Come si è passati dalle Italie all'Italia? Come è stata intesa l'unità mentre la si costruiva? Il pensiero del Risorgimento e dell'unità è stato solo un percorso ideologico o ha avuto effettiva ripercussione nella storia e nella realtà? È per rispondere a queste domande che l'Autore ha raccolto studi, ricerche e riflessioni in questo volume così come negli altri de L'Italia nuova.
Pauline de Castellane tenne per quarant'anni (1855-1894) un diario. Pauline era la terza dei quattro figli del maresciallo di Castellane (1788-1862). Andò in sposa nel 1844 a Maximilien von Hatzfeld (1813-1859), ambasciatore di Prussia a Parigi e poi, vedova, nel 1861 a Louis de Talleyrand-Périgord, duca di Valançay, nipote del famoso diplomatico e della non men famosa duchessa di Dino. Ebbe dal primo consorte sei figli ed una figlia dal secondo. Nel suo diario Pauline evoca la sua vita di ambasciatrice in Francia, tra le feste alle Tuileries, interessi politici e vita mondana brillante. Col secondo marito visse tra Sagan, immensa proprietà in Slesia, che Louis de Talleyrand aveva ereditato dalla madre, e Berlino, dove anche lì condusse un'intensa vita di corte. Il diario di Pauline de Castellane fa rivivere sotto i nostri occhi, giorno dopo giorno, l'esistenza di una donna dell'alta aristocrazia della seconda metà dell'800, tra Francia e Germania, in un momento sto rico particolarmente agitato che giudica con lo sguardo della sua classe, osservatorio particolarmente privilegiato, con occhio acuto e spesso ironico.
Nei primi secoli del cristianesimo, la riflessione degli scrittori cristiani e dei padri della Chiesa ha interpretato in maniera non sempre univoca la figura di Gesù Cristo e il suo rapporto con Dio padre. Fino a che punto la natura umana e la natura divina co esiste va no nella persona di Gesù? Se Gesù era figlio di Dio, c’è stato un momento in cui c’era solo Dio padre? E qual era il rapporto tra Gesù e lo spirito Santo? Questo volume prova a tracciare un percorso storico interpretazione di Gesù da parte degli autori cristiani nei primi tre secoli. Si tratta di un prezioso strumento dedicato agli studenti di cristologia, di patristica, di storia del cristianesimo. L’opera prevede la pubblicazione di altri due volumi, che prenderanno in esame i secoli successivi fino alle soglie del Medioevo.
La filosofia di Orfeo, Pitagora, e Platone è la formulazione concettuale o la codificazione dell'Insegnamento dei Sacri Misteri greci; questi costituiscono un corpo dottrinario tradizionale il cui fine è di additare all'individuo "caduto" la via dell'affrancamento dal mondo sensibile. La Tradizione orfica, seguendo la Dottrina unica universale, considera l'anima-intelligibile racchiusa nel corpo sensibile; compito dell'ente è sorgere da questa "tomba" e risvegliarsi al riconoscimento della propria immortalità; ciò che vi è di divino nell'uomo deve tornare al Divino, in ciò consisteva la catarsi orfica; Platone, a sua volta, è un trasmettitore della Tradizione misterica occidentale, la sua filosofia è continuazione dell'insegnamento orfico e pitagorico.
Il testo presenta i manoscritti delle origini della Massoneria, costituendone pertanto la Storia e la Memoria. Il Poema Regius è il più antico documento massonico che si conosca e dà l'avvio a un fenomeno di rilevanza storica, considerando che fino al XIII-XIV secolo all'interno della Libera Muratoria vigeva la regola della tradizione orale. L'adozione della forma scritta si andò praticando parallelamente in tutti i Paesi europei, manifestandosi non solo come una novità formale ma anche come strumento sostanziale di evoluzione e veicolo di contenuti e di esigenze peculiari del momento storico. La comparsa dei manoscritti infatti non fu un fenomeno casuale; anzi è configurabile addirittura un'"epoca dei manoscritti", che segna un'importante fase di evoluzione delle compagnie muratorie, contraddistinta dalla esigenza di stabilire regolamenti generali per tutta la categoria a guisa di legge universale. La tendenza alla codificazione di principi generali acquista propri o nei manoscritti un carattere spiccatamente universalistico, idoneo a sviluppare significati altamente educativi che vanno certamente oltre i confini di una semplice etica di mestiere.
