Schemi & Schede di Diritto dell’Unione Europea costituiscono, per quanti si apprestano ad affrontare questa complessa disciplina, un utile supporto per la preparazione.
Il lavoro, strutturato in tavole sinottiche e schemi articolati, presuppone una iniziale conoscenza di base della materia: si raccomanda perciò lo studio contestuale del manuale istituzionale.
Questo originale sussidio didattico, in cui i vari argomenti sono presentati sotto forma di schemi e schede sinottiche, si giova di una veste grafica accattivante ed affianca agli schemi tre differenti rubriche:
— Osservazioni, che approfondiscono aspetti rilevanti della disciplina;
— Differenze, che analizzano aspetti particolari della materia, stimolando i confronti e i paralleli fra i diversi istituti;
— In sintesi, che offre un quadro riepilogativo degli argomenti affrontati.
Tutti gli Schemi & Schede Simone seguono i programmi tradizionali degli Atenei ponendosi come sussidio dei manuali istituzionali per:
— delineare un quadro sistematico della materia;
— identificare, al pari delle «slides», i punti chiave e le linee generali della disciplina;
— dedicare maggiore attenzione agli argomenti «caldi» più frequentemente oggetto di domande d’esame;
— facilitare la lettura e la memorizzazione nonché velocizzare il ripasso.
I volumi sono strutturati in pagine facilmente staccabili per essere inserite nei raccoglitori a fogli mobili utilizzati per prendere appunti durante le lezioni, o per essere inserite tra le pagine del testo adottato.
Un originale volume che, a differenza delle altre pubblicazioni in commercio contenenti semplici raccolte di “pareri motivati”, ha il pregio di stimolare l’aspirante Avvocato ad acquisire e sperimentare un metodo di studio del caso e di ricerca della soluzione, che gli consenta, in sede d’esame, di articolare il “parere” formulando la corretta risposta al quesito proposto.
Il lavoro presenta una serie di casi emblematici tratti da recenti e significative pronunce giurisprudenziali sulle quali è possibile impostare l’indagine, analizzando gli istituti giuridici e la normativa da applicare; successivamente vengono indicate le norme di riferimento, in modo da permettere la verifica sulla correttezza della ricerca svolta.
Il lettore viene supportato nell’analisi delle sentenze riportate nei codici commentati, utili alla soluzione del caso, suggerendo, inoltre, eventuali spunti di dottrina.
Ciascun esempio di parere è corredato di uno schema riassuntivo, da confrontare con quello elaborato individualmente dal candidato, che costituisce la “base” per redigere il parere che dovrà, poi, essere raffrontato con quello proposto nel testo.
Per come è strutturata, quindi, l’opera mette in condizione quanti si apprestano a sostenere la prova scritta dell’esame di Avvocato di acquisire una corretta metodologia d’indagine per risolvere brillantemente anche i quesiti più difficili.
Un originale volume che, a differenza delle altre pubblicazioni in commercio contenenti semplici raccolte di “pareri motivati”, ha il pregio di stimolare l’aspirante Avvocato ad acquisire e sperimentare un metodo di studio del caso e di ricerca della soluzione, che gli consenta, in sede d’esame, di articolare il “parere” formulando la corretta risposta al quesito proposto.
Il lavoro presenta una serie di casi emblematici tratti da recenti e significative pronunce giurisprudenziali sulle quali è possibile impostare l’indagine, analizzando gli istituti giuridici e la normativa da applicare; successivamente vengono indicate le norme di riferimento, in modo da permettere la verifica sulla correttezza della ricerca svolta.
Il lettore viene supportato nell’analisi delle sentenze riportate nei codici commentati, utili alla soluzione del caso, suggerendo, inoltre, eventuali spunti di dottrina.
Ciascun esempio di parere è corredato di uno schema riassuntivo, da confrontare con quello elaborato individualmente dal candidato, che costituisce la “base” per redigere il parere che dovrà, poi, essere raffrontato con quello proposto nel testo.
Per come è strutturata, quindi, l’opera mette in condizione quanti si apprestano a sostenere la prova scritta dell’esame di Avvocato di acquisire una corretta metodologia d’indagine per risolvere brillantemente anche i quesiti più difficili.
