È il secondo di una serie di tre manuali sugli strumenti concettuali e tecnici della ricerca sociale, dedicato alle tecniche speciali della ricerca sociale applicata. Illustra le vecchie e nuove modalità di telerilevazione, le tecniche sociometriche, la "network analysis", l'analisi del testo e del contenuto, la "visual sociology", la cartografia tematica, le metodologie di valutazione, imprescindibili per la ricerca nelle sociologie speciali, quali la sociologia dei comportamenti collettivi, dei gruppi, dell'organizzazione e del lavoro, della comunicazione, del territorio, e la politica sociale.
Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi occupano un ruolo centrale nella vita dei cittadini delle società contemporanee e, in particolare in Italia, negli ultimi anni, sono divenuti oggetto centrale del dibattito politico-istituzionaLe. Il volume intende tracciare un quadro della storia dell'amministrazione italiana attraverso le vicende che hanno segnato l'evoluzione del sistema amministrativo, nelle diverse fasi storiche, secondo i principaLi temi: i ministeri, le diverse tipologie amministrative che ad essi si sono nei tempo affiancate, il rapporto centro-periferia, la burocrazia. Le riforme del periodo più recente vengono descritte con un tentativo di lettura "di lungo periodo" di fatti e circostanze che rappresentano l'attualità di questi anni.
La comunicazione e la vita quotidiana: due territori centrali nella moderna riflessione delLe scienze umane, il cui profondo nesso viene indagato dal volume, che intende offrire una ricognizione teorica dei più importanti studi e ricerche compiuti nell'ambito della sociologia delLa comunicazione a questo riguardo. Partendo da un approfondimento del concetto di "vita quotidiana", nella duplice ottica di scenario teorico di riferimento e di specifico obiettivo dell'indagine sociologica, vengono elaborate alcune linee interpretative, in grado di esplicitarne i legami con l'idea di comunicazione, in una prospettiva transdisciplinare. Le scienze della comunicazione, del resto, da sempre si sono orientate allo studio del loro oggetto elettivo da differenti punti di vista, che, nel libro, sono affrontati seguendo un approccio "ecologico", il quale si concretizza in quattro concezioni principali. Le dimensioni che definiscono la comunicazione come tecnica, relazione, cultura e habitus offrono, in questo senso, lo spunto teorico per un'analisi e un approfondimento suLla storia e l'evoluzione dei media studies.
In questo testo gli autori si propongono di studiare l'eLearning dal punto di vista della comunicazione. La diffusione e la pervasività delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione hanno cambiato e stanno cambiando profondamente il modo in cui viviamo, lavoriamo, comunichiamo, impariamo. Prima ancora d'indicare strategie esplicite d'integrazione delle tecnologie digitali nella formazione, eLearning è dunque il nome stesso della formazione nella knowledge society. Dopo aver inquadrato l'eLearning nell'ambito della storia della comunicazione e delle sue tecnologie, e dei rapporti tra queste ultime e la formazione, il testo propone un articolato percorso sia nel campo dell'instructional design, sia in quelli della gestione e della valutazione di esperienze in eLearning, aiutando così a progettare e sviluppare un'adeguata integrazione delle tecnologie digitali nell'esperienza di apprendimento/insegnamento, e a evitare sia il rischio di una valorizzazione univoca e acritica delle tecnologie in sé e per sé, sia quello di una riduzione dell'eLearning a corsi online.
Questo libro illustra le nozioni di base della linguistica, presentandone di pari passo l'utilità nei vari campi di applicazione. La materia è organizzata non tanto secondo i tradizionali livelli di analisi, quanto secondo gli ambiti dell'agire umano nei quali conoscere la linguistica rappresenta un vantaggio. Una esposizione chiara e articolata, che si avvale di numerose esemplificazioni, ne fa uno strumento ottimale per chi si avvicina allo studio del linguaggio e della comunicazione.
