Piacere di vivere, in queste parole vibrano musica e amore. Di di si alla vita. Lasciati ammaliare. Prenditi tempo per l'anima e ascolta il tuo corpo.
L'Autore, forte di una lunga esperienza in campo pastorale, ha scelto di rendere pubbliche le sue omelie: brevi e sostanziose, concrete e aderenti al vissuto delle persone.
Nato come guida per un corso seminariale, questo libro intende venire in aiuto a tutti coloro che, trovandosi per professione o per vocazione ad avere a che fare con altre persone, hanno compiti di direzione o comunque di responsabilità. Da loro si esige equilibrio, saggezza, capacità di discernimento e di collaborazione.
Dalla quarta di copertina:
Lo scopo di questo libro, pensato come guida per un corso-seminario, è di venire in aiuto a tutti coloro che, per professione o per vocazione, si trovano ad avere a che fare con altre persone, con compiti di direzione o comunque di responsabilità. Dove si esige saggezza, capacità di discernimento e di collaborazione. È una guida a confrontare i propri atteggiamenti con i valori fondamentali dell’immagine cristiana di ‘uomo’ e un invito a riflettere, ad esercitarsi in una modalità di direzione conforme non solo alla sapienza di tutti i popoli, ma soprattutto alla tradizione cristiana.
Dirigere con valori può dare gioia e pace interiore, può rendere più autentici, e non solo capaci di usare strumenti destinati a garantire prestazioni sempre maggiori. Nel tempo l’esperienza di una leadership fondata e orientata su valori può portare a risultati migliori di quanto non permettano di raggiungere i principi a corto respiro dell’odierno management di impresa. Soprattutto può favorire l’armonia con se stessi, e questa è certamente la premessa più importante per una buona direzione.
Solo stando bene con se stessi si possono avere buoni rapporti nel dirigere, e in questo modo si può anche contribuire a rendere la nostra società più umana e più degna di essere vissuta.
Una lettura assai illuminante dei testi evangelici sulla persona di Pietro, l'apostolo tipo e il primo dei discepoli.
Il libro si propone di illuminare il lettore sugli aspetti essenziali dell'Ortodossia, tanto sul piano storico quanto a livello teologico, ecclesiale e rituale.
Credere ricorda, con parole incisive, la gioia degli amici di Cristo nel vangelo: la samaritana, il buon ladrone, san Pietro ma anche i portatori della barella di un paralitico che faranno passare attraverso il tetto. Con questi personaggi padre Carré invita ad approfondire venti aspetti della fede: la preghiera, la carità, la volontà, la speranza, il coraggio, l'audacia, la generosità.
Un libro utile a riassumere quella dimensione profonda dell'uomo, tanto dimenticata o trascurata, che è l'unica in grado di far capire come "solo il mistico possa sopravvivere nella società attuale, senza diventare terrorista (violento) o cinico (menefreghista). Solo il mistico può conservare l'integrità del suo essere, perché è in comunione con tutta la realtà".
Come hai udito e hai creduto,
come hai detto: “Avvenga di me”, così ti è avvenuto.
Dio Padre ti ha baciata con il bacio della sua bocca.
Il testo qui proposto per la prima volta in italiano ha costituito una pietra miliare nella storia della mariologia per l’interpretazione che offre del Cantico dei cantici in riferimento al mistero dell’incarnazione. In tutta l’opera traspaiono la profonda sensibilità biblica, patristica e liturgica di Ruperto (abate del monastero di Deutz all’inizio del xii secolo) e il suo sensus fidei che gli consentono di risalire alle sorgenti della Scrittura e di leggerla con profonda intelligenza spirituale. Per Ruperto, secondo il quale il Cantico canta l’amore “per cui Dio discese nella beata Vergine così da generare da lei un figlio”, è grazie alla sua fede che Maria ha accolto in sé l’opera dello Spirito santo e ha concepito il Verbo, e per questa sua fede ella è beata e diviene madre di ogni credente.
L’avventura spirituale della preghiera incessante:
il Nome di Gesù trasfigura l’universo
“Per misericordia di Dio sono uomo e cristiano, per opere gran peccatore, per vocazione pellegrino senza dimora, del ceto più umile, che va forestiero di luogo in luogo. I miei averi sono una bisaccia di pan biscotto sulle spalle, e in seno la sacra Bibbia, ecco tutto”. Con queste parole inizia un libro, pubblicato nel 1881 a Kazan’, che è stato uno dei maggiori successi editoriali del secolo appena trascorso, gli oramai celebri Racconti di un pellegrino russo. Il protagonista incarna una figura familiare sulle strade che traversano le sconfinate distese della Russia medievale e moderna e ricorrente nelle pagine di narratori e di poeti: è come se il lettore fosse accompagnato per mano in un pellegrinaggio interiore nelle profondità dell’orazione.
Proponiamo qui – assieme a una ricostruzione delle complesse vicende che hanno accompagnato la pubblicazione dell’opera e a una pista di identificazione dell’anonimo autore – il testo della prima edizione di questo capolavoro della spiritualità russa: l’inedita traduzione consente di ritrovare la naturalezza dello stile e l’integrità della narrazione delle redazioni più antiche.
Un saggio di Vincenzo Sanfilippo, pubblicato recentemente sui Quaderni Satyagraha" - rivista di riflessione scientifica sul metodo nonviolento - e qui di seguito riportato integralmente, ha ridato ad alcuni di noi l'occasione per riprendere, dopo anni, una riflessione interrotta sul rapporto tra mafia e nonviolenza. Uno dei grandi testimoni della nonviolenza è stato Danilo Dolci che ha operato in Sicilia. A lui dobbiamo molto per una serie di riflessioni, ma soprattutto di azioni nonviolente svolte nella nostra terra. Se si eccettua la testimonianza del sociologo triestino, ci sembra che il rapporto tra mafia e nonviolenza sia stato un terreno poco esplorato: sia con indagini, ricerche, studi, sia con iniziative, attività, azioni tese alla risoluzioni di conflitti nel Mezzogiorno.Il metodo nonviolento ha cominciato ad avere robustezza dal punto di vista teorico e di sperimentazione in altri campi (basti pensare al tema pace-guerra); ma sul conflitto fra società civile e mafia - conflitto centrale almeno per la Sicilia e per l'intero Mezzogiorno italiano - credo che sia stato detto e scritto poco. Ecco perché è stato importante (come documentiamo in questo libro) avviare una rete tra persone e associazioni interessate a questo tema non solo dal punto di vista teorico, ma anche dal punto di vista della pratica quotidiana" (Dalla Presentazione di Emanuele Villa).