Il procedimento disciplinare nel pubblico impiego è da sempre all’attenzione del legislatore, poiché la relativa regolamentazione è ritenuta funzionale ad un recupero etico e comportamentale all’interno dei pubblici uffici.
Ma è soprattutto negli ultimi anni, a seguito di frequenti episodi di malcostume e cattiva amministrazione, che questo tema è tornato particolarmente alla ribalta, attraverso diverse manovre normative (tra cui ricordiamo, ad esempio, le riforme Brunetta e Madia), le quali hanno variamente innovato l’iter disciplinare, nella direzione di una maggiore efficienza e, al contempo, progressivo inasprimento delle sanzioni.
Il volume, aggiornato ai decreti attuativi della riforma Madia e ai nuovi CCNL per i comparti del pubblico impiego, delinea in maniera ampia e particolareggiata l’ambito in cui la materia va inquadrata, mediante la trattazione dei presupposti generali per l’esercizio della potestà disciplinare, della natura giuridica di tale potere e della differenza tra la responsabilità disciplinare e le altre possibili forme di responsabilità del lavoratore pubblico.
A corredo, viene riportato un formulario breve per meglio comprendere i nuovi adempimenti a cui gli organi di disciplina – dirigenti e ufficio per i procedimenti disciplinari – dovranno in concreto attenersi, anche al fine di non incorrere a loro volta in responsabilità.
Una apparentemente insuperabile incertezza interpretativa nella individuazione delle vere fonti letterarie, filosofiche e artistiche di un complesso così strano e curioso, hanno fatto sì che per molto tempo restasse completamente ignoto il punto cruciale. Premessa di Claudio Strinati.
Grazie alla scienza e alla tecnica, il desiderio di trasmettere la vita trova oggi nuove vie per realizzarsi anche là dove prima doveva arrestarsi: vie che percorre rompendo ogni schema, andando oltre il paradigma genitoriale tradizionale, la relazione madre-figlio, la stessa differenza sessuale. Tutto, o quasi, si svolge sui corpi delle donne, oggetti di manipolazione, stimolazione, estrazione, fino a spezzare in due o più parti la maternità. Il testo propone di tornare a quei corpi, restituendo loro la parola sul sentire/ pensare differente che li abita, in particolare quando divengono corpi di madri. Da quei corpi vissuti che dicono un "di più" di relazione e un "di più" di responsabilità, derivano i principi di un'etica della maternità, declinata come etica del riconoscimento e dell'ospitalità. Da qui l'ipotesi di una bioetica della maternità che aiuti a rileggere le questioni di inizio vita - dalla diagnosi pre-impianto al diritto a conoscere le proprie origini, dall'adozione degli embrioni sovrannumerari alla maternità surrogata - indicando la misura del desiderio nella cura di chi si chiama alla vita.
Per chi e perché lavoriamo? Perché sacrifichiamo così tante energie in un’attività che spesso ci porta a vivere tante ore lontano dalla famiglia, dagli amici, dalle nostre passioni? Vivendo in contatto quotidiano con persone che hanno perso il lavoro e che si trovano in condizioni socio-economiche di marginalità, non posso che affermare che lavoriamo per la dignità, per non sprofondare nella miseria, per non perdere il diritto di partecipare attivamente alla vita sociale ed economica. Le persone escluse da molto tempo dal mondo del lavoro o che non hanno mai lavorato e non riescono ad entrare nel mondo del lavoro, si trovano in una situazione assurda e dolorosa: vivono in una Repubblica “fondata sul lavoro” dove la partecipazione attiva alla vita sociale passa necessariamente attraverso un reddito fornito dal lavoro ma loro sono escluse da tutto questo perché afflitte dalla peste del non lavoro. Un cittadino che non lavora non riesce a vivere pienamente la sua cittadinanza. Vive senza un fondamento civico che lo rende riconosciuto e riconoscibile. Non ha un posto, non ha un impegno che lo rende visibile agli occhi della società. Sostenuto quasi unicamente dalle politiche di welfare può anche sprofondare in una passività priva di uscita. In una progressiva perdita di dignità che è disumana. Senza un lavoro dignitoso, sensato, necessario, ben retribuito, non ci sarà dignità per tutti. È questa la chiave di volta nella fase di rapida trasformazione sociale che stiamo attraversando. Ma è veramente possibile realizzare una condizione di piena occupazione in una società come la nostra? Possiamo costruire le basi per una nuova condizione socio-economica mantenendo inalterati gli attuali rapporti di produzione?