Tra le classiche definizioni filosofiche dell'essere umano - l'uomo è animale razionale, l'uomo è animale politico - ve n'è una, la quale viene di solito sottaciuta. Quella di animale erotico. Eppure è proprio essa che indica l'originaria condizione di possibilità dell'incontro, ossia di ciò a partire da cui può aver luogo ogni pratica e ogni forma di relazione umana, compresi l'esercizio del pensiero e la politica. L'uomo come mortale, infatti, nasce solo dopo che ha fatto irruzione nel mondo il demone di Eros. Prima, quando gli esseri erano immortali, Eros non esisteva affatto e del sesso non c'era alcun bisogno. Il libro affronta le principali questioni relative all'erotismo e alla sessualità: il desiderio, la caccia, il matrimonio, le cosiddette perversioni, la violenza, la pornografia di massa, sino ai legami tra Eros e politica. E lo fa reinterpretando alcuni miti antichi e medievali (come quelli di Orfeo ed Euridice e di Tristano e Isotta), ripercorrendo i luoghi fondamentali della tradizione filosofico-erotica occidentale (da Platone e Aristotele al misticismo cristiano-medievale, da Giordano Bruno a Schopenhauer, a Kierkegaard e Nietzsche, da Freud a Deleuze e Derrida), senza trascurare alcuni eminenti luoghi artistico-letterari come "Le Lettere" di Abelardo ed Eloisa, il "Don Giovanni", la "Filosofia del boudoir" di Sade, i romanzi di von Sacher-Masoch e quelli di Kafka, l'arte di Michel Duchamp, la fotografia di Pierre Molinier, sino alle esperienze estreme del transgender.
La sua dote più preziosa di Bauman è quella di riuscire a penetrare la scorza del mondo sociale, che appare nella sua naturale ovvietà, per mostrarci significati difficili da cogliere proprio perché così quotidiani e evidenti. Nella società dei consumi della modernità liquida, lo sciame tende a sostituire il gruppo. Lo sciame non ha leader né gerarchie perché il consumo è un'attività solitaria, anche quando avviene in compagnia. La società dei consumatori aspira alla gratificazione dei desideri più di qualsiasi altra società del passato ma, paradossalmente, tale gratificazione deve rimanere una promessa e i bisogni non devono aver fine, perché la piena soddisfazione sfocerebbe nella stagnazione economica. Il contraltare dell'homo consumens è l'homo sacer, il povero che, per carenza di risorse, è stato estromesso dal gioco in quanto consumatore difettoso o "avariato". La miseria degli esclusi non è più considerata un'ingiustizia da sanare, ma il risultato di una colpa individuale: così, le prigioni si sostituiscono alle istituzioni del welfare. Il contributo che Bauman offre con questa analisi critica è quello di riproporre il tema dell'agire morale: un agire intrinsecamente libero, e quindi sempre a rischio di venir meno, ma che pure costituisce una caratteristica originaria dell'essere umano, alla base della sua socialità e, in ultima istanza, della sua sopravvivenza come specie.
Il dibattito sulla social enterprenuership si va affermando traversalmente rispetto a contesti culturali ed economici differenti, fondandosi sul connubio tra imprenditorialità, innovazione e cambiamento sociale quale forza dirompente in grado di innescare circoli virtuosi di sviluppo economico e crescita sociale.
Nell'odierno "villaggio globale", fatto di parola, immagine, suono, evoluzione tecnologica, che ne è dell'italiano? Quali sono le strategie linguistiche che la comunicazione multimediale adotta nel parlato e nello scritto? Il volume si sofferma sugli usi dell'italiano che nel periodo recente hanno conosciuto la loro prima diffusione (attraverso Internet e la telefonia cellulare) o un significativo rinnovamento (come la lingua dei politici nella cosiddetta seconda Repubblica). Ma gli spunti sono molteplici: dal "cybertesto" dei videogiochi alla "lingua ipermedia" della nuova narrativa, dal gergo giovanile a quello aziendale, dalla lingua della pubblicità a quella dei fumetti e della fiction televisiva. Un frastagliato panorama dell'italiano contemporaneo, che l'autore delinea senza trascurare il confronto tra i fenomeni attuali e la storia (anche remota) della nostra lingua.
