Nelle testimonianze dei sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, il corpo - definitivamente trasformatosi in fumo e cenere per i "sommersi" - occupa sempre uno spazio centrale. Nel suo consumarsi e piagarsi esso è il luogo delle cicatrici eloquenti, della violenza subita, dello sforzo per la sopravvivenza, ma anche della carne spogliata della possibilità e della libertà di testimoniare qualcosa di "altro", come accade ai martiri. Il numero tatuato sul braccio delle vittime era, nella prospettiva di chi lo ha progettato, l'impronta tangibile della condizione di sottoumanità dei deportati, un marchio che espropria del "nome proprio" impedendo ad ognuno di diventare dignitosamente, umanamente, un "tu". Nella distruzione dei corpi, Auschwitz costringe i testimoni e i superstiti a ritrovare una parola irrimediabilmente privata della sua integrità, a riacquistare, per quanto possibile, le voci; a ridare lineamenti di volti umani a chi è stato reso fumo e cenere. E quindi, paradossalmente, a recuperare il fiato dei corpi dei vecchi e dei bambini - i primi a perire perché custodi della memoria e del futuro - riannodando i fili spezzati della continuità di un popolo.
A seguito dei numerosi fatti di cronaca che confermano l'incremento dei femminicidi, l'autrice ha voluto delineare, attraverso la storia, la vita delle donne, le loro lotte per la conquista di diritti fondamentali, come la parola, l'educazione, il voto, il divorzio e l'aborto. Una vera e propria guerra dell'"altra metà del cielo" (Mao Tze-tung) che ancora oggi rivendica la possibilità di esistere ed essere riconosciuta come donna e non come genere.
Il testo si articola attorno a due assi principali. Il primo è il riconoscimento dei diritti dell'uomo come espressione diretta della dignità della persona umana. Il secondo cerca di focalizzare il ruolo del diritto all'educazione in quanto diritto culturale e fondamentale investimento sulla persona, sul suo sviluppo e sullo sviluppo dei popoli.
"Se Chimica, biochimica e biologia applicata" è un'opera ideata per venire incontro alle necessità dei corsi integrati per le lauree triennali, che spesso trattano insieme la chimica e la biochimica, delineate nei loro elementi fondamentali. La sezione di chimica, oltre a fornire i rudimenti della disciplina, prende più approfonditamente in esame gli argomenti collegati alla biologia e alla fisiologia del nostro organismo, con esempi pratici che facilitano l'apprendimento. La sezione di biochimica tratta la struttura, la funzione e le trasformazioni delle macromolecole di interesse biologico, spaziando dai concetti generali a quelli di biochimica degli organi e dei tessuti, necessari per affrontare discipline quali la fisiologia e la patologia. L'opera è completata da elementi di biologia applicata, utili per quei corsi integrati in cui trovano spazio anche discipline come biologia cellulare e genetica. Rispetto all'edizione precedente sono state aggiunte delle schede di approfondimento di biochimica con immagini a quattro colori e gli esercizi interattivi sulla piattaforma ZTE. All'indirizzo online.universita.zanichelli.it/stefanitaddei3e sono disponibili: i test interattivi, due capitoli supplementari (Elementi di biochimica d'organo e di tessuto e Elementi di scienza dell'alimentazione), la tavola periodica interattiva, i problemi di chimica con le soluzioni ragionate, le tecniche biochimiche e le animazioni 3D.