Pietro Piro (Termini Imerese 1978) sociologo. Ha lavorato come ricercatore e come educatore sociale e culturale in diverse istituzioni per la realizzazione d’interventi di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. I suoi più recenti contributi sono: Desiderio di volti. Scritti d’occasione (2017); Auschwitz è ancora possibile? Temi e argomenti per un pensare civile (2016); La comunità dei virtuosi. Una sfida al conformismo sociale (2016).
Viviamo anni di dissesti economici e finanziari, ma per fortuna lo studio della storia economica aiuta i leader politici a evitare errori già commessi in passato. Giusto? Sbagliato: questo libro mostra proprio come la negligenza dei policy makers e persino degli stessi economisti nello studio delle vicende economiche mondiali sia uno dei fattori dell'aggravarsi dei momenti di crisi. "La scienza inutile" ripercorre la lotta delle idee lungo tutta la storia del moderno pensiero economico, dalla Grande Depressione alla crisi attuale, fino ad arrivare alla politica economica di Donald Trump e ai deludenti e tardivi risultati del Jobs Act, dimostrando come i tanti interventi sbagliati a livello politico e istituzionale rientrino tutti all'interno di un ciclo di corsi e ricorsi storici che si ripetono più volte, e ogni volta peggio. Con un saggio di Martin Wolf.
Per la prima volta in italiano due testi inediti dello storico della filosofia Alexandre Koyré sul rapporto tra teologia e scienza nella storia del pensiero. Nel primo scritto vengono presi in esame i diversi criteri di conferma (il miracolo da un lato e la verifica dall’altro) che rendono incompatibili i processi di ricerca di teologia e scienza. Nel secondo testo Koyré offre un’apertura affascinante: in un aspetto del pensiero religioso del XVII secolo (la simbologia della luce) intravede infatti la possibilità di un punto di incontro tra la teologia agostiniana e l’astronomia eliocentrica.
Sommario
Introduzione (P. Redondi). I. Teologia e scienza. II. Il pensiero mistico.
Note sull'autore
Alexandre Koyré (1892-1964), storico della filosofia, è stato professore all'École pratique des hautes études di Parigi e all'École libre des hautes études di New York. Tra le sue opere disponibili in italiano: Dal mondo del pressappoco all’universo della precisione (Einaudi 2000), Filosofia e storia delle scienze (Mimesis 2003) e Sulla menzogna politica (Lindau 2010).
Nella seconda metà del ‘900 l’idea di progresso subisce una drastica battuta d’arresto e la fede nel cambiamento si esprime in forme diverse. In campo economico e filosofico-politico il concetto viene sostituito da quello di «sviluppo», mentre oggi è «innovazione» la parola d’ordine dei sistemi di potere. Con un’ambiguità di grande rilievo, perché proprio l’innovazione rischia, nella sua forma ideologica, di allontanarsi dall’idea stessa di progresso. Il volume del filosofo Carlo Altini prende in esame le trasformazioni di un concetto fondamentale per la comprensione del mondo moderno.
Sommario
Introduzione. I. L’idea di progresso nel mondo classico. II. Storia sacra e storia profana. III. La concezione del tempo nel Rinascimento. IV. Modernità e progresso. V. Il Settecento. VI. Il secolo del progresso, l’Ottocento. VII. Un’idea in crisi. VIII. Sviluppi odierni.
Note sull'autore
Carlo Altini è professore associato di Storia della filosofia all’Università di Modena e Reggio Emilia e direttore scientifico della Fondazione Collegio San Carlo di Modena. Tra le sue pubblicazioni: Introduzione a Leo Strauss (Laterza 2009), Potenza come potere. La fondazione della cultura moderna nella filosofia di Hobbes (ETS 2012), Potenza/atto (il Mulino 2014), Progresso (Edizioni della Normale 2015). Per Marietti ha curato Leo Strauss, La città e l’uomo. Saggi su Aristotele, Platone, Tucidide (2010).