I processi di globalizzazione hanno finito col fomentare forme di convivenza reciprocamente escludentisi che generano una percezione sempre più forte della vulnerabilità collettiva. La società postmoderna avverte il rischio sociale in relazione alla visibilità della minaccia, spesso presunta, cui è collegato: il "senza permesso di soggiorno", il "senza fissa dimora" e il "senza lavoro" o, più in generale, il deviante canalizza in un concreto tangibile tutte quelle forme di insicurezza relazionale derivanti dalla distorsione delle regole comunicative e dalla conseguente sospensione della fiducia intersoggettiva. Questo volume descrive, in prima istanza, l'evoluzione dei concetti, delle categorie e degli idealtipi che hanno costituito e costituiscono la sociologia occidentale della "diversità deviante" - dall'uomo delinquente di Lombroso a gli "scarti dell'umanità in esubero"di Bauman - con un utilizzo circostanziato delle fonti testuali calate, volta per volta, nel peculiare spaccato storico-culturale da cui traggono origine. Costituisce, in secondo luogo, un atlante delle diversità, che delimitando i contorni dall'attuale cultura, "liquida" e "atlantica", analizza le ragioni che fanno della devianza il prodotto di un processo di attribuzione di significato viziato a priori, e l'esito di un'interazione sbilanciata in cui il perdente, per la sua minorità economico-sociale e la sua estraneità culturale, è destinato come tale, fin dall'inizio, dalle stesse regole del gioco.
Il volume fornisce una presentazione di alcune importanti tecniche di analisi statistica multivariata diretta a studenti dei corsi di laurea in scienze psicologiche, sociali ed economiche, a studenti di dottorati, a ricercatori e docenti interessati alle applicazioni dell'analisi statistica multivariata, e a operatori interessati all'applicazione dell'analisi dei dati nelle ricerche di mercato, nei sondaggi di opinione e negli studi sulle organizzazioni. La trattazione degli argomenti è di carattere introduttivo. Viene dato ampio risalto agli aspetti applicativi delle diverse tecniche esaminate, con particolare riferimento alle ricerche di mercato e agli studi sulle organizzazioni.
Quattro giovani studiosi, tutti diversamente orientati nei loro campi d'indagine, ma tutti riconducibili alla comune applicazione della medesima metodologia storico-religiosa di tradizione pettazzoniana, affrontano in questo libro il difficile compito di delineare il volto del fenomeno New Age attraverso l'analisi di alcuni specifici contesti espressivi o formativi - la musica (A. Cerri), il rapporto con il cristianesimo (N. Mapelli), la pratica del Falun Gong/Dafa (L. Sacco), la genesi esoterica e il channeling (C. Santi) - tra gli innumerevoli campi su cui si estende la longa manus del New Age, per darci modo di verificare che non solo non esiste una specifica realtà movimento religioso, filosofia, stile di vita... - a cui si possa attribuire l'identità New Age, ma che l'identità New Age si concretizza, al limite, proprio in questa sua natura indefinibile: tutto è New Age, niente è New Age. Cioè a dire: in sostanza il New Age - come molte altre categorie di cui si serve la nostra cultura per 'ordinare' il reale - non ha altra concretezza che quella che gli vogliono dare i suoi diversi e diversamente interessati fruitori o analisti. Non c'è un volto del New Age, ma una poliedrica galleria di volti che esprimono miti del passato, illlusioni del presente, utopie del futuro e tutti forse, in ultima analisi - e nonostante alcuni forti appelli all'operatività e alla ribellione (si pensi al versante ecologista del New Age) -, concorrono a esprimere un ennesimo rifiuto della storia...