Accostarsi alla Bibbia può rivelarsi una straordinaria avventura intellettuale, una fonte di emozioni, una ricerca di senso, un modo per porsi gli interrogativi più profondi legati all'esistenza. Per un occidentale, indipendentemente dal suo credo, non conoscere le Scritture significa rinunciare in partenza a comprendere appieno la civiltà in cui vive e molti valori e idee a cui si fa abitualmente riferimento. L'influsso della Bibbia sulle fedi, sui comportamenti, sulle mentalità e i costumi è di una vastità tale da rendere arduo tracciarne i confini. Di analoga entità è il peso delle tematiche in cui ci si imbatte scorrendo le sue pagine: creazione, peccato, pentimento, perdono, alleanza, liberazione, legge, grazia, amore, redenzione, speranza messianica, salvezza, giudizio, risurrezione dei morti. Lungo i secoli queste prospettive bibliche hanno alimentato la fede e plasmato le concezioni di moltitudini di persone e la loro incidenza è stata tale da estendersi anche al di là dei confini strettamente confessionali. Nel contempo, però, le Scritture restano testi largamente ignorati oppure proposti in modo fortemente semplificato per essere messi strumentalmente al servizio di visioni religiose o ideologiche.
Il "mondo di ieri" è l'Europa d'inizio Novecento, il mondo in cui Stefan Zweig è cresciuto, si è appassionato alla lettura e ai viaggi, ha stretto amicizia con Freud, Rilke e Valéry. Un mondo stabile e sicuro, nonostante l'emergere di rivendicazioni nazionaliste, che l'autore definì "l'età dell'oro delle certezze". È un libro nostalgico, scritto da Zweig lontano dalla sua Austria, che racconta lo sgomento allo scoppio della prima guerra mondiale, il crollo delle monarchie storiche, la crisi delle ideologie e la tetra affermazione del nazismo. Tra aneddoti ricchi di "charme", in un viaggio alla scoperta di Vienna, Parigi, Berlino e Londra che abbraccia mezzo secolo della storia d'Europa, queste pagine riassumono il senso della vita di Stefan Zweig e della sua vocazione di scrittore.
"Andare a Canossa": ancora oggi, dopo mille anni, è l'icastica espressione con cui si descrive l'atto di riconoscersi in errore e chiedere perdono, a tal punto ha colpito l'immaginario "l'umiliazione di Canossa" subita da Enrico IV. Costretto nel gennaio del 1077 ad attendere per tre giorni sotto la neve di essere ricevuto da papa Gregorio VII, allora ospite di Matilde a Canossa, l'imperatore ottenne infine la revoca della scomunica che gli era stata comminata. Momento culminante nella lotta per le investiture e cioè nel conflitto di poteri fra Impero e Papato, l'episodio è, come spiega questo libro raccontandone con chiarezza lo svolgimento su entrambi i fronti, un autentico punto di svolta. Il Papato, riuscendo a respingere l'ingerenza dell'imperatore nelle cose della Chiesa e ad affermare la propria indipendenza, avviava quella separazione fra potere religioso e potere politico che ha caratterizzato da allora in poi lo sviluppo della civiltà europea.
"Dopo tre lunghi viaggi attraverso Grecia e Asia Minore, peripezie e fughe rocambolesche, (...) Paolo entra nella Città Eterna. È la primavera dell'anno 61". Leggendo questo libro, anche noi entreremo con Paolo, Pietro, Giovanni e i primi martiri nella terra che li ha visti nell'ultima tappa della vita terrena. Roma conserva qua e là i loro resti: alcuni sono stati portati alla luce dagli archeologi; altri sono ancora avvolti da un alone di mistero e vi crediamo per le tradizioni giunte fino a noi. Apprendendone la storia, infatti, constateremo che nel tempo la fede della gente non si è preoccupata tanto di indagare il come, il perché, il dove riposino certe reliquie. Questa è stata piuttosto una preoccupazione degli studiosi. Le madonnelle che incontriamo agli incroci delle vie, anche se oggi sono un po' nascoste, dicono che la memoria popolare resiste qui da due millenni e con fede spontanea testimonia il passaggio di tanti santi. Un testo che può essere letto come una guida se passando per la capitale si ha voglia di scoprirne il suo volto più prezioso, come un saggio per conoscere i tesori che Roma conserva, come un romanzo se ci si fa affascinare dalle loro storie.