La fioritura delle biblioteche popolari nell'Italia ottocentesca è alquanto variegata: accanto alle biblioteche nate per soddisfare l'esigenza di svago o di studio di alcune persone, sorgono biblioteche confessionali aperte da gruppi o da singoli cattolici, che in esse vedevano uno dei modi per contrastare la diffusione delle cattive letture". " Il percorso di questo libro parte dalla ricerca sulle origini delle biblioteche popolari dopo l'unificazione nazionale, continua con la ricostruzione del decisivo impegno dell'associazionismo cattolico per contrastare massoni e liberali anche attraverso l'apertura di biblioteche dotate di libri utili ed onesti". "
Il volume che qui viene presentato costituisce la prima traduzione in lingua italiana di un testo che appartiene alle collezioni classiche degli scritti della spiritualità orientale. In questo secondo volume vi è riprodotto quel laboratorio spirituale che nel deserto dei primi secoli trova il suo terreno più fertile. L'autore, Paolo Evergetis, ha raccolto con parole e fatti tutti gli esempi della santità cristiana di chi passò nel deserto una vita unita al Cristo, respiro della propria esistenza. Tutto ciò che vi si può ritrovare è anche un modello per ogni cristiano di oggi che desideri sinceramente imitare coloro che camminarono verso la perfezione spirituale. Nel testo sono trattati alcuni argomenti come la conoscenza di se stessi, l'umiltà, il lavoro manuale, il corretto uso dei beni materiali, la relazione tra lavoro e preghiera, la salmodia.
Un libro sull'azione dello Spirito Santo che viene qui descritto con freschezza, acutezza teologica ma anche tanta esperienza tratta dal vissuto quotidiano dell'Autore.
Cuarto volumen de las Obras Completas de Josemaría Escrivá de Balaguer.
La primera parte narra el proceso de publicación del libro en distintas lenguas, en vida del Autor. A continuación, se explica la historia de la primera edición del texto original, acompañada de algunos comentarios crítico-históricos. La tercera parte recoge los Índices originales, presentes desde la edición princeps de 1973. Finalmente se incluyen diversos Apéndices, de carácter informativo.
Antonio Aranda, licenciado en Matemáticas y doctor en Teología, es profesor de la Universidad de Navarra y de la Pontificia Universidad de la Santa Cruz, autor de numerosas publicaciones y miembro de diversas asociaciones científicas.
Il futuro si presenta come una sfida poiché ci pone davanti all'urgenza di ritornare all'essenziale. Che cosa è essenziale e che cosa indispensabile? Che cosa non può essere in alcun modo trascurato? Che cosa merita una priorità assoluta? Come ricominciare? E su quale base, con quale trama, attorno a quale nucleo, secondo quale grammatica fondamentale? Ecco la grande sfida della modernità, fare in modo che l'essenziale emerga dalla "Legge e dai Profeti", dalla Bibbia e dalla Tradizione, dal Nuovo e dall'Antico. È quindi importante, oggi più che mai, ritornare alle tre colonne del mondo: l'ascolto della Parola di Dio, la preghiera e "l'arte di amare", ossia la celebrazione dell'alleanza di Dio e l'impegno in favore degli uomini e del mondo. Chi non ha bisogno, oggi, di vedute chiare, semplici, ma solidamente fondate! Sono necessari segnali luminosi sulla strada che si snoda davanti ai nostri passi e che non ha altra meta se non la pace, non solo planetaria ma cosmica.
Agli inizi del secolo XIII Domenico di Guzmán, sacerdote di Osma, nella Spagna del Nord, accompagna il suo vescovo, Diego, nella Francia meridionale. Lo scopo della missione è evangelizzare gli albigesi che hanno preso il sopravvento in quella regione. Ben presto, però, la predica si trasforma in ascolto e imitazione di Cristo, l'argomento più convincente per riportare quei fratelli alla Chiesa cattolica. Nel 1207, alla morte di Diego, Domenico resta solo. Dopo l'incertezza iniziale, sceglie di continuare l'opera intrapresa e raccoglie intorno a sé donne e uomini disposti a seguire il suo esempio. Nasce così l'Ordine dei Predicatori che ha a fondamento i precetti evangelici della povertà e dell'umile servizio del prossimo. Che cosa significa oggi un'esperienza di santità del lontano Medioevo? A questo interrogativo vuole rispondere Ennio Staid, domenicano dei nostri giorni, che cala lo spirito del santo, la sua disponibilità all'ascolto e alla comprensione, nel vivo delle problematiche contemporanee, nella convinzione che il suo carisma possa alleviare la solitudine, la frustrazione, l'indifferenza, la crisi religiosa e politica dell'uomo d'oggi.