La vicenda di Anpu, è un invito narrato in un racconto dai molti significati, a compiere il viaggio dell'esistenza oltre il tempo e lo spazio. È un itinerario nell'epoca del regno di Ramesse II, nella sacralità delle prove iniziatiche di un neofita aspirante al sacerdozio. Anpu, conosce la società egizia (suddivisa in varie caste) di quell'epoca. Il protagonista cerca la verità, nel susseguirsi degli eventi, nel trovare l'essenza che lo condurrà verso la certezza del suo futuro. L'autore vuole dimostrare, nella bellezza del suo romanzo, l'uomo posto al centro del suo mondo, non condannato alla stasi, o alla ripetitività (come nel nostro presente) che, nel suo iter affronta tutte le vicende che gli si presentano. In ognuna di queste, trova quella parte di verità che si ricompone nel simbolo della vita. Questa è la sua vera costruzione e realizzazione. Il protagonista ha avuto il "Dono dell'anima".
L'uomo è tra le cose ma nello stesso tempo è intenzionalmente distinto da esse. Se l'interrogato è l'ente stesso in forza di ciò la pre-comprensione è già un compito ontologico e per filosofare con una giusta via d'accesso all'ente occorre superare ciò che è condizionato e limitato per liberare la potenza del pensare, restituendo al filosofare quella "visione originaria" che essendo ascolto è svelamento di pienezze. L'indicibile Uno è il centro di tutte le "cose d'amore" e da esso proviene ed è attratto l'uomo che attraverso questo rapporto è in grado di intendere il molteplice ricomponendolo all'Uno. Relazionare l'uomo al puro Bezug, cioè a una costituzione percettiva, è compito di "ininterrotti sentieri" frutto sia del cammino della ricerca naturale come anche di un progresso spirituale che è smarrimento nella luce dell'Oltre. Ogni cammino è superamento che attraverso la pausa dal dolore del mondo abbandona un uso profano del sapere per accedere a un pensare in ciò che è bene per sempre.
Hugo Pratt, definito da Umberto Eco un nuovo Salgari, è un autore celebre in tutto il mondo e il suo personaggio più celebre, Corto Maltese, è un simbolo di avventura ma anche di umanità, di libertà, di uguaglianza, di fratellanza, di rispetto e di apprezzamento per culture diverse. Sono questi valori tipici della massoneria, è il fatto non è casuale giacché l'artista veneziano, fu un libero muratore, iniziato il 19 novembre del 1976, dalla loggia lagunare "Hermes".
In questo romanzo è rievocata la vicenda dei fratelli Bandiera. Accanto ai protagonisti di uno degli eventi più tragici del Risorgimento, si muovono una serie di personaggi, alcuni storicamente veri, altri inventati, che popolano un romanzo fatto di sentimenti e passioni, di ideali forti e coerenza morale, proprio ciò che manca all'Italia di oggi. Tanti sogni giovanili perirono di fronte alla realtà dei tempi, tanti semi gettati non attecchirono e l'Unità, all'epoca così agognata, oggi è forse qualcosa che i combattenti di allora non riconoscerebbero più.
Firenze, Porta Romana. Da anni (quasi un secolo), tutto il mondo ruota attorno a una piccola bancarella di frutta e verdura. Amicizie, amori, litigi e dissapori si alternano agli aranci d'inverno e ai cocomeri d'estate, nello scorrere lento della quotidianità.