwinismo sociale, dell’eugenismo, è stata il laboratorio del nazismo. I campi di sterminio, dimostra questo saggio, furono espressione della razionalità produttiva e amministrativa del mondo moderno. Il nazismo coniugò questa «modernità» materiale con una cultura, anch’essa ottocentesca, fatta di stereotipi razzisti e antisemiti, della legittimazione dei genocidi coloniali, di una nuova immagine dell’ebreo come malattia del corpo sociale.
Il caso Tobagi, le Brigate Rosse, il sequestro di Abu Omar, la ’ndrangheta al Nord: alcune delle inchieste più scottanti raccontate da un magistrato che le ha dirette in prima persona. È il momento di ripercorrere gli ultimi trent’anni di storia giudiziaria italiana e descrivere la tempesta che, tra ambiguità e silenzi, si sta abbattendo sulla nostra giustizia.
«Come è potuto accadere che a due pubblici ministeri, sino a quel momento oggetto di denunce sporte solo da mafiosi e terroristi da loro inquisiti, siano state attribuite condotte costituenti gravi reati dal presidente di un governo di centro-sinistra il cui programma elettorale prevedeva la strenua difesa della legalità? E, soprattutto, come è potuto accadere che due governi di diverso orientamento politico abbiano uno dopo l’altro apposto il segreto di Stato su notizie già universalmente note perché da tempo circolanti sul web? I fatti possono essere finalmente raccontati, in modo rispettoso tanto dei limiti di questo anomalo segreto di Stato, quanto dei diritti degli imputati». Parliamo della vicenda Abu Omar che, grazie all’indipendenza della magistratura italiana e all’obbligatorietà dell’azione penale, volute dai Costituenti e oggi seriamente a rischio, ha portato sul banco degli imputati, caso unico al mondo, appartenenti ai servizi segreti americani e italiani. Armando Spataro, che è stato protagonista dell’inchiesta insieme a Ferdinando Pomarici, la racconta in dettaglio. Come le altre importanti indagini svolte lungo 34 anni di attività professionale, da quelle sui brigatisti rossi e Prima Linea a quelle sulla ’ndrangheta trapiantata in Lombardia, per finire con il terrorismo internazionale. Una storia popolata di ricordi dolorosi e di facce ambigue, ma anche di passione civile e di persone amate.
Indice
Un libro a sessant’anni? - I. Segreti e bugie - II. A Taranto - III. Imputato Curcio. La Procura di Alessandrini - IV. Il sequestro di Abu Omar/1: dal 17 febbraio 2003 all’incriminazione della Cia - V. Guido Galli e il codice in mano - VI. Il sequestro di Abu Omar/2: dall’incriminazione della Cia a quella del Sismi - VII. Il caso Tobagi - VIII. Il sequestro di Abu Omar/3: il governo Prodi e le prime reazioni all’indagine sul Sismi - IX. I falsi misteri di via Monte Nevoso - X. Il sequestro di Abu Omar/4: governi diversi, identiche scelte - XI. Gli arresti di Moretti e Segio, i pentiti e la fine degli anni di piombo - XII. Il sequestro di Abu Omar/5: il mondo vuole sapere - XIII. La mafia in Lombardia - XIV. Da Società civile al Movimento per la Giustizia - XV. Il sequestro di Abu Omar/6: le inchieste della Procura di Brescia - XVI. Il Consiglio superiore della magistratura - XVII. Il ritorno alla Procura di Milano e l’impegno civile - XVIII. Il sequestro di Abu Omar/7: segreti e conflitti - XIX. La lotta al terrorismo internazionale - XX. Secret Service - XXI. Il sequestro di Abu Omar/8: il dibattimento - XXII. Il disastro ambientale/1 - XXIII. Presidenti degli Stati Uniti d’America - XXIV. Il disastro ambientale/2: la giustizia non trova pace - XXV. Il sequestro di Abu Omar/9: la sentenza della Corte Costituzionale e la conclusione del dibattimento - XXVI. La fine della storia - Appendice - Indice dei nomi