Quello di Geremia è il libro più lungo dell'Antico Testamento (il Testo Masoretico consta di 21981 parole) e presenta l'attività del profeta lungo un arco di tempo che supera i quarant'anni (dal 627 a.C. a una data non precisabile dell'esilio, probabilmente il 580 a.C.): rilegge questo periodo storico in linea con i criteri del Deuteronomio e annuncia un'alleanza nuova tra Dio e Israele. Con la sua vicenda personale e il suo attaccamento alla parola di Dio, il profeta vi occupa un posto tale che, almeno nelle sezioni biografiche e nei lamenti, è difficile separare nettamente la sua persona dal messaggio che annuncia. Perciò l'importanza del libro è dovuta, oltre al messaggio della nuova alleanza, al fascino, al ruolo determinante e alla centralità del profeta. Non è un caso che nel Nuovo Testamento Geremia venga menzionato, il solo tra i profeti scrittori, per indicare un rapporto di identità con Gesù Cristo (Mt 16,14); il che dimostra sia il posto preminente che egli si era guadagnato nella prima generazione cristiana sia la consapevolezza di un legame tra lui e la persona di Gesù di Nazaret.
Il libro racconta una storia vera, ambientata ai nostri giorni, cioè quella dell'amicizia tra Judith, una ragazzina tedesca di undici anni con una grande passione per il violino, e l'ex violinista Michael Emge. Questi, che è stato a suo tempo un bambino prodigio, dovette abbandonare il suo violino in un campo di concentramento, dove era stato deportato con la famiglia. Lo salvò dalla morte la famosa "lista di Schindler". Judith, grazie al suo violino e all'amicizia con Emge, comincia a esplorare questo lato oscuro della storia tedesca: insieme a lui si reca ad Auschwitz. L'anziano viene sopraffatto dai ricordi, comincia a piangere amaramente. La ragazza rimane al suo fianco, spaventata, ma anche attenta, partecipe: "Voglio sapere di che cosa si tratta. Per poter suonare devo capire!".
El alma, la persona y el bien. Estudios ético-antropológicos desde la metafísica de Tomás deAquino recoge una serie de artículos sobre esas materias escritos por el profesor Stephen Brock1 en los últimos diez años.El hilo conductor que une y sirve de sustrato teórico a estos trabajos no hace más que poner de manifiesto otra de las áreas de la filosofía en la que el profesor Brock se mueve con la solvencia propia de un experto: la metafísica de santo Tomás. Además, Stephen Brock es un destacado representante de un tomismo que se caracteriza por estudiar a Tomás de Aquino desde Tomás mismo lo cual confiere a los análisis tomistas de Brock un tono refrescante, libre de ciertos esquemas y categorizaciones repetitivas los que, lejos de acercarnos el pensamiento de santo Tomás, amenazan con acentuar la brecha que intenta separarnos él. Nos honra y nos alegra profundamente poder presentar al público de habla hispana un trabajo de la valía filosófica de Estudios ético-antropológicos. Estamos convencidos de que esta recopilación de escritos del profesor Brock ciertamente está llamada a prestar un enorme servicio intelectual no sólo a los seguidores del Aquinate sino también a aquellas personas interesadas en poseer una versión más acabada y completa acerca de lo que significa ser un ser humano y de lo que es bueno para él.
Questo lavoro parla dell'amore di Dio per gli uomini. Le meditazioni sono fatte alla luce della rivelazione che Cristo ha fatto di Dio, Padre suo e nostro. Esse attingono a piene mani proprio a quella rivelazione che trova il suo compimento, e raggiunge il suo fulgore nella persona del Verbo, Dio fatto carne, che viene ad illuminare e a completare gli eventi e le figure dell'Antico Testamento e a dare senso alla nostra esistenza di redenti. Dipinti, poesie e preghiere degli stessi autori arricchiscono le riflessioni bibliche.
Santa Caterina da Siena è per tutti i battezzati una sorella maggiore. Pur nella pochezza dei suoi anni, ella è aiuto per la nostra testimonianza di fede, è sprone per le nostre ansietà e indecisioni. Ecco perché la Chiesa l'ha dichiarata Dottore, ecco perché i pontefici l'hanno eletta patrona d'Italia, patrona di Roma, patrona d'Europa.